26 nov 2011

Parco Ninni Cassarà e l’amianto: cronaca di un’amara inagurazione


E’ stato inaugurato oggi, sabato 26 novembre 2011, il nuovo parco urbano dedicato a Ninni Cassarà.


Grandi celebrazioni, banda, polizia a cavallo, sciami di giornalisti e signori in doppio petto, tra grasse risate e complimenti reciproci sino all’arrivo del sindaco Diego Cammarata.

L’entrata del parco è stata tirata a lucido per l’ingresso della Palermo che conta, con prati all’inglese rasati alla perfezione, una pista di pattinaggio da fare invidia e una villa Forni che rivede finalmente splendore.

Villa Forni ritorna finalmente al suo splendore.

La pista di pattinaggio.

 

I campi di bocce.

 

Peccato che noi di Mobilita Palermo, diffidenti per natura, abbiamo deciso di entrare dall’ingresso posteriore…quello di via Basile.

“Se questo è un parco” avrebbe detto Primo Levi, e probabilmente non diversamente starà pensando Ninni Cassarà, a cui è stata dedicata l’opera.


Vien da pensare subito se, dopo quattro anni di ritardo sulla consegna, si possa avere il coraggio di presentare una cosa simile… L’impressione è che si sia corso di fretta e furia per consegnare entro oggi, lasciando per tre quarti un parco incompleto.

Si perché appena girato l’angolo delle celebrazioni in pompa magna, lontano dalla retorica populista del primo cittadino, si scopre subito una realtà ben diversa, che è difficile (se non impossibile) camuffare. Erbacce incolte e vegetazione selvatica ovunque, ampi larghi sterrati e viali coperti di terra che alle prime piogge ci sommergeranno di fango sino alle caviglie.

Il laghetto artificiale è un’indecenza assoluta: avevamo già anticipato dei problemi di infiltrazioni che comporteranno ulteriori spese per il recupero di uno dei fiori all’occhiello dell’opera (almeno da progetto).

EDIT:  parlando con un responsabile dell’area abbiamo appreso come sia ancora in fase di prova la tenuta del manto impermeabile delle vasche (che ricordiamo aveva palesato problemi durante gli ultimi collaudi). Pertanto il laghetto non è da considerarsi pronto e nelle prossime settimane si procederà al riempimento delle altre vasche per le medesime valutazioni tecniche. Ovviamente in sei anni di lavori non c’è stato tempo di verificarne il perfetto funzionamento…

Il lago che ci viene presentato oggi è poco più di uno stagno circondato da terra ed erbacce. Dal ponticello che lo oltrepassa si può osservare solo altra vegetazione selvatica, poiché l’acqua non passa sotto a causa di una diga temporanea messa lì a tamponare (provvisoriamente si spera). Più che un parco dà l’impressione di essere aperta campagna. Avevamo già denunciato le vandalizzazioni dei mesi precedenti, e purtroppo ci tocca constatare che neanche oggi, giorno dell’inaugurazione, è stato possibile vedere l’anfiteatro pulito…come potete notare dalle foto infatti, degli idioti hanno già imbrattato con delle scritte la superficie. Per quanto riguarda il resto, abbiamo potuto notare anche fili scoperti e fari rotti. Le altre strutture, compresi i servizi igienici, sembrano del tutto funzionanti.

L’aspetto più grave è che mentre il sindaco decantava le lodi della sua amministrazione nel consegnare cotanta beltà alla città di Palermo, proprio dietro di lui, alle spalle di villa Forni, ci siamo accorti di un’area posta sotto sequestro dalla polizia municipale a causa di un rischio AMIANTO (vedi foto sotto). Appena oltrepassato lo sguardo delle reti infatti, si scorge un’enorme discarica di eternit.

Ci chiediamo a questo punto se non sia un fatto decisamente grave che un parco urbano venga inaugurato in queste condizioni. Noi di Mobilita Palermo, assieme ai comitati promotori, ci siamo tanto dedicati affinché quest’opera potesse essere consegnata dopo anni alla città, presentando anche una diffida al comune di Palermo.

Quello che abbiamo potuto osservare oggi, con tanta amarezza, è che a Palermo certi meccanismi non cambiano mai. Bene o male sinora si è tentato di salvare la faccia almeno per le inaugurazioni, lasciando solo in seguito le opere in pasto al degrado totale…ma qui siamo oltre. Qui non si è stati capaci neanche di presentare un’opera completa, o quanto meno per la metà, ai cittadini…che nonostante tutto hanno mostrato apprezzamento per avere finalmente uno spazio a disposizione del proprio relax.

Gli imbecilli non perdono mai occasione per lasciare la propria firma…

Lo striscione che abbiamo esposto, al fine di far ricadere l’attenzione su un’altra incompiuta quale il Parco di Acqua dei Corsari.

Gli interni sostanzialmente rimasti per come li avevamo lasciato lo scorso mese di Agosto, assieme la troupe del Tg3 nazionale, tranne per i muri e pavimenti che hanno ricevuto una sostanziale pulizia. Ma di certo non denigriamo il lavoro fatto fin’ora per sistemare tutto.

I fari rotti. Ci troviamo nell’edificio di fronte l’ingresso di via Basile. Qui c’è ancora tanto lavoro da fare.

L’altra faccia della medaglia…l’amianto…

Da notare l’avviso della P.M. volutamente coperto da un foglio A4 attraverso delle semplici graffette.

L’area  è proprio alle spalle di villa Forni, dove si sono tenute le celebrazioni di inaugurazione.

Altro avviso sul pericolo amianto nella stessa area, volutamente oscurato… 

 L’intera area sequestrata, che si trova a ridosso di Villa Forni.

L’interno dell’area sottoposta a sequestro. 

 

 

Mentre a pochi metri si effettuavano le celebrazioni di rito, qui sul retro la solita polvere nascosta sotto il tappeto. E’ altrettanto grave aver oscurato volutamente i cartelli della P.M. in perfetta malafede.

Ciò suona  come uno schiaffo morale verso quegli operai che hanno dedicato tempo per  recupero di queste aree, e verso la  palermo civile  che è stanca di queste inaugurazioni di facciata.

 

 


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57 commenti per “Parco Ninni Cassarà e l’amianto: cronaca di un’amara inagurazione

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  • mars 76 0
    27 nov 2011 alle 20:37

    Fenil, sta tranquillo che da medico tengo in conto tutto ciò .
    E poi figurati che sono salutista, faccio battaglie antifumo ecc ecc, perciò figurati se non sono sensibile al tema dell’inquinamento
    E ripeto che la procura ha fatto bene ad aprire un fascicolo di indagine (non poteva fare comunque altrimenti visto che l’amianto è materiale inquinante) ed il comune deve provvedere presto.
    So benissimo i rischi dell’asbestosi e del mesotelioma (guarda che è anch’esso un tumore, perciò lo includevo in generale), ma criticavo solo certe espressioni come basta “una singola fibra che si conficca nel polmone” (parole testuali), perchè non funziona così!
    Non volevo tornare più sull’argomento ma visto che mi hai tirato in ballo ho dovuto rispondere e non mi va di stare troppo a spiegare che un singolo danno che la fibra di amianto possa provocare al DNA (perchè è questo il grosso del meccanismo pro-oncogeno) viene riparato da specifici enzimi.
    Se poi il danno si accumula in anni di inalazione (ma ci vuole un contatto più diretto e vicino) tali enzimi non riescono più a riparare i danni e si ha la trasformazione tumorale.
    Ora volevo solo dire che le persone possono andare al parco tranquillamente anche per ora (per questo dicevo no al terrorismo psicologico), l’area è ben recintata e certo non è che uno si metta a inalare a pieni polmoni attraverso la recinzione (l’amianto non lavorato non è che si stacchi se tira il venticello!).
    Detto questo ricordo solo che l’area è stata sequestrata martedì (evidentemente nessuno si era accorto prima o avevo segnalato quei residui) , servirà il dissequestro e poi la bonifica e questo richiede qualche giorno. L’inaugurazione già programmata da giorni dopo essere stata più volte rinviata era davvero difficile da spostare a nuova data; la mala figura sarebbe stata per me ancora più grande di qualche lavoro non completato, ma è una mia opinione.
    Si poteva caso mai dare già in partenza una data di apertura magari a metà dicembre, e questo è stato un errore in partenza.
    Adesso non vorrei però tediare gli altri e spiegare sempre le stesse cose.

  • blackmorpheus 54519
    27 nov 2011 alle 21:27

    @mars76

    continuo a non capire la tua posizione…prima concordi sui danni che provoca l’amianto alla salute…però poi sostieni che basta una recinzione di due metri (senza neanche copertura di sopra) per bloccare delle microfibre che alla prima alitata di vento possono diffondersi a chilometri di distanza. E non so quali dati tu abbia in mano per poter dire che l’amianto lavorato non si stacca facilmente…quel materiale è lì da un bel po’ di tempo, sottoposto a intemperie ed eventi meterologici di ogni tipo, sarà quindi in condizioni di degrado. Sostenere che chi va al parco in queste condizioni non corra alcun rischio mi sembra abbastanza fuori dal mondo. Ti ricordo che la zona è appena dietro villa Forni e che di certo quattro reti non possono bloccare delle microparticelle che possono tranquillamente attraversare ogni poro del tuo corpo. Quindi spiegami che cosa c’entra il fatto che l’area sia recintata…

  • huge 2147
    27 nov 2011 alle 21:51

    @blackmorpheus: beh, ma allora con lo stesso ragionamento anche una radiografia può essere fatale o una passeggiata per via Libertà, viste le polveri sottili presenti nell’aria. Il discorso di mars76 credo voglia semplicemente dire che il trovarsi a poca distanza da un sito contaminato dall’amianto non è considerato pericoloso, a meno di non venire a diretto contatto con i materiali contaminati (da qui la recinsione).

    Più volte m’è capitato di correre alla Favorita e passare accanto a discariche abusive di eternit, buttato lì da qualche animale che non voleva pagare le spese di smaltimento. In attesa del nucleo specializzato per la rimozione dei pannelli, l’unica misura protettiva era del nastro da cantiere a delimitare l’area.

    Questo per dire che evindentemente, in base alle normative (basate su studi medici), il rischio c’è solo entrando a diretto contatto col materiale in questione.

  • blackmorpheus 54519
    27 nov 2011 alle 21:56

    @huge

    tempo fa vidi un servizio giornalistico che parlava di Napoli…c’erano diversi condomini attorno a una costruzione col tetto in eternit. I palazzi erano a distanza di 50-100 metri dall’eternit. In quella zona stavano tutti morendo di tumore. Non basta non essere vicini alla zona interessata per scamparsi i danni che può provocare l’amianto. Per quanto ne so io…sono in pericolo pure gli abitanti a ridosso del parco

  • mars 76 0
    27 nov 2011 alle 22:19

    Il mio ragionamento è che l’amianto è ovviamente pericoloso ma come dicono gli studi e il foglio del ministero della salute che vi ho citato prima, per esposizioni prolungate ( a prescindere dalla sensibilità individuale ci vogliono comunque anni e contatti ravvicinati)
    Anche se si dovesse dunque entrare in contatto una, due, tre volte con poche fibre (e comunque a basse dosi come quelle portate dal vento, non certo come per i lavoratori dell’amianto stesso negli anni passati), ciò non sarebbe pericoloso.
    Il pericolo, ribadisco, è per esposizioni prolungate e più ingenti
    Allora ripeto che bene fa la procura ad indagare perchè comunque l’amianto non doveva stare lì, ma non mi sentirei di terrorizzare mamme e bambini dicendo: per carità non andate al parco perchè c’è una microfibra nell’aria.
    Era solo questa la mia posizione
    Black allora secondo il tuo ragionamento ( e di Fenil) bisognerebbe per coerenza evacuare i palazzi del rione perchè la fibra arriva a 12 km di distanza!
    Ragazzi rendetevi conto che se la polizia ha sequestrato solo 10 metri quadrati e non ha impedito la cerimonia chiudendo il parco e se la procura ha disposto solo il sequestro di quella piccola area, un motivo ci sarà!
    Viviamo in un periodo in cui giudici e vigili, alla minima infrazione sequestrano qualunque cosa (leggete i giornali di questi giorni), figuratevi se non si mettevano il ferro dietro la porta chiudendo il parco intero
    Se il parco non è stato chiuso, non si è ravvisato un rischio immediato di danno alla salute pubblica per tutti i frequentatori
    Guardate che il ragionamento è coerente: un danno c’è e dunque è scattata un denuncia ma è bastato sequestrare quella piccola area che va bonificata, punto e basta.

  • huge 2147
    27 nov 2011 alle 22:20

    Va comunque detto che a livello medico-scientifico non è riconosciuta alcuna soglia minima al di sotto della quale le concentrazioni di fibre d’amianto non sono considerate pericolose, anche se credo l’assenza di questa soglia derivi più dal fatto che non ci sono informazioni sufficienti per stabilirne una.

  • blackmorpheus 54519
    27 nov 2011 alle 22:55

    esatto, non esiste alcuna soglia…e dipende dalle mutazioni che si subiscono. Il che significa che la possibilità di ammalarsi è dipendente esclusivamente dalla predisposizione del soggetto. Tra l’altro rispondo che sì…in teoria bisognerebbe evacuare tutto il rione, ma la cosa ovviamente è impensabile. Il punto è che ogni giorno respiriamo veleni di ogni tipo…ma non si può pensare di eliminare tutti i fattori cancerogeni dall’ambiente che ci circonda. Quello che si può fare è limitare i danni e tentare di ridurre l’esposizione a questi fattori. Una politica seria agirebbe in tal senso…qui, nel paese dove tutto è possibile, non ci si pone neanche il problema se sia una follìa o meno inaugurare un parco senza che sia stato bonificato, e non solo…nascondere la verità ai cittadini! Così come stanno già facendo da anni per i PM10, che non sono più rilevabili perché le centraline sono tutte guaste. I problemi in questa città si risolvono così…occultando le prove. Occhio non vede cuore non duole! Tanto in galera non ci finisce mai nessuno. Io al parco non ci andrò

  • V:E:N:D:E:T:T:A 154
    27 nov 2011 alle 23:21

    Tutta questa situazione è ridicola:
    anni di ritardo, ethernit accatastato all’interno,laghi fantasma, piante non piantate, la maggior parte dei lavori da finire, ed un’ inaugurazione guarda caso pochi mesi prima delle lezioni, con il sindaco ed il suo sorriso beffardo. Lo stesso sindaco che non si è presentato a dare la rosa al carro di Stanta Rosalia, perchè avrebbe voluto evitare di sborsare il denaro per la festa che noi stessi gli diamo ogni anno.
    Così si insulta l’intelligenza di quei pochi che la possiedono.

    Nessuno gli ha gridato, da quel manipolo di persone, perchè la situazione del parco fosse così disgraziata? Ed i giornali che hanno scritto sull’argomento?

    Questo si chiama “dare un contentino per tappare la bocca”.

  • mars 76 0
    27 nov 2011 alle 23:35

    D’ora in poi vi invito a camminare e guidare con le mascherine, mi raccomando sempre.
    Palermo è piena di discariche con eternit abbandonato per strada, molto peggio di quei 5 metri quadri presenti nel parco, dunque visto che tutti possiamo essere predisposti anche ad una singola inalazione e non c’è soglia inferiore, da domani coerenza fino in fondo.
    Alla prossima manifestazione cui partecipate, vi voglio vedere tutti con le mascherine, di quelle giapponesi con i microfiltri
    E inoltre che il comune distribuisca mascherine a tutti i cittadini; anzi perchè non gli fate causa?

  • blackmorpheus 54519
    27 nov 2011 alle 23:39

    giusto a titolo di cronaca… abbiamo aperto uno striscione di nemmeno un metro di lunghezza durante l’inaugurazione, con su scritto “E ADESSO APRIAMO IL PARCO DI ACQUA DEI CORSARI”. Dopo nemmeno due minuti si è presentato il signor. vicequestore della Digos a intimarci di toglierlo perché quella era manifestazione non autorizzata, e comincia a sparare una ventina di motivi, tra i quali “ordine pubblico”. D’altronde si sa che noi giovani cattivi con gli striscioni in mano siamo dei pericolosi terroristi. Al di là della formalità, è semplicemente idiota un’azione del genere. Lo striscione non era offensivo, né tanto meno faceva riferimento alcuno a Cammarata. Non poteva neanche considerarsi manifestazione, dato che eravamo appena in due a reggere uno striscione. L’arroganza con la quale si è posto il signore in questione lascia trasparire quanto precari siano ormai i diritti dei cittadini. Gli ho chiesto provocatoriamente se sarebbe stato così ligio al suo dovere qualora nello striscione ci fosse stato scritto “Diego sei il mio mito”. Gli ho anche detto che non riceviamo prediche dalla Digos, alla quale ho visto fare le peggiori porcate in questa città (vedasi i raid indegni durante l’arrivo del Papa a Palermo, o durante l’ultima manifestazione del popolo viola). Ho fatto anche presente che basta ammettere chiaramente che si vuole tagliare la libertà di parola, anziché nascondersi dietro patetici formalismi burocratici. Tra parentesi il parco di acqua dei corsari è un’opera costata alla collettività 4 milioni di euro, e oggi in preda all’abbandono più totale. Un ragazzo della cooperativa che lavora nel parco mi ha confessato che la Digos ha dato loro direttive su come comportarsi durante l’inaugurazione…nessuno deve guastare le feste ai signori in doppio petto. Lì per lì non c’ho più visto e quasi urlavo per i nervi. Questa città è diventata disgustosa…osservare quel patetico siparietto messo su per i signorotti del feudo, che dovevano stappare bottiglie e farsi fotografare tra mille sorrisi, quando bastava girare l’angolo per vedere quali erano le condizioni reali del parco…dovrebbe far capire quanto sia grave la situazione che stiamo vivendo. Se siamo arrivati a questo punto, è anche grazie a tutti i palermitani che sminuiscono, negano, fanno finta di non vedere o non capire… se l’arroganza di questa classe politica ha sconfinato, è prima di tutto grazie al contributo inestimabile della cittadinanza palermitana. La complicità di questa città ha resto forti questi prepotenti, e oggi paghiamo caro il prezzo. Purtroppo, in mezzo a tutti questi complici, c’è anche la gente onesta e con principi che subisce tutto ciò potendo fare ben poco.

  • Fenil 4
    28 nov 2011 alle 13:17

    Mars il meccanismo di cui parli tu è un meccanismo che nonostante l’efficienza del nostro organismo, non sempre va bene, sennò nessuno sarebbe malato di cancro o avrebbe altri problemi.. sappiamo entrambi le correzioni post-traduzionali presenti nel DNA così come conosciamo il meccanismo di apoptosi (morte cellulare programmata ) ma questo non vuol dire che le mutazioni vengano sempre corrette, soprattutto se il rischio a cui ti esponi è ripetuto. Il fatto che tu parli di recinzioni mi sembra abbastanza futile.. voglio dire non sarà il “recinto” a impedirti di inalare l’amianto. Sui rischi siamo d’accordo entrambi, il fatto che tu pensi però che comunque verrà ripulito e non fa male, non regge. Il pericolo comunque c’è.. se poi vuoi sostenere che siccome lo inali una volta sola non fa male allora non ci sto. Anche la cocaina fa male e nessun medico ti dice che tanto una volta sola non ti farà nulla perchè la sostanza di per sè è nociva, punto.
    Tra l’altro non conosci l’organismo che assume quella quantità di amianto quindi non sai a quanto mutazioni ammonta.. se ne sono già presenti delle altre, è fatta. Sinceramente poi vorrei stare tranquillo a passeggiare per il “parco ” senza sapere che però non posso andare in una zona o posso starci poco perchè è pericolosa.. mi sembra davvero assurdo. In altre città queste cose sono impensabili e mi sembra assurdo che invece siamo disposti ad accettare altro.

    @Huge. Il discorso tuo non fa conto di una cosa : 1- per le radiografie sei protetto e comunque non è che ogni giorno te ne fai una. “- ti ricordo che infatti anche il livello di polvere sottili nell’atmosfera , come dici anhce in viale libertà, è abbastanza alto da provocare altri titpi di mutazione. Non a caso il rischio da inquinamento è elevato.

  • mars 76 0
    28 nov 2011 alle 16:44

    Fenil il confronto con la cocaina non regge; il meccanismo lì è neuro-recettoriale.
    Inoltre tu stesso dici: “soprattutto se il rischio è ripetuto”. E su quello insisto io, ci vuole la ripetizione del danno che superi i meccanismi di autoriparazione del DNA
    Lo so che non possiamo prevedere che grado di sensibilità abbia ognuno e se per altri motivi ambientali il suo DNA sia stato già danneggiato, ma a questo punto non possiamo sapere nemmeno se passeggiare in via R Settimo dietro uno che fuma ci causerà la “mutazione fatale” e ciò vale per qualsiasi cosa che riguardi questo tipo di meccanismo. Insomma dovremmo vivere tappati in casa e con le mascherine. Allora va bene il sequestro di quell’area che è ben recintata (intendevo che nessuno vi può accedere, poi il parco è grande e le particelle davvero si disperderebbero) ma non la chiusura totale del parco dove la qualità dell’aria è sicuramente migliore di via Maqueda alle 9 del mattino e su questo proprio sono sicuro.
    Piuttosto cambiando argomento, se si sapeva che quei resti (davvero pochi tra l’altro, giusto due lamiere ed una betoniera) erano lì da un anno perchè la procura li ha sequestrati a tre giorni dall’inaugurazione?
    Soliti meccanismi ad orologeria di cui parlava qualcuno?
    Sono convinto che per fare bella figura all’inaugurazione quell’area sarebbe stata bonificata dal comune magari il giorno prima della cerimonia, ma con il sequestro, come dice oggi il GDS, si dovrà aspettare il dissequestro che per fortuna dovrebbe essere veloce.
    Il tempo insomma di far scoppiare la polemica

  • kimbofra 15
    08 feb 2012 alle 9:15

    Scusate, ma si hanno notizie dell’amianto?
    L’hanno tolto o è ancora lì? Penso di non essere l’unico che aspetta che lo tolgano per andare a visitare il parco, quindi sarebbe auspicabile che venga bonificato se non l’hanno ancora fatto. Grazie

  • blackmorpheus 54519
    08 feb 2012 alle 9:19

    @kimbofra

    l’amianto dovrebbe essere stato tolto del tutto. Anche io aspettavo, ma ho deciso che continuerò ad aspettare fino a quando non avrà le sembianze di un parco e sino a quando non vedrò terminati i lavori che, da cittadino, ho pagato con le mie tasche


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