13 nov 2010

Area Quaroni: un’occasione mancata


Qualche giorno fa, di passaggio in via Maqueda, ho dato una sbirciatina all’area Quaroni: diversi mezzi meccanici in movimento e gran fermento nel cantiere. Scatto qualche foto e chiedo informazioni. Un signore mi dice che è in costruzione un palazzo con appartamenti di 100 mq l’uno, per la modica cifra di 5000€ al mq. Un piccolo parcheggio sarà incluso nell’edificio.



Mi chiedo quale sia il motivo, in una città già assillata dall’abusivismo e dalla speculazione edilizia, per costruire l’ennesimo palazzone da 500 mila euro ad appartamento. La percentuale di case non abitate a Palermo è altissima, ma l’unica cosa che sembra riuscire bene a questa città è quella di cementificare tutto: colate su colate e nessuna vera politica di riqualificazione. Se poi consideriamo che questo terreno è di appartenenza alla curia, ci si aspettava anche una maggiore sensibilità. Invece nulla, vale solo la regola del business (per chi poi?).

Là dove sorgerà l’ennesima colata di cemento, io personalmente avrei visto bene un giardino…magari con qualche struttura sportiva e tante panchine per dare un minimo di area ricreativa ai residenti del centro storico, continuamente martellati dal traffico e dall’inquinamento quotidiano. Invece no, Palermo ha dimostrato di aver tutte le carte in regola per fallire. Fallisce la politica come intermediatrice, falliscono gli imprenditori, fallisce la curia, falliscono i cittadini. Le uniche a uscire vittoriose sono, come al solito, le ditte appaltanti. Speriamo che almeno qui le cose abbiano un minimo di trasparenza. Lì a due passi giace la Galleria delle Vittorie, altro piccolo gioiellino dimenticato e a rischio di crollo, metafora di questa città che non ha più nulla da dire.


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84 commenti per “Area Quaroni: un’occasione mancata

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  • se68 434
    17 nov 2010 alle 12:38

    @blackmorpheus
    sono d’accordo con te sul valore dei giardini “pensati” e progettati con criterio. In questo caso, area Quaroni, era pressocchè obbligatorio ricostruire un volume che, un giardino, per quanto ben progettato, non poteva assicurare.
    I giardini realizzati in aree di risulta, senza un ripensamento del tessuto urbano circostante o delle facciate prospicienti ad essi costituiscono un intervento, a mio avviso, debole.
    A tal proposito, se potrei essere d’accordo sul giardino di piazza fonderia, vorrei ricordare il caso di piazza Magione, dove si rappresenta in pieno lo spirito ultra conservatore del ppe.
    Si è scelto di non scegliere.
    Si sono piantumate a prato le macerie del preesistente tessuto urbano, arricchite successivamente da onnipresente statua di padre pio, si è creato un filare di cipressi a “nascondere” il degrado delle facciate a nord, si è mantenuto il volume del convento al centro che, di fatto, incombe su questo, cosiddetto, giardino.
    Intrapresa la, leggittima, strada della creazione di un giardino, la si doveva percorrere, a mio avviso, con più coraggio, anche sacrificando le preesistenze e realizzando uno spazio quadrilatero, anche dotandolo di alberature (tipo giardino di piazza Marina).
    Oppure, scegliendo una strada diversa, si potevano ricreare, anche parzialmente, gli originari volumi del preesistente tessuto urbano, per mezzo di concorso di progettazione, a riconfigurare l’originaria piazza Magione che in passato aveva una consistenza più limitata.
    Sul progetto di Ludovico Quaroni:
    confesso di non conoscerlo se non per le immagini della facciata su via maqueda. ( quelle postate da giovanni credo che rappresentino una versione precedente, in quanto la ricostruzione della chiesa non è più prevista)
    Sul presunto linguaggio contemporaneo del progetto, concordo, perchè pare si sia attuato un ripristino filologico che mi lascia perplesso.
    In ogni caso conto sul valore dell’architetto in questione e sul fatto che sembra assicurata una fruizione pubblica del piano terra con la creazione di una sorta di piazza interna.
    Ma confermo la necessità di ricostituire un volume per riconfigurare sia la cortina edilizia continua di via maqueda sia il vuoto della piazza S.Onofrio retrostante.

  • Faso 55
    19 nov 2010 alle 15:33

    ecco…appunto. i giardini pensati. avete dato un’occhiata al giardino che stanno realizzando a p.zza Sant’Agata alla guilla??ancora non è stato consegnato, ma ho dato una sbirciatina attraverso le ondulate che delimitano la zona. Per me è orribile. Giusta l’idea di una zona a verde ma realizzarla almeno con criterio non credo sia una cosa complicata.

  • blackmorpheus 54519
    19 nov 2010 alle 15:35

    @Faso

    per non parlare di quell’abominio che è attualmente il Parco D’Orleans…ormai in fase di consegna. Ora vorrei sapere in quale paese civile viene consegnato un parco pieno di sterpaglie, erbacce e terra incolta. Dove sono finiti tutti i soldi che erano destinati a questo mega progetto? Buuh!

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