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27 gen 2020

C’era una volta il giardino inglese

di belfagor

Il 6 gennaio 2020,alla presenza dell’arcivescovo Corrado Lorefice , del governatore Nello Musimeci,  il ministro del sud  Provenzano e del l Prefetto ,  il sindaco Orlando ha intitolato lo storico “ Giardino Inglese”all’ex presidente della regione Piersanti Mattarella nel 40° anniversario del suo barbaro omicidio. “Questa intitolazione – ha detto il sindaco aprendo la cerimonia – serve a fare memoria e conferma l’ammirazione per Piersanti Mattarella.” Belle parole !!!. Stranamente il nostro sindaco si è guardato bene a far visitare, agli illustri ospiti,  “questo meraviglioso giardino”  come viene  definito da tutte le principali  pubblicazioni naturalistiche e turistiche   . E il motivo è molto semplice, il giardino si trova…… nel più completo abbandono e degrado  In parole povere il nostro sindaco ha intitolato  all’ex presidente della regione, “ in memoria e a conferma della sua ammirazione “ un giardino degradato e abbandonato  COMPLIMENTI  !!!!  “Repubblica “ giorni dopo ha pubblicato un articolo  dove sono elencati i tanti problemi dell’ex “ Giardino Inglese” “I cittadini chiedono l’illuminazione pubblica che manca da 16 anni, servizi essenziali come i bagni pubblici, ma anche interventi sul decoro, alle statue e alla serra vandalizzata del Basile. I frequentatori del Giardino Inglese, intitolato a Piersanti Mattarella, sognano un villa sicura e a misura di cittadino, dove si organizzino festival culturali ed eventi.” “Prontamente” l’amministrazione comunale è intervenuta. L’assessore ai lavori pubblici ha risposto a una giornalista del GDS : “ Non mi hanno informata di questa situazione “  Cioè l’assessore non sapeva che il “giardino Inglese” è da anni senza luce , senza acqua, con le fontane , le statue, la voliera  e la serra del Basile  vandalizzati  e senza bagni pubblici  ( sob!!!!),  Il presidente dell'AMG ha ammesso che l'impianto d'illuminazione , circa 10 anni fà, è stato dismesso perchè pericoloso: occorre rifare "ex novo" tutto l'impianto. Cioè il Comune dovrebbe finanziare tale progetto. Nella stessa situazione si trova un altro giardino storico, Villa Giulia, che Johann Wolfgang Goethe  definì “il più meraviglioso angolo della terra" Ma l'assessore, anche in questo caso, non è stata.... " informata". Come scrive Massimo Norrito :   “ Andare oltre l’intitolazione del Giardino Inglese alla memoria di Piersanti Mattarella perché la cerimonia non rimanga un episodio fine a se stesso, ma sia invece stimolo per il rilancio del polmone verde del centro di Palermo. È questo quello che si propone “Repubblica” con la campagna che inizia oggi. Ripristinare l’illuminazione che da anni ha lasciato al buio il parco facendone nelle ore notturne un posto dove è pericoloso passeggiare, ma anche sistemare i bagni pubblici, la voliera, i camminamenti e le fontane. Sono tutte cose che dovrebbe essere normale tenere in buono stato, ma che invece sono diventate opere straordinarie alle quali bisogna mettere mano perché il giardino ritorni allo splendore di un tempo così com’è nella memoria di intere generazioni di palermitani. Un simbolo della città che deve ricominciare ad essere tale e non, al contrario, l’ennesimo esempio di abbandono e degrado. Una missione per cancellare quello che oggi, dal sei gennaio scorso, oltre che alla gente di Palermo sarebbe anche un oltraggio alla memoria di Piersanti Mattarella”

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13 gen 2020

Il ponte guadagna: il ponte dei desideri

di belfagor

Nel lontano 1996 fu inaugurato,“ in pompa magna”,  dal sindaco di allora , Leoluca Orlando Cascio,  il Ponte Bailey alla Guadagna . Si tratta di un ponte “provvisorio”, installato in pochi giorni dal Genio militare,  che doveva servire ad alleggerire  "momentaneamente" il problema del traffico caotico di tale zona della città . Nel giro di qualche mese, fu promesso dal sindaco, sarebbe stato sostituito da un vero ponte: il progetto era pronto e i  finanziamenti c'erano. Chiaramente si trattava della solita “promessa”. Infatti passano 23 anni da allora e del nuovo ponte Guadagna si sono perse le tracce. Nel novembre 2015  Palazzo delle Aquile  dispose  lo stop alla circolazione del ponte Bailey alla Guadagna per “urgenti lavori di manutenzione” , mandando il traffico in tilt per mesi. MOBILITA PA  pubblicò un articolo  : “Ponte Bailey alla Guadagna, le “promesse del Comune” Il ponte Bailey alla Guadagna resterà chiuso, con buona pace degli automobilisti che saranno costretti a fronteggiare ancora per  mesi gli ingorghi di via Oreto. Nessuna buona notizia per chi abita nella periferia est di Palermo e ogni giorno,per lavoro o studio, deve recarsi in centro. Da qualche mese, infatti il ponte, costruito dal Genio militare nel 1996,  è stato interdetto alla circolazione: il piano in legno presenta troppi danni e la sicurezza di chi lo attraversa è a rischio.     Così il Comune ha deciso lo stop alle auto e attende che una delle squadre del COIME si liberi per intervenire sul ponte.         “La struttura in sé è solida, ma il piano di legno è degradato e l’intervento eseguito a ottobre 2015  non ha risolto il problema: serve un intervento più radicale che durerà almeno un mese e che quindi si protrarrà fino a gennaio 2016”, spiegano dal Comune. Il problema è che il blocco della circolazione causa code e ingorghi paurosi in via Oreto, Il ponte costituisce l’unica alternativa a via Oreto e a viale Regione Siciliana per collegare la periferia con il centro città. Dopo  mesi dalla pubblicazione di tale articolo   la situazione era sempre la stessa. DA “LIVE SICILIA” del 18/02/2016 Buone notizie per il ponte Bailey della Guadagna, chiuso dallo scorso novembre per la disperazione degli automobilisti   ...Il Comune, nel corso di una conferenza di servizi indetta dal capo area alle Manutenzioni Mario Li Castri, ha infatti deciso di programmare gli interventi per la riapertura, anche se è difficile dire quando le auto potranno tornare a circolare sulla struttura montata dall’Esercito nel 1996. La Reset dovrà occuparsi di pulire le sponde del fiume, consentendo così ai tecnici e al Coime di effettuare le verifiche sui bulloni e sul manto stradale: a quel punto si avrà un quadro chiaro della situazione e dei lavori previsti,per i quali potrebbero volerci 30-40 giorni o anche di più. P.S. L’intervento del Comune del novembre 2015 dimostrava la totale disorganizzazione dell’amministrazione comunale. In parole povere avevano chiuso il ponte senza organizzare niente. Non esisteva  nemmeno un progetto , infatti ,dopo mesi  ancora” studiano “ se dovevano allargare il ponte oppure no. Eravamo nelle mani di “dilettanti alla sbaraglio”. Alla fine il ponte fu riaperto Il  23 maggio 2016, su pressione dell’opinione pubblica, senza che fossero fatti tali “urgenti “ lavori. Si disse allora che i lavori non erano stati svolti perché era nelle intenzioni dell’amministrazione Comunale  il “raddoppio del ponte”, rendendolo così percorribile nei due sensi di marcia. Sono passati quasi 4 anni è il Comune richiude di nuovo il Ponte Bailey della Guadagna per …..”.urgenti lavori  di manutenzione “. COMPLIMENTI !!!!!!

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08 gen 2020

Che fine ha fatto il progetto per il raddoppio del Ponte Corleone?

di belfagor

Nel dicembre 2016,  l’allora Primo ministro  Renzi e il sindaco Orlando  firmarono il “ PATTO PER PALERMO” che prevedeva l'erogazione di 764 milioni per opere di miglioramento della città. Era certamente una  notizia importante  che poteva  risolvere alcuni dei più gravi  problemi  infrastrutturali della città . . Tali  fondi NON ERANO VINCOLANTI e potevano perciò  essere spesi dal Comune per quelle opere che si ritenevano prioritarie. Gran parte di questi nuovi finanziamenti   il Comune  li  destinò  alla realizzazione di nuove linee di Tram ( circa 98 milioni) e per un nuovo  restauro del Teatro Massimo ( 22 milioni). Solo 4 milioni (4.663.954,51 per la precisione) furono  destinate al Sottopasso Perpignano, e 5,3 per il “Raddoppio del Ponte Corleone”: Mentre furono destinati ben 4,7 milioni per la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale, opera, certamente suggestiva ma  che francamente non era prioritaria. Nella realtà i nuovi finanziamenti erano solo 322 milioni, il resto erano somme già stanziate e mai utilizzate dal Comune e che però solo in parte potevano essere recuperate. Ciò è molto importante per capire il pasticcio che si è verificato dopo. RIASSUMENDO :  Di questi 322 milioni  , il Comune destinò : -    98 milioni per la realizzazione di 9 nuove linee di Tram -    22 milioni per un nuovo restauro del Teatro Massimo  -    4,7 milioni per  la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale  -    4 milioni per il sottopasso Perpignano -    5 milioni per il raddoppio del Ponte Corleone  Appare evidente  che tale suddivisione dei finanziamenti  era alquanto discutibile e cervellotica. Per esempi le cifre destinate al sottopasso Perpignano e per il raddoppio del Ponte Corleone erano ridicole Dall’ assessorato comunale alle Infrastrutture  giustificarono tali scelte con il fatto che tali cifre dovevano aggiungersi ai vecchi finanziamenti e proprio per questo  si disse : «si attendono verifiche da Roma sui fondi ex Agensud».  Cioè si sperava di recuperarli. Purtroppo ciò non è stato possibile. Lo stesso assessore Arcuri ammise: “Abbiamo fatto un tentativo di recuperare le somme con il ministero delle Infrastrutture, ma il tentativo è andato a vuoto". Il Comune pensò allora  di dirottare le risorse stanziate dal “Patto per Palermo”per il Sottopasso  di Via Perpignano   per  il raddoppio del Ponte Corleone ” che ha la massima priorità visto lo stato in cui versa oggi». Ma tale strategia “alternativa” presentava un “piccolo problema”. Per il raddoppio del Ponte di Corleone ci vogliono 21 milioni : come pensava  il Comune di completare tale opera con soli 9,8 milioni? Ma  c’èra un rischio ancora più forte I fondi del “ Patto per Palermo” vengono erogati a condizione che vengano spesi entro il 31 Dicembre 2019. In un articolo pubblicato su " MOBILITA PALERMO" dal titolo emblematico: " Il bando per il Ponte Corleone è prossimo alla pubblicazione , ma è corsa contro il tempo" si esprimevano forti preoccupazioni. E che queste preoccupazioni non erano  campate in aria lo dimostra il fatto che durante la seduta del Consiglio comunale del 13/03/2018 il consigliere di maggioranza, Sandro Terrani (capogruppo di Mov139)  lanciò  l’allarme : "Apprendendo dello stato di gravità rispetto allo stato di degrado avanzato in cui versa il ponte Corleone…. si chiede l'immediata convocazione in Aula dell'assessore per fare chiarezza sulla stabilità della struttura e lo stato di avanzamento degli interventi previsti".  Il 28 maggio 2018 , durante una conferenza stampa il Sindaco Orlando e l’assessore alle infrastrutture Emilio Arcuri annunciarono  trionfalmente  che era  tutto pronto per i lavori di manutenzione e restauro strutturale del Ponte Corleone : «il Rup, l’Ingegnere Massimo Verga ha pronto il bando di concorso internazionale per la ri-progettazione delle bretelle laterali al ponte, il cosiddetto “Raddoppio” ex Cariboni. Il bando per la ri-progettazione esecutiva ha un valore di 1,3 milioni di euro. Una volta completata questa fase, sarà necessario un secondo bando, relativo invece ai lavori, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal Patto per Palermo». Che tutto non era pronto lo dimostra il fatto che solo dopo 10 mesi fu effettivamente bandito il primo appalto  Il 22 febbraio 2019 fu pubblicato il seguente articolo : “ Si sblocca finalmente l’atteso bando per la revisione del progetto di Raddoppio del Ponte Corleone, sulla Circonvallazione di Palermo”. “Dopo l’ inchiesta di “Striscia la notizia”” sul rischio di perdere i fondi del “Patto per Palermo”, il Comune infatti ha pubblicato ieri la «gara europea per l’affidamento del servizio di revisione della progettazione definitiva per la costruzione per il “Raddoppio della Circonvallazione di Palermo” relativo al tronco compreso tra via Giafar e via Altofonte, Progetto ex Agensud 32/8/a – Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei ponti laterali sul fiume Oreto. CIG: 743304137. Il bando pubblicato ieri scadrà il 17 aprile 2019 e ha un valore di 1,3 milioni;  l’intero appalto invece sarà affidato entro l’anno con un altro bando che avrà un importo di 17 milioni di euro, finanziati dal “Patto per Palermo”. Dopo tale notizia calò un assordante muro di silenzio. Riassumendo: Il bando pubblicato per il “ Progetto stralcio relativo ai lavori di costruzione dei  2 ponti laterali sul fiume Oreto” doveva chiudersi il 17 aprile Poi bisognava  fare un nuovo  bando per assegnare i lavori per tali due corsie laterali Poi bisognava progettare  e fare un secondo bando, relativo invece ai lavori del ponte principale, per un importo di circa 17 milioni di euro, cofinanziati dal  “Patto per Palermo». Le notizie ufficiali purtroppo si fermano qua. -    Che fine ha fatto la «gara europea per l’affidamento  della progettazione definitiva dei 2 ponti  laterali”? -   E’ stato fatto il bando per la realizzazione  di tali due ponti laterali ? -    E’ mai stato pubblicato il bando da 17 milioni per la messa in sicurezza  del ponte principale? Ricordiamo che il Patto per Palermo, termina 31.12.2019. C’è il rischio concreto della perdita dei fondi. Infatti, come sottolineava l’Arch. Nicola Di Bartolomeo, Capo Area Infrastrutture del Comune : “Bisogna scongiurare che sia arrecato all’ ente un danno all’ erario derivante dall’ eventuale ritardata attuazione di un’operazione specificamente individuata nel Patto per lo sviluppo della città di Palermo, per la quale la delibera CIPE 25 del 10 agosto 2016 IMPONE che le obbligazioni giuridicamente vincolanti per l’affidamento dei lavori devono essere assunte entro il termine ultimo del 31 dicembre 2019».  P.S.  Mancano ormai pochi giorni alla scadenza  e del progetto del Ponte di Corleone si sono perse le tracce, come si sono perse le tracce  anche per le altre opere che si dovevano realizzare ( il  nuovo restauro del Teatro Massimo , la pista ciclabile green way  Palermo–Monreale e il sottopasso Perpignano) , sacrificati per realizzare 3 nuove linee di tram, che….. forse non si realizzeranno. COMPLIMENTI  

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25 lug 2019

I lavori infiniti sulla statale “Palermo – Agrigento”: la “manina” ha colpito ancora

di belfagor

L’onorevole  regionale Giusi Savarino, presidente della "commissione Territorio, Ambiente e Mobilità" dell'Ars, al termine di un 'ennesima convocazione in commissione di Anas, Cmc e comitato delle imprese creditrici, annunciò: “Giorno 28 febbraio riprenderanno i lavori sia sulla Palermo-Agrigento sia sulla Agrigento-Caltanissetta". BELLA NOTIZIA!!! Purtroppo  la deputata regionale Savarino non spiego  in quale anno sarebbero ripresi  tali lavori. Infatti probabilmente si riferiva al… 28 febbraio 2050.  Infatti giovedi 28 febbraio 2019 i lavori ….non sono ripresi . Mesi dopo sembrò che la situazione fosse stata finalmente sbloccata: infatti era stato trovato un accordo : l’ANAS si accollava i debiti della CMC e avrebbe pagato i debitori . Purtroppo tale accordo , dopo una riunione del Consiglio dei Ministri, “misteriosamente” scomparve: sembra per colpa di una….. “manina”. Che durante il consiglio dei Ministri circolano “entità paranormali , volgarmente chiamate “manine”, era stato  denunciato pubblicamente in televisione dal vice ministro del consiglio, Luigi Di Maio. Certamente, anche in questo caso  si  trattava  di una “manina”. Ma nessun problema: alcuni deputati del M5S annunciarono che tale accordo sarebbe stato inserito nel ”Decreto Crescita”. E infatti il ministro delle infrastrutture , Danilo Toninelli, giorni fa ha annunciato trionfalmente : «È appena stato approvato in Commissione l’emendamento a favore  della Cmc  di Ravenna e anche delle decine di imprese siciliane impegnate nei cantieri  di ammodernamento della Palermo-Agrigento . I subappaltatori della Cmc potranno avere finalmente i soldi  …il decreto Crescita contiene una norma Salva imprese che prevede 45,5 milioni anche per il pregresso». Il fondo è contenuto nel Decreto Crescita, ora in discussione alla Camera. In altre parole , teoricamente si potranno pagare  finalmente i crediti vantati dalle tante ditte e riprendere i lavori Peccato  però  che nella notte qualcuno ha cambiati i termini per la restituzione delle somme vantate dalle stesse imprese. Un «colpo di spugna» che ha fatto scattare l’ira delle 168 imprese siciliane creditrici  del gruppo Cmc Cosa era successo? Sembra che una “manina” ha eliminato il termine di  “pagamento urgente dei crediti entro 85-90 giorni” scaricando sulle imprese “l'onere di dimostrare l'esistenza di tali crediti e il loro ammontare, affidando ai debitori il compito di certificarli” e soprattutto “è scomparso il  termine di scadenza perentori”. In tal modo si permette  di posticipare all' infinito   il pagamento dei crediti e  si vanifica qualsiasi promessa o impegno. Una vera presa in giro!!!! Le aziende e i sindacati sono infuriati “  La politica smetta una volta per tutte di prenderci in giro e si renda conto del fatto che tutti noi, 168 aziende con 3.597 dipendenti, che avanziamo 108 milioni in totale, non potremo proseguire i lavori nei cantieri se non riceveremo subito il dovuto». Anche il sindaco di Agrigento , Lillo Firetto, e infuriato : "Prima sopralluoghi e passerelle camuffate da inaugurazioni, poi emendamenti che si dissolvono nel mistero, infine ricompaiono e ora i selfie trionfalistici. Seguirà una nuova inaugurazione?” P.S. Caro sindaco Firetto ,  i nostri governanti , regionali e nazionali, non hanno colpa: la colpa è della “manina”. Forse , invece di continuare con le ispezioni, le riunioni e i vertici di governo, chiamiamo un…… esorcista, ma uno bravo .    

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24 lug 2019

Via Valderice diventa via Spinelli :storia di un eroe dimenticato

di belfagor

Via  Valderice  cambierà  nome : sarà intitolata a Vincenzo Spinelli, un commerciante di tessuti ucciso dalla mafia nel 1982 e che fino a due anni era uno delle tante vittime della mafia dimenticate colpevolmente Ma chi era Vincenzo Spinelli? Era un semplice commerciante nel settore dell'abbigliamento : un giorno, nel 1979, subisce una rapina in un suo negozio  in piazza Alcide De Gasperi. Qualche anno dopo, il 30 agosto 1982, viene ucciso mentre si trova a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. Aveva  46 anni . Partono le indagini e si indaga sui problemi finanziari del commerciante e sui suoi affari andati male. Come al solito si sospetta pure su un  movente passionale , ma l’inchiesta non approda a niente. Stranamente nessuno collegherà questo omicidio a  quella rapina subita  nel 1979 e al fatto che Spinelli, pochi giorni dopo,  aveva riconosciuto uno dei rapinatori. La sua storia è venuta a galla, molti anni dopo , grazie al pentimento di uno degli assassini. Dal suo racconto emerge che, qualche giorno dopo la rapina,  mentre  Spinelli sta cenando in un ristorante, riconosce il rapinatore. E' seduto ad un altro tavolo dello stesso locale. A quel punto Spinelli  non ci pensa un minuto e segnala l'episodio alla polizia e il rapinatore viene arrestato.  Per sua sfortuna si non trattava però di un rapinatore qualunque. Era infatti  un “uomo d’onore”  con un curriculum criminale pesante e parentele mafiose ancora più pesanti.. La mafia decide di ”punire” Spinelli.  Ma tale punizione  non si consuma subito ma qualche anno dopo, nel 1982 in una calda e afosa  notte di fine estate. La mafia allora aveva la memoria lunga. Di lui , dopo i primi giorni,  i giornali non si occuperanno  più.  Solo il 30 /08/2017  “Palermo Today” invece di limitarsi a pubblicare i comunicati stampa, decide di  pubblicare un articolo sulla vicenda dal titolo “Ucciso dopo aver riconosciuto il rapinatore a cena: l'omicidio "dimenticato" di Vincenzo Spinelli .” Grazie a questo articolo di Alessandro Bisconti , il caso, dopo 35 anni,  ritorna a galla. Finalmente dopo 2 anni il Comune ha deciso di dedicargli una strada . P.S. Questa volta plaudo al sindaco che ha intitolato un importante strada a un “eroe” dimenticato,  cioè a un semplice cittadino che ha fatto il suo dovere e per questo è stato  ucciso. Ma soprattutto al Blog  e al giornalista che hanno fatto riscoprire un caso sepolto dal tempo e dalla nostra indifferenza. COMPLIMENTI !!!

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11 giu 2019

La “verità imbarazzante” dell’ecomostro del porticciolo di Sant’Erasmo

di belfagor

Chi attraversa  il Porticciolo di Sant’Erasmo rimane colpito da un edificio  da anni ingabbiato da ponteggi, i cui lavori  di costruzione si sono interrotti da tempo. Molti pensano che si tratti dell’ ennesimo “ecomostro” che deturpa la bellezza del luogo e ne sollecitano l’abbattimento. Nella realtà la storia è un po’ diversa e nasconde una “verità imbarazzante”. Prima di svelare questa “verità” dobbiamo tornare indietro di qualche secolo.  Sant’Erasmo  prese il nome da una chiesetta che sorgeva in riva al mare. Tale piccola chiesa,  da alcuni vecchi documenti, risulta certamente presente nel 1439, perciò possiamo dedurre che tale chiesa, nonostante i rimaneggiamenti, avesse un’origine, almeno medievale. La chiesetta di Sant’Erasmo, pur godendo di buon clima e di una buona esposizione, si trovava però esposta alle incursioni dei corsari. Inoltre  sorgeva fuori le mura, cosa molto importante fino al 600° e perciò vulnerabile ai colpi d’artiglieria delle galere nemiche e ai briganti. Proprio “grazie” a questa poco appetibilità, la chiesetta, nel 700° fu inglobata nella “casina”  che i Principi di Cutò, fecero costruire in quella zona. Dall’altra parte del porticciolo, più o meno nello stesso periodo, fu costruita la casina del principe di San Giacinto Che fine hanno fatto queste due “casine” ? Può sembrare strano ma esistono ancora. Certo sono molto cambiate e in alcuni casi “inglobati” in altri edifici ma esistono. Alla fine del 800°, Padre Messina riuscì ad acquistare la Casina dei Principi di Cutò e trasformandola nella “Casa lavoro e preghiera”, ancora esistente. Mentre la casina del principe di San Giacinto, o ciò che resta,  sarebbe…….l’ecomostro. In parole povere l'edificio dietro i ponteggi a Sant'Erasmo non è un "ecomostro", bensì ciò che resta della casina del principe di San Giacinto. Nei primi anni del 2000 la casina fu acquistata da una società di costruzioni che doveva trasformare  tale vecchio edificio storico in appartamenti di lusso . Nel 2011 i lavori furono interrotti. Nessuno, apparentemente,  sapeva il motivo. C’è voluto il giornalista Massimo Giletti che .durante la trasmissione “ Non è l’arena” del 26 Maggio ha svelato il mistero invitando in trasmissione il costruttore e intervistando alcuni suoi dipendenti.    Abbiamo così scoperto che i lavori sono stati sospesi perché il costruttore non ha più voluto pagare il “pizzo” alla mafia e le banche  hanno  cominciato a negare i crediti perché a “rischio”. In parole povere : quando il costruttore pagava il “pizzo” era un cliente solvibile. Nel momento in cui ha deciso di rifiutare di non pagare più, improvvisamente è diventato “ a rischio” d’insolvenza. COMPLIMENTI!!!! E tutto questo è avvenuto senza che nessuno abbia mai voluto spiegare il motivo per cui i lavori  erano stati interrotti.Si è preferito parlare di “ fallimento dell’impresa” Soltanto un giornalista torinese in una televisione privata del nord  ha avuto il coraggio di  rivelare la “verità imbarazzante”. P.S. Dopo questa  trasmissione ci saremmo aspettati che l' informazione nostrana  e i nostri politici  intervenissero   parlando del caso, invece …….. ANCORA COMPLIMENTI !!!!  

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11 giu 2019

Il mare negato di Palermo

di belfagor

Il Comune di Palermo, come ogni anno, ha pubblicato i punti della costa in cui è vietato la balneazione. Un vero bollettino di guerra. Nell’ ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando si legge: “ Per il 2019 a Palermo sono ben otto i chilometri non balneabili per inquinamento: 400 metri di litorale a Vergine Maria, 500 a Barcarello, 200 a Mondello (all’altezza dello sbocco del Ferro di Cavallo), 3.700 dal porticciolo di Sant’Erasmo all’inizio di quello alla Bandita, altri 2500 metri dalla Bandita al lido Olimpo e poi altri 760 verso Messina”  A questi otto chilometri, bisogna aggiungerne quasi altri nove di costa non balneabile per “altri motivi”, ossia “ perché si tratta di punti troppo vicini ai porticcioli e quindi poco sicuri: 700 metri a Sferracavallo, 210 alla Fossa del gallo, 300 a Mondello, 500 all’Addaura, 200 alla Bandita e quasi sette chilometri dal porticciolo di Vergine Maria a Sant’Erasmo, ossia la parte che comprende il porto principale e tutto il Foro Italico” Ben 17 chilometri di costa, Rispetto all’anno scorso non è cambiato niente. Eppure nel 2016  il Prof Silvano Riggio – professore ordinario di Ecologia presso la Facoltà di Biologia dell’Università degli Studi di Palermo, alle domanda: Qual è il livello di balneabilità del mare lungo la costa di Palermo in questo momento? Rispose: “ Togliendo gli scarichi rimanenti la situazione si sistemerebbe molto rapidamente. Se si eliminano gli scarichi residui l’acqua ritorna buona, limpida. Cioè ritorna balneabile. Quindi si potrebbe aprire tutta questa costa che è fatta da almeno otto o dieci chilometri di spiagge alla balneazione, allo sport, al turismo. Si potrebbero fare tante cose ma la premessa è quello di risolvere questo stato di degrado assoluto che impedisce l’utilizzazione, la frequentazione della costa. Il degrado è dato anche da una situazione di abusivismo incredibile. Con l’abusivismo sono cavoli . In parole povere , il Prof. Riggio disse che era tutto un problema di volontà politica Il 30 maggio 2017, prima delle ultime elezioni amministrative il sindaco Orlando , in una intervista a “il Sicilia,it” annunciava trionfalmente : “Costa Sud balneabile entro l’anno”  “stiamo mettendo in sicurezza il mare di via Messina Marine: entro dicembre avremo completamente balneabile la Costa Sud, ben 7 km di costa per il quale abbiamo approvato il Pudm (Piano di utilizzo del Demanio marittimo, ndr), prevedendo che 4,4 km saranno concessi ai privati con benefici e investimenti di lavoro”  Sono passati quasi due anni e nonostante i proclami , le promesse e gli “annunci”  roboanti a Palermo il mare è e continua ad essere negato ai cittadini .  

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