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09 gen 2017

Assemblea Vigili Urbani, 10 gennaio possibili disagi alla circolazione

di Antony Passalacqua

La Polizia Municipale rende noto che martedì 10 gennaio  p.v. possibili disagi alla circolazione potrebbero derivare per l’adesione del personale della Polizia Municipale all’assemblea sindacale indetta dalla organizzazione sindacale Csa - Regioni Autonomie Locali. L'assemblea si terrà presso il Comando di via Dogali, dalle ore 10,30 a fine turno antimeridiano e dalle ore 17,00 a fine turno pomeridiano. Si ricorda altresì che gli orari di ricevimento del pubblico negli uffici di via Dogali, saranno garantiti fino alle ore 10,30.  Per ogni utile informazione, si potrà contattare il centralino allo 091.6954111

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07 dic 2016

La ZTL rimane attiva: respinto il ricorso al TAR delle associazioni

di Fabio Nicolosi

EDIT: Inserita la sentenza I giudici amministrativi respingono il ricorso presentato dalle associazioni Bispensiero e Vivo Civile e dalle associazioni di categoria, da Confcommercio a Confartigianato. Secondo il tribunale il Comune, riducendo il perimetro, avrebbe garantito un adeguato numero di mezzi pubblici alternativi. Dopo l’avvio delle ztl posticipato al 15 aprile, il TAR aveva obbligato il comune a sospendere il rilascio dei nuovi pass fino a quando non si fosse espresso in merito. Il verdetto del TAR è stato pubblicato il 6 Aprile e da allora il comune ha dovuto mettere in atto le procedure per il rimborso dei pass, ma dal punto di vista legale ha preparato anche il ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa che il 27 Maggio ha espresso parere opposto a quello del TAR. Dopo un'assemblea cittadina tra numerose polemiche e noiosi dati proiettati, il comune ha riprogettato la ZTL, e dal 9 Ottobre è entrata in vigore la famosa ZTL Centrale. Al comune si inizia già a gioire, primo tra tutti l'assessore alla mobilità Giusto Catania, che della ZTL ne ha fatto una questione personale che ha pubblicato il seguente tweet: Attendiamo dunque le dichiarazioni del sindaco, ma anche delle associazioni per capire quali saranno le prossime mosse di entrambi gli schieramenti. Intanto la certezza è che la ZTL rimane attiva. Ecco la sentenza:

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06 dic 2016

Dopo 15 anni aggiornato il piano di Protezione Civile

di Fabio Nicolosi

Dopo quindici anni il Comune di Palermo aggiorna il suo piano di Protezione Civile. L’ultimo risaliva infatti al giugno 2001 ma nel frattempo sono migliorate le conoscenze sui disastri naturali e soprattutto sono cambiate le norme nazionali e regionali. Scrive infatti il responsabile della Protezione Civile del Comune Francesco Mereu che «il piano andava rivisitato» perché bisognava potenziare la struttura tecnica e amministrativa «per acquisire una maggiore tempestività nei tempi di reazione a far fronte agli eventi calamitosi». Il provvedimento andrà ora in Consiglio comunale. Il piano suddivide il territorio cittadino in base alle caratteristiche geomorfologiche e strutturali individuando le aree più esposte a frane e allagamenti e detta le linee di intervento in caso di emergenza, anche per superare le barriere naturali (il canale Passo di Rigano, il canale Boccadifalco, il fiume Oreto) e artificiali (la circonvallazione) che potrebbero ostacolare i soccorsi. Scendendo nel dettaglio, i tecnici comunali hanno individuato le zone più soggette a frane, detriti, allagamenti, rischio sismico e rischio industriale con specifici piani di emergenza per l'esondazione dei canali Boccadifalco e Papireto o del fiume Oreto, la possibilità di crollo di massi rocciosi dai costoni che sovrastano la città, un’eventuale situazione di pericolo al Deposito Esso (rischio industriale Bandita-Acqua dei Corsari), al Deposito Eni (rischio industriale Brancaccio) o sulla circonvallazione. Che ci sia ancora molto da fare, a partire dai canali di maltempo (è di ieri la notizia dell’accensione di un mutuo per la loro manutenzione), lo conferma la relazione generale, che sottolinea: «La città e il suo territorio sono soggetti ad allagamenti con intervalli di tempo di 1-2 anni e non sempre in occasione di eventi meteorici eccezionali. Infatti è fuorviante correlare questi allagamenti solo con l’intensità della pioggia: la pioggia è solo una componente di tale rischio e agisce da rivelatore. Le vere cause - spiegano i tecnici - sono da attribuire a fattori antropici, primo dei quali la situazione precaria in cui versano i canali di protezione idraulica. Questi sono insufficienti per lo smaltimento delle acque meteoriche sia per il loro sottodimensionamento sia per la cattiva manutenzione (ostruiti da depositi di rifiuti solidi urbani e materiale da demolizione) sia per i numerosi scarichi fognari che abusivamente vi trovano recapito. Inoltre, oggi, qualsiasi calcolo di portata per questi canali risulta, a parità di eventi meteorici, più elevato di quello che fu previsto durante la loro realizzazione perché l’intensa urbanizzazione ha reso le aree sottese meno permeabili». La vulnerabilità del territorio cittadino, insomma, è aumentata non solo per l’urbanizzazione crescente ma anche «a causa della cattiva o assoluta mancanza di manutenzione dei suddetti canali». Le arterie a maggior rischio allagamento sono via Roma, via Maqueda, la linea ferrata Trapani-Palermo e viale Regione Siciliana, in particolare i sottopassi di via Belgio e viale Lazio. Vanno considerate «aree ad elevata pericolosità idraulica» anche le depressioni della Fossa Danisinni (tra via Cappuccini e via Cipressi) e della Fossa della Garofala (tra viale Delle Scienze e corso Pisani all’interno dell’area universitaria). Sotto, infatti, scorrono i corsi d’acqua ancora attivi Papireto e Kemonia, invadendo tutti gli antichi quartieri del centro storico (Vucciria, Borgo, Kalsa). Particolare attenzione «riveste la via Porta di Castro, area depressa, naturale collettore delle acque piovane provenienti dalle aree limitrofe». E ancora i quartieri Borgo Nuovo, Cep, Piano dell’Ucciardone, Borgo Ulivia, Sperone, Malaspina e Margifaraci. Per quanto riguarda il rischio frana, invece, bisogna distinguere le zone sottoposte al distacco di massi rocciosi da quelle soggette a colate di detriti. Nel primo caso, si parla soprattutto di Monte Pellegrino e dei fronti rocciosi di Monte Gallo, Pizzo Impiso e Boccadifalco, mentre il fenomeno è meno frequente sulle pendici di Monte Grifone. Nel secondo caso il discorso vale per i valloni che partendo dalla valle dell’Oreto costeggiano la piana palermitana in direzione Sferracavallo: a nord, ad esempio, lo spartiacque che passa per piazza Tommaso Natale e Monte Gallo; a nord-est la linea di costa di Mondello; a est da Monte Pellegrino fino alle ex scuderie reali (Casa Natura); e a sud lo spartiacque che da Monte Pellegrino attraversa piazza Niscemi, San Lorenzo e Villa Adriana per terminare all’Ospedale Cervello. Tra le aree di attesa e accoglienza della popolazione in caso di catastrofe, oltre ad una serie di strade e piazze, vengono individuati, a nord, il Velodromo (quando sarà pienamente agibile), i parcheggi degli ipermercati in via Ugo La Malfa, il Palazzetto dello Sport (ma lì si attendono i lavori di ristrutturazione), lo Stadio delle Palme (anch'esso prossimo a un massiccio intervento), l’ippodromo; in centro città i Cantieri Culturali alla Zisa, piazzale John Lennon, Villa Filippina, il campo Tenente Onorato a Boccadifalco (dove si allena il Palermo); a sud il Forum. Con il piano generale andranno in aula anche un disciplinare di attivazione del sistema comunale di Protezione Civile e un Piano di protezione in caso di evento sismico, oltre ad una serie di piani specifici per singole aree che ipotizzano, ad esempio, l’esondazione dell’Oreto. Articolo tratto da Meridionews

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06 dic 2016

Quando la politica arreca disagi: chiudere l’incrocio Uditore-L. Da Vinci

di Antony Passalacqua

Se il traffico palermitano vuoi provare, l'incrocio Uditore devi attraversare. Tuona come una sfida ma solo chi è riuscito a transitare da quelle parti è consapevole che bisogna armarsi di tanta pazienza. A quasi due mesi dalla riapertura dell'incrocio Uditore-L. Da Vinci, chiesta a gran voce da residenti e commercianti e caldeggiata dalla V Circoscrizione,  la situazione è paradossalmente peggiorata. Circa mezz'ora i tempi di attraversamento durante le ore di punta che raggiungono cinquanta minuti circa durante le giornate di pioggia. Conseguenze? Oltre i tempi di attraversamento notevolmente più lunghi, i convogli tram rimangono spesso bloccati dalle auto ferme all'incrocio e l'inquinamento sale alle stelle. Da una parte la richiesta-legittima-di residenti e commercianti che preferivano evitare l'inversione di marcia al primo varco su via B. Angelico; da un'altra parte la politica che anzichè dire di no, ha preferito accogliere questa richiesta senza preoccuparsi delle possibili conseguenze e dei pareri della Polizia Municipale che consigliava di mantenere chiuso questo incrocio. Perchè l'incrocio non appartiene solo ai residenti ma all'intera collettività. Un altro precedente storico è accaduto per l'incrocio Perpignano dove Circoscrizione e residenti chiedevano a gran voce la riapertura dell'incrocio sulla Circonvallazione. Richiesta rispedita al mittente. Qui invece no. Paura di perdere consensi? Semplice incompetenza? Populismo? Non lo sappiamo ma meglio correre subito ai ripari. Di certo non meritiamo certa politica volta a tutelare pochi e non l'intera comunità- Per questo oggi chiediamo la chiusura dell'incrocio per ristabilire ordine al traffico caotico dell'intera zona. E giusto per dovere di cronaca, ecco alcuni articoli sulla vicenda. Paradossale è leggere chi vedeva nella riapertura dell'incrocio la fine di tanti disagi... http://giornalelora.com/cronaca/ancora-chiuso-lincrocio-leonardo-da-vinci-uditore-nonostante-lordinanza-comunale/ http://livesicilia.it/2016/07/02/da-vinci-uditore-riapre-lincrocio_764643/ http://www.palermotoday.it/cronaca/riapre-incrocio-via-uditore-via-leonardo-da-vinci.html http://www.palermomania.it/news.php?una-petizione-per-riaprire-lincrocio-tra-via-uditore-e-via-da-vinci&id=78640 Nella trasportistica, i flussi veicolari vanno resi sempre più lineari evitando ripetuti blocchi. Ma purtroppo a Palermo si aprono e si chiudono incroci senza guardare all’interesse collettivo ma all’interesse particolare di alcuni firmatari….

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05 dic 2016

VIDEO | I turisti impazziscono davanti il totem turistico che “non sa quel che dice”

di Giulio Di Chiara

Abbiamo spesso sentito parlare di provvedimenti per incentivare il turismo in città e l'istituzione dell'itinerario arabo-normanno in tal senso ha significato un potenziale arricchimento dell'offerta culturale. Città intere vivono di turismo, ma il livello di "benvenuto" varia, la qualità con cui un comune guida e coccola il turista è direttamente proporzionale alla qualità dei servizi che offre.   Oggi vogliamo mostrarvi questo video reperito in rete, in cui i protagonisti sono dei turisti inglesi alle prese con un totem informativo davanti la cattedrale. Oltre a un servizio di trasporti in cui le pensiline cadono a pezzi, gli autobus non rispettano gli orari e le strade sono piene di buche, questa città riesce a partorire dei depistaggi per i visitatori, sempre più costretti a "sopravvivere" nella nostra giungla. Colui che al Comune ha commissionato quei totem non ha controllato la funzionalità degli stessi o forse non gliene importava nulla del risultato finale. Chi ha concepito concettualmente quella grafica non si è calato nei panni di un turista ma al contempo non ha ricevuto nessun controllo dalla committenza. Tante cose sono fatte giusto per completare la pratica sul tavolo, non per apportare un reale miglioramento alla collettività. Stessa identica cosa successa per il sito dell'AMAT o per il portale della mobilità sostenibile, che vi abbiamo raccontato ampiamente. Nessuno paga negli uffici. Soltanto la nostra immagine e coloro che decidono di scoprire la nostra fantastica città. Ci scusiamo con questi signori, a nome di tutti i cittadini palermitani a cui sono cadute le braccia per terra.

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01 dic 2016

A rischio il contratto di servizio di Trenitalia

di Fabio Nicolosi

Dopo la bocciatura della norma per l'assestamento finanziario che impedisce alla regione di pagare l'IVA dovuta a Trenitalia, il contratto di servizio tra la Regione e Trenitalia è a rischio. Un bel problema dunque che ora dovrà essere risolto, visto l'importanza fondamentale che ha questo contratto di servizio che permette a migliaia di pendolari di spostarsi tramite il treno all'interno della regione Sicilia. All'Assemblea regionale maggioranza battuta sull'articolo 7 della manovra di assestamento di bilancio, che prevede il pagamento dell'Iva a Trenitalia: 8 milioni 366 mila euro per il 2016. Prima della votazione, l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Baccei, aveva raccomandato che "senza l'Iva non si può neanche impegnare il contratto di servizio a Trenitalia che è già stato erogato. Ogni anno la Regione paga 110 milioni, se l'articolo non viene approvato avremo un debito fuori bilancio di 110 milioni". Ecco la nota stampa inviata dalle ferrovie: L’Assessore Regionale ai Trasporti, Giovanni Pistorio, il Direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia, Orazio Iacono, e il Direttore Regionale, Maurizio Mancarella, si sono incontrati oggi per confrontarsi sul futuro dei trasporti ferroviari in Sicilia e definire gli aspetti del rinnovo del contratto di servizio. L’ordine del giorno ha dovuto subire un’inaspettata modifica alla luce della situazione determinata ieri dalla bocciatura di una norma della legge di assestamento finanziario che impedisce alla Regione Siciliana di pagare i corrispettivi dovuti a Trenitalia per i servizi già erogati nel 2016. Questo scenario rischia di compromettere lo sviluppo del servizio ferroviario mettendo a rischio la firma del contratto che prevede investimenti rilevanti per il rinnovo della flotta. Non solo, tale decisione si pone in assoluta controtendenza rispetto all’impegno che tutte le regioni italiane hanno assunto e che le ha portate a regolarizzare la loro posizione finanziaria, consentendo così di proseguire nell’acquisto di nuovi treni e nell’ammodernamento tecnologico della flotta esistente. Trenitalia, che sta attentamente valutando le azioni da intraprendere, auspica che la situazione possa trovare una rapida e positiva soluzione nell’interesse primario dei cittadini siciliani e di una mobilità efficace e sostenibile per l’Isola.

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01 dic 2016

MAPPA | Referendum 4 Dicembre: Ecco i seggi accesibili ai diversamente abili

di Fabio Nicolosi

Vi riportiamo la mappa che mostra tutti i seggi, dove qualsiasi diversamente abile può andare a votare sfruttando l'accesibilità dovuto all'abbattimento delle barriere architettoniche Gli elettori con capacità di deambulazione gravemente ridotta possono esercitare il diritto di voto in una qualsiasi sezione elettorale del Comune appositamente allestita, quando la sezione alla quale sono iscritti non è accessibile mediante sedia a ruote. È necessaria l’esibizione di documento di riconoscimento, della tessera elettorale, l’attestazione medica rilasciata, anche precedentemente e per altri scopi, dall’Azienda Sanitaria, o copia autentica della patente di guida speciale, purché dalla documentazione esibita risulti l’impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione. Sono individuate, segnalandone gli accessi con apposito simbolo, ed attrezzate le sezioni ubicate in locali ove le barriere architettoniche sono state eliminate. Ringraziamo Ciro Spataro e G.B Vitrano per la mappa: Visualizza a schermo intero

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