04 gen 2021

Rifiuti | Pubblicato in gazzetta europea il bando per la realizzazione delle settima vasca


Finalmente, dopo quasi 34 mesi è stata pubblicata la gara per la realizzazione della VII vasca di Bellolampo da parte della Regione Siciliana – questo il commento del presidente della Rap Giuseppe Norata dopo il definitivo via libera del progetto redatto da RAP per la realizzazione a Bellolampo della settima vasca con la consequenziale pubblicazione del Bando nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

Il termine per la ricezione delle offerte scade il 08/02/2021 alle 13:00

Valore totale stimato IVA esclusa: €24.658.903,69

L’appalto avrà una durata di 420 giorni

“Questo è il frutto – dichiara Norata – anche dell’attività di pungolo svolta negli ultimi mesi dalla RAP poiché, senza l’attività progettuale della società e senza la nostra azione di stimolo, non si sarebbe venuto a determinare questo risultato. La RAP vigilerà affinché non si accumulino ulteriori ritardi ingiustificati poiché la mancata realizzazione della VII vasca ha determinato notevoli costi straordinari, che non possono essere certamente attribuiti solo ai cittadini palermitani, e situazioni emergenziali nella piattaforma di Bellolampo noti ormai a tutti”.

“Da parte nostra – continua il Direttore Generale Roberto Li Causi – l’azione di razionalizzazione dei costi è già in atto da molti mesi e in RAP stiamo – in via autonoma – attivando percorsi, di concerto con l’Amministrazione Comunale di Palermo, per recuperare i finanziamenti necessari per gli investimenti impiantistici utili per incrementare le percentuali di raccolta differenziata nella Città di Palermo”.

Sulla pubblicazione della graduatoria da parte della Regione, dei progetti ammessi per la realizzazione e il potenziamento dei Centri Comunali di Raccolta ma non finanziati, tra cui compaiono i progetti presentati dalla RAP con il Comune di Palermo per la realizzazione di 5 CCR , il direttore generale Roberto Li Causi aggiunge:

“Spiace ancora una volta constatare che la Regione è poco incline ad aiutare nel percorso di incremento della raccolta differenziata i Comuni e, soprattutto, la Città di Palermo. Infatti la Regione, pur valutando con un alto punteggio e quindi ammissibili i progetti dei CCR presentati dalla RAP e dal Comune di Palermo, non ha proceduto al relativo finanziamento. Speriamo che nei prossimi giorni la Regione si ravveda e proceda al finanziamento dei cinque CCR che sono indispensabili per l’incremento delle percentuali della raccolta differenziata e per la diminuzione dei costi gestionali di RAP. La RAP sta già facendo la sua parte – continua il Direttore di RAP – e i dati degli ultimi giorni, con riferimento alle zone della Città in cui si svolge il “porta a porta” (PAP 1 e PAP2), sono assolutamente confortanti poiché sono state registrate percentuali di raccolta differenziata superiori al 67%, quindi ben al di sopra della media regionale”.


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14 commenti per “Rifiuti | Pubblicato in gazzetta europea il bando per la realizzazione delle settima vasca
  • sornione47 41
    04 gen 2021 alle 12:19

    Tutti parlate della settima vasca e nessuno parla dei termovalorizzatori che reputo siano molto più utili e meno dispendiosi; inoltre si può riutilizzare l’effetto della combustione come fanno nei paesi civili. Qualcuno mi spiega perchè nessuno ne parla?. Grazie

    • Irexia 997
      10 gen 2021 alle 0:06

      Nei paesi civili raggiungono percentuali molto alte di differenziata a due cifre e nei forni crematori finisce una quantità infinitesimale di immondizia tanto che i forni non riuscendo a raggiungere le temperature utili necessitano dei rifiuti dei trogloditi come noi che invece abbiamo il rifiuto “tal quale” in grosse quantità! Noi, se costruissimo un forno crematorio (ti invito a valutare il tempo che occorre, che non è quello sufficiente a costruire un forno da pizzeria!) ci fabbricheremmo l’alibi per non differenziare più nulla col risultato che bruceremmo plastiche e materiali che non sarebbe corretto bruciare fino a vanificare i (supposti) vantaggi di questo strumento

  • peppe2994 3607
    04 gen 2021 alle 22:24

    Vicenda molto imbarazzante, per tutto e per tutti. Geniale poi la soluzione per quest’anno di impilare i rifiuti sull’ultima vasca esistente, Un secolo fa si adottavano già soluzioni più all’avanguardia di come si ha intenzione di procedere a Palermo.
    Tralasciando i ritardi infiniti, ciò che preoccupa è l’assoluta mancanza di prospettiva e volontà nell’implementare la raccolta porta a porta presente in mezzo mondo, in tutta Italia, nella stragrande maggioranza dei comuni siciliani, ma a Palermo (come Messina e Catania del resto) no.
    Una metodologia di gestione rifiuti lurida, assurda ed arcaica che terrà banco ancora per molto a quanto pare.

    Solo a Palermo poi si può parlare di turismo della spazzatura. Tonnellate di rifiuti gettate in città dagli abitanti dei paesi confinanti, cosa che va avanti da anni. Assurdo sì, ma la soluzione supera la fantasia. Piuttosto che implementare il porta a porta, la RAP ha pensato di far installare le telecamere in alcuni siti a rischio. Dopo un periodo transitorio, le persone…vanno nel contenitore più avanti, e poi quello dopo ancora. Semplice, ma a quanto pare nessuno lo aveva previsto.

    Siamo qui, ad assistere all’evoluzione (o forse involuzione ? ) della gestione rifiuti in città. Gestione che raccontata a chi non conosce il tutto, pensa sia uno scherzo.

    Per la cronaca va detto che pare da quest’anno entrerà in vigore il nuovo regolamento antievasione dei tributi comunali. Chissà se e come influirà in questo quadro complicato.

  • belfagor 950
    05 gen 2021 alle 6:05

    Quando il sindaco Orlando decise di far fallire l’AMIA, ormai piena di debiti e di dipendenti, promise che la nuova azienda rifiuti ( RAP) avrebbe garantito un servizio di raccolta differenziata efficiente e con costi minori.
    Purtroppo dopo anni la situazione non solo non è migliorata ma è notevolmente peggiorata.
    La RAP, insieme a tutti i dipendenti, ha ereditato anche i problemi e le inefficienze dell’ AMIA.
    In una azienda con 1800 dipendenti, più di 700 dipendenti non sono operativi al cento per cento.( a causa della legge 104 , permessi sindacali o politici e limitazioni varie),
    Poi ci sono gli assenteisti : in 8 mesi l’azienda ha avviato più di 700 provvedimenti disciplinari.
    Tra malattie, ferie, permessi sindacali, e assenze non meglio precisate spesso i turni di raccolta non vengono rispettati .
    Per garantire un servizio di raccolta minimo si è dovuto ridurre drasticamente lo “spazzolamento” e la manutenzione delle strade
    Di dirigenti ne sono rimasti solo 4 : all’avviso pubblicato per assumerne altri , hanno risposto in 29 ma tutti erano senza i requisiti minimi richiesti.
    E’ evidente che con tale struttura così carente era molto difficile mantenere le tante promesse e le aspettative dell”amministrazione comunale.
    Per esempio ,10 anni fa partiva il progetto di raccolta “porta a porta” per i primi 40 mila palermitani. Dieci anni dopo i coinvolti sono più o meno 200 mila, nemmeno il 30 per cento dei residenti, e la differenziata è sotto al 20 per cento.
    10 anni fa andava in discarica giornalmente 1000 tonnellate di rifiuti indifferenziati , oggi sono sempre 1000.
    Inoltre , per ottenere questi risultati fallimentari , il comune ha speso ben 22 milioni in 10 anni, cifra che aumenta ogni anno in maniera esponenziale.
    Con il fallimento della raccolta indifferenziata, l’ unica speranza per avere una città pulita e scaricare tutto a Bellolampo.
    E qui alle responsabilità della RAP e del Comune si sommano quelle della Regione.
    Bellolampo è gestito dalla RAP ma è di proprietà della Regione: nel passato la Regione ha obbligato la RAP a far scaricare a Bellolampo anche decine di comuni della provincia. E così la 6 vasca si è riempita prima del previsto.
    Niente paura, si sarebbe aperta una settima vasca ma….
    La vasca da 25 milioni doveva essere pronta già da un anno e invece solo ora è stato pubblicato il bando nonostante già nel 2018 il governo nazionale aveva dichiarato lo stato di emergenza per la Regione siciliana.
    Di chi sono le responsabilità se la settima vasca non c’è ancora?
    Della Regione .
    E mentre i burocrati regionali cincischiavano la RAP è costretta a inviare i rifiuti nelle discariche private del resto della Sicilia spendendo un milione al mese.
    Ora che anche tali discariche sono strapiene , la RAP è costretta ad inviare i rifiuti fuori la Sicilia.
    Questo scherzetto ci costerà 80 milioni all’anno.
    Ma niente paura, la pagheranno i cittadini .
    Il prossimo anno la TARI sarà aumentata del ……. 27% .

    P.S. Perché questi ritardi e queste apparenti incapacità gestionali?
    Perché non realizzare dei termovalorizzatori o qualcosa di più avanzato?
    Semplice: i rifiuti e le discariche sono un grande BUSINESS e con i termovalorizzatori……

  • Giuseppe 11
    06 gen 2021 alle 22:24

    Bravi!! complimenti una montagna di spazzatura .Si ricomincia dalla 7° poi 8°,9°ecc.ecc. cosi semplice bravo sindaco.

    • peppe2994 3607
      10 gen 2021 alle 12:39

      Attenzione. Questo è un problema regionale. Non è colpa del sindaco se la regione si ostina a non voler realizzare un termovalorizzatore.
      L’unica colpa (grave) imputabile al comune è la totale incapacità di mettere in piedi la raccolta differenziata.

  • Binario 393
    09 gen 2021 alle 16:17

    Freniamo l’ottimismo; con un quadro del genere, si parlerà sempre di emergenza rifiuti.

  • Orazio 1674
    10 gen 2021 alle 13:38

    Il quadretto è davvero poco entusiasmante.

    Qui si somma:

    1 – la gestione politicamente criminale del ciclo dei rifiuti da parte regionale (ricordiamo che l’assessore crocettiano Marino puntava a ridurre drasticamente le discariche e a privilegiare la differenziata fu subito fatto fuori dai poteri forti confindustriali che hanno interesse nelle discariche).

    2 – la discarica di Bellolampo in mano pubblica, circostanza vissuta come uno sfregio da parte dei padroni delle discariche.

    3- un’azienda dei rifiuti che assomma in sè tutti i difetti del pubblico e del privato: a mio avviso per funzionare la RAP non avrebbe dovuto prendere in carico tutto il marcio (in termini di personale) della fallita AMIA. Oggi invece, col carico di personale fradicio che si sono accollato, il risultato è che a monte ci saranno i problemi, ma le strade non le puliscono bene. Tutte procedure, programmi, calendari, app, numeri verdi, poi arriva il furgone della differenziata e l’unico operatore (il secondo dov’è?) svuota i bidoni ma lascia a terra più sporco di quanto non ce ne fosse prima.

    4 – una buona quota (a due cifre e la prima cifra è più prossima al 9 che allo 0) di gente che concepisce l’igiene solo dentro casa propria ma, totalmente priva di morale pubblica, conseguentemente crede che il concetto di pubblico igiene semplicemente non esista. Proprio ieri sera ho chiesto a due leggiadre signore del condominio accanto perché gettassero i loro sacchi per strada e non nei bidoni condominiali… mi hanno risposto, “siamo badanti, sono pannoloni, ci hanno detto di lasciarli per strada e non metterli nei bidoni.” Al netto delle discariche in ogni dove, ovvio…

    A chi sostiene i termovalorizzatori sommessamente chiedo se gli piacerebbe avere vicino casa un forno che brucia rifiuti malamente differenziati (in pratica: di tutto).

    Personalmente invece di lamentarmi pratico lo smaltimento dei rifiuti in modo regolare perchè l’esempio vale 100 volte più della lamentela. Però il quadro è davvero desolante. Dal palermitano medio al più elevato dei nostri rappresentanti. Questi siamo, questi ci meritiamo.

    • punteruolorosso 2700
      10 gen 2021 alle 14:27

      gli interessi politico-mafiosi ci sono. altrimenti non si spiegherebbe nulla della situazione ultradecennale dei rifiuti in sicilia. anche in questo caso il professore non ha molte colpe. ne ha soltanto quando dice di aver sconfitto la mafia. di lavoro ce n’è ancora tanto, infinito.

      • Orazio 1674
        10 gen 2021 alle 14:37

        Esatto. Leonardi, il padrone della discarica di Lentini che ammorba un territorio e dove scarica tra l’altro Catania è stato associato alle patrie galere. Gli hanno trovato i bidoni coi soldi sotterrati e quando pioveva smaltivano tutto il percolato facendolo defluire con l’acqua piovana. Vedasi inoltre alla voce “discarica di Motta S.Anastasia” di tali Proto, a un km dal centro abitato di Misterbianco. La Regione autorizza la proroga dell’utilizzo. Poi “si accorge” che la proroga era illegittima.

        Allora, se vogliamo mettere la testa sotto la sabbia facciamo pure, al prezzo delle morti per leucemia che questo sistema produce. Se no, la strada è quella: differenziata, termovalorizzatori per la frazione residua. Io che faccio la differenziata al 100% sai quanta indifferenziata produco a settimana? Un sacchetto piccolo di quelli che usano le bancarelle della verdura.

    • punteruolorosso 2700
      10 gen 2021 alle 14:35

      gli interessi politico-mafiosi ci sono. altrimenti non si spiegherebbe nulla della situazione ultradecennale dei rifiuti in sicilia. anche in questo caso il professore non ha molte colpe. ne ha soltanto quando dice di aver sconfitto la nientedimeno che la mafia, la cui vitalità è testimoniata dal continuo fallimento di qualsiasi iniziativa d’interesse pubblico a palermo e nel resto dell’isola. e sono convinto che la perdita dei fondi per il recupero dell’oreto sia legata allo stesso ostruzionismo che tiene bloccato il piano rifiuti. a palermo fare qualcosa di utile alla collettività vuol dire mettere i bastoni fra le ruote a bel po’ di concittadini mafiosi e non che si giovano dello status quo.


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