Segnalazione
07 apr 2020

Salviamo le case medievali di salita sant’Antonio

di belfagor

La Salita Sant’Antonio,  si trova poco oltre la piazzetta Marchese Arezzo, tra il Cassaro e la via Roma. Chi l’attraversa si trova “magicamente” proiettato in pieno medioevo: questa stretta viuzza  infatti è una delle poche testimonianze della città medievale del XIII secolo. Questa strada, di origine araba, veniva chiamata la “shera settentrionale“, per distinguerla dalla “shera meridionale” che correva lungo le vie Biscottari, D’Alesi e Schioppettieri. E’ una strada storicamente importante perché , come afferma l’architetto Beppe Cosentino: “ E’ una cortina medievale con tre case una accanto all’altra,  ed è questo a rendere quel sito così speciale perché sono tre edifici contigui, mentre in altre zone, ove permangono tracce del Medioevo, ci sono elementi sparuti o piccole parti, qui invece è una porzione estesa risalente al basso Medioevo . Le case sono ubicate lungo il percorso arabo denominato “Shera settentrionale” dai viaggiatori del tempo, subito a ridosso delle mura urbiche puniche, in un’area occupata già nel decimo secolo dal Forum Saracenorum. Costituiscono  perciò una rara e insostituibile testimonianza dell’età medievale in città e necessitano di urgenti ed improrogabili interventi di consolidamento e salvaguardia“. Tali edifici civili, meglio conosciuti come le “case del beneficiale di S. Matteo”  furono edificati nel XIII secolo da alcune  importanti famiglie, gli Agnello ed i Barresi, poi estintesi. Sono  caratterizzate da “bifore e finestre originarie, fasce lapidee marcapiano a motivi antropomorfi e fitomorfi, con cornici, ghiere, rosoni ecc. ecc. ” unici nel loro insieme. Per tale motivo  dovrebbero di diritto entrare a far parte del “Percorso Unesco Arabo-Normanno” forse molto più di tanti pregevoli monumenti  “pseudo arabi” . Ma purtroppo sono state colpevolmente abbandonate al degrado da chi dovrebbe preservarle e salvaguardarle. Di chi è la responsabilità?  Spiega l’arch. Cosentino  :”Di fatto la Curia risulta essere proprietaria ma non ha fatto  nulla.  Fino agli anni ’70 furono abitate, la Curia le aveva affittate a privati : da allora in poi sono state completamente abbandonate.  Sono inagibili e con parte dei tetti crollati, c’era anche ad angolo con piazzetta delle Vergini una “torre medievale” distrutta sotto i bombardamenti del 1943 e mai ricostruita.  La speranza è che presto vengano restaurate prima che crollino del tutto”  Alcuni decenni fa si evidenziò il rischio crollo e vennero emesse ordinanze . Si  procedettero a puntellare, con una gabbia in acciaio, una parte del fronte ma nessun intervento concreto è stato fatto per il restauro e la valorizzazione di queste antichissime case  e nessun altro intervento di restauro è programmato. Questa cortina edilizia è un bene di tutti e andrebbe recuperata! Tempo fa è  stata sollecitata la Soprintendenza e il Comune  ma di fatto  niente è stato fatto per “costringere” la Curia a porre fine a questa colpevole e illogica inerzia. L’architetto Cosentino  ha lanciato un appello : “Le istituzioni  devono intervenire senza ulteriori remore per tutelare il bene monumentale (sottoposto a vincolo ai sensi del D.Lgs. 42/2004) ponendo in essere tutte le procedure sancite dal codice dei Beni culturali anche in sostituzione della proprietà inadempiente“. Per dare ancora maggiore visibiltà all’appello, Beppe Cosentino, qualche giorno fa ha lanciato anche una raccolta firme su Change.org che ha già raccolto oltre 1000 adesioni. P.S. Siamo convinti che gli amici di MOBILITA PA vorranno aderire a tale lodevole iniziativa.  

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18 feb 2011

Area Quaroni: nuovi rendering e maggiori dettagli

di Andrea Baio

Vengono pubblicati su palermo.repubblica.it nuovi rendering del progetto in fase di realizzazione nell'area Quaroni. A voi i commenti. Qui di seguito l'articolo di Antonella Romano e relative foto Il recupero dell'area Quaroni, con la Curia in veste di imprenditrice nel centro storico, si concluderà nel maggio 2013. Ma la corsa all'acquisto, nell'area dove sorgevano l'oratorio dei Gerosolimitani e l'ex cinema Basile, destinata nei sogni dei palermitani a un parco per la via Maqueda, è già scattata. In vendita ci sono 16 appartamenti, un intero piano adibito ad uffici, più 13 locali commerciali. L'intervento edilizio interessa una spianata di 2.250 metri quadrati. In quel cratere lasciato dalla guerra, per 40 anni trasformato in discarica, tra via Maqueda, discesa dei Giovenchi, discesa delle Capre, Sant'Agostino, sorgerà un edificio "polifunzionale" a forma di trapezio, con una corte aperta al pubblico, la sistemazione di piazzetta collegio De Maria in spazio verde, un auditorium per la curia. (altro…)

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13 nov 2010

Area Quaroni: un’occasione mancata

di Andrea Baio

Qualche giorno fa, di passaggio in via Maqueda, ho dato una sbirciatina all'area Quaroni: diversi mezzi meccanici in movimento e gran fermento nel cantiere. Scatto qualche foto e chiedo informazioni. Un signore mi dice che è in costruzione un palazzo con appartamenti di 100 mq l'uno, per la modica cifra di 5000€ al mq. Un piccolo parcheggio sarà incluso nell'edificio. (altro…)

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