07 ago 2010

Le meraviglie di Trenitalia


Non sapete quante volte ho ringraziato il cielo per non aver mai avuto bisogno dei mezzi pubblici a Palermo. Vivendo in centro posso permettermi il “lusso” di girare a piedi, o comunque utilizzare l’auto solo quando strettamente necessario (per lo più la sera). Si perché nella nostra MediocriTown le (brutte) sorprese sono sempre in agguato.

A volte sfiorano il ridicolo, l’impensabile, l’assurdo…eppure è quello che capita quotidianamente. Per lo più questo è possibile grazie all’incompetenza, la strafottenza e l’estrema negligenza dei buffoni che vengono messi ai posti di comando. Poi quando si parla di Sicilia, ci si chiede come sia possibile che gente che non avrebbe la qualifica per andare a strappare le erbacce nei campi, rivesta incarichi pubblici. Comunque, andando al sodo, vi racconto l’esperienza che ebbi appena un anno fa. Tornavo da Punta Raisi e prima di recarmi a Palermo avevo necessità di sbrigare alcune cose nei pressi della stazione Piraineto. Faccio il biglietto e mi viene chiesto comunque l’importo totale del percorso (5 euro). Chiedo spiegazioni e cerco di capire per quale motivo avrei dovuto pagare 5 euro per scendere alla fermata dopo. Mi viene detto che Trenitalia ha imposto queste tariffe. Mi faccio derubare di questi 5 euro e scendo a Piraineto. Nel tardo pomeriggio mi reco nuovamente alla stazione e cerco di fare il biglietto. Biglietteria automatica FUORI SERVIZIO. Dopo diversi tentativi, dato l’imminente arrivo del treno, chiedo spiegazioni. Mi viene detto che la biglietteria è guasta e che i biglietti devono essere fatti al bar che dista un chilometro.


Il treno arriva e io comincio a innervosirmi. Chiedo al controllore se è possibile farmi il biglietto dato che la macchinetta è guasta. Il controllore mi risponde in tono scocciato che non dipendeva da lui il fatto che la macchinetta fosse guasta, e che se fossi salito sul treno senza biglietto mi avrebbe fatto la multa. A prescindere dalla maleducazione e la totale mancanza di rispetto e di comprensione, il succo è che quel giorno restai a piedi. Per una negligenza di Trenitalia ho visto violati i miei diritti di passeggero. Dopo quella volta, sentii nuovamente voci di episodi simili verificatisi. Oggi apro il sito www.siciliainformazioni.com e apprendo quanto segue:

Dura la vita del pendolare. Alzi la mano chi può smentire. Svegliarsi presto la mattina per andare alla stazione, arrivare e trovare la biglietteria guasta, andare al bar più vicino (lontano un chilometro) per comprare il biglietto a fascia chilometrica e non trovarlo, tornare alla stazione e sentirsi dire che si dovrà pagare un supplemento o in alternativa una multa per potere arrivare a destinazione, e dulcis in fundo, sentire al microfono che il vostro treno è stato soppresso.

E’ quanto accaduto stamattina, ai pendolari che dalla stazione di Piraineto (vicina all’aeroporto di Punta Raisi) si dovevano recare a Palermo. Il problema è che a quanto pare, a detta del capostazione (che non è un dipendente delle Ferrovie dello Stato) e del capo treno (che invece lo è) chi sale a bordo del treno successivo senza biglietto e lo dichiara, anziché i canonici 2,70 euro dovrà pagare 3 euro (i 2,70 arrotondati in base a chissà quale criterio) più cinque di sopratassa. Sopratassa? Pure la sopratassa, non basta pagare le tasse per un servizio che non funziona, si deve pagare anche la sopratassa… Se invece non si dichiara, sperando di potere “scroccare” il passaggio a Trenitalia, si rischia la multa di 50 euro.

Morale della favola, stamattina da quel treno c’è chi è sceso, senza potere raggiungere così il proprio posto di lavoro… Ma non basterebbe riparare la biglietteria e dotarla di telecamera per riprendere eventuali vandali? O in alternativa dotare il capo stazione di biglietti di emergenza per gestire queste situazioni? Certo è che eventuali pendolari improvvisati, che speravano di avere trovato la soluzione al traffico in entrata a Palermo, preferiranno svegliarsi un po’ prima e andare in auto. Almeno saranno sicuri di arrivare in orario a destinazione.

Non è cambiato assolutamente nulla. Piraineto è, insieme a Notarbartolo, un importantissimo punto di snodo frequentato quotidianamente da migliaia di viaggiatori. Mi chiedo come sia possibile peccare di una negligenza simile e di una totale assenza di qualsiasi logica aziendale. Mi chiedo come sia possibile che un pendolare possa essere danneggiato in questo modo, senza veder rispettato alcun suo diritto, e anzi dovendo pure pagare una penale in pieno stile “curnutu e mazziato“. Questa vergogna mi apre seri dubbi. Non posso fare a meno di essere decisamente preoccupato. Il passante ferroviario tra qualche anno sarà terminato: è questo il servizio che verrà offerto? E’ così che i clienti verranno trattati? Bestiame da caricare sui carri? Polli da imbavagliare e spennare per benino? Tempo fa documentammo lo scandalo in cui versano attualmente le stazioni del passante e anello ferroviario dove, a parte l’estremo degrado, abbandono e sporcizia, su tre stazioni visitate, tutte e tre avevano le biglietterie automatiche guaste. Se Trenitalia assume queste politiche, cosa cambierà di fatto? Nulla. Anche a lavori terminati, il passante si rivelerà di utilità nulla a causa delle negligenze dell’azienda. Ci vuole molto a proteggere le biglietterie automatiche con delle grate? Ci vuole molto a vendere il biglietto direttamente sul treno? Sono soluzioni così impensabili che necessitano forse di fondi extra e forza lavoro? Qui non c’è scusa che tenga, quello che accade ogni giorno è scandaloso e indegno pure per un paese del terzo mondo. A questo punto però non sono in grado di sostenere che il paragone regga ancora, dato che al terzo mondo ci stiamo avvicinando sempre di più, mentre paesi come la Tunisia, l’Algeria o il Marocco stanno lentamente risorgendo. Altrove una roba simile basterebbe a scatenare cause civili e risarcimenti milionari, ma non succede perché i clienti vengono trattati come tali. In Italia invece abbiamo tanti marchesi del Grillo che non fanno altro che ricordarci che “loro sono loro, e noi nun siamo un cazzo”


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