Articolo
20 feb 2018

Consegnati i lavori di rifacimento della pubblica illuminazione a Partanna Mondello/Litoreanea Addaura, Vergine Maria, Arenella, fino al limite dell’Acquasanta

di Mobilita Palermo

Ieri mattina, a Piazza Valdesi, sono stati ufficialmente consegnati all'ATI Gieffe Costruzioni Srl, Costantino Tecnologie Srl E Camedil Costruzioni Srl, i lavori di rinnovamento e ristrutturazione degli impianti di pubblica illuminazione del quartiere Mondello-Valdesi. L'ammontare complessivo del progetto € è di 4.904.441,09; l'importo del contratto al netto del ribasso è di € 3.984.276,19. L'intervento, che prevede la collocazione di 1150 pali nuovi per apparecchi di illuminazione a risparmio energetico e ad alta efficienza a ioduri metallici da 70 a 150 W oltre alla dismissione dei vecchi sostegni, consentirà di completare l'intervento da Partanna sino a Mondello Paese e a tutte le zone che stanno a monte del lungomare. Nel dettaglio, le strade oggetto dell'intervento: Via Adone, via Anadiomene, viale Argonauti, via Armida, piazza Caboto, via Calipso, via Calpurnio, via Catinella, viale Cavarretta, viale Cerere, via Ciane, viale del Ciclope, via Circe, via Cloe, via Collotti, via Colonia Marina, via Dafne, via Danae, via Diana, viale Egle, via Elpide, viale Euridice, viale dei Fiori, viale Galatea, viale Giasone, piazzale Giove, viale Giunone, via Glauco, via del Glicine, viale degli Iris, viale Italia, via dei Lillà, via Maia, viale Margherita di Savoia, via Marinai Alliata, via Mater Dei, via Mattei, via Mercurio, via Mondello, via Mongibello, via Nesea, via Nettuno, via Niceforo, via degli Oleandri, viale Orfeo, via Palinuro, viale delle Palme, via Pindaro, viale dei Pioppi, viale Principe di Scalea, viale Principe Umberto, viale Principessa Iolanda, viale Principessa Maria, viale Regina Elena, via Rosciglione, viale delle Rose, via Saline, viale Saturno, viale delle Sirene, via Stesicoro, via Teti, via dei Tigli, via Tolomea, via Torre Pilo, via Tuberosa, piazza Valdesi, via Zeusi d'Eraclea. L'ultimazione dei lavori è prevista per il mese di aprile 2020. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Articolo
13 dic 2017

Al via i lavori di rifacimento della pubblica illuminazione a Partanna Mondello/Litoreanea Addaura, Vergine Maria, Arenella, fino al limite dell’Acquasanta

di Mobilita Palermo

Hanno preso ufficialmente il via la scorsa settimana, all’altezza dello stabilimento balneare della "Marsa", i lavori di rifacimento degli impianti di pubblica illuminazione, ad alta efficienza a joduri metallici da 70 a 150 W, a Partanna Mondello/Litoreanea Addaura, Vergine Maria, Arenella, fino al limite dell’Acquasanta. Presenti all’Inaugurazione, tra gli altri, il Sindaco, Leoluca Orlando; il vice Sindaco, Sergio Marino; l’Assessore alla Rigenerazione Urbanistica e Urbana, Emilio Arcuri; i Consiglieri Comunali Rosario Arcoleo e Ottavio Zacco il Presidente di Amg Energia, Giampaolo Galante. I lavori prevedono il rinnovamento e la ristrutturazione dei vecchi impianti serie a vapore di mercurio mediante la realizzazione di 1.176 nuovi centri luminosi, tutti in classe di isolamento II. Questi centri luminosi saranno dotati di lampade ad altissima efficienza e resa cromatica, con bruciatore ceramico ed accenditore elettronico programmabile e dimmerabile, che consentirà un risparmio energetico del 49,1% rispetto all'esistente, per un totale di energia elettrica assorbita di 594.036 kWh annui. L'impianto verrà gestito attraverso.12 quadri elettrici equipaggiati con regolatori di flusso luminoso ad alta tecnologia, telegestibili a distanza con possibilità di rilevare tutti i parametri elettrici ed eventuali guasti sui circuiti. I cavi di alimentazione principale, in alluminio, copriranno 96 strade per circa 30 chilometri di viabilità. I lavori si svilupperanno a partire dal Lungomare Cristoforo Colombo (lato Addaura) e proseguiranno lungo la medesima arteria, dopo avere rinnovato gli impianti nella parte di strade a monte della stessa e che fanno parte del quartiere dell'Addaura. Successivamente, dopo avere rinnovato gli impianti anche della borgata di Vergine Maria, proseguiranno verso il quartiere dell'Arenella, dove verranno rinnovati gli impianti a monte di via Papa Sergio oltre a via dell'Arenella e via Cardinale Massaia, per poi completarsi con la Salita Belmonte fino all'incrocio con via Bonanno (salita per Monte Pellegrino). Il cantiere si sposterà, poi, a Tommaso Natale per iniziare i lavori su via Partanna Mondello e da qui proseguire verso il quartiere di Partanna dove verranno rifatti gli impianti fino a via Catalano e le strade a monte, limitrofe e fino a via del Semaforo. I lavori, iniziati in data odierna, dovranno completarsi entro il mese di Marzo 2020 e sono stati affidati, a seguito gara pubblica, alla ditta P.M. Costruzioni s.r.l. di Mussomeli (CL) per un importo contrattuale complessivo di € 3.940.182,91. “Finalmente anche l'area costiera della città sarà dotata di un impianto di illuminazione sicuro e moderno - dichiara il Sindaco - con un importante contributo alla valorizzazione e alla vivibilità delle borgate marinare" "Questo intervento - sottolineano Marino e Arcuri - coniuga l'efficienza energetica con la sostenibilità economica, in un'ottica di miglioramento strutturale dei servizi in città e di contributo alla riduzione dei consumi energetici. I lavoro cominciati oggi si inserisco in una programmazione già avviata da anni, grazie a diverse fonti di finanziamento e che hanno permesso l'avvio di numerosi cantieri e la progettazione di interventi significativi in diverse parti della città, dal centro alle periferie" Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
06 lug 2017

La guerra dei porticcioli (2parte): Tanto rumore per…….. nulla

di belfagor

Il 21/12/2016 su “MobilitaPalermo” fu pubblicato un articolo che descriveva lo scontro tra il Comune di Palermo e l’ l’Autorità Portuale a causa del PRP e sulla gestione dei porticcioli di Palermo. Giovedi 29 giugno 2017 il TAR di Palermo ha (forse) messo la parola fine su tale annoso,e sotto molti aspetti poco edificante, conflitto. “I giudici della prima sezione del Tar di Palermo (presieduta da Calogero Ferlisi, consigliere Aurora Lento, estensore Roberto Valenti), hanno accolto il ricorso presentato dall'Autorità Portuale, assistita dall'Avvocatura dello Stato di Palermo, dando il via libera al piano regolatore del Porto di Palermo”. In parole povere, tra l'ex sindaco Diego Cammarata e l'autorità portale del tempo, diretta da Nino Bevilacqua, era stata firmata un'intesa per il via libera del PRP e per la gestione del porto e anche dei porticcioli turistici. Il sindaco Leoluca Orlando aveva impugnato questa intesa e con una serie di provvedimenti del consiglio comunale aveva rimessa in gioco l'intera gestione delle strutture portuali. Ma facciamo un passo indietro è torniamo al lontano 8 Luglio  2008 quando viene presentato il PRP ,cioè il nuovo Piano regolatore del porto. Tale piano non viene elaborato dal Comune ma dall’Ente Porto che ,di fronte al consueto immobilismo dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile, decide di intervenire nominando  una commissione, guidata dal Prof. Maurizio Carta che stila il “Waterfrontpalermo: un manifesto-progetto per la nuova città creativa”. Certamente si tratta di un lavoro molto ambizioso e di alta qualità, che non si limita a “progettare” il Waterfront ( cioè  le coste e la parte della città di fronte al mare) ma affronta l’annoso problema del rapporto della città con il suo mare e il futuro dei suoi porticcioli.  Alla presentazione del PRG il presidente dell’Ente Porto , Ing. Bevilacqua dichiara: ” I lavori, alcuni dei quali già in corso, termineranno in tempi brevi, massimo dieci anni. Il progetto è incentrato sull’identificazione di Palermo come scalo turistico, affiancato dal porto di Termini Imerese per buona parte del traffico merci. Il piano prevede anche la creazione di un Parco archeologico urbano nel Castello a Mare, la costruzione di un porticciolo turistico a Sant’Erasmo, il recupero della Cala, mentre una parte dell’approdo Acquasanta verrà dedicato alla cantieristica minore.  Infine, il problema del traffico verrà risolto grazie alla costruzione di una galleria sotterranea “ L’integrazione della viabilità proposta dal nuovo PRP di Palermo con il sistema dell’accessibilità alla scala urbana prevede una nuova viabilità carrabile portuale legata al traffico commerciale, fortemente interconnessa con la viabilità esterna che, collegandosi direttamente tramite una galleria con la circonvallazione di Palermo, libererà la via Messina Marine e la via Francesco Crispi dai mezzi pesanti che oggi congestionano i principali accessi al porto”. Per quanto riguarda i finanziamenti il Presidente Bevilacqua dichiara” Cento milioni di euro sono già pronti per essere investiti.”.   Che il Presidente dell’Ente Porto fosse troppo ottimista lo dimostra il fatto che dovranno passare ben 3 anni ( novembre 2011) prima che tale piano venga approvato dal Consiglio Comunale . Nel 2012 ritorna sindaco ( per la quarta volta) Leoluca Orlando Cascio. Come primo atto fa revocare, dal nuovo consiglio comunale, il PRG approvato  solo qualche mese prima dal vecchio consiglio. Ma nello stesso anno il TAR “revoca  tale revoca” ,decisa in giugno dal nuovo Consiglio comunale, perche mette a rischio “l’avanzato stato del procedimento di approvazione di uno strumento complesso qual è il prg del porto e la conseguente perdita dei fondi europei ,senza essere supportato da adeguate e specifiche motivazioni”.   Ma la sentenza del TAR va oltre. Perché ribadisce che la competenza dei porticcioli di Sant’Erasmo, Arenella e dell’Acquasanta è dell’Autorità portuale perché il “decreto ministeriale del 22 novembre 2005, che individua la circoscrizione territoriale dell’Autorità portuale, comprendendo anche i porticcioli dell’Acquasanta, dell’Arenella e di Sant’Erasmo,è ormai “inoppugnabile” Capito chiuso? Purtroppo no Nel 2013 ,Il Consiglio superiore dei lavori pubblici  approva il piano regolatore del porto di Palermo. Ma il sindaco Leoluca Orlando non ci sta, punta il dito contro i vertici dell’Autorità portuale e scrive al premier Enrico Letta affinché appuri se ci sono stati comportamenti irregolari nel corso dell’iter burocratico partito nel 2000. Ormai siamo a un braccio di ferro,senza esclusioni di colpi, tra il Comune di Palermo ( Orlando) e l’autorità portuale, una vera guerra. Una contesa per stabilire a chi spetti la titolarità sui porticcioli turisti di Sant’Erasmo, dell’Arenella e dell’Acquasanta, oltre al Castello a mare e del giardino del Foro italico e non solo. Ma forse l’obiettivo è anche la poltrona dell’Ente Porto che Orlando vorrebbe avocare a se. Il sindaco convoca una conferenza stampa e dichiara :”“Contrariamente a quanto prevede la legge - spiega il primo cittadino – il Consiglio comunale non si è mai pronunciato sui limiti territoriali della competenza dell’Autorità portuale.  E’ stato defraudato di una sua prerogativa. Ho informato la Procura della Repubblica di Palermo della richiesta fatta al presidente Enrico Letta”. Ma il sindaco Orlando non si limita alla conferenza stampa, ma fa approvato, dal consiglio comunale due delibere per….. far decadere il ricorso al Tar dell’Autorità Portuale sul Piano regolatore del porto e ridefinire i confini di competenza sui porticcioli, rimettendo così le mani sui porticcioli turistici e sul Castello a mare. “Il Consiglio – sostiene Orlando – approvando queste due delibere si è riappropria di una prerogativa di cui era stato defraudato. Una cosa del genere non accadrà ma più”. E perché il sindaco Orlando vuole revocare il PRP, che pure è un buon piano? Secondo lui ,l’approvazione del piano regolatore del porto è avvenuta senza il parere preventivo della Regione Siciliana. Cioè il sindaco non entra nel merito delle cose proposte nel PRP, anche perché non ha un piano alternativo, ma evidenzia alcune presunte anomalie dell’iter burocratico , e cioè  “ manca il parere preventivo della Regione”. Oggi la sentenza del TAR Palermo conferma che tale opposizione del Comune era priva di fondamenti giuridici "non risulta che la Regione Siciliana – sostiene la sentenza - che non è parte del presente ricorso ma che è certamente unica titolare del relativo potere, cui compete anche l'approvazione in via definitiva dello strumento programmatorio approntato dall'autorità Portuale di Palermo, abbia mai sollevato innanzi la Corte Costituzionale questione di conflitto di attribuzioni nei confronti dell'Amministrazione statale avverso il decreto ministeriale 2005 che ha fissato i contorni della circoscrizione dell'Autorità Portuale di Palermo”. P.S. Ci sono voluti 10 anni per ribadire un concetto che era chiaro a tutti. In questi anni la città è stata bloccata e privata di uno strumento fondamentale come il Piano Regolatore del Porto di Palermo ( PRP). Abbiamo perso finanziamenti pubblici e privati, posti di lavoro e possibilità di sviluppo. E tutto questo per …..nulla. Chi paga?    

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Segnalazione
01 giu 2017

La costa della salute: storia e misfatti della costa sud

di belfagor

Nella sua millenaria storia Palermo non ha mai avuto una particolare attrazione verso il mare. Rispetto ad altre città come Genova o Napoli,  Palermo non è stata mai una città “marinara”. Nel settecento la città di Palermo era ancora tutta idealmente contenuta entro il perimetro delle sue mura seicentesche. Il mare era visto con diffidenza ( dal mare arrivavano le minacce dei pirati o i nemici) oppure era visto come legato all’espletamento di funzioni produttive.( la pesca o il commercio).Verso il mare, erano  presenti infatti i magazzini e gli edifici del nuovo Molo (realizzato nel XVI secolo), alcuni complessi religiosi e due borgate di pescatori: una a Sud, al Piano di Sant’Erasmo, l’altra a Nord, nel borgo di Santa Lucia presso il Molo. Il traffico commerciale si svolgeva esclusivamente nell’antico porto della Cala.  Molto sviluppata era la pesca e la lavorazione del tonno. Ben tre erano le borgate che si trovavano presso la costa a nord della città. Acquasanta, Arenella e Vergine Maria, nate in funzione delle rispettive tonnare. Tali borgate,  insieme a quelle di S. Giorgio e di Mondello costituivano il sistema delle tonnare della costa settentrionale che, fin dal XIV secolo, erano abitate essenzialmente da pescatori o da persone impiegate nella lavorazione del tonno. Ma mentre la Costa Nord era abbastanza isolata , mancando di importanti strade di collegamento la costa sud era invece attraversata da una  strada costiera (attuale via Messina Marine) che  costituiva  l’unico accesso alla città via terra, provenendo da Messina o Catania. Tale strada divenne, dalla fine del XVII secolo, particolarmente trafficata.  Molti nobili cominciarono a costruire lussuose ville di villeggiatura a Bagheria e  e  lungo la strada come la villa di Corradino Romagnolo, la villa del Marchese delle Favare , la villa del principe di Larderia, la Casina dei Marchesi di San Giacintoe quella  dei Principi di Cutò, Ma di balneazione nemmeno a parlarne!!! Nessun nobile o borghese che si rispettava sapeva nuotare, inoltre l’acqua, non solo marina,  era vista con una certa diffidenza. Fare troppi bagni faceva male alla salute e all’…..anima.  Ma le cose stavano cambiando. Le nuove concezioni igienico-sanitarie ottocentesche, figlie della  cultura illuminista  aveva messo in crisi  tradizioni e  certezze del passato e costituirono la base di quella che sarebbe diventato un fenomeno  di massa I  bagni di acqua marina e quelli termali furono i primi innovativi rimedi naturali contro determinate patologie. L’esperienza balneare palermitana fu, agli inizi, una prerogativa dell’aristocrazia Sembra che la regina Maria Carolina, durante il suo esilio a Palermo ( a causa di Napoleone) amava fare il bagno tutti giorni in un luogo chiamato il “ bagno della regina”,  presso la casina fatta costruire nella Riserva Reale dell’Arenella. Francamente non sappiamo se la notizia fosse vera ma incentivò le nobili nostrane a provare questa esperienza ”peccaminosa”. Questi primi esempi diedero vita, a Palermo come altrove, agli inizi dell’Ottocento ad una forte rivoluzione di costume, che abbandonava l’idea del mare quale nemico da cui difendersi,  vide sorgere sulla costa strutture per le nuove discipline mediche (idroterapia, talassoterapia) e le prime strutture per la balneazione. All’inizio le autorità comunali cercarono di limitare il fenomeno emanando regolamenti  allo scopo di …. “tutelare la pubblica decenza “. In un primo momento fu  proibito ad esempio fare il bagno lungo la passeggiata della Marina, per tutelare i frequentatori della Strada Colonna che a partire dal ‘700 era diventata meta delle passeggiate serali estive dei palermitani. Solo dopo la seconda metà dell’Ottocento  l’amministrazione palermitana comincia a preoccuparsi in maniera più diretta dei bagni pubblici e delle operazioni di bonifica della costa, con  elaborazioni di vari progetti per la realizzazione di uno stabilimento balneare pubblico, che solo agli inizi del ‘900 cominciò a concretizzarsi quando una società, naturalmente privata,  a capitale straniero, chiese la concessione del “pantano di Mondello”.  E come al solito,  mentre l’amministrazione pubblica studiava progetti il privato si muoveva concretamente. Infatti, in poco tempo le iniziative private avevano avuto modo di dar vita ad una vera e propria industria balneare cittadina che al 1875 annovera -gli stabilimenti di Sant’Erasmo, -quello della Colonnella (Romagnolo), -del Sammuzzo (Piazza 13 vittime), -di Santa Lucia (Borgo Vecchio) - dell’Acquasanta. Gia, agli inizi del ‘900 il numero degli stabilimenti era notevolmente accresciuto: Limitandoci alla COSTA SUD,  abbiamo, in località Romagnolo  gli stabilimenti  Mustazzola, Virzì, lo Stabilimento bagni per i militari, il Lido Delizia della famiglia Petrucci e, alla Colonnella, lo Stabilimento balneare marino Risorgimento. Più vicino alla foce dell’Oreto  c’era lo Stand Florio (o locanda del tiro al piccione) e il lido Florio. Al Foro Italico, di fronte alla Villa Giulia troviamo lo stabilimento dei fratelli Carini;  che avevano un altro stabilimento presso il  Castello a mare Una guida turistica della città del 1902 elencava, tra i luoghi che il turista di “classe” doveva visitare, gli stabilimenti di mare dei Fratelli Petrucci in via Romagnolo, lo stabilimento di Emilio Pirandello e lo stabilimento di Paolo Virzì, sempre a Romagnolo. L’arricchimento e l’accrescimento di tali strutture ebbe il suo picco negli anni ’30 quando si   realizzarono ,accanto agli stabilimenti balneari, rinomati ristoranti, colonie estive per bambini, strutture sanitarie elioterapiche ed assistenziali ,  come l’Ospedale Buccheri La Ferla, e  il solarium “Vittorio Emanuele III”. Questa zona diventa una delle zone più ambite dalla borghesia e della nobiltà   palermitana e della provincia.  Infatti , grazie alla linea a  scartamento ridotto Palermo- Corleone - San Carlo., molte famiglie dell’entroterra “scoprirono ” il mare, la salubrità dall’aria marina e il piacere di un bagno. Si cominciò a chiamare la zona  “ la costa della salute”. Tra l’altro, grazie alle correnti, l’acqua , nonostante la vicinanza della foce dell’Oreto, era considerata molto più pulita dell’acqua di Mondello. Ma tutto questo fini con la II guerra mondiale. I danni dei bombardamenti “alleati” determinano  perdite gravissime nel  patrimonio edilizio e infrastrutturale della città. Case, palazzi nobiliari, grandi complessi religiosi, ma anche impianti elettrici, acquedotti e fognature andarono distrutti. Ancora prima della ricostruzione fu necessario allontanare le macerie. L’amministrazione comunale tramite il suo Ufficio Tecnico ne comincio lo sgombero sistematico, provvedendo purtroppo a realizzare le discariche nella zona antistante il Foro Italico (ottemperando in questo modo ad una previsione del vecchio e famigerato Piano Giarrusso di fine Ottocento). Si dà vita in questo modo allo storico interramento del fronte a mare della città, con la cancellazione dell’immagine che dal Settecento costituiva l’identità  della città che dalla strada Colonna si apriva alla passeggiata al mare. La speculazione edilizia degli anni 50-70 favorì tale criminale intervento , e visto che la “discarica del Foro Italico” non bastava  vennero realizzate altre tre grandi discariche a mare, i tristemente famosi “mammelloni”, localizzati alla foce dell’Oreto, allo Sperone e ad Acqua dei Corsari.La presenza di questi immani depositi di sfabbricidi e di materiali di varia origine seppellì il litorale originario  e generò al suo posto l’attuale coltre di fanghi, sabbia e detriti. E così la Costa sud , in meno di 20 anni, da luogo ambito e ricercato chiamata anche la “Costa della salute” si è trasformato in un luogo degradato e abbandonato all’abusivismo.. I tentativi di recupero, soprattutto dopo gli anni 90, ci sono stati ma non sono mai stati risolutivi. Il Foro Italico , che per decenni  ha rappresentato  una vergogna e una mortificazione  per la città ( con  le sue giostre e l’accampamento dei ROM) è stato trasformato in un grande prato, Peccato che dopo pochi anni, tra la scarsa manutenzione , l’utilizzo di una parte di tale prato come deposito , la mancanza di d’illuminazione .e gli accampamenti di ROM e dei senza casa. Il progetto del Porticciolo di Sant’Erasmo non  è mai decollato  così pure il famoso acquario e il fantomatico Parco acquatico. Il mare continua ad essere negato alla balneazione , nonostante l’acqua sia pulita, a causa della scarsa manutenzione delle spiagge e i ritardi burocratici. La vicenda del Pontile di Romagnolo è emblematico.  Costruito dall’ex Provincia, costato ben 2,3 milioni, dopo la realizzazione è stato abbandonato al degrado e al vandalismo, tanto che oggi è pericolante. E’  il monumento all’incuria  e all’incapacità della nostra classe politica ( regionale, provinciale e comunale ) , della burocrazia ( sembra che aspetti, dopo anni, di essere  “collaudato”) e della magistratura che, nonostante un esposto, non interviene. Oggi della  “Costa della salute” sono rimaste solo delle foto ingiallite e  i vaghi ricordi che, col passare degli anni, svaniscono come le nostre speranze. “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene”    

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Segnalazione
21 dic 2016

La guerra dei porticcioli

di belfagor

Da anni i  porticcioli di Palermo sono al centro di una violenta disputa tra il Comune e l’Autorità Portuale, disputa che ha visto coinvolto anche la Magistratura il cui intervento,  invece di chiarire la situazione, l’ha complicata ulteriormente. Tutto inizia nei lontani anni novanta, quando con un decreto ministeriale vengono stabiliti i limiti della costa palermitana sotto la gestione dell’Ente Porto. In tale decreto si stabiliva che i  porticcioli dell’Acquasanta , Arenella e di Sant’Erasmo dovevano essere gestiti dall’Ente Porto. Orlando, allora sindaco come oggi, decide di fare ricorso. Nel 2005, con un decreto della presidenza della Repubblica si stabilisce che tali limiti non erano validi, perché mancava il parere del consiglio comunale. Nel frattempo, però, a Palazzo delle Aquile,si era insediata una giunta guidata da Diego Cammarata, che invia una lettera nella quale dichiara di non essere più interessato ai porti, apparentemente il problema si è risolto . L’8 Luglio del  2008 viene presentato il Prp ,cioè il nuovo Piano regolatore del porto. Tale piano non viene elaborato dal Comune ma dall’Ente Porto che ,di fronte al consueto immobilismo dell’amministrazione di Palazzo delle Aquile, decide di intervenire nominando  una commissione, guidata dal Prof. Maurizio Carta che stila il “Waterfrontpalermo: un manifesto-progetto per la nuova città creativa”. Certamente si tratta di un lavoro molto ambizioso e di alta qualità, che non si limita a “progettare” il Waterfront ( cioè  le coste e la parte della città di fronte al mare) ma affronta l’annoso problema del rapporto della città con il suo mare e il futuro dei suoi porticcioli .        Alla presentazione del PRG il presidente dell’Ente Porto , Ing. Bevilacqua dichiara” I lavori, alcuni dei quali già in corso, termineranno in tempi brevi, massimo dieci anni. ……..  Il progetto è incentrato sull'identificazione di Palermo come scalo turistico, affiancato dal porto di Termini Imerese per buona parte del traffico merci. Il piano prevede anche la creazione di un Parco archeologico urbano nel Castello a Mare, la costruzione di un porticciolo turistico a Sant’Erasmo, il recupero della Cala, mentre una parte dell'approdo Acquasanta verrà dedicato alla cantieristica minore.  Infine, il problema del traffico verrà risolto grazie alla costruzione di una galleria sotterranea “ L'integrazione della viabilità proposta dal nuovo PRP di Palermo con il sistema dell'accessibilità alla scala urbana prevede una nuova viabilità carrabile portuale legata al traffico commerciale, fortemente interconnessa con la viabilità esterna che, collegandosi direttamente tramite una galleria con la circonvallazione di Palermo, libererà la via Messina Marine e la via Francesco Crispi dai mezzi pesanti che oggi congestionano i principali accessi al porto”. Per quanto riguarda i finanziamenti il Presidente Bevilacqua dichiara” Cento milioni di euro sono già pronti per essere investiti.”.   Che il Presidente dell’Ente Porto fosse troppo ottimista lo dimostra il fatto che dovranno passare ben 3 anni ( novembre 2011) prima che tale piano venga approvato dal Consiglio Comunale . Tutto a posto? Purtroppo no. Avevano detto che il sindaco Orlando aveva fatto ricorso alla decisione del ministero di stabilire i limiti della costa palermitana sotto la gestione dell’Ente Porto e di affidare  i  porticcioli dell’Acquasanta, Arenella e di Sant’Erasmo alla gestione dell’Ente Porto.  Finalmente dopo solo……11anni  arriva la sentenza del Consiglio di Stato che accoglie tale ricorso  rigettando i limiti della costa stabiliti dal ministero. Di conseguenza i  Porticcioli ritornano di competenza del Comune. Saltavano  così tutti i progetti avviati dall’Ente Porto soprattutto  il Progetto del Porticciolo turistico di Sant’Erasmo  , un’opera in project  financing dove il comune avrebbe dovuto versare 16.290.000 euro (provenienti da fondi Agenda 2000) e altri 16 milioni sarebbero stati versati dalla ditta aggiudicataria che avrebbe anche gestito il porticciolo per 40 anni. Da tale decisione si salva solo il recupero della zona del Castello a mare e quello della  Cala, i cui lavori erano terminati o quasi. L’autorità portuale fa naturalmente ricorso Nel 2012 ritorna sindaco Leoluca Orlando. Come primo atto fa revocare, dal nuovo consiglio comunale, il PRG approvato  solo qualche mese prima dal vecchio consiglio. Nello stesso anno il TAR “revoca  tale revoca” decisa in giugno dal Consiglio comunale perche mette a rischio "l'avanzato stato del procedimento di approvazione di uno strumento complesso qual è il prg del porto e la conseguente perdita dei fondi europei ,senza essere supportato da adeguate e specifiche motivazioni”.   Ma la sentenza del TAR va oltre. Infatti  restituisce la competenza dei porticcioli di Sant’Erasmo, Arenella e dell’Acquasanta all’Autorità portuale perché il “decreto ministeriale del 22 novembre 2005, che individua la circoscrizione territoriale dell'Autorità portuale, comprendendo anche i porticcioli dell'Acquasanta, dell'Arenella e di Sant'Erasmo,è ormai "inoppugnabile". Capito chiuso? Purtroppo no Nel 2013 ,Il Consiglio superiore dei lavori pubblici  approva il piano regolatore del porto di Palermo. Ma il sindaco Leoluca Orlando non ci sta, punta il dito contro i vertici dell’Autorità portuale e scrive al premier Enrico Letta affinché appuri se ci sono stati comportamenti irregolari nel corso dell’iter burocratico partito nel 2000. Ormai siamo a un braccio di ferro,senza esclusioni di colpi, tra il Comune di Palermo e l’autorità portuale, una vera guerra. Una contesa per stabilire a chi spetti la titolarità sui porticcioli turisti di Sant’Erasmo, dell’Arenella e dell’Acquasanta, oltre al Castello a mare e del giardino del Foro italico e non solo. Ma forse l’obiettivo è anche la poltrona dell’Ente Porto che Orlando vorrebbe avocare a se. Il sindaco convoca una conferenza stampa e dichiara :”“Contrariamente a quanto prevede la legge - spiega il primo cittadino – il Consiglio comunale non si è mai pronunciato sui limiti territoriali della competenza dell’Autorità portuale.  E’ stato defraudato di una sua prerogativa. Ho informato la Procura della Repubblica di Palermo della richiesta fatta al presidente Enrico Letta”.  Ma il sindaco Orlando non si limita alla conferenza stampa, ma fa approvato, dal consiglio comunale due delibere per far decadere il ricorso al Tar dell’Autorità Portuale sul Piano regolatore del porto e ridefinire i confini di competenza sui porticcioli, rimettendo così le mani sui porticcioli turistici e sul Castello a mare. “Il Consiglio – sostiene Orlando – approvando queste due delibere si è riappropria di una prerogativa di cui era stato defraudato. Una cosa del genere non accadrà ma più”. E perché il sindaco Orlando vuole revocare il PRP, che pure è un buon piano?  Secondo lui ,l’approvazione del piano regolatore del porto è avvenuta senza il parere preventivo della Regione Siciliana, un passaggio previsto dalla legge.  ”Il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici - aggiunge l’allora assessore comunale, Tullio Giuffrè -  è stato fornito in mancanza della valutazione di impatto ambientale della Regione. indispensabile perché l’iter di approvazione sia completato”.  Cioè il sindaco non entra nel merito delle cose proposte nel PRP, anche perché non ha un piano alternativo, ma evidenzia alcune presunte anomalie dell’iter burocratico , e cioè  “ manca il parere preventivo della Regione” Ma perché questa polemica virulenta. Cosa intende fare il Comune con i porticcioli turistici, tanto da volerne la gestione esclusiva? Mistero P.S. Nel 2013 il famoso Progetto del Porticciolo turistico di Sant’Erasmo che il sindaco Orlando aveva duramente avversato tanto da infossarlo, nonostante era stato già finanziato ,misteriosamente ricompare nel sito del Comune di Palermo nel rapporto finale su tutte le opere che dovranno essere realizzate. Ma si trattò di un fuoco di paglia. CONCLUSIONI : Alla fine i porticcioli sono tornati nella disponibilità del Comune. Al di la di qualche intervento “straordinario” di pulizia, e qualche promessa vaga non esiste un progetto serio di riqualificazione di tali porticcioli, che ormai sono abbandonati al degrado e all’incuria.  I porticcioli , come anche la costa palermitana , non sembrano essere una priorità di questa amministrazione. A volte, a forza di lottare per il bello, ci teniamo il pessimo e alla fine ci conviviamo.

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Proposta
13 feb 2016

Viabilità e vivibilità all’Acquasanta: alcune proposte

di UomoSenzaTempo

Proposte utopiche?   Attivarsi per rendere Piazza Acquasanta area pedonale secondo progetto del Comune già approvato. (Arrivarci per gradi, lasciando dapprima il passaggio lato mare via Gulì-Belmonte aperto) Nelle more, e come prima fase di “assuefazione” rendere la Piazza a senso unico di marcia in  modo da “allegerirla” intanto di traffico ed evitare incidenti… Prevedere il sabato mattina una volta al mese un mercatino del Biologico e della frutta e verdura e dei frutti di Mare (?) in collegamento con Coldiretti e pescatori della zona. In questa giornata la piazza viene chiusa al pubblico e si chiede ai commercianti della zona di avere un banchetto in piazza con le loro prelibatezze con pulizia a carico di chi avrà il banchetto in piazza. La Parrocchia potrebbe essere convolta con la vendita di dolci e pietanze fatte in casa dai parrocchiani nella stessa giornata. Chiudere la piazza una volta al mese avrebbe anche la funzione di “abituare” i cittadini e  le realtà commerciali di zona a capire il vantaggio di avere la piazza chiusa. Poi passare a 2 volte al mese con una iniziativa analoga, tipo "la musica in Piazza di Giorno: coinvolgere i musicisti della borgata e borgate vicine a suonare per la piazza e dentro la piazza una volta al mese. Installare uno stallo Bike Sharing in Piazza al posto della vecchia fermata/capolinia autobus (importante per turisti degli alberghi di zona, tra l’altro, ed importante perché in via A. Rizzo inizia una ottima pista ciclabile che porta fino a Villa Sperlinga. E che si raccorda con altre piste ciclabili che portano al porto e Politeama. Acquasanta ed Arenella Vergine Maira sono prive di bike sharing, non è bello anche perchè con gli stalli a Mondello incentivare la biciclettate via Addaura sarebbe molto bello. Installare nel parcheggio Car Sharing una colonnina elettrica di ricarica sia per le auto elettriche del Car Sharing sia fruibile da cittadini che vogliono passare all’elettrico, si per turisti. Sistemare il semaforo di salita belmonte/via Belmonte/via Paoa Sergio istituendo la svolta continua a dx, salendo da salita belmonte (obbligatoria ed obbligatorio proseguire SOLO per via Papa Sergio) e svolta  a dx continua pure proveniendo da via papa Sergio per girare su via Rampolla. ELIMINARE I CASSONETI di fronte al porticciolo sulla piazza per aprire la veduta da Acquasanta sul porticciolo; i turisti si lamentano che li trovano proprio lì e in nessuna città al mondo troverete i  cassonetti "vista mare"..... Nel progetto per la Piazza il Comune dovrebbe inserire il WIFI libero comunale a tempo (un ora al dì).

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Articolo
03 ago 2012

Pedonalizzazione Acquasanta: prima enorme delusione

di Andrea Baio

  Il Comune di Palermo ha rilasciato la seguente dichiarazione: A seguito dell'incontro svoltosi oggi presso l'VIII Circoscrizione cui ho partecipato io insieme all'Assessore alla Vibilità Giuseppe Barbera e al Presidente della Circoscrizione Marco Frasca Polara, l'Amministrazione comunale ha preso atto delle dichiarazioni dei commercianti della zona, secondo cui gli attuali livelli di vendita al dettaglio sono ottimali e la qualità della vita dei residenti è ottimale. Non possiamo che prendere atto del fatto che i commercianti e i residenti hanno ritenuto inutili gli interventi volti a valorizzare il potenziale turistico della borgata, chiedendo in modo unisono e a gran voce che sia lasciato il transito libero ai veicoli a motore. Abbiamo quindi deciso di revocare l'ordinanza di pedonalizzazione. Tullio Giuffrè Assessore per la mobilità del Comune di Palermo (altro…)

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