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30 nov 2017

Conoscete la Palazzina Cinese?

di Salvatore Galati

Dal gruppo FaceBook "Palermo Documentata", sono stati pubblicati due disegni della Palazzina Cinese, ideati dall'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia (1799).   Ferdinando III di Sicilia aveva acquistato una casa in stile cinese dal barone Benedetto Lombardo. L'architetto Marvuglia, progettò questa palazzina in stile orientale, con le stesse caratteristiche di un'edificio cinese. La Palazzina è suddivisa su tre livelli, nel pianoterra si trova la sala da ballo e la saletta delle udienze, al primo piano si trova il salone dei ricevimenti, la sala da pranzo e la camera da letto del Re, sempre in stile cinese. Salendo su al secondo piano, si trova l'appartamento della Regina Maria Carolina con due salette di ricevimento, la camera da letto e lo spogliatoio. Infine al terzo piano c'è una grande terrazza di forma ottagonale coperta a pagoda. La Palazzina tutt'ora è proprietà del Comune ed è ad uso monumentale.

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30 nov 2015

Villa Deliella: ritorno al Futuro

di Alessandro Graziano

  Palermo: una città dove ancora oggi non si riesce ad abbattere l'abusivo, ma dove per anni si è invece abbattuto lo stile, l'arte e la cultura. Si è svolto sabato scorso, nel 56° anniversario dell'abbattimento di Villa Deliella, il convegno che ha avuto come tema la ricostruzione della dimora del Principe Deliella, nell'area dove al suo posto oggi esiste un parcheggio, simbolo della Palermo ferita dal Sacco edilizio. Era la notte tra il 28 e 29 novembre 1959 quando, per mano di politici criminali, veniva abbattuta Villa Deliella, edificio in stile liberty, architettura colta e ricercata progettata del maestro e architetto Ernesto Basile. Era l'epoca in cui Vito Ciancimino (don per gli amici mafiosi) ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici, e la sua collusione mafiosa permise la distruzione di numerose dimore, ville ed edifici storici; fu il Sacco Di Palermo. La stampa dell'epoca insorse,  ma fu troppo tardi. Celebre fu la frase dell'architetto Bruno Zevi, su L'Espresso, dove definì la demolizione "un atto di banditismo di nuovo tipo". Oggi è tempo di riscatto e su iniziativa di due architetti palermitani, Danilo Manisclaco e Giulia Argiroffi, si è mobilitata una raccolta firme al fine di ricostruire la villa Deliella, simbolo del liberty, simbolo del riscatto contro le mafie. Duecento sono i firmatari della petizione che di fatto ha aperto il dibattito e l'iter progettuale per la ricostruzione della Villa. Molti ingegneri, architetti, professori universitari, ma in generale  cittadini ed esponenti del mondo della cultura con il sostegno dell'Ance (Associazione nazionale costruttori edili). Ad oggi è possibile firmare la petizione (un po' come fu possibile per l'apertura di Parco Uditore) in modo da aumentare l'elenco dei cittadini che vorranno fortemente la ricostruzione di questo simbolo del patrimonio culturale. Durante il convegno è intervenuto il vice sindaco Emilio Arcuri esprimendo l'appoggio del sindaco e di tutta la Giunta rispetto questa iniziativa, che è comunque in linea con le previsioni del PRG (Piano regolatore generale). Il convegno si è concluso con una lezione del professore universitario Ettore Sessa, su villa Deliella, dove si è messa in luce la composizione architettonica, lo stile di Basile e l'importanza dell'edificio rispetto al patrimonio architettonico. Importante in tal senso è la partecipazione del mondo accademico per il progetto di ricostruzione. L'operazione di ricostruzione prevede in linea generale ed ipotetica: la ricostruzione della villa almeno nei volumi esterni (ma sono molteplici le ipotesi), la pedonalizzazione del sistema piazza Crispi e Mordini e la creazione all'interno dell'edificio del museo del Liberty e di Basile, suo principale esponente a Palermo. Una cifra ipotetica e blanda di una tale operazione, secondo gli architetti incontrati al convegno, si aggirerebbe intorno ai 5 milioni di euro. Ma se si considera un possibile parcheggio sotterraneo al di sotto delle piazze, in concomitanza con la fermata della MAL, i costi lieviterebbero. Il dibattito è appena aperto, e si ipotizza un orizzonte temporale per la ricostruzione entro il  2019, quando saranno passati 60 anni dall'abbattimento. Perché come ha detto qualcuno intervenendo "non è possibile riportare in vita le persone ma gli edifici si"...insomma Palermo risorgerebbe dalle sue ceneri come l'araba Fenice. #ricostruiamovilladeliella

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10 apr 2014

Un architetto palermitano progetta l’asilo del futuro a Reggio Emilia…e qui?

di Andrea Baio

Mario Cucinella, allievo di Renzo Piano, ha progetto un asilo futuristico, fatto interamente in legno e vetro che avrà la funzione di far vivere i bambini come se fossero all'aria aperta. L'asilo verrà presentato alla città di Reggio Emilia il 12 aprile: sarà una delle opere inaugurate dopo il terremoto che sconvolse l'Emilia 2 anni fa. Una struttura per la quale non si è speso di più di quanto non lo si sarebbe fatto per un asilo "brutto"; perché il concetto che ancora non riesce a passare, è che la differenza in termini di costi tra una cosa bella ed una brutta è minima. (altro…)

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22 nov 2010

Villa Florio/Pignatelli “stuprata”

di Andrea Baio

Riceviamo questa segnalazione, circa lo stato di degrado in cui versa villa Florio/Pignatelli, ennesimo gioiello del patrimonio architettonico palermitano depredato e insultato dalla negligenza e la sconsideratezza di discutibilissime scelte politiche. Una denuncia a dir poco sconcertante: In fondo a un  lunghissimo viale bordato di alberi, immersa in un giardino nonostante tutto ancora intatto, si trova la villa forse più sfortunata di Palermo: villa Pignatelli Florio. La villa di impianto settecentesco venne radicalmente riconfigurata e ampliata nel XX secolo da Ernesto Basile. Venne acquistata nel 1839, dopo numerosi passaggi di proprietà, da Vincenzo Florio. E a questa famiglia appartenne sino al 1907, quando venne acquistata da Alessandro Lualdi, in seguito ad un lascito della principessa Maria Pignatelli di Roviano, e quindi destinata a fondazione Pignatelli. (altro…)

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