13 mag 2015

Abbattiamo l’ecomostro a Sant’Erasmo


Faccio riferimento all’ edificio che si trova a Sant’ Erasmo, che dopo un tentativo di recupero, per anni è rimasto abbandonato; adesso versa in condizioni di degrado e fatiscenza, insomma un ecomostro! Visto che la struttura non conserva più nessuna valenza storica, abbattendolo e allargando la sede stradale, potrebbe migliorare la circolazione! La rimanente parte potrebbe essere utilizzata come verde, godendo di una meravigliosa vista detl golfo.


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15 commenti per “Abbattiamo l’ecomostro a Sant’Erasmo
  • thedoctor 139
    13 mag 2015 alle 23:56

    Mi pare più ecomostro quel “coso” di non so quanti piani che sta dietro

  • Effettivo 171
    14 mag 2015 alle 1:03

    L’ecomostro è il palazzone dietro, non certo l’edificio storico che lì da qualche secolo…..

  • peppe2994 3607
    14 mag 2015 alle 9:29

    E certo che andrebbe demolito.
    Non capisco un tubo di procedure per le demolizioni, ma l’edificio in questione ha una storia abbastanza affascinante e scoraggiante.
    In pratica i proprietari erano tanti ed alla loro morte hanno lasciato ai figli, figli che vivono tutti tra USA e Canada e se ne fregano beatamente di prendersi cura di quel coso.

    Ora il comune che può fare? Pare che l’edificio non sia affatto abusivo.
    Ci vorrebbe una legge ad hoc e trovare un escamotage per demolirlo.

  • MAQVEDA 17489
    14 mag 2015 alle 9:46

    Discorsi come questo mi fanno letteralmente cadere le braccia. Prima di tutto il definire la casina del principe di San Giacinto “abusiva”, secondo augurarsene la demolizione solo perché “mi pare” non ci sia più niente”. Mezzo centro storico è deturpato dall’incuria, lo demoliamo? Documentiamoci prima di parlare a vanvera.

    • Mr.Head 242
      14 mag 2015 alle 11:10

      La mia intenzione non è di far cadere le braccia a nessuno, l’ unica cosa che vorrei veder cadere è questo ecomostro che non ha più niente di settecentesco!!! Riqualificare significa mantenere le forme originali!!! In questo edificio , guardando la foto che ho postato, sembrerebbe che i volumi siano cambiati e con essi anche le aperture!!!

      • MAQVEDA 17489
        14 mag 2015 alle 21:13

        Aridaje con questo termine, non è un ecomostro, è un edificio storico, e non si abbatte, punto.

      • MAQVEDA 17489
        14 mag 2015 alle 21:17

        E comunque la foto da te postata riprende l’edificio basso più a sinistra che infatti è ancora basso come in origine. Non è la casina di San Giacinto che già nei dipinti ottocenteschi è alto come ora. Ripeto, documentarsi prima di parlare.

        • Mr.Head 242
          14 mag 2015 alle 23:21

          Comunque questo edificio è stato demolito da tempo, solo che non ce ne siamo accorti… il centro storico è pieno di edifici recuperati che hanno mantenuto le caratteristiche originarie e i materiali originali… per la casina invece non è stato un bel recupero perché privato delle sue vesti originali…
          Intanto se tu disponi di informazioni che provano il contrario, ti sarei grato di pubblicarle!!!

          • MAQVEDA 17489
            15 mag 2015 alle 1:38

            Intanto e’ un cantiere interrotto e non puoi giudicarlo, e non mi pare che tu abbia apportato chissà quali argomentazioni o prove a supporto della tua tesi, a parte il tuo giudizio-gusto personale e una foto sbagliata. Molti edifici settecenteschi sono arrivati a noi sotto rifacimenti successivi, eppure mi pare che la perdita dei caratteri originari non sia scusa sufficiente per una demolizione. Non c’è il cartoccio rococò sopra la finestra (semmai c’è stato) e allora? e’ pur sempre un edificio antico con una sua storia e una sua dignità. Come tanti edifici restaurati in centro storico, ma che più del volume non hanno mantenuto. Ma poi picchì m’abbilio, tanto la soprintendenza non lo butterà mai a terra, figuriamoci che peso può avere una segnalazione su un seppur rinomato blog cittadino. E’ che sono stufo di questo periodico attacco (da parte di chi non sa) ad un edificio che ha solo la sfiga di stare davanti il mare e per questo marchiato a priori come ecomostro e abusivo, quando alle sue spalle svetta un mostro di dodici piani.

  • belfagor 952
    14 mag 2015 alle 9:59

    L’”ecomostro” non è altro che la casina del principe di San Giacinto, edificio settecentesco di un certo valore storico e architettonico. Nel 2011 si era iniziato a restaurarlo per trasformarlo in un edificio di civile abitazione . Col fallimento della ditta costruttrice, attualmente il palazzo , credo, sia sotto sequestro. Se proprio si vuole abbattere qualche cosa, perché non iniziare con tutte quelle baracche abusive che circondano l’edificio, e che danno alla zona un aspetto degradato.. Tra queste costruzioni c’è anche la “famigerata” camera della morte dove la mafia eliminava i propri nemici. Con un costo relativamente modesto, si potrebbe prolungare il prato del Foro Italico fino alla foce del fiume Oreto, dotando la città di uno dei lungomari più belli d’Europa.

  • Athon 879
    14 mag 2015 alle 15:43

    Come già evidenziato da altri, l’unica vera cosa che effettivamente disturba la vista è il palazzone alle spalle.

    Per quanto riguarda queste orribili strutture anni ’60/’70, a quanto pare prima o poi saranno un grosso problema, non soltanto a Palermo, ma ovunque siano state costruite, ovvero in quasi tutte le città italiane.

    Inizialmente si pensava che il cemento armato fosse praticamente indistruttibile. Invece da qualche tempo è emerso che è un materiale piuttosto corruttibile, a differenza per esempio della malta (che può resistere millenni), essendo sensibile alle aggressioni chimiche, alle infiltrazioni d’acqua e in generale all’usura del tempo.

    Per le strutture in cemento armato (quello fatto a regola d’arte, quindi non depotenziato), molti stimano una durata di 80/100 anni, anche se, trattandosi di edifici di “recente” costruzione, non si dispone ancora di una casistica certa.

    Per risolvere questo problema è stato creato un cemento armato più resistente , molto caro, che non viene usato per gli edifici ma per dighe e ponti.

    È chiaro che su questi edifici si potrà continuare a fare manutenzione, un anno il tetto, un altro la facciata etc…

    Il problema vero emergerà quando comincerà a cedere la loro “armatura”. Non sono né un architetto né un costruttore, dunque ciò che riporto va preso con cautela. Mi baso semplicemente su cose che ho letto qua e là. Che io sappia, nel momento in cui inizieranno a deteriorarsi gli elementi portanti di queste grosse costruzioni abitative , non ci sarà modo di riparare i danni. Si potrà soltanto buttare giù, con la conseguenza che ci si libererà di queste brutte strutture ma si determinerà una seria emergenza abitativa.

    Torno a dire che non sono un esperto in materia, dunque mi piacerebbe sentire il parere di chi invece è competente. Vorrei capirne di più.

  • Fabio Nicolosi 50412
    15 mag 2015 alle 2:11

    Visto le polemiche che si sono alimentate tengo a sottolineare che la segnalazione è stata pubblicata pensando che il riferimento era il palazzo e non l’edificio storico, edificio che ci auguriamo possa essere al più presto recuperato. Ciò detto ci scusiamo per l’inconveniente

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