Un mese fa avevamo pubblicato un reportage che mostrava senza filtri la situazione di Corso Calatafimi: marciapiedi invasi da moto e scooter, auto in doppia fila, passaggi pedonali ostruiti, caos quotidiano spacciato per normalità.
Oggi, dopo nuove segnalazioni e una nuova gallery fotografica, possiamo dirlo chiaramente: non è cambiato assolutamente nulla.
La strada continua a essere un parcheggio diffuso, un corridoio commerciale soffocato dal disordine e un luogo ostile per chi si muove a piedi o in bici.
Le nuove foto confermano un problema strutturale
La gallery raccolta in questi giorni mostra:
- moto parcheggiate sui marciapiedi, spesso davanti a banche, negozi e ingressi
- auto in doppia fila permanente, che restringono la carreggiata e creano pericolo
- pedoni costretti a scendere in strada per aggirare ostacoli
- attività commerciali che occupano lo spazio pubblico con espositori e merce
- totale assenza di controlli, nonostante le segnalazioni
È la fotografia di una strada dove le regole non esistono più.
La circoscrizione? Silenziosa. A meno che non si parli di ciclabili
Quando si tratta di affrontare:
- sosta selvaggia
- marciapiedi impraticabili
- sicurezza dei pedoni
- caos quotidiano
la circoscrizione sembra non accorgersi di nulla. Ma basta pronunciare la parola “ciclabile” e improvvisamente:
- riunioni
- comunicati
- prese di posizione
- allarmi sulla “sicurezza”
Una reattività selettiva che ormai fa sorridere amaramente i residenti.
Perché la sicurezza non è minacciata da una ciclabile che non esiste. La sicurezza è minacciata dal caos che esiste ogni giorno.
La retorica della “ciclabile pericolosa” si scontra con la realtà
Mentre alcuni continuano a opporsi a ogni intervento di mobilità sostenibile in nome della “sicurezza”, la situazione reale di Corso Calatafimi racconta tutt’altro.
La sicurezza non è minacciata da una ciclabile che ancora non esiste. La sicurezza è minacciata dalla sosta selvaggia che esiste ogni giorno. È difficile parlare di “pericoli futuri” quando i pericoli presenti sono sotto gli occhi di tutti.
Un asse urbano strategico ridotto a parcheggio
Corso Calatafimi potrebbe essere:
- un boulevard moderno
- un corridoio commerciale ordinato
- un percorso turistico verso Monreale
- un asse ciclabile sicuro e continuo
- uno spazio urbano vivibile
Invece oggi è un esempio lampante di come l’assenza di regole generi degrado, sfiducia e conflitto tra utenti della strada.
Serve un intervento strutturale, non un’altra stagione di annunci
Le segnalazioni dei cittadini, le foto, i sopralluoghi: tutto racconta la stessa storia. E non è una storia nuova.
Corso Calatafimi ha bisogno di:
- controlli costanti, non occasionali
- marciapiedi liberati
- spazi ordinati e regolati
- infrastrutture moderne che riducano il caos
- una visione urbana, non soluzioni tampone
Non è una battaglia ideologica. È una questione di civiltà urbana.
A distanza di settimane, Corso Calatafimi resta identico a com’era: caotico, disordinato, pericoloso per chi si muove a piedi e in bici. Le nuove immagini lo dimostrano: non è la mobilità sostenibile a creare problemi, ma la sua assenza.
Mobilita Palermo continuerà a monitorare la situazione, perché una città cambia solo quando qualcuno decide di guardare davvero.






















