Articolo
29 set 2016

ZTL | Pronto il nuovo ricorso, oggi assemblea cittadina

di Fabio Nicolosi

Ancora una volta le associazioni Bispensiero, Vivo Civile e il movimento politico Siciliani Liberi sono pronti a "dichiarare guerra" alla nuova Ztl “La nuova delibera amministrativa è una mossa da consumato politico di vecchia scuola – spiega Massimo Merighi di Bispensiero, primo firmatario e promotore del ricorso. - Con questa delibera, sostanzialmente, si istituiscono di fatto nuovamente le stesse Ztl ma si avvia solo la prima (la 1). Il comunicato stampa del Comune, che annunciava il provvedimento, è fuorviante e ingannevole, e in merito andremo in fondo alla questione. Nel comunicato si parla di una “Ztl Centrale” che andrebbe da Porta Felice a Porta Nuova e dalla Stazione Centrale a via Cavour. Leggendo attentamente la delibera, si scopre invece che il confine della Ztl Centrale, le cui modalità di accesso vengono instituite con la delibera, non è assolutamente via Cavour ma via Notarbartolo. In sostanza, le Ztl sono le stesse di quelle cancellate. Se non impugnassimo questo nuovo atto, dal giorno successivo l’amministrazione sarebbe legittimata ad avviare anche la seconda Ztl, quella che si estende fino a via Notarbartolo e noi cittadini non potremmo più fare nulla per impedirlo. Noi andiamo avanti. Presenteremo un ricorso per motivi aggiunti contro la nuova delibera”. Bispensiero, Vivo Civile e Siciliani Liberi hanno indetto una assemblea cittadina che si terrà a Palazzo Pantelleria giovedì 29 settembre alle 18.30. Alla presenza dell’avvocato Dagnino tutti i cittadini, indipendentemente se residenti o meno nel perimetro delle Ztl, muniti di fotocopia del documento di riconoscimento, del codice fiscale, del libretto di circolazione e del certificato di proprietà del veicolo, potranno firmare per aderire al ricorso. Vedremo dunque se il nuovo provvedimento verrà bloccato, come accaduto già qualche mese fa, a pochi giorni dall'attivazione. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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Proposta
26 set 2016

Svolta a destra continua tra viale strasburgo e viale francia?

di manu66

Buongiorno, vorrei fare una porposta per ottimizzare l'uso del semaforo tra viale strasburgo e viale francia: se venendo da viale strasburgo andando verso il centro città (direzione sud) si potesse girare in viale Francia con una svolta a destra continua, cosa per cui il semaforo è già predisposto, si eliminerebbe un traffico notevole su viale strasburgo senza alcun problema. Grazie Manuela

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Articolo
23 set 2016

Grandi Stazioni: la nuova area prende forma

di Andrea Baio

Proseguono i lavori presso il cantiere Grandi Stazioni a Palermo Centrale. Le pale meccaniche continuano gli scavi nell'area di quello che sarà il nuovo terminal per i bus extraurbani. E' stata inoltre delimitata una zona in corrispondenza di un manufatto dalla forma circolare. Supponiamo sia stato chiesto il parere della sovrintendenza in merito, in quanto da diversi giorni degli operai sono a lavoro per riportarlo alla luce. Ecco una galleria fotografica, per ulteriori informazioni sui lavori cliccate QUI

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Articolo
05 set 2016

Crolla balcone in via Cavour: tragedia scampata.

di Andrea Baio

Ieri sera, attorno alle 21, è crollato un intero balcone in via Cavour, nel palazzo del Giudice di Pace (quello antistante la Banca di Italia). I vigili del fuoco hanno recintato l'area. E' stato solo un miracolo che qualcuno non si trovasse lì sotto nel momento del crollo, perché quasi sicuramente avrebbe perso la vita. Sono in fase di accertamento le cause del crollo. Una riflessione è comunque dovuta: il fattore prevenzione nella nostra città, che si tratti di pubblico o privato, è praticamente inesistente. Qualche mese fa io stesso mi sono fatto molto male, a causa della caduta di calcinacci da un palazzo all'angolo tra via Maqueda e via Trieste. Chissà quanti edifici sono nelle stesse condizioni, tutti potenzialmente pericolosi, e ugualmente ignorati. Perché in questa città bisogna aspettare il morto prima di fare qualcosa?

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Articolo
30 ago 2016

Grandi Stazioni: i lavori entrano nel vivo

di Andrea Baio

Come dimostrano le seguenti immagini, si lavora ormai a pieno ritmo nel cantiere Grandi Stazioni adiacente il binario 10 di Palermo Centrale. Le ruspe sono all'opera da diversi giorni per effettuare gli scavi propedeutici alla posa dei sottoservizi e delle fondamenta degli edifici in costruzione. Contestualmente, si sta procedendo a setacciare l'area per individuare presenza di eventuali ordigni bellici o potenziali ostacoli. Ecco una piccola galleria che mostra i veloci progressi degli ultimi giorni

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Segnalazione
23 ago 2016

A proposito dell’ itinerario arabo- normanno: le terme arabe di Cefala’ Diana

di belfagor

Nell’itinerario arabo normanno dell’UNESCO, tra i monumenti non citati, un posto particolare è occupato dalle le TERME DI CEFALA’ DIANA . Si tratta di uno splendido edificio termale, posto ai piedi del monte Chiarastella ,a ridosso del torrente Bagni . Fu edificato accanto a una sorgente termale di acqua calda ((35,8°-38°), e costituiva, una delle tappe importanti del percorso viario che da Palermo si inoltrava all interno della Val di Mazara. Si trova attualmente all'interno della Riserva Naturale istituita nel 1997 per la salvaguardia di una zona di 137 ettari tra i comuni di Cefalà Diana e Villafrati. La Riserva perciò si estende su un vasto territorio, nel quale spicca Pizzo Chiarastella. Sembra che l’edificio costituisca l’unico monumento arabo esistente in Sicilia, testimonianza monumentale della cultura islamica. La presenza di una rara iscrizione araba in caratteri cufici che decora le sue facciate costituirebbe la prova di tale origine. Si tratta di un edificio a pianta rettangolare, ben conservato ( anche grazie a qualche intervento di restauro) e cintato da muri in pietra irregolare All’interno di tali mura esterne si trovano le terme propriamente dette. Tali terme sono formate da un'unica grande sala che accoglie una grande vasca originariamente suddivisa da muretti in tre vasche minori, su due differenti livelli. Nelle spesse mura interne, si notano delle nicchie, utilizzate forse per riporre i vestiti dei bagnanti o, forse, come stufe per la sudorazione. La sala dei Bagni, a pianta lievemente trapezoidale, è bipartita da un muro in mattoni nel quale si apre il “tribelon”, elegante struttura costituita da tre archi di cui il centrale a sesto acuto ed i laterali a tutto sesto, poggianti su esili ed eleganti colonnine di marmo e sormontate da una volta a botte ogivale che presenta una serie di fori sfiatatoi, realizzati con tubi di terracotta disposti a fila. Alle suggestive strutture delle terme, erano strettamente connesse le camerate, le stalle, la taverna ed una corte. Sembra infatti che i viaggianti, oltre che ristorarsi e curarsi nelle acque calde della vasca, potevano mangiare e anche riposarsi. Alcuni studiosi non concordano sull’origine araba di tali terme. Infatti sostengono, che se AL IDRISI, geografo e viaggiatore arabo che lavorò per RUGGERO II, non ne parla nei suoi libri sulla Sicilia , tali terme non esisteva ancora quando lui venne in Sicilia. Per tale motivo escludono che si tratti di un monumento arabo e lo riconducono al periodo tardo-normanna, ma si tratta solo di un ipotesi non sostenuta da nessuna prova concreta.. In ogni caso si tratta probabilmente del più antico esempio in Europa di costruzione destinata allo sfruttamento delle acque a scopo curativo. Tali terme sono dominate dal Castello di Cefala Diana, importante struttura militare che dominava il primo tratto della valle del fiume Milicia e la Magna Via Panormi ( cioè la strada verso Palermo ) che in epoca medievale ( e forse anche romana) si snodava sotto le sue mura. Si trattava di un edificio da collocare alla fine del XIII secolo ,di cui si possono oggi ammirare lo spettacolare ed imponente impianto planimetrico nonché la torre e le murature di delimitazione interne ed esterne . Sulla sommità di un ripido scoglio di arenaria venne realizzato un altissimo muro di cinta merlato racchiudente un cortile cui si accedeva tramite un duplice dispositivo d’ingresso. Una serie di locali , con il soffitto a botte, ospitava i servizi del castello, mentre sul punto più elevato, a strapiombo sulla parete rocciosa, fu edificata l’ imponente torre mastra. I crolli succedutisi con il passare dei secoli hanno lasciato in evidenza una grande struttura ad arco, visibile anche a distanza, e che rende originale tale castello. Nei primi anni del 1300 il castello risulta in possesso della famiglia degli Abate. Nel 1371 la baronia di Cefalà passò alla potente famiglia dei Chiaramonte, Il castello continuò ad aveva un ruolo strategico nel controllo della viabilità . Tale funzione strategica venne meno a partire dagli anni in cui re Martino di Aragona avviò una marcata restaurazione monarchica (1392- 95), contro i baroni ribelli, coincidente con la violenta repressione dell’aristocrazia baronale legata ai Chiaramonte, che erano tra i più riottosi ad accettare l’autorità del re aragonese. Di questo castello la prima testimonianza scritta e del 1349, anno in cui da Palermo partì una spedizione militare contro una banda di predoni catalani che aveva fatto di questa fortezza una base per le proprie scorrerie. Perciò l’ipotesi che potesse trattarsi di un castello di origine arabo- normanno, pur priva di prove, non è da scartare. Ecco perché il viaggiatore alla ricerca di monumenti arabi normanni , troverà interessante una visita, oltre che alle Terme di Cefalà Diana, anche al castello. P.S. Gli amici che intendono visitare tali monumenti devono avere tanta pazienza. La situazione viaria è molto precaria. Le terme infatti si trovano sulla SP77 al km 15 in località Bagni di Cefalà, purtroppo tale strada, come tutte le strade provinciali, è ridotta a una trazzera. Mentre la S.S. 121 Palermo – Agrigento è un cantiere aperto,piena di semafori e di strettoie. Un vero calvario.  

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Articolo
28 lug 2016

Viabilità | Sosta vietata in alcune vie per manifestazione Coldiretti

di Fabio Nicolosi

L’Area della Partecipazione e del Decentramento - Servizi al cittadino e Mobilità, Ufficio Mobilità Urbana - ha emesso una ordinanza per la limitazione temporanea della sosta veicolare in alcune vie e piazze cittadine, in occasione della manifestazione organizzata dalla Coldiretti. Il provvedimento, valido dalle ore 18.00 del 28 luglio alle ore 19.00 del 29 luglio, riguarda l'istituzione del divieto di sosta, con rimozione coatta ambo i lati, nelle seguenti vie: - VIALE STRASBURGO (tratto compreso tra la via Briuccia e viale Alcide De Gasperi); - VIA FILIPPO PATTI (intera via) - FORO UMBERTO I (tratto compreso tra piazza Vincenzo Tumminello e piazza Capitaneria di Porto/via Cala - entrambe le carreggiate, compresa la carreggiata laterale di valle, compresa tra le vie Padre Messina e Lincoln, prospiciente l'edificio religioso di Padre Messina) - VIA PADRE MESSINA (intera via) - PIAZZA INDIPENDENZA (intera piazza) - CORSO CALATAFIMI (tratto compreso tra Porta Nuova e via Cappuccini)

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