30 lug 2012

Bellolampo che brucia e i palermitani avvelenati nel silenzio


Torno ieri da un bellissimo week end alla Scala dei Turchi, quand’ecco che neanche il tempo di scendere dalla macchina che passo dall’odore di salsedine a quello di plastica bruciata. Tra me e me penso “sarà il solito idiota che ha deciso di dare fuoco ai cassonetti”, sino a quando su facebook non leggo lo stato di un mio contatto che scherzando scrive “vuoi vedere che hanno dato fuoco a Bellolampo?”. Ovviamente sorrido, non è certo possibile una cosa del genere…e non è possibile neanche per il mio contatto che ci scherza su. Certo, mi lascia pensare il fatto che questo odore lo senta pure lui all’altro capo della città. Mi dimentico di tutto sino a quando stamattina apro le finestre e continuo a sentire lo stesso odore nauseante. Allora mi tuffo sul web e confermo la macabra scoperta: i quotidiani online sostengono che effettivamente Bellolampo stia bruciando. Resto bloccato per qualche secondo davanti lo schermo e l’unica cosa che penso è “si salvi chi può…”.

Se io che abito a due passi dalla Stazione Centrale avverto questo puzzo di marcio, immaginiamo chi abita a Uditore, Borgonuovo e Passo di Rigano. I presupposti per il disastro ambientale ci sono tutti, ma non riesco sinceramente a spiegarmi questo silenzio da parte dei media, dato che non mi sembra certo una notizietta da confine locale. La palese rivelazione che salterebbe subito anche all’occhio di un bambino, è che questa nube tossica che ha avvolto la città sia un vero e proprio pericolo per la salute dei cittadini di Palermo. Leggo anche che il sindaco Orlando ha consultato il nucleo specializzato dei vigili del fuoco per sapere se si stia sprigionando diossina…con le sincere rassicurazioni del caso: “non è stata sprigionata diossina”. Signori state tranquilli! L’odore che avvertite è solo un aroma di mirtillo dovuto all’evaporazione delle bacche di bosco che sprigionano la propria fragranza a contatto col calore. Ora, con tutto il rispetto, ma non credo che una valutazione del genere possa essere di certo fatta dal nucleo dei vigili del fuoco. Così come mi pare fantozziano voler far credere ai cittadini che non c’è motivo di temere, e che quello che stanno respirando sino a questo momento sia aria fresca. Naturalmente le testate locali hanno calato la testa senza neanche sollevare il benché minimo dubbio. Gli annunci mediatici mi sembrano un sedativo arrangiato per cercare di evitare il panico totale. Quello che in questo momento dovrebbe fare il Comune di Palermo sarebbe distribuire immediatamente a tutti i cittadini mascherine filtranti per cercare di contenere i danni tuttalpiù! Mi chiedo come cazzo sia possibile che il territorio attorno a Palermo bruci da settimane senza che nessuno sia in grado di fare nulla! Mi chiedo come possano passare inosservate le dichiarazioni pesantissime da parte dell’Assessore Regionale Andrea Vecchio circa un coinvolgimento dei forestali in queste vicende, col sospetto che il numero di roghi sia direttamente proporzionale al numero di assunti da queste vergognose politiche clientelari dell’amministrazione regionale (volutamente minuscolo).

Il presidente del consiglio e la politica nazionale scoprono solo adesso gli sprechi della regione sicilia (volutamente minuscolo nuovamente), dopo aver sempre taciuto dinnanzi alle scelte deliranti di una classe dirigente volta esclusivamente a tutelare gli interessi di casta, la stessa casta che sino ad oggi all’ARS ha stracciato dalla spending review i provvedimenti sui tagli al personale. E mentre nel delirante circo mediatico si continua a mettere al centro del dibattito l’ennesimo clownesco gioco di poltrone e interessi feudali dell’italietta de noantri – come se il problema fossero le dimissioni di Raffaele Lombardo e non il fatto che questa regione vada dritta dritta verso l’orlo del precipizio – i palermitani vedono calare la scure sulle proprie teste, una scure che cade prima sui portafogli e poi direttamente sulla salute fisica dei cittadini. No signor sindaco, non ci interessano i sedativi, qui sarebbe più opportuno prendere le torce e i forconi, perché la pazienza di questa città si è già esaurita da tempo, e temo che purtroppo non passerà molto prima che il disagio sociale si trasformi in rivolta sociale se la politica non sarà in grado di fare un passo indietro e dare risposte concrete. E’ ora che i responsabili di questo scempio vengano messi in croce politicamente e poi possibilmente anche giuridicamente – ma questa è più un’utopia mi sa.

La Sicilia non finirà come la Campania, regione dove l’eco-mafia ha condannato a morte migliaia di persone, regalando al territorio partenopeo il primato italiano per tasso di tumori e leucemie. I siciliani non pagheranno in termini di vite umane le scelte di una classe dirigente inadeguata, corrotta e incompetente. Quello che avverto però è sincero sconforto e timore per il nostro futuro. Vedere una discarica bruciare e leggere che il governo regionale avrebbe deciso di bruciare i rifiuti dei cementifici è motivo di enorme sconforto. Presi singolarmente siamo solo tanti Don Chisciotte contro i mulini a vento, ma se solo i siciliani smettessero una volta per tutte di vivere sotto questa coltre di indifferenza totale, sarebbe davvero così remota la possibilità di mandarli a casa? O dobbiamo dar loro la soddisfazione di tirare le cuoia? Io voglio sapere per quale motivo un (dis)onorevole siciliano debba intascarsi 17 mila euro al mese per rovinare con la malapolitica intere generazioni. Voglio sapere nomi e cognomi dei responsabili di provvedimenti vergognosi approvati dietro voto segreto, come avvenuto per il blocco dello sbarramento antimafia. E’ ora che ci si renda conto di che gente abbiamo messo a governare, perché questo genere di errori si paga caro, è tutto messo in conto. Non possiamo certo sperare di andare avanti additando la colpa a questo o quel politico, perché i primi complici siamo noi siciliani, da sempre indifferenti al bene comune e abituati a ragionare in ottica clientelare. Il primo nemico da combattere è questa sub-cultura responsabile della maggior parte dei mali di questa terra. Prima si avrà coscienza della pericolosità del proprio modo di pensare, maggiori saranno le possibilità di tornare indietro prima del definitivo punto di non ritorno. Persino la Roma di Nerone bruciava con più dignità…


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27 commenti per “Bellolampo che brucia e i palermitani avvelenati nel silenzio

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  • omega 142
    31 lug 2012 alle 12:14

    @ peppech
    ah ah ah da quando una combustione GENERA ossigeno?
    e protossiDo d’azoto, cioè il gas esilarante?
    ah ah ah ah (qui è proprio il caso di scriverlo!)

  • peppech 28
    31 lug 2012 alle 13:58

    @Rasputin Sto sotto Bellolampo, anche io ho sentito rumore di canadair stamattina ma non ho visto nessun lancio a Bellolampo. Ovviamente se qualcuno ha VISTO lanci a Bellolampo è pregato di correggermi.

    @Omega sono ovviamente sarcastico, mi fanno ridere le notizie che danno ai telegiornali.

    Poco fa, ore 14.20 UN canadair ha fatto due lanci a Bellolampo

  • blackmorpheus 54519
    01 ago 2012 alle 6:58

    @peppech

    un patetico tentativo di placare gli animi di fronte a questo scempio. Nessun rischio secondo loro? E perché non spiegano pure i motivi? Sono dichiarazioni altamente irresponsabili, dette solo per cercare di nascondere l’inadeguatezza nell’ affrontare una situazione di questa portata. Vergogna. Continuano ad arrivarmi notizie da zone dove l’aria è veramente irrespirabile, come nei pressi di viale Lazio. Penso che mi trasferirò fuori città per qualche giorno, finché le acque non si saranno calmate, non ci tengo a espormi ulteriormente a questa nube tossica.

  • franz 200
    02 ago 2012 alle 7:43

    Quello che non si dice è come mai hanno lasciato una polveriera incustodita in balia dei terroristi? Non esiste una video sorveglianza? Non ci sono addetti al controllo dell’area? Purtroppo in questo paese le responsabilità ricadono sempre sui cittadini e mai su quei dirigenti che intascano fior di quattrini per svolgere un lavoro che non sanno fare. Se le responsabilità, penali e pecunarie, cadessero sui veri responsabili forse oggi l’Italia non sarebbe in queste condizioni; il problema è che le leggi le fanno gli stessi individui che poi troviamo a fare i dirigenti strapagati e mai condannati. Le caste sono caste e non si toccano.


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