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06 ott 2015

Viale Regione Siciliana e i sogni di una tangenziale

di Fabio Nicolosi

E’ stato presentato qualche giorno fa lo schema di massima del PRG (Piano Regolatore Generale: è uno strumento urbanistico che regola l'attività edificatoria all'interno di un territorio comunale, di cui ogni comune italiano deve dotarsi, ai sensi di legge) che prevede l’eliminazione della tangenziale esterna progettata dall’Anas e che era pronta, almeno per quanto riguarda il progetto preliminare. Posto quindi che il comune con l’adozione di questo piano ha deciso di abolire questo by-pass della città, in che modo vuole agevolare l’attraversamento della città e in particolare di Viale Regione Siciliana? Analizziamo la situazione: Viale Regione Siciliana è strada urbana di scorrimento (tipo D): strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate. All’interno della suddetta strada troviamo però anche numerose intersezioni di collegamento tra la corsia centrale e le corsie laterali. Abbiamo anche otto svincoli principali: Via Oreto Nuova, Bonagia, Via Ernesto Basile, Corso Calatafimi, Via Giuseppe Pitrè, Viale Leonardo Da Vinci, Viale Lazio - Viale Michelangelo e Via Belgio. La circonvallazione è dotata di due semafori a chiamata per l’attraversamento pedonale (Perpignano e Giotto) e di cinque semafori per l’immissione nelle corsie laterali dovute al transito del Tram. Tra le priorità vi sono il raddoppio del ponte Corleone e la realizzazione dell’ulteriore svincolo di Via Perpignano che potrà sicuramente eliminare il semaforo e migliorare la viabilità. Consideriamo anche che da alcuni studi effettuati da allievi ingegneri della facoltà di ingegneria dell’università degli studi di Palermo, solo una piccolissima parte (circa il 10%) dei veicoli che giornalmente attraversano Viale Regione compie il viaggio per oltrepassare la città, viene da chiedersi: ma è davvero necessaria una tangenziale? Una sopraelevata? O un tunnel di collegamento sotterraneo? O basterebbero dei piccoli lavori per migliorare immediatamente la viabilità? Sono assolutamente d’accordo alla realizzazione di un tunnel che permetta ai mezzi pesanti di recarsi direttamente da Viale Regione al porto di Palermo, ma se effettivamente vi è la volontà di spostare il traffico merci a Termini Imerese, tale tunnel sarebbe del tutto inutile. Quindi quali soluzioni potrebbero essere utili a Viale Regione per permettere un attraversamento normale? E per normale intendo che la velocità media lungo l’arteria dovrebbe essere 59,5 km/h che vista la lunghezza di 12Km permetterebbero di oltrepassare la città in un quarto d’ora circa. Prima di tutto raddoppiare il Ponte Corleone, il ponte ricordo che è in gravi condizioni strutturali tali da imporre al comune di limitare la velocità sullo stesso che deve essere inferiore a 30Km/h. Altra priorità è quella di realizzare lo svincolo Perpignano, svincolo inizialmente appaltato alla ditta Cariboni (insieme al raddoppio del ponte Corleone) che è successivamente fallita senza nemmeno iniziare a muovere mezza pietra. La realizzazione dello svincolo porterebbe all’eliminazione definitiva del semaforo e migliorerebbe sicuramente la viabilità della zona sopra la circonvallazione riducendo il carico del flusso di traffico che adesso è concentrato su Via Pitrè o Via L. Da Vinci. Infine l’ultimo fondamentale intervento è la soppressione del semaforo Giotto con la costruzione di un sovrappasso pedonale. In pratica stiamo parlando di riaggiudicare l’appalto per il ponte Corleone, appalto che era già ad uno stato di avanzamento del 20% con 4mln di € già spesi. Trovare i fondi per ri-appaltare lo svincolo Perpignano e infine trovare una soluzione semplice, funzionale e in linea con le norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche per la soppressione del semaforo di Piazzale Giotto. E’ forse chiedere troppo? E' semplicemente il sogno di un allievo ingegnere? O forse basta poco per migliorare la viabilità di questa città?

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06 lug 2018

Che fine ha fatto lo svincolo Brancaccio?

di belfagor

 Più di un anno fa , e precisamente il 9/04/ 2017,  fu pubblicato da " ilSicilia" un articolo dal titolo promettente “Svincoli di Brancaccio : si riapre la partita. L’accordo top secret per ultimare l’opera”.  Nella realtà più che una notizia era un indiscrezione  . L’opera  diventata con il tempo, anche a livello nazionale,  il simbolo delle tante incompiute  di Palermo, infatti  era stata “ immortalata” spesso anche dalle telecamere di Striscia La Notizia, forse tornava finalmente  nel mirino dell’Amministrazione Comunale. “Tra una settimana ci sarà una riunione interna e stavolta sarà quella definitiva”. Secondo tale “’indiscrezione” l’accordo prevedeva che i proprietari di FORUM completavano lo Svincolo di Brancaccio , lato mare, ( opera parzialmente realizzata) e il Comune avrebbe realizzato lo Svincolo lato monte . Ricordiamo che per lo svincolo lato mare servono solo 1,89 milioni e 5 mesi di lavori; mentre per lo svincolo, lato monte  servono 3,6 milioni e 9 mesi di lavori. Per una spesa totale di circa 5,5 milioni di euro. Molti avevano sperarono ma e’ passato più di  un anno  ma dello  svincolo di Brancaccio è calato il  silenzio, tanto da far sospettare che più che di una notizia era la solita promessa pre-elettorale . Infatti la notizia non era del tutto vera. Ma facciamo un passo indietro. Lo svincolo di Brancaccio ha una storia davvero travagliata,  un’odissea senza fine di cui si è occupata Mobilita Palermo in un articolo del 10/ 06/2016  dal titolo emblematico “ Svincolo di Brancaccio: una storia infinita” . In questo articolo si accenna al fatto che i lavori erano iniziati nel 2005 , però l’opera era stata appaltata nel  2002  ( Giunta Cammarata) alla ditta messinese “Demoter”, ma tali lavori  furono bloccati  a causa di «presunte infiltrazioni mafiose» (rilevate dalla Prefettura di Messina). Dopo anni battaglie giudiziarie però si scoprì che “l’informativa antimafia” era priva di fondamento. Quindi al danno è seguita la beffa: l’impresa messinese, poi fallita e in amministrazione giudiziaria,  chiese i danni  al Comune di Palermo. Nel frattempo si era cominciato a costruire il Centro Commerciale FORUM, e il Comune, che  aveva perso i finanziamenti, penso bene di chiedere alla società di costruire lo Svincolo di Brancaccio. Infatti alcune notizie ci confermano che c’era tale accordo: Il 10/12/2008 viene pubblicato il seguente articolo: ” Sembrano ricominciati i lavori presso lo svincolo Brancaccio lasciato incompleto alcuni anni  fa …….è stata trovata la soluzione, la ditta che sta costruendo il Centro Commerciale Forum anticiperà i costi aggiuntivi detraendoli da quelli che avrebbe dovuto dare al comune. I lavori rimanenti dovrebbero durare circa 14 mesi e quindi terminare in tempo per l’apertura del Forum Palermo che ,senza questo svincolo ,sarebbe difficilmente raggiungibile”  In parole povere Forum invece di pagare il Comune, per la convenzione , avrebbe realizzato lo Svincolo Brancaccio. Passano altri due anni e il 15/01/10 viene pubblicata un altra notizia: “Si continua a lavorare per recuperare il tempo perduto a causa di Enel Distribuzione che ,dopo 8 mesi, ha spostato finalmente il cavo da 20.000 volts non segnalato nelle carte dei precedenti progetti. Si spera che entro febbraio si possano aprire al traffico le rampe lato mare (Forum). Non appena questo succederà, gli operai si sposteranno sul lato monte, per iniziare a cambiare il volto dell’attuale bretella laterale abbandonata da troppo tempo e relativa rampa”.  Da tale notizia si intuisce che , fino al 2010,  c’era un accordo che prevedeva che la società proprietaria di Forum doveva realizzare interamente  lo Svincolo di Brancaccio, sia lato mare che quello a monte. Poi arriva il Tram e le esigenze del Comune cambiano. “La Multi nel 2014 ha ottenuto dal Consiglio Comunale il rinnovo della convenzione (stipulata per l’apertura del Forum), per la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione a scomputo. Tra queste, un 1° lotto da 7,7 milioni: una nuova strada tangente al Forum (bretella di collegamento tra via Acrone e via Salvatore Corleone); la condotta fognaria di via Laudicina; l’ampliamento del parcheggio del Leroy Merlin. Tutte realizzate.  Il 2° lotto da 3,2 milioni: il prolungamento della via Pecoraino, l’allargamento di via Funnuta; due nuovi sovrappassi pedonali (già realizzati); e il rifacimento dei verdi storici in corrispondenza di Baglio Villa (8.116 mq) e il recupero dell’agrumeto di Baglio Sant’Anna (6.966 mq)”. Da quanto si intuisce, nel 2014 ( sindaco Orlando)  lo Svincolo Brancaccio  “ scompare” dall’accordo con  la Multi Veste Italy 4 srl , cioè quei soldi vengono dirottati in altre opere di urbanizzazione.   Infatti da quel momento dal Comune si cominciò a dire che lo Svincolo Brancaccio “ non era una priorità per questa Giunta”.. A complicare ancora di più la vicenda , di per se complicata, a un certo momento entra in scena un   contenzioso  sempre con la “Multi Veste Italy 4 srl” la società che ha realizzato il Forum. Tale contenzioso nasce con l’appalto del Tram.   Il Comune espropria al centro commerciale un pezzo di terreno per far costruire alla SIS il deposito Roccella. Per l’esproprio, l’Amministrazione comunale versa alla “Multi Veste Italy 4 srl ” quasi 2,5 milioni di euro, ritenuti però insufficienti dalla stessa, tanto da ricorrere in Tribunale. Le perizie legali stabilirono che effettivamente il valore dell’esproprio fu sottostimato e il Comune avrebbe dovuto versare altri 4,6 milioni di euro. Appare evidente che la Multi Veste Italy 4 srl” non è più debitrice del Comune ma creditrice. Perché  dovrebbe costruire “gratuitamente” lo Svincolo di Brancaccio?  Nella realtà  FORUM è chiaramente interessata  allo Svincolo di Brancaccio ( lato mare) perché agevolerebbero, dall’autostrada,  l’ingresso diretto al centro commerciale, riducendo drasticamente il traffico  , in entrata, su Via Messina Marine.  Infatti sembra che sia stata la stessa Multi Veste Italy a proporre di rivedere la convenzione: cioè erano pronti a ultimare a loro spese lo svincolo lato mare al posto di alcune opere di urbanizzazione . Dopo più di un anno di silenzio, il 30/05/2018 l’assessore Arcuri  , solo  su precisa domanda, dichiara : «Il contenzioso con la ditta che ha realizzato il Forum (la Multi Veste Italy 4 srl) si è concluso con un accordo che prevede lo scomputo di alcune opere di urbanizzazione e la realizzazione dei due svincoli lato mare. Serve ora un intervento diretto del Suap, ( lo Sportello unico attività produttive) perché è sì un’opera pubblica, ma legata alla realizzazione di un intervento privato. Il Suap sta predisponendo la proposta di deliberazione che sarà inoltrata all’esame del Consiglio comunale. Questo sbloccherà definitivamente l’intervento». Tutto bene? Apparentemente sembra di si, però ricordiamo che è passato più di un anno dalla stipula di tale accordo, tenuto stranamente nascosto, e  che il Suap  è un organismo burocratico comunale che non  ha mai brillato per celerità. Perciò i tempi burocratici saranno lunghi  . Inoltre, dalle parole dell’assessore Arcuri,  non si accenna minimamente allo svincolo lato monte ( che dovrebbe essere realizzato dal Comune). Sperando che con questo articolo si possano "smuovere le acque" affinchè possano venir fuori notizie aggiornate oltre che incoraggianti. Alla luce delle recenti vicissitudini su Ponte Corleone, questo svincolo assume un'importanza non proprio di secondo piano.  

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20 ago 2018

Reportage fotografico | Lo stato dei ponti sul fiume Oreto

di Fabio Nicolosi

La tragedia di Genova non può che aver creato un certo allarmismo. Sono sicuri i ponti su cui transitiamo? C'è un modo per prevenire crolli o cedimenti strutturali? Come sempre la soluzione a questi problemi è la manutenzione, infatti ogni esperto intervistato in questi giorni non a caso ripete che basta una costante e corretta manutenzione per evitare grandi disastri. Palermo ha la necessità cosi come Genova di alcuni ponti che permettono l'ingresso e l'uscita della città lato Messina, ma in che condizioni sono questi ponti su cui giornalmente transitiamo? Non siamo esperti in materia e anche se lo fossimo non è questa la sede per effettuare delle valutazioni, con questo articolo vogliamo quindi lasciare voi giudicare lo stato dei nostri ponti e agevolare il lavoro di tutti gli esperti che avranno voglia e tempo per esaminare le varie foto e i video e trarre le conclusioni. Abbiamo volutamente soffermato l'attenzione solo sui ponti sul fiume Oreto, perché sono i ponti che in caso di crollo taglierebbero la città in due. "Nei prossimi giorni, in occasione della pubblicazione di importanti gare d'appalto, cui si è lavorato negli ultimi mesi -dichiarano il Sindaco, Leoluca Orlando e l'Assessore alla Rigenerazione Urbanistica e Urbana, Emilio Arcuri - terremo una conferenza stampa per ricordare e descrivere quanto fatto dal 2013 ad oggi, in termini di ricerca fondi, progettazione ed esecuzione, materiale di lavori per la sicurezza ponti". Ponte di mare Costruito tra il 1777 e il 1778 Il Ponte unisce Via Ponte di Mare con Via Messina Marine e permette l’attraversamento della foce dell’Oreto. Fino agli anni 50 era affiancato da un Ponte ferroviario che permetteva al treno , della tratta a scartamento ridotto Palermo Corleone, di arrivare alla Stazione di Sant’Erasmo ( totalmente distrutta nel 1953 ) Ponte Oreto Il ponte collega le due parti di via Oreto. Concepito alla fine del Settecento, il Ponte Oreto è stato realizzato negli anni trenta del Novecento, in pieno ventennio fascista. Per questo motivo, sui suoi piloni si trovano alcuni fasci littori. Ponte Guadagna e Ponte Bailey Il ponte Guadagna è il ponte, pedonale, che permette alla via Guadagna di attraversare il fiume accanto alla Chiesa di Madonna Assunta già chiesa di Santa Maria delle Grazie. Realizzato originariamente in legno, negli anni cinquanta è stato sostituito con una struttura in cemento armato. Il ponte Bailey aperto il 9 aprile 1997. Voluto dal sindaco Leoluca Orlando, si trova nella zona della Guadagna ed è stato concepito per alleggerire il traffico nella zona fra l'ospedale Civico e il cimitero di Sant'Orsola. Prende il nome dall'ideatore, Donald Bailey. Ogni anno il comune corrisponde all'esercito italiano un canone di affitto per il noleggio della struttura. Un canone che si aggira intorno ai 1000euro/annui. Ponte Corleone È fra i più antichi, forse il più antico dei ponti che attraversano il fiume, ma le sue origini sono sconosciute. Collega le due parti di Viale Regione Siciliana. Fu costruito nel 1962. Nei mesi scorsi è stato interessato da importanti lavori di manutenzione ai giunti di dilatazione. Il 19 Marzo 2007 fu stipulato con la Cariboni il contratto per il raddoppio dello stesso e – “a seguito di grave inadempimento contrattuale” – la Giunta Comunale (epoca Cammarata) deliberò la rescissione dell’appalto il 30 maggio 2008. Il 6 ottobre 2010 viene notificato al Comune un atto di citazione in cui l’impresa chiede i danni poiché ritiene illegittima la risoluzione contrattuale. Il primo grado si conclude nel 2014 con ottimi segnali per Palazzo delle Aquile: il Tribunale civile di Palermo rigetta le domande avversarie e dispone una Ctu per la quantificazione del danno patrimoniale subìto dall’Amministrazione Comunale. Il costo iniziale era di 14 milioni di euro, mentre oggi ne servono 21. Qui la Cariboni lasciò i lavori al 15%, realizzando le “spalle” (vedi Foto) sul lato di fronte al Baby Luna. L’opera è importantissima poiché servirebbe a eliminare la strozzatura sul viadotto che attraversa il fiume Oreto. Nel 2005 una perizia di un tecnico avrebbe attestato la necessità di provvedere ad una manutenzione straordinaria (dal costo di altri 20 milioni). Sono stati trascurati i due ponti di recente costruzione e cioè il ponte bimodale costruito durante la realizzazione della linea 1 del tram di Palermo e il ponte ferroviario sopra la guadagna che è stato realizzato durante il raddoppio del passante ferroviario di Palermo

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Segnalazione
01 set 2016

Ponte Corleone, un ponte da attraversare delicatamente

di belfagor

Poche sono le notizie sul ponte che sorgeva un tempo in questa zona e che permetteva l’attraversamento del fiume Oreto . Certamente , insieme al Ponte Ammiraglio, era uno dei più antichi . Si trovava sulla strada che collegava Palermo a Corleone, importante via di collegamento verso l’entroterra. Accanto a tale ponte sorgeva un convento di monache basiliane  con annessa chiesa, di origine normanna, dedicata alla Madonna dell’Oreto, costruita nel 1088 ( i resti di tale chiesa sono ancora visibili) .  Il ponte andò distrutto nel 1720 a causa di uno straripamento del fiume. C’è da ricordare che nel passato l’Oreto era in parte navigabile e molto pescoso. Fino a cento anni fa, alla foce del fiume Oreto, si pescavano storioni lunghi quasi due metri. Due stupendi esemplari, pescati nel 1911, si trovano in mostra ancora nelle vetrine del museo di via Archirafi. Nel 1962 nella stessa zona dove sorgeva il vecchio ponte crollato, ne fu costruito un altro, che permise alla costruenda circonvallazione (pianificata negli anni  50 e prevista dal Piano regolatore generale di Palermo del 1962) di superare il fiume. Purtroppo tale nuovo ponte venne  progettato senza le due  corsie d’emergenze. Ciò determina ingorghi quotidiani, soprattutto nelle ore di punta . Tale problema fu affrontato dal Comune, che progetto un sistema che permettesse di non interrompere il traffico dell’arteria. Tale  progetto prevedeva due piccoli ponti che  avrebbero affiancato quello principale, con una larghezza di circa 10 metri ed una lunghezza di quasi 200 metri. Nel 2006 finalmente vennero inaugurati i lavori in pompa magna, In un primo momento  i lavori procedettero speditamente . Il progetto prevedeva la costruzione di pilastri mentre il ponte vero e proprio sarebbe stato costruito a breve distanza e poi spostato in loco attraverso la valle dell’Oreto. In realtà il cantiere si è arenato abbastanza presto. Nel  Novembre 2008, dopo quasi 2 anni di cantiere ed a 1 anno dalla consegna  dell’opera, i lavori erano molto indietro.La  Cariboni s.r.l., la ditta che aveva vinto l’appalto  e che era stata anche incaricata di realizzare lo svincolo di via Perpignano, aveva grossi problemi finanziari , problemi che gli impedirono di completare l’opera. Nel  Dicembre  2008 il comune revoco l’appalto. Ma Il  ponte, attualmente,  in che condizione è ? Già nel 2004 ,in una relazione commissionata dal Comune, non godeva di ottima salute, soffrendo specialmente le vibrazioni dei grossi mezzi pesanti ( TIR, autobus ecc. ecc. ).  A rigor di logica, in attesa dei lavori di manutenzione , si sarebbe dovuto vietare il transito di tali mezzi . Ma ciò non era possibile perché la Circonvallazione  rappresenta l'unica via di comunicazione veloce tra l'autostrada A19 Palermo-Catania e l'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo. Proprio per ovviare a tale problema negli anni 80 l'amministrazione comunale aveva previsto la creazione di una seconda arteria centrale sopraelevata. I primi lavori per tale opera cominciarono alla fine degli anni 80 con la costruzione di alcuni pilastri per tale sopraelevata. I lavori però furono abbandonati e i pilastri costruiti sono ancora visibili. Da allora il ponte,  che presentava già nel 2004 dei seri problemi strutturali,  non ha subito interventi manutentivi degni di nota. L’unica cosa che l’amministrazione comunale ha fatto è stata quella di  apporre dei cartelli di limite di velocità a …30Km /h.  Un po’ poco, non pensate?  

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Articolo
12 mar 2018

Il bando per il Ponte Corleone prossimo alla pubblicazione, ma è una corsa contro il tempo

di Mobilita Palermo

Tanti palermitani ogni giorno patiscono i disagi per questo mancato intervento infrastrutturale: il raddoppio del Ponte Corleone. Iniziato e immediatamente dopo interrotto per il fallimento della ditta Cariboni, nel 2016 il sindaco Leoluca Orlando riusciva a reperire i fondi necessari dal Patto Per Palermo per far ripartire la progettazione e quindi il cantiere. Come gran parte dei fondi pubblici, questi vengono erogati a patto che vengano spesi entro delle date. Dal 2016 a oggi al Comune di Palermo non si è mossa foglia per quasi due anni e il rischio di perdere questi fondi (e quindi l'opera) è molto forte. Dopo le recenti inchieste di Striscia La Notizia e Il Sicilia, improvvisamente qualcosa si è destato negli uffici comunali: a quanto pare il bando di gara per il progetto del raddoppio è pronto e già nella prossima settimana sarà pubblicato e riportato in Gazzetta Ufficiale. Rimane comunque la preoccupazione... Il pericolo che i fondi ritornino al mittente non è comunque scongiurato, perchè il Patto Per Palermo prevede che i contratti relativi alle somme stanziate debbano essere siglati entro Dicembre 2019 e dalla pubblicazione del bando scattano tutta una serie di tempi tecnici: intanto la durata del bando di gara che dura 10 mesi, poi quelli di progettazione della ditta che si sarà aggiudicata i lavori e infine l'affidamento finale dei lavori da parte dell'Urega. Tutto sommato ci avviciniamo a quasi 30 mesi totali, che di fatto renderebbero vana questa corsa contro il tempo. Occorrerà capire se nel frattempo verranno richieste proroghe o  messe in atto misure eccezionali per scongiurare l'ennesimo spreco di fondi pubblici. Rimaniamo alla finestra per vedere cosa succede. Nel frattempo non abbiamo riscontro di eventuali misure alternative per sopperire agli eventuali disagi di questo cantiere che, prima o poi, comporterà la chiusura parziale o totale del ponte: ai tempi si parlò dell'ipotesi di deviare i flussi su via Messina Marine. Rimase una chiacchiera che comunque suscitò non poche perplessità. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Articolo
17 apr 2018

Viabilità | Scattata la chiusura del Ponte Corleone, traffico e lunghe code

di Mobilita Palermo

Questo post è in continuo aggiornamento e vi fornirà info sulla viabilità lungo la giornata. EDIT ore 14: La chiusura si è adesso spostata nella carreggiata opposta, direzione Messina, code già dallo svincolo di Corso Calatafimi. I lavori se seguono l'andamento di questa mattina dovrebbero concludersi in un paio d'ore e la strada dovrebbe essere liberata per le 17.30. Ore 10: É scattata da qualche minuto la chiusura della corsia lato Trapani del ponte Corleone, sul posto presenti la Polizia Municipale. Lunghe code, com'era prevedibile si stanno formando. Al momento la coda è già oltre lo svincolo Oreto e sta arretrando verso lo svincolo di Villabate. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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Segnalazione
26 apr 2018

Ponte Corleone, un ponte da attraversare delicatamente

di belfagor

In questi giorni il Ponte di Corleone  con i suoi problemi di staticità e con il suo progetto di raddoppio è tornato prepotentemente di attualità.  Vorrei riproporre un “vecchio” articolo sull’argomento che fu pubblicato il 1/09/2016 su MOBILITA PA  . Nonostante sono passati  quasi 2 anni mi sembra ancora attuale : Ponte Corleone, un ponte da attraversare delicatamente Poche sono le notizie sul ponte che sorgeva un tempo in questa zona e che permetteva l’attraversamento del fiume Oreto . Certamente , insieme al Ponte Ammiraglio, era uno dei più antichi . Si trovava sulla strada che collegava Palermo a Corleone, importante via di collegamento verso l’entroterra. Accanto a tale ponte sorgeva un convento di monache basiliane  con annessa chiesa, di origine normanna, dedicata alla Madonna dell’Oreto, costruita nel 1088 ( i resti di tale chiesa sono ancora visibili) . Il ponte andò distrutto nel 1720 a causa di uno straripamento del fiume. C’è da ricordare che nel passato l’Oreto era in parte navigabile e molto pescoso. Fino a cento anni fa, alla foce del fiume Oreto, si pescavano storioni lunghi quasi due metri. Due stupendi esemplari, pescati nel 1911, si trovano in mostra ancora nelle vetrine del museo di via Archirafi. Nel 1962 nella stessa zona dove sorgeva il vecchio ponte crollato, ne fu costruito un altro, che permise alla costruenda circonvallazione (pianificata negli anni  50 e prevista dal Piano regolatore generale di Palermo del 1962) di superare il fiume. Purtroppo tale nuovo ponte venne  progettato senza le due  corsie d’emergenze. Ciò ha determinato edetermina ingorghi quotidiani, soprattutto nelle ore di punta . Tale problema fu affrontato dal Comune, che progetto un sistema che permettesse di non interrompere il traffico dell’arteria. Tale  progetto prevedeva due piccoli ponti che  avrebbero affiancato quello principale, con una larghezza di circa 10 metri ed una lunghezza di quasi 200 metri. Nel 2006 finalmente vennero inaugurati i lavori in pompa magna, In un primo momento  i lavori procedettero speditamente . Il progetto prevedeva la costruzione di pilastri mentre il ponte vero e proprio sarebbe stato costruito a breve distanza e poi spostato in loco attraverso la valle dell’Oreto. In realtà il cantiere si è arenato abbastanza presto. Nel  Novembre 2008, dopo quasi 2 anni di cantiere ed a 1 anno dalla consegna  dell’opera, i lavori erano molto indietro. La  Cariboni s.r.l., la ditta che aveva vinto l’appalto  e che era stata anche incaricata di realizzare lo svincolo di via Perpignano, aveva grossi problemi finanziari , problemi che gli impedirono di completare l’opera. Nel  Dicembre  2008 il comune revoco l’appalto. Ma Il  ponte, attualmente,  in che condizione è ? Già nel 2004 ,in una relazione commissionata dal Comune, non godeva di ottima salute, soffrendo specialmente le vibrazioni dei grossi mezzi pesanti ( TIR, autobus ecc. ecc. ). A rigor di logica, in attesa dei lavori di manutenzione , si sarebbe dovuto vietare il transito di tali mezzi . Ma ciò non era possibile perché la Circonvallazione  rappresenta l’unica via di comunicazione veloce tra l’autostrada A19 Palermo-Cataniae l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo. Proprio per ovviare a tale problema negli anni 80 l’amministrazione comunale aveva previsto la creazione di una seconda arteria centrale sopraelevata. I primi lavori per tale opera cominciarono alla fine degli anni 80 con la costruzione di alcuni pilastri per tale sopraelevata. I lavori però furono abbandonati e i pilastri costruiti sono ancora visibili. Da allora il ponte,  che presentava già nel 2004 dei seri problemi strutturali,  non ha subito interventi manutentivi degni di nota. L’unica cosa che l’amministrazione comunale ha fatto è stata quella di  apporre dei cartelli di limite di velocità a …30Km /h.  Un po’ poco, non pensate?

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