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30 nov 2015

Villa Deliella: ritorno al Futuro

di Alessandro Graziano

  Palermo: una città dove ancora oggi non si riesce ad abbattere l'abusivo, ma dove per anni si è invece abbattuto lo stile, l'arte e la cultura. Si è svolto sabato scorso, nel 56° anniversario dell'abbattimento di Villa Deliella, il convegno che ha avuto come tema la ricostruzione della dimora del Principe Deliella, nell'area dove al suo posto oggi esiste un parcheggio, simbolo della Palermo ferita dal Sacco edilizio. Era la notte tra il 28 e 29 novembre 1959 quando, per mano di politici criminali, veniva abbattuta Villa Deliella, edificio in stile liberty, architettura colta e ricercata progettata del maestro e architetto Ernesto Basile. Era l'epoca in cui Vito Ciancimino (don per gli amici mafiosi) ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici, e la sua collusione mafiosa permise la distruzione di numerose dimore, ville ed edifici storici; fu il Sacco Di Palermo. La stampa dell'epoca insorse,  ma fu troppo tardi. Celebre fu la frase dell'architetto Bruno Zevi, su L'Espresso, dove definì la demolizione "un atto di banditismo di nuovo tipo". Oggi è tempo di riscatto e su iniziativa di due architetti palermitani, Danilo Manisclaco e Giulia Argiroffi, si è mobilitata una raccolta firme al fine di ricostruire la villa Deliella, simbolo del liberty, simbolo del riscatto contro le mafie. Duecento sono i firmatari della petizione che di fatto ha aperto il dibattito e l'iter progettuale per la ricostruzione della Villa. Molti ingegneri, architetti, professori universitari, ma in generale  cittadini ed esponenti del mondo della cultura con il sostegno dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili). Ad oggi è possibile firmare la petizione (un po' come fu possibile per l'apertura di Parco Uditore) in modo da aumentare l'elenco dei cittadini che vorranno fortemente la ricostruzione di questo simbolo del patrimonio culturale. Durante il convegno è intervenuto il vice sindaco Emilio Arcuri esprimendo l'appoggio del sindaco e di tutta la Giunta rispetto questa iniziativa, che è comunque in linea con le previsioni del PRG (Piano regolatore generale). Il convegno si è concluso con una lezione del professore universitario Ettore Sessa, su villa Deliella, dove si è messa in luce la composizione architettonica, lo stile di Basile e l'importanza dell'edificio rispetto al patrimonio architettonico. Importante in tal senso è la partecipazione del mondo accademico per il progetto di ricostruzione. L'operazione di ricostruzione prevede in linea generale ed ipotetica: la ricostruzione della villa almeno nei volumi esterni (ma sono molteplici le ipotesi), la pedonalizzazione del sistema piazza Crispi e Mordini e la creazione all'interno dell'edificio del museo del Liberty e di Basile, suo principale esponente a Palermo. Una cifra ipotetica e blanda di una tale operazione, secondo gli architetti incontrati al convegno, si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro. Ma se si considera un possibile parcheggio sotterraneo al di sotto delle piazze, in concomitanza con la fermata della MAL, i costi lieviterebbero. Il dibattito è appena aperto, e si ipotizza un orizzonte temporale per la ricostruzione entro il  2019, quando saranno passati 60 anni dall'abbattimento. Perché come ha detto qualcuno intervenendo "non è possibile riportare in vita le persone ma gli edifici si"...insomma Palermo risorgerebbe dalle sue ceneri come l'araba Fenice. #ricostruiamovilladeliella

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28 mag 2015

Passante Ferroviario Palermo: futura fermata Lazio

di Alessandro Graziano

In questi giorni ho avuto modo di osservare dall'alto l'area di una delle future fermate del passante ferroviario. Ad angolo tra il viale Lazio (il viale è maschio) e viale delle Alpi, al posto della pompa di carburante Esso, sorgerà la fermata provvisoriamente denominata "Lazio".   Attualmente sono stati rimossi tutti gli impianti, è stata bonificata l'area, e recintata. Qui la fermata scenderà in profondità, in quanto i binari saranno sovrapposti sotto viale delle Alpi.  Più in superfice, rimarrà la galleria esistente, rimodulata, mentre sotto, sarà scavata quella nuova  con l'ausilio della TBM (tunnel boring machine, anche detta "talpa", dato che questo costoso macchinario viene letteralmente interrato, consentendo lo scavo in sottosuolo in tempi rapidi). Ricordiamo che la sede ferroviaria doveva essere costruita col metodo cut&cover - tecnica di scavo che consiste nello scavo di una trincea che poi viene ricoperta in fase successiva - ma a seguito di proteste di quartiere, cavalcate politicamente, il Comune e poi Rfi hanno modificato il progetto, causando di fatto un gran ritardo nell'avvio dei lavori (e lievitazione nei costi). La fermata, che fa parte della tratta B del PFP, una volta terminata assumerà molto la fisionomia di quella già esistente Palazzo Reale Orleans: una fermata posta ad angolo ma che sicuramente rispecchierà lo stile delle fermate ultimate come Roccella o in via di ultimazione come Vespri o Guadagna. All'esterno insomma, dovrebbe esserci una struttura con pensilina che coprirà le scale di accesso e gli ascensori. La fermata avrà un bacino di utenza molto ampio legato al quartiere Alpi-Lazio-Abruzzi-Sciuti e costituirà un'importante alternativa all'uso del mezzo privato su gomma.  

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