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31 ott 2016

Verde Pubblico | Inaugurata la villetta di Via Trabucco

di Fabio Nicolosi

Riportiamo la notizia diffusa dal comune circa il recupero e la riqualificazione di un'area in Via Trabucco per anni abbandonata e che grazie all'interesse della circoscrizione è rinata trasformandosi in un'area verde fruibile da tutto il quartiere Il sindaco Leoluca Orlando, insieme agli assessori al Verde e allo Sport, Sergio Marino e Giuseppe Gini, mercoledì mattina ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della villetta in via Trabucco, a Cruillas. Al taglio del nastro hanno preso parte, tra gli altri, anche il presicrdente della VI Circoscrizione di Palermo, Michele Maraventano, il vice presidente Massimiliano Giaconia e alcuni consiglieri. 'Voglio ringraziare tutti i cittadini - ha dichiarato il sindaco Orlando - che hanno collaborato per la perfetta riuscita di questo momento che dimostra che si può cambiare, insieme è possibile. Il mio plauso va, inoltre, anche al presidente della Circoscrizione, al vice presidente, ai consiglieri, a Rap, Amg Energia, Reset, Amap, Coime, all'Area Verde e ai giardinieri che hanno avuto cura e avranno cura di questo spazio che prima era una discarica e ora è diventato un bellissimo giardino. La prossima settimana - ha concluso il sindaco - monteremo anche i giochi per i bambini, con le necessarie certificazioni di sicurezza da parte del Coime'. L'assessore Marino ha sottolineato il valore simbolico dell'iniziativa, 'abbiamo creato un giardino dove prima c'era il degrado - ha detto - e innescato un importante processo di riqualificazione di questo quartiere, dando un segnale forte come Amministrazione a tutta la città'. Un monito importante è arrivato dal presidente della VI Circoscrizione Michele Maraventano. 'Questo giardino è un gioiello verde - ha dichiarato - che nasce in uno spazio confiscato alla mafia e che ora appartiene ai cittadini. Ma dovete saperlo custodire perchè basta poco perchè l'incuria ritorni'. Nel corso della cerimonia lo scrittore Fabrizio Giuffrè ha donato al sindaco il suo libro 'Cruillas: storia e memorie di una antica borgata', mentre gli alunni della Direzione didattica 'Cruillas' hanno intonato l'Inno di Mameli e successivamente dipinto sul muro di cinta del giardino la sagoma di un bambino che tiene un aquilone. 'Rappresenta il bisogno di ciascuno di noi di essere se stesso e volare - ha concluso il sindaco - e ci ricorda che dobbiamo essere orgogliosi di appartenere a questo quartiere, a questa città, ma anche mettere le ali alla nostra identità, per non restare soffocati, come questo spazio di terreno è finito soffocato dai rifiuti'.

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08 ott 2015

FOTO | Ecco come si presenta oggi il parco Cassarà

di Fabio Nicolosi

Ecco lo stato del Parco Cassarà con immagini che ritraggono l'attuale area interdetta al pubblico. Non sappiamo bene se i lavori di bonifica sono stati completati e non sappiamo neanche i tempi di riapertura. La scorsa settimana era prevista presso la Circoscrizione una conferenza proprio riguardo novità sul parco, ma che è stata annullata, quindi speriamo che presto ci vengano fornite nuove informazioni Dalle foto comunque sembra che il verde continui ad essere curato. Un vero peccato vedere un parco così grande non accessibile

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18 giu 2015

“Curavo un’area verde ma oggi alzo bandiera bianca”

di mimmalomartire

Perchè alcune persone odiano vivere nel decoro, nell'ordine e nella pulizia? Perchè tanto disprezzo nei confronti delle poche aree a verde inserite nel contesto urbanistico della nostra città? Non dovrebbero essere amate come perle rare o oasi nel deserto? Se hai un'unica sorgente d'acqua dalla quale dipende la tua sopravvivenza, perchè comportarsi da stupidi o criminali e inquinarla o distruggerla? Qualcuno sa darmi delle risposte? Ho passato anni, a cercare, invano, di far nascere un barlume di senso civico nella zona in cui vivo (il centro storico tanto amato e tanto violato), anche con "l'adozione" - in tempi in cui ancora non erano nati nè gli orti condivisi, nè  l'affido a cittadini o associazioni da parte dei Comuni di aree a verde abbandonate - di una piccola parte di terreno inutilizzato, finalmente trasformato dal Comune di Palermo, in una grande e bella aiuola, con la messa a dimora di una decina di palme, alcuni fiori e due alberelli di alloro. Grazie anche all'interesse di un bravo consigliere di quartiere della circoscrizione Tribunali - Castellammare, Pietro Licata, ora non più in vita. Pensavo, gli abitanti di questa strada saranno felici come noi due per questo inaspettato regalo. COME MI SBAGLIAVO! Non immaginavo neanche lontanamente quanto ero distante  dalla realtà e quanta amarazza mi avrebbe causato negli anni a venire prendermi cura di questo dono, presto trasformatosi in una mela avvelenata. Amo l'ambiente, la natura, gli animali, il mio pianeta: dovrebbe essere così per tutti. O no? Il mio concetto di "casa" si estende fino all'universo del quale facciamo parte e anche oltre. Per questo per me è intollerabile chiunque violi in qualunque modo il nostro  habitat. Fin da bambina ho sempre avuto un innato senso civico: non si deturpa, non si sporca, non si maltrattano gli indifesi e i piú deboli, siano essi del regno animale o vegetale. Non divieti pressanti, ma uno stile di vita, normale come respirare o bere un bicchiere d'acqua. Non tolleravo e non tollero gli sprechi di nessun tipo, prima della nascita e dell'arrivo dei grillini all'Ars c'ero già io che spegnevo le luci della sala stampa e che stressavo i commessi (che non capivano visto che non eravamo, secondo loro,  noi a pagare le bollette) a fare altrettanto, invano. Chiudevo i rubinetti lasciati aperti e stringevo quelli gocciolanti. Riciclavo la carta, quando ancora in città non esisteva la differenziata e non c'erano le campane (ancora oggi ho problemi a trovarne una per la carta nella mia zona), il magazzino dove la portavo allora non esiste più. Il mio elevato senso civico e il mio forte rifiuto del degrado,  mi hanno portata alla naturale "adozione" di questa  preziosa porzione di verde, prima istituita e subito dopo dimenticata, situata in Via Filangieri, a ridosso delle antiche mura della Pace, anch'esse in pericoloso stato di abbandono. Ho subito realizzato che nessuno si occupava più di essa: niente pulizia, niente innaffiatura, niente tagli d'erba - se non due o tre volte l'anno, su richiesta, alla Ripartizione Ville e Giardini - che inviava alcuni operai Gesip. Così, volente o nolente, mi sono trasformata in un agente ecologico sempre a vigilare e a ripulire, nel vano tentativo di mantenerla intonsa. L'impresa si è presto rivelata difficilissima. Non facevo in tempo a togliervi i rifiuti, che subito ne spuntavano di altri. Ho dovuto difenderla da ogni tipo di materiale, proprio da tutto. Chi faceva lavori in casa vi buttava i suoi scarti ingombranti. Vi hanno lasciato ogni cosa: elettrodomestici rotti, vecchi arredi, materassi sbrindellati,  contenitori con vernici, cartoni, vi hanno perfino versato del cemento, oltre ai 'normali' sacchetti  di rifiuti urbani (nonostante i vicini cassonetti o forse proprio per quello). Le hanno dato fuoco, vi hanno fatto sesso centinaia di uomini con prostitute di colore, vi hanno lasciato i propri escrementi persone e animali (più le prime, che i secondi). Un giorno vi si era installato pure un gruppo di nomadi. Tuttora uno straniero senza fissa dimora, nè idendità - un apolide secondo la polizia - si lascia andare periodicamente e in assoluta tranquillità, come se fosse nel bagno di casa sua, a pratiche di onanismo, non al buio, ma financo alle ore 13 di una assolata domenica. Ma anche se da sola, fin dal primo giorno ho impedito che diventasse come altre aree verdi di questa città. La ripulivo, anche nei giorni festivi,  e la difendevo. Per anni è stata pulitissima, nonostante tutto. Neanche una cicca. Tra la derisione della gente di questo quartiere, che si chiedeva chi fosse questa svitata o questa straniera (francese, svizzera, belga?), che 'lavorava' gratuitamente per una cosa pubblica; quindi di tutti per utilizzarla nel peggiore dei modi e di nessuno per mantenerla dignitosanente. Poi è arrivato il punteruolo rosso e si è portato via le palme più grandi, ma anche lì non mi sono arresa , c'erano pur sempre le piccole. Nonostante le promesse, nulla è stato più messo a dimora in loro vece. Le rare volte che veniva effettuato il taglio d'erba i residenti erano preoccupati che si sporcassero le loro auto in sosta, finendo persino a litigare con gli operai della ex Gesip arrivati finalmente a falciare il prato. Ma il paradosso lo si è raggiunto con alcuni volontari che distribuivano contenitori di plastica con pasta dentro, pur non essendoci senzatetto nei paraggi ve ne hanno abbandonato diversi (ma perchè dentro un'area a verde pulita?), cibo che è rimasto ore a marcire sotto il sole e che poi ho dovuto buttare  a malincuore nei cassonetti: non più buono neanche per i gatti. Quando sono ritornati a rifarlo e li ho richiamati, dicendo - "fate solo spreco di cibo, oltre che creare altri rifiuti, nessuno prenderà quei contenitori per mangiarne il contenuto", un gentile frate mi ha mandata a quel paese. Che dire? Hanno pure avuto un bel servizio a "Striscia la notizia", era Natale, che brave persone! Questa storia però non ha un lieto fine, perchè dopo oltre vent'anni di solitudine, amarezze e dopo aver consumato decine di euro in guanti di plastica, ho detto basta. Succede di rado, non mollo quasi mai, ma questa città mi ha costretta ad arrendermi  già un paio di volte. Se il mio lavoro è stato privato, la mia resa  deve essere pubblica. Si deve sapere. Nulla posso più fare da sola contro l'ultima e incontrastata invasione. Nel giro di pochi giorni decine di profughi, rifugiati, apolidi, richiedenti asilo, disperati, sbarcati in città da zone più povere, di guerra e ancora più degradate della nostra, l'hanno trasformata in una vera discarica. Di notte dormono tutti indisturbati al vicino passaggio Lincoln. La situazione è così fuori controllo da diventare  impossibile gestirla; non solo per una questione igienico - sanitaria, fossero solo i loro bisogni fisiologici sarebbe nulla! Vi hanno trascinato dentro di tutto. Non voglio fare l'elenco. Chi vuole venga a guardare. Io dico BASTA, mi arrendo. Comune e bravi volontari, dove siete? Herr Bürgermeister,  signor sindaco, fai qualcosa. Lo so che in città ci sono altri come me, li ho incontrati... in banca, al supermercato e li ho riconosciuti. Ho bisogno del vostro supporto perchè sono in riserva di speranza. Adesso tocca a voi. Io alzo bandiera bianca, mi sono già schifata abbastanza, senza neanche riuscire a convertirne almeno uno, grande o piccino, alla mia causa. TUTTI REFRATTARI E INDIFFERENTI. AIUTATE NON ME, MA QUESTA CITTA'. Infine, un ricordo e un grazie al mio assessore al Verde preferito, la dolce e appassionata Letizia Battaglia. Ricordo ancora le sue lacrime amare per la  devastazione di un'area a verde attrezzata,  appena inaugurata all'Arenella. Vandalizzata dopo  neanche 24 ore. A quei tempi scrivevo per il quotidiano L'Ora e raccolsi il suo sfogo. Mi rimase impresso. Non gliel'ho mai detto, colgo l'occasione...  

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15 giu 2015

Taglio degli alberi: risveglio civico o fuoco di paglia?

di Giulio Di Chiara

I palermitani hanno improvvisamente ritrovato il loro interesse per il bene comune? E' questa la domanda che ci stiamo ponendo un po' tutti dopo aver assistito a questi giorni infuocati di dibattiti e diatribe consumate agli incontri comunali e sul web. Tram si, tram no e adesso alberi si, alberi no, sono gli interrogativi che stanno dividendo la citta'. Si legge tutto e il contrario di tutto, i gruppi su internet sono diventati fiumi di parole pressoche' monotematiche. Il contagio dei pareri e' dilagante tra la gente. Sembra ci sia assolutamente bisogno di dire la propria, a tutti i costi, su qualsiasi aspetto. Ci siamo quindi risvegliati tutti un po' piu' milanesi? E' probabile che daremo una spiegazione a tutto questo tra 4-5 anni, quando ci guarderemo indietro consci del presente, e capiremo se quello attuale sara' stato un fuoco di paglia o un cambiamento epocale. Intanto proviamo ad analizzare il presente. Ci stiamo veramente preoccupando delle sorti della citta' oppure ci interessa soltanto poter dire di avere ragione? In questo panorama caotico, stanno venendo fuori tante versioni dei fatti, molte delle quali oggettivamente fuori luogo e prive di credibilita'. Complice una pressoche' assente comunicazione istituzionale, molti cittadini si stanno cimentando nelle piu' svariate analisi partendo da basi conoscitive assolutamente improvvisate e la qualita' del dibattito pubblico ne sta risentendo. E' pacifico che ognuno persegua il personale punto di vista, pertanto nessuno avra' ragione, nessuno avra' torto. Ma la citta' e' una cosa seria: piu' regnera' il qualunquismo, piu' faremo del male a noi stessi. Per qualunquismo si intenda la gia' citata manìa di voler arrivare affrettatamente ad un giudizio senza aver realmente riflettuto sui pro e i contro di una determinata azione. Per qualunquismo si intenda anche il riportare come propri concetti e spiegazioni altrui, di cui si sconoscono i fatti e le motivazioni che ne stanno alla base. Questo fenomeno (che a onor del vero e' abbastanza diffuso anche in altre argomentazioni quotidiane, dalla politica allo sport) ci si ritorcera' probabilmente contro. Osservazioni e proposte valide avanzate da associazioni e comitati rischiano gia' adesso di passare inosservate all'ombra dell'improvvisazione piu' diffusa generata dagli stessi concittadini con i quali si condividono gli obiettivi. Non si vince nessun premio a metterla in caciara, soprattutto in occasioni rare come gli incontri diretti con figure istituzionali. Avremo perso ancora un'altra occasione per incidere sulle decisioni politiche e ne offriremo una all'amministrazione, che avra' trovato un valido motivo per proseguire imperterrita sulla sua strada. Alcuni atteggiamenti esasperati sono tuttavia comprensibili per oggettive situazioni di disagio che si perpetuano, molto meno quelle scenate dettate da punti di vista assolutamente soggettivi e facilmente contestabili, dati alla mano. Nonostante le numerose pecche di chi governa, abbiamo il dovere di monitorare intelligentemente quanto accade in citta'. Il Comune sta aprendo al dialogo soltanto adesso nonostante tante sollecitazioni passate. Tutto questo ha poco senso e non ci si puo' accontentare della mollichina che ci viene offerta. Alcuni comportamenti denotano ancora scarsa capacita' di governance da parte di chi sta al timone (vedasi l'aver interrotto la rimozione dei ficus in Piazza Politeama soltanto a seguito delle proteste della societa' civile. Se si crede in una scelta la si porta avanti altrimenti si ascolta prima il parere della collettivita' e poi si agisce di conseguenza). Dall'altra parte della barricata non si puo' tantomeno tollerare il disinteresse diffuso verso la citta', salvo poi pretendere voci in capitolo soltanto quando scoppia lo scandalo. Abbiamo il dovere di essere "cittadini" sempre, indignarci e far sentire la nostra voce anche su tanti altri problemi che spesso non interessano a nessuno o non riguardano apparentemente nessuno. Sebbene sia oramai inevitabile una frattura tra opposte linee di pensiero circa temi grandi e discussi come il tram, l'auspicio e' che lo zelo riposto in questi mesi da tanti cittadini continui a rimanere vivo anche quando si parlera' di Zone a Traffico Limitato, di convivenza con l'immondizia, di comportamenti sulla strada e di tante altre questioni di cui spesso ci si dimentica. Le palme del Politeama? Il progetto prevedeva gia' la compensazione del verde in caso di rimozione di quest'ultime. Nessuno o quasi ne era a conoscenza, il Comune non ha mai reso noto tali dettagli: si e' montato cosi' un caos quasi inutile, che per fortuna (e qui va dato atto alle pressioni mirate di alcuni cittadini) ha portato l'assessore al verde Raimondo a esporsi, a dare delle garanzie sulle quali i cittadini potranno giudicare, stavolta con i fatti, l'operato dell'amministrazione. Il taglio dei ficus? Tanti alberi a Palermo sono fuori posto e non sono adatti al contesto urbano perche' devastano strade e marciapiedi. Spesso piantati senza cognizione, in certi casi la loro rimozione porta piu' benefici che danni (tesi sostenuta anche da agronomi come lo stesso Raimondo). Non è probabilmente questo il caso ma, fermo restando che soprattutto in questa citta' la salvaguardia del verde e' una delle attivita' piu' importanti da monitorare con costanza, occorre fare uno sforzo ulteriore laddove si presentano casi in cui va valutato se un sacrifico fatto oggi vale il godimento di un servizio futuro. Nei prossimi anni e' probabile che saremo chiamati a confrontarci su altre scelte analoghe. In questi casi può essere utile anche capire cosa avviene altrove, dove questi problemi si sono già verificati. Per favorire ulteriormente il dibattito, vi riportiamo un articolo di Repubblica di qualche giorno fa che analizza situazioni analoghe a Firenze e Milano (fare click per ingrandire). Ognuno tragga le sue conclusioni. Foto copertina di PalermoMania.it

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26 mag 2015

Avvistati operai all’interno del Parco Cassarà: in vista dell’estate…

di Giulio Di Chiara

Come noto il Parco Cassarà è ancora chiuso a seguito del ritrovamento di amianto e altri materiali potenzialmente dannosi. A Gennaio si è avviato il bando di gara per la bonifica di una prima area. Questa mattina abbiamo notato movimenti all'interno dei cancelli chiusi, lato via Basile. Dopo esserci informati abbiamo appreso che gli operai al lavoro stavano provvedendo a realizzare viali tagliafuoco in vista della prossima estate per scongiurare eventuali incendi. Ciò conferma quanto è possibile scorgere dai cancelli di via Basile, ovvero che l'area in questione è sommersa da erbacce alte e rigogliose, che a causa del sequestro stanno soffocando alcuni piante. Con le temperature estive il rischio che queste possano bruciare con un minimo innesco è concreto. E' sicuramente un'attività opportuna per scongiurare ulteriori danni. Ci poniamo però un quesito: se la manutenzione in alcune aree del parco è interdetta in quanto la disposizione del giudice vieta qualsiasi intervento per non alterare lo status quo del terreno, come mai si consente la realizzazione dei viali tagliafuoco? Ipotizziamo che il giudice abbia concesso una deroga apposita al provvedimento. Se così fosse, non potrebbero essere consentiti ulteriori interventi in deroga per provare a salvaguardare qualche pianta in più? Cercheremo di approfondire sulla vicenda.  

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14 ott 2014

Festeggiamo insieme i due anni di Parco Uditore

di Fabio Nicolosi

L'Associazione Parco Uditore è lieta di invitarvi domenica 19 ottobre dalle 9.00 alle 19.00 alla Festa per il secondo compleanno di Parco Uditore. Sono giá trascorsi due anni da quando, grazie anche al contributo delle vostre organizzazioni, abbiamo avviato quel processo di cambiamento culturale che oggi ci permette di essere orgogliosi  di festeggiare il secondo anno di vita del terzo parco urbano più grande della città di Palermo. (altro…)

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