07 ago 2014

LA PROPOSTA | Tram “senza fili” in centro storico: realtà possibile?


Riceviamo e pubblichiamo questa interessante proposta di Andrea Bernasconi, che ci illustra le caratteristiche del sistema tranviario di Orleans in Francia, con elettrificazione tramite cateneria: una scelta tecnica sicuramente più elegante che ben si presterebbe anche al nostro centro storico.

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Questo luglio, girando in lungo e in largo la Francia e constatando quante città transalpine abbiano in questi anni ri-adottato o aggiornato ed ampliato linee tranviarie, mi sono imbattuto nella “giovane” rete di Orleans, che per alcuni motivi a mio avviso si presta bene per un paragone con Palermo e con le potenzialità di crescita del nostro sistema tram.

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Orleans gode, dagli inizi del decennio scorso, di due linee, rispettivamente di 18 e 11 chilometri; esse si estendono da nord a sud e da est a ovest collegando le periferie al centro storico il cui nucleo è contraddistinto, come comunemente in Francia, dalla presenza della Cattedrale (vedasi piantina)

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Le due tranvie in effetti si incrociano proprio fisicamente in prossimità della grande chiesa, con un interessante intreccio di binari. Sono soprattutto le scelte tecniche e le soluzioni operate per far transitare il tram nel centro storico a spingermi a scrivere questo articolo.

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L’amministrazione cittadina, infatti, al posto di attestare le tranvie in prossimità del cuore della città, così come ad esempio si sta realizzando per la rete palermitana, ha scelto di non operare rotture di carico nei collegamenti con le periferie preferendo un vettore unico verso il centro cittadino; si sono dovute dunque studiare accorgimenti e soluzioni per far transitare il tram in tale delicato contesto.

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In questo caso l’amministrazione, come giusta base di partenza nell’operare le scelte, coraggiosamente ha deciso di privilegiare la tranvia rispetto al traffico veicolare privato, indirizzo politico che è stato, anche lì, osteggiato fino alla fine dei lavori.

All’atto pratico una tale filosofia progettuale ha portato al ridimensionamento drastico di alcune vie principali (una su tutte, Rue Jeanne D’Arc, assimilabile a molti dei nostri corsi storici) se non addirittura alla chiusura al traffico privato di piazze e arterie cittadine centrali, oggi ad esclusivo uso tranviario e ciclopedonale (vedi Place du Martroi o Rue de la Republique);

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Al contempo, vista la mutata viabilità, si è disincentivato l’uso del mezzo privato istituendo apposite z.t.l. protette da varchi telesorvegliati o da attuatori oleodinamici.

Una tale rivoluzione ha però posto un ulteriore aspetto, che diviene fondamentale: l’armonizzazione del tram in un contesto così delicato come il centro storico. Al di la dei nuovi arredi e della ripavimentazione di piazze e strade centrali ove il tram transita (ovviamente lungo le periferie il binario si presenta “annegato” nel classico manto erboso, soluzione comune nelle tranvie di nuova concezione in tutto il nord Europa), si è posta particolare attenzione ad uno degli elementi maggiormente impattanti a livello paesaggistico, la catenaria.

Ebbene, lungo la seconda linea realizzata (2005), lungo il tratto più centrale, si è ricorso alla tecnologia APS (Alimentation Par le Sol), brevetto ALSTOM, un sistema di alimentazione da terra che, con l’aggiunta di una terza rotaia tra i due binari, permette di eliminare le linee aeree, preservando così il patrimonio architettonico urbano. Sviluppato in esclusiva da questa casa (e in concorrenza con altri brevetti), il sistema di alimentazione APS alimenta i tram tramite una terza rotaia incorporata nel terreno. Per evitare qualsiasi rischio per gli altri utenti della strada (pedoni, ciclisti o moto), la terza rotaia è divisa in sezioni separate alimentate solo quando il tram passa sopra di loro.

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Bordeaux è stata la prima città a scegliere questo sistema di tram “senza fili”, dieci anni fa, da allora Alstom ha equipaggiato con la tecnologia APS 42 chilometri di binari e 151 tram Citadis nel mondo che presentano, oltre i pattini per la terza rotaia, anche i pantografi per muoversi sul resto delle reti alimentate con la tradizionale linea aerea; dai dati forniti dalla casa madre, i Citadis così predisposti hanno percorso oltre 13 milioni di chilometri senza catenaria.

Per avere un’idea dell’eleganza resa da questo sistema, che migliora non poco l’arredo urbano e il rapporto del mezzo pubblico con il patrimonio architettonico della città, vi lascio alle immagini da me scattate a Orleans questo luglio e vi suggerisco una clip video della ALSTOM, visionabile al seguente LINK.

Sicuramente i paralleli con Palermo sono tanti:
- una rete tranviaria giovane, creata con standard moderni, e un potenziale tutto da sviluppare nei prossimi anni;
- un centro storico “difficile”, privo di grosse arterie e finora penalizzato nei collegamenti in quanto quasi del tutto escluso dai sistemi di trasporto di massa fin qui cantierati;
- un patrimonio architettonico da tutelare e che certamente influisce sulle scelte tecniche circa i vettori da realizzare per creare un sistema di mobilità di massa a servizio del centro.

Sulla base di questo parallelo, ammirando le scelte operate a Orleans e la loro bontà realizzativa intrinsecamente legata al rispetto del patrimonio architettonico storico (un rispetto che passa sia dall’eliminazione della catenaria ma anche dal drastico ridimensionamento del numero di auto in centro), a fronte dei nuovi piani di finanziamento che l’Europa erogherà nei prossimi anni, viene davvero spontaneo immaginare di sviluppare la nascente rete tranviaria palermitana verso rotte finalmente centrali che non saranno servite dalle opere già cantierate o da quelle ancora solo programmate.


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22 commenti per “LA PROPOSTA | Tram “senza fili” in centro storico: realtà possibile?

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  • punteruolorosso 1633
    08 ago 2014 alle 15:34

    a me piacciono i fili sospesi del tram. un tram senza fili ha meno fascino. ricordiamoci che tutto il centro storico ne era attraversato.

  • MAQVEDA 17489
    09 ago 2014 alle 21:04

    I Quattro Canti con la catenaria? la via Maqueda? follia. Chi potrebbe più fare una foto decente ai palazzi (e non è che una delle problematiche). Ragazzi, un tempo era un tempo, e i tempi cambiano, se non venissero ritenuti antiestetici per certi contesti non si sarebbero disturbati a inventarne di senza fili. I fili di una catenaria possono essere affascinanti, e lo sono di sicuro, ma sono comunque invasivi, le strade nel centro storico son strette (16 mt nella croce barocca), senza catenaria sarebbe decisamente preferibile. Anzi, in caso contrario preferirei passasse dalla via Roma che almeno è più larga, ma fili ai Quattro Canti giammai! Sono favorevolissimo all’idea, purché si prendano tutte le precauzioni del caso.


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