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17 dic 2015

FOTO I Magnifici Mosaici di Piazza Sett’Angeli

di amopalermo

Sono in fase di ultimazione i lavori per la fruizione dei resti romani in Piazza Sett'Angeli, a ridosso del Convitto Nazionale. La ditta incaricata sta completando gli ultimi dettagli (i corrimano) della grossa teca di vetro a copertura degli scavi e ciò lascia presupporre che, a breve, ci si potrà avvicinare e sapere cosa si trova sotto la Piazza Sett'Angeli. Si tratta di stratificazioni che vanno dal periodo ellenistico-romano a quello bizantino (tra i resti, la pavimentazione di una casa patrizia, un tratto stradale coevo, e la parte basamentale di un pilastro di epoca bizantina). La sorpresa, però, è che si possono intravedere alcuni tratti musivi bellissimi e in ottimo stato (vedi foto). Una ulteriore testimonianza della millenaria dignità storica di questa parte di paleapoli.

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04 set 2015

La vegetazione urbana difende dal caldo

di Giovanni_V

E' noto a tutti che ormai le città sono enormi accumulatori di inquinamento e di calore (per le strade asfaltate, per la cementificazione eccessiva, per le emissioni dei veicoli, etc), rendendo sempre peggiore la qualità della vita. Oggi è ampiamente dimostrato che tale fenomeni possono (e devono) essere  arginati in vari modi, alcuni dei quali a costo zero. tempo fa avevo già inviato un articolo (questo il link :  http://palermo.mobilita.org/2015/03/02/idee-per-le-nuove-aree-verdi/#comments) e onestamente pensavo che l'idea potesse suscitare maggior interesse (2 soli commenti ricevuti e nessun seguito). Oggi, a conferma delle mie convinzioni, leggo un altro articolo (http://gds.it/2015/08/27/citta-sempre-piu-calde-un-aiuto-dalla-vegetazione-urbana_401048/)  sul medesimo tema ove il tema della  quantità e qualità  del verde urbano è affrontato  addirittura dalla NASA che ha studiato gli impatti dell'urbanizzazione su tutto il territorio Usa, venendo alla conclusione che "un fattore essenziale per limitare il surriscaldamento cittadino è la presenza di vegetazione".  Beninteso che si tratta di vegetazione (alberature imponenti che facciano ombra, spazi verdi curati e innaffiati e non misere aiuole cementificate con piantine in vasi di plastica o alberti contorti e spogli perchè capitozzati senza alcun crtiterio nè motivo  ogni anno) Allora mi chiedo: perchè tali idee non arrivano anche da noi? perchè a Palermo continuiamo a distruggere quel poco di verde che resta? perchè a Palermo si gioisce quando gli operatori mozzano gli alberi che "disturbano e oscurano la vista?" perche quando parliamo di spazi verdi, il massimo che sappiamo realizzare è una distesa di pietre e terra compatta con poche e tristi piante in vaso? perchè non si impegnano gli operatori del verde anzichè a capitozzare oltremisura e massacrare tutto (cespugli, oleandri che non fioriscono più, etc, etc) a impiantare e curare nuovo verde e mantenerlo dignitoso, a creare zone ombreggiate da alberi che rendano piacevole il soggiornare in città? etc, etc, etc Basta mettere il naso fuori Palermo e fuori Sicilia, per vedere che il verde e gli alberi sono gestiti in modo COMPLETAMENTE DIVERSO  E ADDIRITTURA CON UN NUMERO MINORE DI ADDETTI 8in proporzione all'estensione del territorio). Dimostriamo al mondo che forse qualche speranza c'è ancora

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28 apr 2017

Le strade di Palermo fanno schifo

di Andrea Baio

Sono anni che mi indigno sempre di fronte allo stesso problema, eppure a forza di veder cambiare nulla anche io sto rischiando di farci il callo. Tuttavia, mi rendo conto che la situazione di certo normale non è, e che mi risulta decisamente intollerabile considerarmi un cittadino contribuente che vede sprecati i propri soldi. Le strade a Palermo fanno schifo, punto. Dei tanti piccoli progressi visti in città negli ultimi anni, la tematica delle strade non è stata neanche lontanamente sfiorata, e mi chiedo come sia accettabile nel 2017 percorrere delle vere e proprie "trazzere" urbane. Buche ovunque, caditoie ostruite, manto stradale crepato, segnaletica orizzontale praticamente assente nella maggior parte degli assi viari, senza contare l'anarchia dovuta a ogni genere di infrazione in fatto di codice della strada. Normalità? No. Normalità diventa quando certi problemi smettono di essere affrontati. Eppure mi chiedo: è mai possibile che vengano spesi soldi per la manutenzione e nessuno riesca a monitorare la qualità dei lavori? E' probabile che sussistano delle difficoltà a far eseguire i lavori alle imprese, che vengono pagate a metraggio. Per queste ultime è più conveniente asfaltare gli assi viari principali anziché le traverse ad esempio, perché i lavori in questo modo vengono eseguiti più rapidamente (e pagati anche di più). Il dubbio che mi sovviene è: ma il Comune in quanto committente non ha il diritto di pretendere ciò per cui sta pagando? Non esistono dei meccanismi che consentano di dire se un lavoro è stato fatto bene o male? Il problema non è neanche puramente estetico, ma soprattutto relativo alla sicurezza stradale. Come se tutto ciò non bastasse, chiunque sia di Palermo avrà notato la linea di confine tra i bombardamenti di Baghdad e la precisione svizzera con cui viene posto il manto stradale di via Libertà. In via Libertà la qualità dell'asfalto è migliore, a grana grossa, posto perfettamente - senza rattoppi alla "cazzo di cane" (fatemi passare il termine) - e con una segnaletica orizzontale impeccabile. Stessa città, servizi differenti. Una discriminazione senza logica. Eppure, al contempo è la dimostrazione lampante che a Palermo è possibile asfaltare bene un tratto di strada. Non capirò mai con quali logiche venga gestita la manutenzione stradale a Palermo, ma credo che queste risposte debbano arrivare da un'amministrazione comunale seria e competente. Spero pertanto che queste righe possano essere considerate un incentivo valido. Dopotutto, in campagna elettorale le orecchie si drizzano di più.

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07 ago 2017

Sferracavallo | Quando verrà abbattuto l’ecomostro?

di Fabio Nicolosi

L’ecomostro di Sferracavallo è l’emblema delle storie insensate che fanno parte della nostra isola, sono passati ben 30 anni e quella struttura oscena per il paesaggio e pericolosa per la sicurezza dei cittadini è ancora in piedi. Edificato in una zona portuale e di alaggio (e cioè per attracco di imbarcazioni da diporto) di Sferracavallo (borgata marinara di Palermo), chiamata "Zotta". L’edificio è stato realizzato come centro di primo soccorso in caso di incidenti in mare, non è mai entrato in operatività poiché non aveva i requisiti di sicurezza idonei per svolgere i servizi per i quali era stato progettata. Nello stesso periodo ne è stato edificato uno simile a Terrasini che attualmente è attivo. A motivare la costruzione delle due strutture di soccorso furono gli incidenti aerei verificatisi tra gli anni ’70 e ’80, e in particolar modo quello del 23 dicembre del 1978 in cui, per errore umano, un DC9 dell’Alitalia impattò in mare 3 km a Nord dell'aeroporto. In questi trentanni, ovvero dalla sua ultimazione, la struttura, proprio perché non è entrata mai in funzione, è stata vandalizzata e distrutta da continui saccheggi e oggi è il punto di ritrovo di teppisti e spacciatori. Negli anni tante associazioni hanno cercato invano di ottenerne la concessione ma non è stato possibile in quanto poteva essere adibita soltanto per le operatività di pubblica sicurezza. Oggi l’edificio, oltre al persistere dei problemi di messa in sicurezza, è pericolante e la struttura portante è gravemente compromessa. Il tetto, ormai distrutto dalle intemperie (le tegole sono quasi tutte divelte), non protegge dalle infiltrazioni piovane e le solette interne sono quasi tutte compromesse. I muri interni sono stati completamente vandalizzati. Per i motivi sopra descritti, non v’è possibilità alcuna di essere recuperata, né tanto meno una che possa giustificare un oneroso finanziamento pubblico per l’eventuale manutenzione di una struttura esposta ai moti ondosi e alla salsedine. Per questo motivo l’unica soluzione possibile è l’abbattimento, affinché si possa riqualificare la zona dal punto di vista igienico-sanitario ma anche per decoro ambientale. Le ultime notizie risalgono a fine 2016, quando a seguito di una riunione presso il dipartimento Ambiente tenutasi il 27 aprile 2016, si era palesata la volontà dell'Amministrazione marittima nel procedere alla demolizione del manufatto e, vista la mancanza di risorse finanziarie per procedere, si era richiesto al provveditorato interregionale opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria di attivarsi per la redazione della documentazione tecnico-amministrativa occorrente ed all'espletamento delle successive procedure amministrative finalizzate alla demolizione dell'immobile. Ma da allora nulla si è più mosso e l'eco-mostro è sempre nello stesso posto, ma più gli anni passano, più la struttura si deteriora. Ringraziamo Simone A. per le foto Lo vogliamo abbattere? Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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07 mar 2017

Assist ai candidati sindaco | Un provvedimento per adottare le aiuole serve ed è già pronto

di Giulio Di Chiara

Chi gira per le strade palermitane non può NON notare lo stato di degrado in cui versano centinaia di aiuole, spesso non curate o piene di immondizia mai raccolta e colpevolmente gettata dai palermitani più sporchi e menefreghisti. Quello della manutenzione è un problema vero e proprio che attanaglia il nostro e tanti altri comuni italiani, ma che in alcune circostanze potrebbe essere parzialmente risolto a costo zero per le casse comunali. Attraverso un "Do ut des", dare e ricevere. Quella nella foto (dal gruppo facebook - grazie a G. Randazzo) è un'aiuola in Piazza Sant'Oliva recentemente recuperata da un ristoratore privato della zona che, in tal modo, ha contribuito al decoro generale dell'area limitrofa al suo locale e ad una migliore presentazione della sua attività. Non siamo al momento a conoscenza se sia in vigore un accordo con l'amministrazione comunale che consenta un intervento del genere, presumiamo di si osservando l'installazione delle palle bianche (discutibili) in qualità di punti luce. Ad episodi simili abbiamo assistito anche in passato: si pensi per esempio alla maxi aiuola alla rotonda di Partanna Mondello (nei pressi dell'ex stabilimento Coca Cola), dove ogni estate un prato perfettamente curato veniva innaffiato e reso ai limiti della perfezione. Purtroppo il limite di questi avvenimenti è la loro natura assolutamente episodica. Da quel che ci risulta non esiste un regolamento e ci sembra che tutto avvenga in maniera destrutturata, lasciando al privato scelte di dubbio gusto come nel caso dell'aiuola in questione. Posto che sono ben evidenti le difficoltà delle partecipate a garantire un livello decente di pulizia e decoro alla città, ci chiediamo come mai il Comune di Palermo non decida di consentire l'adozione di alcuni spazi pubblici ai privati, mediante un affidamento a titolo gratuito. Non è una pratica nuova, tanti comuni lo fanno e senza andare troppo lontano, anche Agrigento nel 2013 ha approvato un regolamento ad hoc.  Viviamo in una città piena di pali e insegne pubblicitarie che tempestano (a volte snaturano) gli spazi pubblici, senza ordine e raziocinio. Sebbene sia evidente come questo caos sia non governato e propedeutico solo a remunerare il più possibile, il Comune potrebbe farsi carico di migliorare la città "delegando" ai privati e consentendo a quest'ultimi di poter promuovere la propria attività secondo delle regole ben precise. Ad Agrigento lo hanno fatto, dicevamo. In breve, vengono accreditate aziende e privati con opportuni requisiti, alle quali viene chiesto di adempiere alla manutenzione del lotto assegnato: a) Taglio dell’erba ed eliminazione della vegetazione infestante; b) Eliminazione delle piante disseccate; c) Messa a dimora di nuove piante o fiori secondo il progetto di sistemazione dell’area proposto in sede di offerta; d) Irrigazioni ed eventuale manutenzione ordinaria degli impianti ove previsti; e) eliminazione e smaltimento dei materiali di risulta derivanti dalle suddette operazioni; f) piccole riparazioni con sostituzioni di parti mancanti (catene, paletti, bulloni ecc ) di giochi, panchine, fontanelle, cestini ecc.; g) pulizia dell’area da cartacce, bottiglie, lattine ecc.; In cambio visibilità per il proprio marchio, sottoposta a disposizioni ben precise: a) Dimensione del cartello pubblicitario cm. 50 x cm. 70; b) Altezza massima del cartello, comprensivo della struttura di sostegno, cm. 150,00 dal piano di calpestio interno all’area; c) Numero massimo di cartelli pubblicitari: - N. 1 cartello per ogni area se inferiore a mq. 200,00, - N. 2 cartelli se l'area concessa è superiore a mq, 200,00 d) Per aree superiori a 1.000 mq si potranno installare n°5 cartelli pubblicitario cm. 50 x cm. 70 o in alternativa un unico cartellone o similare di dimensioni non superiori a mq 5,00, che dovrà essere posto al centro dell’area. e) La collocazione del cartello resta subordinata all’acquisizione delle autorizzazione degli Enti competenti, se dovute, (soprintendenza – ANAS . Provincia )nel rispetto del citato regolamento sulla pubblicità e pubbliche affissioni. L'intero provvedimento è consultabile qui, ed è solo un esempio in quanto tanti altri comuni hanno redatto il proprio. Si possono consultare, copiare, modificare. Gran parte del lavoro insomma è già fatto. Lanciamo questo appello ai futuri governatori, una buona pratica quasi interamente confezionata e pronta all'uso. Basta essere d'accordo e volontà di rendere concreta un'idea.

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14 ott 2015

FOTO | Pulizie straordinarie lungo la costa sud

di peppe2994

Si stanno avviando verso la conclusione i lavori straordinari di pulizia presso parte della costa oltre l'Oreto. In particolare ci troviamo tra via A. D'Aosta e via Diaz. Gli operai del comune si misero all'opera all'inizio dell'estate scorsa rimuovendo dalla spiaggia rifiuti ingombranti e non. Durante l'estate null'altro è stato fatto, ma adesso finalmente si sta procedendo a mettere un po' di ordine in quest'area abbandonata da anni. La notizia sicuramente più rilevante è la totale rimozione della recinzione arrugginita ed esteticamente orrenda che delimitava questo tratto di costa Ne consegue che la passerella di Romagnolo risulta attualmente aperta e fruibile, nonostante ancora non si riesca a capire a chi competa, visto che la provincia non esiste più. Speriamo la vicenda si sia in qualche modo risolta, perché la passerella benché solida, necessita di manutenzione straordinaria dopo gli anni di abbandono. In particolare andrebbero rifatti alcuni tratti delle ringhiere in legno dove mancano alcuni pezzi. Spostandosi invece più avanti, verso via Diaz è stato ripulito completamente tutto il terreno, eliminate le sterpaglie e sono stati piantati anche alcuni alberelli e palme.   E' bastato davvero poco per restituire a 600 metri di costa un minimo di decoro. In questo modo volendo, si può passeggiare tranquillamente in riva al mare, in attesa, si spera il prima possibile, che tutta la costa torni balneabile. E' importante non abbassare mai l'attenzione su questa zona della città, dal grande potenziale non sfruttato. Sarebbe opportuno che l'amministrazione pensasse a ripiantare le numerose palme uccise dal punteruolo rosso, nonché ad attrezzare l'ampio marciapiede con il giusto arredo, dai cestini misteriosamente scomparsi a delle panchine. Volendo pensare un po' più in grande, basterebbe poi anche solo sostituire l'impianto di illuminazione con uno stilisticamente più adeguato per mettere in risalto quello che di fatto è un lungomare che con le giuste attenzioni non avrebbe nulla da invidiare a quello di tante altre città costiere. Il prossimo passo dovrebbe essere quello di aprire il parco Acqua dei Corsari per riqualificare più metri di costa possibili, purtroppo però l'amministrazione fa finta di non sentire, evitando di rispondere a qualunque domanda in merito.    

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18 giu 2015

“Curavo un’area verde ma oggi alzo bandiera bianca”

di mimmalomartire

Perchè alcune persone odiano vivere nel decoro, nell'ordine e nella pulizia? Perchè tanto disprezzo nei confronti delle poche aree a verde inserite nel contesto urbanistico della nostra città? Non dovrebbero essere amate come perle rare o oasi nel deserto? Se hai un'unica sorgente d'acqua dalla quale dipende la tua sopravvivenza, perchè comportarsi da stupidi o criminali e inquinarla o distruggerla? Qualcuno sa darmi delle risposte? Ho passato anni, a cercare, invano, di far nascere un barlume di senso civico nella zona in cui vivo (il centro storico tanto amato e tanto violato), anche con "l'adozione" - in tempi in cui ancora non erano nati nè gli orti condivisi, nè  l'affido a cittadini o associazioni da parte dei Comuni di aree a verde abbandonate - di una piccola parte di terreno inutilizzato, finalmente trasformato dal Comune di Palermo, in una grande e bella aiuola, con la messa a dimora di una decina di palme, alcuni fiori e due alberelli di alloro. Grazie anche all'interesse di un bravo consigliere di quartiere della circoscrizione Tribunali - Castellammare, Pietro Licata, ora non più in vita. Pensavo, gli abitanti di questa strada saranno felici come noi due per questo inaspettato regalo. COME MI SBAGLIAVO! Non immaginavo neanche lontanamente quanto ero distante  dalla realtà e quanta amarazza mi avrebbe causato negli anni a venire prendermi cura di questo dono, presto trasformatosi in una mela avvelenata. Amo l'ambiente, la natura, gli animali, il mio pianeta: dovrebbe essere così per tutti. O no? Il mio concetto di "casa" si estende fino all'universo del quale facciamo parte e anche oltre. Per questo per me è intollerabile chiunque violi in qualunque modo il nostro  habitat. Fin da bambina ho sempre avuto un innato senso civico: non si deturpa, non si sporca, non si maltrattano gli indifesi e i piú deboli, siano essi del regno animale o vegetale. Non divieti pressanti, ma uno stile di vita, normale come respirare o bere un bicchiere d'acqua. Non tolleravo e non tollero gli sprechi di nessun tipo, prima della nascita e dell'arrivo dei grillini all'Ars c'ero già io che spegnevo le luci della sala stampa e che stressavo i commessi (che non capivano visto che non eravamo, secondo loro,  noi a pagare le bollette) a fare altrettanto, invano. Chiudevo i rubinetti lasciati aperti e stringevo quelli gocciolanti. Riciclavo la carta, quando ancora in città non esisteva la differenziata e non c'erano le campane (ancora oggi ho problemi a trovarne una per la carta nella mia zona), il magazzino dove la portavo allora non esiste più. Il mio elevato senso civico e il mio forte rifiuto del degrado,  mi hanno portata alla naturale "adozione" di questa  preziosa porzione di verde, prima istituita e subito dopo dimenticata, situata in Via Filangieri, a ridosso delle antiche mura della Pace, anch'esse in pericoloso stato di abbandono. Ho subito realizzato che nessuno si occupava più di essa: niente pulizia, niente innaffiatura, niente tagli d'erba - se non due o tre volte l'anno, su richiesta, alla Ripartizione Ville e Giardini - che inviava alcuni operai Gesip. Così, volente o nolente, mi sono trasformata in un agente ecologico sempre a vigilare e a ripulire, nel vano tentativo di mantenerla intonsa. L'impresa si è presto rivelata difficilissima. Non facevo in tempo a togliervi i rifiuti, che subito ne spuntavano di altri. Ho dovuto difenderla da ogni tipo di materiale, proprio da tutto. Chi faceva lavori in casa vi buttava i suoi scarti ingombranti. Vi hanno lasciato ogni cosa: elettrodomestici rotti, vecchi arredi, materassi sbrindellati,  contenitori con vernici, cartoni, vi hanno perfino versato del cemento, oltre ai 'normali' sacchetti  di rifiuti urbani (nonostante i vicini cassonetti o forse proprio per quello). Le hanno dato fuoco, vi hanno fatto sesso centinaia di uomini con prostitute di colore, vi hanno lasciato i propri escrementi persone e animali (più le prime, che i secondi). Un giorno vi si era installato pure un gruppo di nomadi. Tuttora uno straniero senza fissa dimora, nè idendità - un apolide secondo la polizia - si lascia andare periodicamente e in assoluta tranquillità, come se fosse nel bagno di casa sua, a pratiche di onanismo, non al buio, ma financo alle ore 13 di una assolata domenica. Ma anche se da sola, fin dal primo giorno ho impedito che diventasse come altre aree verdi di questa città. La ripulivo, anche nei giorni festivi,  e la difendevo. Per anni è stata pulitissima, nonostante tutto. Neanche una cicca. Tra la derisione della gente di questo quartiere, che si chiedeva chi fosse questa svitata o questa straniera (francese, svizzera, belga?), che 'lavorava' gratuitamente per una cosa pubblica; quindi di tutti per utilizzarla nel peggiore dei modi e di nessuno per mantenerla dignitosanente. Poi è arrivato il punteruolo rosso e si è portato via le palme più grandi, ma anche lì non mi sono arresa , c'erano pur sempre le piccole. Nonostante le promesse, nulla è stato più messo a dimora in loro vece. Le rare volte che veniva effettuato il taglio d'erba i residenti erano preoccupati che si sporcassero le loro auto in sosta, finendo persino a litigare con gli operai della ex Gesip arrivati finalmente a falciare il prato. Ma il paradosso lo si è raggiunto con alcuni volontari che distribuivano contenitori di plastica con pasta dentro, pur non essendoci senzatetto nei paraggi ve ne hanno abbandonato diversi (ma perchè dentro un'area a verde pulita?), cibo che è rimasto ore a marcire sotto il sole e che poi ho dovuto buttare  a malincuore nei cassonetti: non più buono neanche per i gatti. Quando sono ritornati a rifarlo e li ho richiamati, dicendo - "fate solo spreco di cibo, oltre che creare altri rifiuti, nessuno prenderà quei contenitori per mangiarne il contenuto", un gentile frate mi ha mandata a quel paese. Che dire? Hanno pure avuto un bel servizio a "Striscia la notizia", era Natale, che brave persone! Questa storia però non ha un lieto fine, perchè dopo oltre vent'anni di solitudine, amarezze e dopo aver consumato decine di euro in guanti di plastica, ho detto basta. Succede di rado, non mollo quasi mai, ma questa città mi ha costretta ad arrendermi  già un paio di volte. Se il mio lavoro è stato privato, la mia resa  deve essere pubblica. Si deve sapere. Nulla posso più fare da sola contro l'ultima e incontrastata invasione. Nel giro di pochi giorni decine di profughi, rifugiati, apolidi, richiedenti asilo, disperati, sbarcati in città da zone più povere, di guerra e ancora più degradate della nostra, l'hanno trasformata in una vera discarica. Di notte dormono tutti indisturbati al vicino passaggio Lincoln. La situazione è così fuori controllo da diventare  impossibile gestirla; non solo per una questione igienico - sanitaria, fossero solo i loro bisogni fisiologici sarebbe nulla! Vi hanno trascinato dentro di tutto. Non voglio fare l'elenco. Chi vuole venga a guardare. Io dico BASTA, mi arrendo. Comune e bravi volontari, dove siete? Herr Bürgermeister,  signor sindaco, fai qualcosa. Lo so che in città ci sono altri come me, li ho incontrati... in banca, al supermercato e li ho riconosciuti. Ho bisogno del vostro supporto perchè sono in riserva di speranza. Adesso tocca a voi. Io alzo bandiera bianca, mi sono già schifata abbastanza, senza neanche riuscire a convertirne almeno uno, grande o piccino, alla mia causa. TUTTI REFRATTARI E INDIFFERENTI. AIUTATE NON ME, MA QUESTA CITTA'. Infine, un ricordo e un grazie al mio assessore al Verde preferito, la dolce e appassionata Letizia Battaglia. Ricordo ancora le sue lacrime amare per la  devastazione di un'area a verde attrezzata,  appena inaugurata all'Arenella. Vandalizzata dopo  neanche 24 ore. A quei tempi scrivevo per il quotidiano L'Ora e raccolsi il suo sfogo. Mi rimase impresso. Non gliel'ho mai detto, colgo l'occasione...  

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