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14 gen 2019

Lo strano caso delle bancarelle di via Libertà

di fiabpalermo

"....al fine di incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e tempo libero....": queste sono le parole con cui il SUAP, (in data 24/12/2018) revoca la concessione al suolo pubblico alle tre bancarelle di libri poste sul marciapiede di via Libertà. A questo punto mi chiedo: avete proprio intenzione di fare odiare i ciclisti? Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, vi sintetizzo il problema: nel 2016 sono stati introdotti due percorsi ciclabili: uno in via Maqueda (che FIAB è riuscito a fare cancellare in questi giorni) e un'altro nel tratto posto tra via Notarbartolo e Piazza Ruggero Settimo (meglio conosciuta come piazza Politeama). Quest'ultimo percorso ciclabile, di appena un chilometro, non è per nulla lineare. Parte come promiscuo in via Notarbartolo, diventa corsia riservata su marciapiede per appena 550 metri e torna ad essere promiscuo per gli ultimi metri, prima di arrivare al semaforo di Piazza Ruggero Settimo e torna a sparire per sempre. Nasce dal nulla e muore senza rimpianti. Specifichiamo che i percorsi promiscui (pedone- ciclista) non sono ammissibili laddove ci sia spazio per la realizzazione una vera pista e, dettaglio non trascurabile, in luoghi ad alta intensità commerciale e quindi con alto flusso pedonale. Sarete concordi nell'affermare che via Libertà è una strada ad alto flusso pedonale. Inoltre il Codice della Strada obbliga qualsiasi ciclista ad usare la corsia o pista ciclabile laddove ne esista una, Quindi, semplificando, se io sono in bicicletta e scelgo di non usare una pista qualora io venga coinvolto in un incidente, io sarò in colpa. Perché è sulla pista che dovrei essere, non per strada. Vi chiedo ancora un secondo di attenzione: ma se per caso, venerdì, sabato o domenica, il marciapiede di via Libertà dovesse essere talmente pieno di gente che passeggia, esattamente, quante possibilità di scelta ho? Posso scegliere di litigare con i pedoni o affrontare il caso buttandomi per strada. Avendo percorso i precedenti chilometri senza avere una pista,  tendenzialmente continuerò a non usarla. A mio rischio e pericolo.  Il Comune ha inoltre introdotto un favoloso cavillo: la corsia può essere utilizzata solo rispettando il limite di 10 km/h. Vi butto li due dati: un ciclista in media andatura da passeggio, non allenato, procede senza sforzo a 20/22 km/h. Quindi il Comune mi obbliga a seguire l'andatura di un pedone. Ma se la corsia ciclabile è a norma, segue tutti i criteri di progettazione, perché non posso seguire l'andatura normalmente a me concessa? L'area riservata ai pedoni, larga 2,50 metri è ripetutamente intasata da totem, pubblicità poste dal comune stesso e macchinette varie. I pedoni quindi si trovano ad essere obbligati ad invadere la corsia dei ciclisti, con chiaro pericolo per entrambe le utenze. Torniamo adesso alle bancarelle: già nell 2016 FIAB aveva posto le sue perplessità: quella corsia non era sicura. Ma con un gran sorriso ci venne detto che era solo momentanea, una pura sperimentazione. Se non vogliamo considerare l'affetto che molti palermitani nutrono nei confronti di una presenza storica e, per alcuni, irrinunciabile, delle bancarelle dei libri di via Libertà, non vediamo per quale motivo debba essere rimossa o spostata un' attività che da lavoro a diverse persone per una corsia che non risponde ancora una volta alle esigenze dei ciclisti in nome di una promozione della mobilità che non corrisponde a fatti reali. Ricordiamo che il Comune ha già a sua disposizione un progetto per la realizzazione del tram e della riqualificazione dell'intera area che prevede la realizzazione di una VERA pista ciclabile bidirezionale, proposta effettuata da FIAB in sede di progettazione e recepita dai progettisti. Il Comune di Palermo continua a mettere in convivenza pedoni e ciclisti, utenze che vivono a velocità differenti. Concludendo, i ciclisti di Palermo aspettano una pista ciclabile degna di tale nome, a norma e sicura, con la quale il Comune possa "incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro e tempo libero" e che non tolga spazio ai pedoni.   Il Presidente di FIAB Palermo Ciclabile Chiara Minì     Foto copertina: A.Busardò  

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16 apr 2020

Coronavirus, dall’attuale emergenza un’opportunità per la mobilità di domani

di Antony Passalacqua

Palermo - Eventi come quelli che tutti noi stiamo vivendo, ci impongono a dover ripensare le nostre modalità di spostamento, una volta tornati alla "normalità". Ci saranno senza alcun dubbio delle restrizioni e l'influenza del virus si noterà su quelle che erano le nostre abitudini. Il mantenimento delle distanze, acquisti più razionalizzati e mirati, l'utilizzo di barriere in plexiglass per evitare i contagi, limitazioni agli spostamenti in auto se non strettamente necessari, restrizioni per l'accesso ai mezzi pubblici, mantenimento delle file presso gli sportelli pubblici, e un occhio sempre più attento verso la salute. Ma l'esperienza di questi giorni rappresenta anche "un'opportunità" per il domani nel dover ripensare gli spostamenti nell'ambito della mobilità urbana. In tanti hanno scoperto lo smart working, che riesce a ridurre lo stress ma anche gli spostamenti in auto  incidendo anche sulla riduzione del traffico. Ma dovrà essere supportato ogni incentivo verso la completa digitalizzazione di imprese e P.A. perché siamo ancora indietro rispetto altri paesi. Abbiamo fatto cenno alle restrizioni per l'accesso ai mezzi pubblici, le file distanziate che saranno necessarie per salire su bus/tram/metrò. Ma toccherà anche alla sharing mobility che insieme al trasporto di massa dovranno fare i conti con i costi da sostenere per la costante sanificazione dei mezzi delle proprie flotte. E in questo contesto generale potrebbe trovare ampio spazio lo sviluppo della mobilità ciclabile o della micromobilità.  A dispetto di chi la tiene in considerazione per il tempo libero, la bicicletta così come i vari mezzi che stanno sempre più prendendo piede in città e ci riferiamo ai monopattini, ai monoruota elettrici  rappresentano mezzi di trasporto a tutti gli effetti. Salutari, economici, ecologici, si potranno mantenere le distanze di sicurezza senza troppi problemi rispetto ai mezzi di trasporto tradizionali dove il pericolo sarà rappresentato dai cosiddetti assembramenti. E alla luce di ciò bisognerà fare tesoro dell'attuale crisi ripensando a incentivare maggiormente l'utilizzo delle due ruote in città. Implementazione delle corsie e piste ciclabili, incentivi all'acquisto dei mezzi, spazi di sosta dedicati ad essi, rivedendo magari gli attuali piani della mobilità ciclabile in funzione del periodo post emergenza. Bisognerà affrontarlo fin da adesso per non farsi trovare impreparati domani o senza il rischio di dover fare passi indietro.

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