10 mar 2017

La fermata si è trasformata in un deposito di cantiere?


Ci troviamo in Corso Calatafimi esattamente alla fermata Amat “Calatafimi – Pietratagliata” e nei pressi della pensilina sono in corso lavori di posa della fibra ottica.

Siamo sicuri che Amat non abbia concesso alcuna autorizzazione alla ditta per occupare abusivamente lo spazio riservato ai pendolari o passeggeri degli autobus, che purtroppo a causa di new-jersey in plastica non possono trovare riparo al di sotto della pensilina.

L’episodio molto bizzarro, da barzelletta, deve però far riflettere perchè dimostra come spesso questi lavori non siano monitorati e si lasci carta bianca alle ditte, che spesso ignorano anche l’obbligo di ripristinare il manto stradale lasciando queste pericolose mini-trincee con un leggero strato di calcestruzzo colorato.

In realtà nelle ordinanze che autorizzano le ditte ad occupare la sede stradale è fatto obbligo di rispistinare la continuità del manto stradale, la pavimentazione dei marciapiedi e i cordoli dismessi oltre alla segnaletica verticale e orizzontale manomessa.

Inoltre secondo l’ordinanza sindacale n°1823 del 08/11/2002 viene disposto che tutte le lavorazioni di scavo e/o manutenzioni nelle sedi viarie e/o ritenute sensibili vengano eseguite dalle 22 alle 6 del giorno successivo.
Riteniamo dunque che in strade come Corso Calatafimi questi lavori vengano effettuati secondo ordinanza sopra citata, considerato anche il pesante traffico veicolare sopratutto nelle ore di punta.

Ringraziamo Giuseppe C. per la foto


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3 commenti per “La fermata si è trasformata in un deposito di cantiere?
  • peppe2994 2876
    10 mar 2017 alle 13:48

    Avete presente Cetto La Qualunque?
    Filosofia tipica, “se c’è una buca la soluzione è evitarla”.

    In questo caso, non pioverà sicuramente per tutta la prossima settimana, problema risolto :)

  • Garrone71 73
    10 mar 2017 alle 14:26

    Da notare il degrado dei marciapiedi, della strada e del verde.

    Speriamo che il prossimo sindaco sappia dare una “smossa” alle maestranze comunali pagate per fare poco e nulla.


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