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02 set 2015

Il Parco Cassarà e il grande dubbio della bonifica “inutile”: adesso alziamo la voce

di Giulio Di Chiara

Sembra non ci sia pace per il Parco Cassarà, oramai chiuso da troppo tempo e sempre avvolto da un velo di mistero. Ricorderete il sequestro e la conseguente chiusura dell'area per alcuni ritrovamenti di amianto e altre sostanze potenzialmente dannose. E' già passato più di un anno e non si hanno comunicazioni chiare e certe da parte delle istituzioni che, a onor del vero, non sembrano particolarmente impegnate nel dare risposte ai cittadini, tanti, che attendono con ansia. Qual'è la situazione ad oggi? La bonifica dell'area verde, per intenderci quella che dall'ingresso di Corso Pisani giunge nei pressi del teatro all'aperto, è avvenuta a cura di una ditta che si è aggiudicato l'appalto. L'area del prato e del campo bocce limitrofa a Villa Forni è completamente pulita, semmai fosse stata contaminata. Sottolineamo il "semmai" dato che esiste una nota dell'ASP (ci stiamo adoperando per reperirla), la quale afferma che, a seguito di un sopralluogo congiunto con i tecnici di NOPA, ARPA e Coime avvenuto nel Febbraio 2014, l'area può essere fruita dai visitatori, in quanto non sussistono valori di inquinamento che superano i limiti previsti dalla legge. Un parere tecnico che è stato comunque disatteso dal bando di gara per effettuare la bonifica. Se la nota dell'ASP ribadiva già un anno fa l'assenza di pericoli per le persone, e noi ci crediamo, qual è stato il motivo di effettuare comunque la bonifica ? Mistero. Ricordiamo a beneficio dell'analisi che con il parco ancora aperto, esisteva una piccola recinzione che delimitava un piccolo ritrovamento di amianto, poi rimosso. Sostanzialmente si è protratta la chiusura di quest'area per ripulirla quando evidentemente non ce n'era bisogno. Nessuno magistrato ha dato spiegazioni su questa anomalia. Andiamo avanti. E' di qualche giorno fa un articolo di Repubblica che riportava la notizia della completa riconsegna dei 28 ettari del parco al Comune di Palermo attraverso un'ordinanza della magistratura che, di fatto, concede un anno di tempo a Sala delle Lapidi per effettuare l'intera pulizia dell'area. Non sappiamo come sia stato calcolato questo tempo, ma sta di fatto che anche a parere del Dirigente del Settore Ambiente, Francesco Fiorino, i mesi a disposizione sono veramente pochi. Se il comune disattenderà questa scadenza non è chiaro cosa faranno i magistrati. Ancora mistero. Inoltre, sempre lo stesso Fiorino lancia l'allarme fondi: soprattutto in riferimento all'area ROSSA, serviranno ingenti somme per ripulire il tutto. Cifre a sei zeri per intenderci, che al momento non sono disponibili nelle casse comunali. Va detto che per la bonifica dell'area verde sono stati spesi tra 30 e 60 mila euro. Un goccia nel mare rispetto a quanto previsto per il resto del parco. Cosa succede adesso? La logica vorrebbe che si chieda ad alta voce e subito la riapertura dell'area sana, già oggetto di una bonifica apparentemente inutile. Forse la si poteva aprire già alcuni mesi fa. Il Comune adesso deve alzare la testa e fare la voce grossa per restituire immediatamente un segmento del parco stuprato da tanta burocrazia. Salvo risvolti ulteriori o smentite è arrivato il momento che la società civile scenda in campo e manifesti tutto il suo sdegno per questa vicenda che assume i contorni di un gioco di ruolo, dove procura e magistrati sequestrano e dissequestrano l'area mentre il Comune rimane a guardare inerme. Cosa facciamo, continuiamo a guardare questo siparietto, Leoluca?

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26 mag 2015

Avvistati operai all’interno del Parco Cassarà: in vista dell’estate…

di Giulio Di Chiara

Come noto il Parco Cassarà è ancora chiuso a seguito del ritrovamento di amianto e altri materiali potenzialmente dannosi. A Gennaio si è avviato il bando di gara per la bonifica di una prima area. Questa mattina abbiamo notato movimenti all'interno dei cancelli chiusi, lato via Basile. Dopo esserci informati abbiamo appreso che gli operai al lavoro stavano provvedendo a realizzare viali tagliafuoco in vista della prossima estate per scongiurare eventuali incendi. Ciò conferma quanto è possibile scorgere dai cancelli di via Basile, ovvero che l'area in questione è sommersa da erbacce alte e rigogliose, che a causa del sequestro stanno soffocando alcuni piante. Con le temperature estive il rischio che queste possano bruciare con un minimo innesco è concreto. E' sicuramente un'attività opportuna per scongiurare ulteriori danni. Ci poniamo però un quesito: se la manutenzione in alcune aree del parco è interdetta in quanto la disposizione del giudice vieta qualsiasi intervento per non alterare lo status quo del terreno, come mai si consente la realizzazione dei viali tagliafuoco? Ipotizziamo che il giudice abbia concesso una deroga apposita al provvedimento. Se così fosse, non potrebbero essere consentiti ulteriori interventi in deroga per provare a salvaguardare qualche pianta in più? Cercheremo di approfondire sulla vicenda.  

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05 gen 2015

Parco Cassarà, al via l’appalto per la bonifica

di antony977

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa la gara per la bonifica del Parco Cassarà. E' stata pubblicata alla fine del 2014 la gara per l'avvio della rimozione dei rifiuti di amianto e della terra contaminata da amianto in una delle aree individuate all'interno del Parco Cassarà. Con questo provvedimento, si avvia il processo di bonifica dell'area, che era stata posta sotto sequestro dalla Procura della Repubblica a seguito del rilevamento di cemento-amianto ed altri componenti inquinanti in diversi punti.   (altro…)

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11 set 2014

Riapertura Parco Cassarà | Proviamo a fare un’ipotesi stando ai nuovi fatti

di Giulio Di Chiara

Al 144esimo giorno di chiusura del parco Cassarà, siamo tornati volutamente sul pezzo rimbalzando tra un ufficio e l'altro per tenere alta l'attenzione sulla vicenda e soprattutto monitorare la questione che rimane ancora abbastanza complicata. Ci sono delle novità, se non altro una percezione più chiara dei fatti e dei possibili sviluppi che la vicenda tenderà ad assumere nei prossimi mesi. Andiamo con ordine: il parco è sequestrato già da diversi mesi per mano del procuratore aggiunto Dino Petralia e del sostituto procuratore Dott. Clemente che con apposito provvedimento avviano contestualmente delle analisi sull'area. Per fare questo ricorrono  ad Arpa ed a periti individuati dalla stessa procura (incarico per circa 140.000€ a professionisti di Napoli). Nel luglio del 2014 si apprendono i primi risultati, seppur dichiarati parziali, nei quali vengono elencate le tipologie di residui e scorie, già note a chi ha seguito la vicenda. In base alla loro dislocazione, il Parco viene suddiviso in aree (verde, gialla e rossa) per distinguerne la potenziale pericolosità. (altro…)

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12 mag 2014

Ecco a cosa va incontro il Parco Cassarà. Il Comune comunichi i TEMPI!

di Giulio Di Chiara

Da più di una settimana e forse anche più, non si hanno notizie dal Comune sul Parco Cassarà e sulla vicenda amianto. Il che preoccupa non poco. Non tanto per la canonica attesa biblica che ci si aspetta ad ogni atto amministrativo, quanto per il grande pericolo che corre l'intera area e la sua vegetazione. Infatti, se una strada può attendere anche 10 giorni ulteriori di burocrazia per essere riaperta, un parco con migliaia di arbusti necessita di manutenzione giornaliera; ogni ora che passa rischia di creare danni ingenti e far lievitare i costi per ripristinare l'area allo stato ideale d i qualche settimana fa. Queste foto sono state scattate pochi minuti fa, nei pressi del perimetro che divide il Parco Cassarà dall'area universitaria. Le erbacce qui stanno prendendo il sopravvento ed è facile immaginare che medesima situazione si possa verificare altrove. (altro…)

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