Articolo
10 apr 2017

Nuove linee tram, pronto il bando internazionale per la progettazione

di Antony Passalacqua

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa il nuovo bando internazionale per l'ampliamento dell'attuale rete tramviaria in città.     Palermo - Sarà approvato questa settimana il Bando internazionale, con procedura aperta per la progettazione generale della seconda fase del Sistema Tram Palermo e per la progettazione definitiva del I stralcio, riguardante tre tratte in particolare: - Tratta A 6 /1- prolungamento della linea 1 esistente per Km 11,550 (A/R), dalla Via Balsamo alla Viale Croce Rossa - Tratta B 5/1 - prolungamento della linea 1 esistente per Km 1,330 (A/R), dalla Stazione FF.SS. Notarbartolo alla Via Duca della Verdura. Tratta Linea Stazione FF.SS. Notarbartolo, Via Notarbartolo sino a Via Duca della Verdura (angolo Via della Libertà) - Tratta C 4/1 – prolungamento della linea 3 esistente per km 8,180 (A/R), secondo l’attuale schema (singolo binario per ogni carreggiata), lungo Viale della Regione Siciliana sino alla Stazione FF.SS. Orleans. Tratta Linea Svincolo Calatafimi, Viale della Regione Siciliana, Via Ernesto Basile, Stazione FF.SS. Orlean   Il concorso è aperto agli Architetti e agli Ingegneri singoli o in raggruppamenti, iscritti nei rispettivi Ordini professionali o Registri professionali dei paesi di appartenenza, abilitati all'esercizio della professione. Possono partecipare anche ingegneri e architetti junior, nei limiti previsti dalla legge. La partecipazione al concorso sarà possibile esclusivamente online tramite il portale www.concorrimi.it Il costo massimo dell'intervento GENERALE da realizzare è fissato nell'importo di 657 milioni di euro, di cui 515 per le sole opere. Il costo massimo dell'intervento del primo STRALCIO da realizzare è fissato nell'importo di 198 milioni di cui 157 per le sole opere. Il concorso di progettazione è articolato in due fasi: 1. la prima fase, in forma anonima, è finalizzata a selezionare le migliori proposte progettuali da ammettere alla successiva fase. Saranno ammesse le migliori proposte nella misura del 50% dei partecipanti, con il limite massimo superiore di 5 (cinque) proposte; 2.la seconda fase, anch'essa in forma anonima, è finalizzata a individuare la migliore proposta progettuale tra quelle selezionate nella prima fase. Durante la prima fase, i proponenti dovranno fornire all’Amministrazione, oltre al quadro economico e ad allegati grafici, le proprie idee inerenti a. i percorsi delle linee e l’indicazione sull’ubicazione dei depositi, e le motivazioni di adesione/variazione alla Proposta di studio di fattibilità; b. le caratteristiche funzionali;, c. le componenti architettoniche e tecniche di design, comunicazione visiva e di impatto urbano ed architettonico del Sistema Tramviario; d. le componenti, gestionali del Sistema Tramviario, tenuto conto, per tale ultimo aspetto, di tutti gli  altri sistemi di trasporto pubblico presenti e programmati nel territorio comunale e della loro intermodalità; e. gli interventi di riqualificazione urbana conseguenti all’inserimento della tramvia nel tessuto urbano, da realizzare contestualmente nell’ambito del progetto; f) i requisiti dell’opera da progettare, delle caratteristiche e dei collegamenti con il contesto nel quale l’intervento si inserisce nonché delle misure idonee a salvaguardare la tutela ambientale, i valori culturali e paesaggistici, con particolare riguardo anche alla mitigazione degli effetti del rumore e delle vibrazioni ed all’inserimento urbanistico; g) le specifiche tecniche costruttive utilizzate e l’indicazione delle norme tecniche da applicare; h) le componenti impiantistiche in dotazione al sistema; i) l’innovazione e l’ecosostenibilità; l) gli interventi di verde, arredo urbano, alberature, finiture architettoniche degli spazi aperti coinvolti nel processo di riqualificazione urbana indotto dalla tramvia; m) il materiale rotabile proposto, con la comparazione, in termini di costi di costruzione e gestione (su anni 20), di almeno due tipologie differenti di tecnologia scelta fra i sistemi più all’avanguardia, che in ogni caso dovranno essere del tipo ibrido al fine di consentire l’utilizzo delle linee esistenti su catenaria. Le considerazioni esposte dovranno essere supportate da idonea documentazione, anche di natura commerciale, certificazione attestante quanto asserito. La Commissione giudicatrice sarà nominata dal Sindaco entro la scadenza del bando e sarà composta da tecnici ed esperti del settore. Una volta pubblicato, il bando sarà aperto per 60 giorni (per la prima fase). I criteri di valutazione su cui si baserà il giudizio della commissione di valutazione sono - Qualità della proposta di articolazione dei percorsi delle tratte e dell’ubicazione delle fermate e dei depositi - Qualità della proposta di rigenerazione urbana - Accessibilità, fruibilità e sicurezza della struttura e del materiale rotabile - Qualità delle soluzioni tecniche e tecnologiche e scelta dei materiali con riferimento alla sostenibilità ambientale, alla manutenibilità e al benessere degli utenti - Qualità della proposta economico/gestionale/manutentiva Il vincitore del concorso riceverà un premio di 100.000 euro mentre la proprietà del progetto resterà del Comune di Palermo. Il Vincitore potrà avere affidato l’incarico per la redazione del progetto definitivo, nonché l’incarico di coordinatore della sicurezza e direttore dei lavori in fase di esecuzione. Nel caso in cui accettasse l’incarico, non sarà corrisposto il premio di 100 mila euro relativo al bando di progettazione. Al concorrente risultato secondo classificato è riconosciuto un premio di  50.000 mila euro, al terzo trentamila e sia al quarto che al quinto un premio di 20.000 euro.    

Leggi tutto    Commenti 19
Segnalazione
07 apr 2017

Amat | Disservizi sulla linea 3?

di Viajero Solitario

Salve, come mai non trovo nulla al riguardo dei disservizi  sulla linea 3 del tram? Da qualche tempo una corsa su 3 è sostituita da una navetta bus che fa il percorso extra binari fino a piazzale Giotto. Non permette di prendere in coincidenza le altre due linee (2 - il primo parte 15' dopo l'arrivo alla fermata Castellana - e 4 - nessuna fermata in coincidenza -). Parlando con gli autisti dicono le cose più diverse: chi dice che stanno facendo manutenzione a rotazione tra i vari tram e ne tolgono uno. Chi dice che un tram è guasto. Sta di fatto che ogni volta non trovo un tram in partenza dal Cep e tantomeno da Notarbartolo (bisogna prendere la 2 o la 4 che porta ad Einstein-Giotto e aspettare dall'altro lato della carreggiata la navetta). È normale una situazione del genere? Nessuna info sul sito dell'amat? Gli utenti lasciati ignari e senza info? Poi si meravigliano della disaffezione al mezzo pubblico. Nemmeno uno straccio di comunicato che non permette di organizzarsi.

Leggi tutto    Commenti 5    Proposte 0
Articolo
06 apr 2017

Tram | Entra nel vivo la fase di progettazione per le nuove linee verso ZEN-Mondello, Bonagia e lungo la costa

di Antony Passalacqua

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa del Comune di Palermo circa l'avvio della fase progettuale per l'ampliamento dell'attuale rete tramviaria. Entra nel vivo la fase della progettazione delle nuove linee del tram che in futuro serviranno la città lungo tre nuovi assi: - dalla stazione centrale a ZEN e Mondello - verso Bonagia - lungo la costa La Giunta comunale ha infatti approvato ieri la delibera che definisce l'iter e le modalità di realizzazione del progetto, affidando all'Area delle infrastrutture l'avvio delle procedura internazionale che permetterà prima di definire il progetto nella sua interezza, comprensivo del percorso definitivo delle nuove linee, e poi di individuare il soggetto incaricato della materiale realizzazione dell'opera. L’atto approvato ieri dalla Giunta, ripercorre il percorso fin qui seguito dall'Amministrazione e che ha permesso di ottenere già un finanziamento di 200 milioni di euro (inserito nel Patto per Palermo, ndr) per le prime tratte e dà mandato all'area tecnica di predisporre un bando che, in due fasi, permetterà di giungere al progetto finale. Il bando, che prevede il ricorso allo strumento del concorso internazionale, prevederà due fasi: la prima (di idee) permetterà di selezionare un massimo di 5 concorrenti ammessi alla fase successiva (di progettazione). Durante la prima fase, i concorrenti dovranno proporre all'Amministrazione anche il tracciato migliore, che sarà votato e deciso dalla Giunta, ferme restando le direttrici già individuate dal Piano regolatore dal centro verso nord (Zen e Mondello), dal centro verso Ovest (Bonagia) e lungo la costa. La procedura che porterà poi al materiale avvio dei lavori, prevede che siano poi realizzati due ulteriori bandi, di cui uno per l'assistenza tecnico/giuridico/economica al Responsabile Unico del Procedimento ed uno per l'affidamento della progettazione esecutiva e dell’appalto dei lavori. Il primo bando, quello per il concorso di idee e per la progettazione, sarà pubblicato entro la prossima settimana dall'Area delle Infrastrutture. "Alla vigilia dell'incontro del Comitato di controllo e gestione del Patto per il Sud che si svolgerà a Palermo nei prossimi giorni con il Ministro De Vincenti - afferma il Vice Sindaco ed Assessore alle Infrastrutture Emilio Arcuri - l'Amministrazione conferma la velocità ed operatività nei propri uffici per dare attuazione al piano che prevede di dotare la città di sempre più numerose linee di tram." Ti potrebbero interessare anche: TRAM | Linea 4/C: I dettagli della linea su Viale Regione e Via Ernesto Basile TRAM | Linea 5/B: I dettagli della linea su Via Notarbartolo TRAM | Linea 6/A: I dettagli della linea che sostituirà il bus 101 dalla Stazione Centrale a Viale Croce Rossa 7 nuove linee di Tram | Ecco le tavole di progetto, i percorsi e una piattaforma web per il dibattito La scheda dell'opera: Tram di Palermo Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

Leggi tutto    Commenti 15
Articolo
05 apr 2017

A proposito di tram… Qualche riflessione sull’intervento del prof. Silvestrini

di Roberto Palermo

In seguito all'articolo di qualche giorno fa sulle dichiarazioni del prof Silvestrini si è aperto un dibattito, ecco le riflessioni di Roberto.Palermo Il prof. Silvestrini è una vecchia conoscenza di noi palermitani non più giovanissimi. Già a metà anni Novanta lo troviamo a fianco di Orlando e di Willy Husler nelle loro discutibili tesi a sostegno del tram a tutti i costi, dovunque e comunque. Avendo mantenuto coerentemente, gliene va dato atto, queste posizioni negli ultimi due decenni, ha ribadito di recente la propria convinzione a favore del tram come soluzione dei problemi di mobilità della città. L’intervento, effettuato con un post su Facebook e riportato puntualmente da mobilita palermo, merita qualche riflessione. Ora come allora, il professore cita ad esempio città come Zurigo, dove il tram è in esercizio da più di un secolo fornendo un servizio eccellente ai cittadini. Bene: chiunque sia stato da quelle parti (come il sottoscritto) si sarà reso conto che la situazione urbanistica di questa città, soprattutto al centro, è quanto di più lontano si possa immaginare da quella di Palermo. Strade larghe e scarsa densità fondiaria a fronte di strade strette e densità dell'ordine dei 40 mc/mq, rendono il paragone improponibile. Palermo, per quanto azzardato possa sembrare, ha una struttura urbanistica ed una maglia viaria molto più simile a Milano che a Zurigo. O meglio, se si considera la dimensione in termini demografici, piuttosto simile a Torino, dove nonostante la presenza di infrastrutture stradali ben più performanti, è in esercizio dal 2006 una linea metropolitana VAL. Talmente utilizzata (mediamente 155 mila passeggeri ogni giorno) che è stato recentemente necessario raddoppiarne i convogli, con composizioni a 4 vetture. A proposito di paragoni, non dimenticherei che rispetto alle città sopra citate, la nostra Palermo presenta un paio di “aggravanti”: • una più marcata speculazione edilizia, negli anni del boom e seguenti, che ha riempito l’area a cavallo dell’asse centrale di residenze ed uffici; • uno sviluppo della città monodirezionale, in particolare in senso sud-est/nord-ovest (per intenderci Oreto-ZEN), con concentrazione di tutti i principali flussi di traffico lungo questa direttrice. Va ancora peggio se si prende ad esempio, come fa il prof., la città di Budapest, la quale, come è noto, è dotata di una efficiente ed antichissima rete di metropolitane: ben 4 linee, inaugurate a partire dal 1896. Idem per le principali città francesi, che, come riferito da Silvestrini, sono sì dotate di efficienti reti tranviarie, ma anche di altrettanto efficienti reti metropolitane. Che i compatrioti di Cartesio, laddove la dimensione e le esigenze locali lo hanno richiesto, non si sono fatti scrupolo di costruire, essendo un popolo dotato di consolidate tradizioni nel campo della logica. Il prof. Silvestrini, inoltre, ci tiene a sottolineare che il tram "garantisce una capacità di trasporto nettamente superiore a quella dei bus"... Verissimo: si passa dai 2.500 ai 4.000 pax/h per direzione. Dimentica, però, che quando parliamo di Palermo, ci troviamo di fronte alla prima città europea per traffico, costantemente intasata, dove studi condotti con rigore scientifico hanno ripetutamente accertato una domanda di trasporto, nell'asse centrale, con punte ben superiori alla capacità di un sistema tranviario. Cito a memoria: • l’analisi costi benefici del progetto “Agensud” (avversatissimo dall’attuale sindaco e dai suoi esperti, Silvestrini in testa) che prevedeva, nei primi anni ’90, la realizzazione di 3 linee VAL, la prima in direzione Oreto-Mondello. Su questo asse si stimarono solo nella “prima fase”, che prevedeva lo stralcio Oreto-ZEN, flussi nell’ora di punta pari a 13.000 viaggiatori per direzione; • lo studio trasportistico dell’attuale progetto preliminare della MAL, approvato nell'aprile del 2014, secondo il quale sulla tratta Oreto-Notarbartolo si raggiungerebbero flussi superiori ai 10.000 viaggiatori/h (10.244 per l’esattezza) Va evidenziato come i due dati, stimati su percorsi praticamente sovrapponibili nell’ambito di studi e metodologie differenti a distanza di tempo, si confermino a vicenda: se il secondo prevede qualche migliaio di viaggiatori in meno, va considerato che esso non contempla la tratta Notarbartolo-ZEN. Si tratta, in ogni caso, di stime che attestano la domanda di trasporto palermitana a valori più che doppi rispetto alla capacità di qualsiasi sistema tranviario; con o senza barriere, con o senza alimentazione aerea. Alla luce di queste considerazioni, sorprende che il prof. Silvestrini rimproveri agli ordini professionali di architetti ed ingegneri posizioni “ideologiche” anti-tram che, francamente, si fa fatica ad attribuire ad intere categorie professionali. Casomai, dovrebbe spiegare, il nostro esperto, come mai il Comune, dopo aver pomposamente annunciato, più di un anno fa, 7 nuove linee tranviarie destinate a completare l’attuale rete, ed ottenutone persino il finanziamento, intende bandire un “concorso di idee” per individuarne i tracciati.... Un concorso di idee a cui seguirà la redazione dello “studio di fattibilità tecnico-economica” da affidare mediante gara pubblica. Sono informazioni che abbiamo saputo dagli stessi tecnici comunali, nell’ambito del seminario sulla mobilità sostenibile che si è svolto il 1° aprile scorso all'Università di Palermo: da esse si deduce che il progetto di estensione della rete tranviaria è non solo privo di tracciati certi, ma non è neanche dotato di uno studio di fattibilità tecnico-economica. Conseguentemente, in assenza di esso, qualsiasi posizione a favore del progetto di estensione della rete tranviaria manca di ciò da cui uno scienziato non dovrebbe assolutamente prescindere: il rigore scientifico. In altre parole, rimane, essa si, una posizione ideologica. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

Leggi tutto    Commenti 27
Articolo
03 apr 2017

Mobilità | Gianni Silvestrini: “Tram migliore soluzione per Palermo”

di Mobilita Palermo

Tranvia si, tranvia no, è un tema certamente importante quello sulla mobilità cittadina e che in questi giorni sta tenendo banco anche fra i vari schieramenti elettorali. Su ciò interviene anche Gianni Silvestrini, scienziato del CNR e profondo conoscitore delle tematiche legate alla mobilità di Palermo. E con un post su facebook, irrompe nel dibattito cittadino motivando le sue opinioni. "Gli Ordini degli ingegneri e degli architetti di Palermo contro il tram in centro. Ho difficoltà a capire: adesso siete per i bus elettrici in via Libertà e prima eravate per la metropolitana (naturalmente leggera automatica). Ma per una città delle dimensioni di Palermo la soluzione migliore è quella del tram con percorsi senza barriere e senza fili, che garantisce una capacità di trasporto nettamente superiore a quella dei bus, utilizzando spazi equivalenti a quelli delle attuali corsie riservate. Per di più esistono già finanziamenti. Palermo così si inserisce al rilancio del tram in Europa. "The tramway is the urbanistic idea of the century" come dice l'ex sindaco di Nantes: in Francia sono dieci le città che hanno creato linee tranviarie dopo il 1980; in Germania ben 60 città utilizzano i tram con oltre 3.000 km di linea; a Zurigo, dove vive l'ingegnere trasportista Willy Husler che ha progettato le prime linee tranviarie di Palermo nel 1995, oltre la metà degli spostamenti avvengono grazie alla fittissima rete tranviaria e ai bus; la capacità di trasporto di una linea di tram può arrivare a 30-100.000 passeggeri al giorno (il valore più alto è raggiunto a Budapest). Temo che il dibattito a Palermo sia viziato da posizioni ideologiche." "Confrontando i dati di molte città europee dotate di solo bus e quelli di città con bus+tram emerge che il numero di passeggeri trasportati/numero abitanti è del 57% più alto nel secondo caso. Se vogliamo ridurre seriamente il numero delle auto occorre dunque puntare con decisione su tram + bici. Per quanto riguarda infine Via Libertà, è chiaro che quanto più è elevata la domanda di trasporto, tanto più ha senso il tram..." Silvestrini inoltre invita ad approfondire in merito la velocità commerciale delle vetture, che potrà senz'altro essere superiore a quella degli attuali bus 101 con una tramvia senza barriere e senza pali per l'alimentazione aerea per rendere più armonioso l'impatto in centro città. A tal proposito vengono citati esempi quali la tramvia di Dresda, Zurigo ed Helsinki in merito separazione corsie e interferenze viarie. Mobilita Palermo sarà ben lieta di accogliere e riportare ogni altro pensiero per stimolare un dibattito quanto più partecipato e soprattutto libero. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/MobilitaPA/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

Leggi tutto    Commenti 33
Segnalazione
01 mar 2017

La mobilità a Palermo prima del tram

di belfagor

Nel passato, Palermo e la Sicilia , a causa delle condizioni disastrose del tessuto viario urbano ed extraurbano, oltre alle consuete cavalcature, venivano impiegate come mezzo di trasporto soltanto portantine e lettighe che, grazie alle loro caratteristiche, consentivano una  certa mobilità anche su strade accidentali. Per  quanto riguarda le portantine, dette anche “sedie volanti”, l’elemento “motorio” era l’uomo. A quelle padronali provvedevano i servitori delle case patrizie, mentre, per quelle a “nolo”, provvedevano i “seggiteri”, meglio conosciuti come i “vastasi di cinghia”. Dal nome con qui venivano sopranominati comprendiamo che non dovevano essere un “modello d’educazione” ma, nonostante ciò, si trattava di una categoria numerosa ma soprattutto importante. Possiamo definirli, senza offesa,  come gli antenati degli attuali tassisti . Erano associati in una  confraternita e possiamo sospettare che, a loro interno , ogni scusa era buona per dividersi. Infatti non avevano un solo santo protettore ma ben due,  San Euno e San Giuliano.  Avevano anche una  loro chiesa  , naturalmente, dedicata ai loro santi protettori, che si trova a Piazza Magione , realizzata, nel periodo compreso tra il 1651 ed il 1658, per iniziativa della loro Confraternita  . Nel 2006  la chiesa fu restaurata , e tali lavori portarono al ritrovamento di fosse sepolcrali unitamente ad un ossario. Nelle lettighe, rispetto alle portantine, l’elemento “motorio” era invece animale , e cioè il cavallo o il mulo.  Potevano essere padronali o da nolo. Quelle padronali erano sfarzose per le decorazioni e per la bardature degli animali.. Mentre quelle da nolo erano molto semplici.Condotte o da servitori o da “vastasi”, costituirono per molto tempo il mezzo principale per percorrere le disastrate strade cittadine e le trazzere della Sicilia dell’epoca. Come si può capire da allora non è cambiato molto. Le portantine e le lettighe sopravvissero fino a quando arrivarono le Carrette.  Francamente non era un gran “ progresso”. Infatti la carretta era una specie di “evoluzione” al carro adibito al trasporto di cose.   Era costituita infatti da un cassone direttamente appoggiata sull’asse delle ruote, quindi priva di qualsiasi accorgimento che ammortizzasse gli urti e scossoni  durante il tragitto. Forse per questo veniva considerato un mezzo di trasporto “femminile”, tanto che papa Pio IV , nel 1565 ne proibì l’uso ai cardinali, perché era disdicevole che dei principi della Chiesa viaggiassero in questo tipo di mezzo di trasporto, come le donne. Le prime carrozze furono importate in Italia dall’Ungheria nella prima metà del XVI secolo. Rispetto alle carrette avevano un sistema di sospensione del cassone, realizzato con cinghioni di cuoio o con catene. Ufficialmente la prima carrozza arrivo a Palermo grazie al reggente Vincenzo Percolla, anche se sembra che il primo possessore di carrozze a Palermo fu il banchiere Nicolò Gentile , nel 1570. All’inizio il nuovo mezzo di trasporto stento ad affermarsi, infatti nel 1647 , tra pubbliche e padronali, a Palermo ne circolavano solo 72. Ma in seguito la diffusione fu tumultuosa , soprattutto tra i nobili. Possedere una carrozza era considerato una specie di status simbolo. Iniziò una frenetica gara per possederne almeno una . Se ne costruivano di ogni dimensione e tutte riccamente  adornate. Inoltre i servitori, che accompagnavano i loro nobili padroni erano vestiti con ricche uniformi , come anche i cavalli  erano adornati da preziose  gualdrappe di velluto . E così, nei giorni di festa, il nobile con tutta la famiglia, riccamente vestiti, uscivano con la loro carrozza monumentale trainata da uno ma anche da due, quattro e anche da sei cavalli. Considerando  la grandezza  degli ingressi dei palazzi spesso le carrozze avevano qualche difficoltà a uscire o entrare dal palazzo padronale, allora i nobili proprietari , invece di ridurre le dimensioni delle loro carrozze  ….. ingrandirono le entrate dei loro palazzi. E se c’era qualcosa  che ostacolava la manovra della carrozza, nessun problema. A Piazza Croce dei Vespri nel 1782 venne spostata in un angolo della piazza, la colonnetta di marmo con in cima una croce in ferro, eretta in ricordo delle vittime dei Vespri siciliani, in quanto impediva un agevole passaggio alle grandi carrozze che si recavano nell’adiacente Palazzo Valguarnera. Purtroppo le strade della città non permettevano una tranquilla passeggiata di tali ingombranti “monumenti” mobili. Spesso si assistevano a furiosi e indecorosi litigi tra i conducenti e i servitori di tali carrozze per problemi di precedenza. La carrozza di un principe non poteva certo dare la precedenza a quella di un semplice barone. Qualche volta in tali litigi intervenivano anche i nobili passeggeri , che , dimostravano in queste occasioni che,a  parolacce, non erano secondi a nessuno  nemmeno ai loro servitori, tanto che spesso era difficile capire chi fosse il nobile e chi  il “vastaso”.  Naturalmente anche il vicere, il pretore e i senatori vollero avere la loro carrozza, chiaramente all’altezza del loro rango. E quando non si avevano soldi sufficienti per comprarne una nuova ci si affidava alle carrozze di “seconda mano”. Purtroppo , qualche volta, si prendevano delle fregature, per esempio il Senato palermitano acquistò per 380 onze dal principe di Scordia una carrozza “usata”. Ma tale usato non doveva essere tanto “sicuro” visto che si dovettero spenderne 50 onze per vari rifacimenti. Nelle principali feste, religiose e civili, era uno spettacolo vedere tutte queste carrozze sfilare per il Cassaro, in un ben preciso ordine. Prima la carrozza del Vicerè, poi quella delle autorità municipali e poi quelle dei nobili, in ordine d’importanza. E spesso i cittadini, a secondo di tale ordine capivano se un nobile, o una casata, era caduto in disgrazia. Molti di questi nobili si indebitarono pesantemente per colpa del costo di  queste carrozze, e forse anche questo contribuì al declino economico della nobiltà palermitana. Naturalmente esistevano anche carrozze più sobrie, per la borghesia, e anche da noleggio. Inoltre, anche le famiglie nobili avevano le carrozze “per tutti i giorni” chiaramente più maneggevoli, che venivano usate anche per lunghi viaggi. Nel 1782 di carrozze ne circolavano ben 784. Nell’ottocento, forse anche a causa della crisi economica di molte famiglie nobili, le carrozze cominciano ad essere più sobrie e funzionali e, soprattutto,  meno “barocche”. Per quanto riguarda il trasporto pubblico cominciarono a comparire i primi Omnibus a cavalli , sostituiti in seguito dai tram.  Ma anche il trasporto extraurbano subì profonde trasformazioni. Così scriveva il Giornale di Sicilia il 29/4/1863 “Grato e commovente spettacolo fu quello di ieri e tale da non potersi facilmente ritrarre a parole, perocchè senza tema di esaltazione dir possiamo che tutta la popolazione palermitana e quella dei circostanti villaggi festeggiò siccome grande avvenimento l’inaugurazione del primo tronco di via ferrata che da Palermo conduce a Bagheria”.  Era arrivato il treno pure in Sicilia. Da allora la carrozza non ebbe motivo di esistere.

Leggi tutto    Commenti 0    Proposte 0
Articolo
27 feb 2017

Cosa ci aspettiamo dal nuovo sindaco?

di Andrea Baio

Si avvicinano le elezioni, e Palermo nutre con ansia una nuova speranza di cambiamento. Palermo è una città complessa da amministrare, e vorremmo partire dal presupposto che fare miracoli non è possibile, e nemmeno credibile. Dal canto nostro, tenderemo a diffidare da quei candidati che non manterranno i piedi per terra, perché la strategia delle promesse divine ha decisamente fatto il suo tempo e i palermitani non abboccano più. Quale dovrebbe essere secondo noi la parola chiave? Beh, sicuramente "continuità". Negli ultimi anni a Palermo si è cominciato a sperimentare: niente di eccezionale, per carità, ma se non altro si è provato ad avviare un lento processo di rinnovamento. Quanto segue trova attinenza esclusivamente alle tematiche di cui si occupa questa community (mobilità, ambiente, decoro urbano, infrastrutture), poiché dal punto di vista della profonda crisi sociale, del drammatico fenomeno migratorio, del fatto che siamo una tra le città col più basso tasso d'occupazione d'Europa, non c'è molto da dire, se non che il fallimento è completo: vuoi per la totale incapacità della politica, vuoi per una scarsa cultura d'impresa, vuoi perché molte menti di valore sono emigrate in luoghi dove possono essere valorizzate, senza sottostare a logiche di favoritismi, raccomandazioni e clientelismo. Cosa è cambiato in positivo? Beh, si è cercato di avviare sicuramente un processo di valorizzazione del centro storico. Per la prima volta si è attuato un piano graduale per le pedonalizzazioni - sicuramente perfettibile, e anche molto carente in alcuni punti - ma pur sempre un inizio. Via Maqueda sino a dieci anni fa era in cima alla classifica delle strade urbane più trafficate e inquinate di Italia, oggi è un angolo di città riscoperto e goduto da cittadini e turisti, inserita nel piano triennale delle opere pubbliche per interventi di riqualificazione, ri-pavimentazione e arredo urbano. Stesso dicasi del Cassaro e delle principali piazze. La mobilità sostenibile ha sicuramente fatto passi avanti con l'arrivo del tram in città, di cui è già prevista un'espansione con la creazione di tre nuove linee - con una che attraverserà il cuore del centro storico, unendo i due depositi ad oggi scollegati - già finanziate coi fondi del Patto per Palermo siglato tra il sindaco Orlando e l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sebbene il piano per le piste ciclabili non sia nemmeno un vero e proprio piano, e l'amministrazione si sia dimostrata molto deludente in tal senso, il bike sharing ha comunque fatto il suo ingresso in città. Ad oggi non si può dire che sia un successo, ma sicuramente - integrato al servizio carsharing - comincia ad essere percepito come un'alternativa per i propri spostamenti quotidiani. Dopo mille vicessitudini, la ZTL è finalmente stata attivata. Nonostante lo scontento di molti, non si può negare che ad occhio si possa percepire una diminuzione dei veicoli in centro. Di contro, l'offerta di trasporto pubblico non è assolutamente sufficiente a garantire un'alternativa al trasporto privato. A questo si aggiunga la presenza di numerosi cantieri in città, di cui alcuni - come quelli dell'Anello Ferroviario - costituiscono una vera e propria gatta da pelare, senza possibilità di intravederne la fine. Il patrimonio arabo-normanno della nostra città è entrato a far parte del circuito UNESCO, il che si traduce in un maggiore impatto turistico e un maggior prestigio per la città a livello internazionale. Con l'aggiunta della recente nomina a Capitale Italiana della Cultura, e Manifesta 12 - la prestigiosa biennale di arte contemporanea - la città conquista maggiore appetibilità, e si discosta finalmente dai soliti stereotipi legati alla mafia, cominciando invece ad essere percepita come un luogo affascinante, pieno di contrasti, dal sapore multietnico, di forte interesse storico, architettonico, paesaggistico e folkloristico. Palermo comincia a fare "tendenza", e questa inversione di rotta potrebbe - se ben sfruttata - essere il passepartout per il rilancio economico della città. Cosa va migliorato? La condizione del manto stradale è un totale disastro. Ad eccezione di via Libertà - habitat della "Palermo bene" (o pseudo tale) - le strade di Palermo assomigliano più a "trazzere" di provincia: piene di buche, crepe, dislivelli, dissesti causati dalle radici degli alberi, totale assenza di segnaletica orizzontale, mancata pulizia delle caditoie. Una situazione ridicola che si perpetra da anni, e che questa amministrazione - come tutte quelle che l'hanno preceduta - non hanno saputo risolvere in alcun modo. La riqualificazione delle periferie è un altro tasto dolente, mai affrontato. Le periferie risultano scollegate, carenti di servizi di ogni genere e considerate spesso l'ultima ruota del carro, salvo ritornare "di moda" durante elezioni. Ad eccezione dello Sperone e dell'area Sud, leggermente riqualificata grazie all'arrivo del tram, di una fermata ferroviaria e di un centro commerciale, il resto delle periferie soffre di pessima salute. L'argomento non viene quasi mai affrontato, e il degrado si espande ogni giorno di più. Le aree verdi sono ridicole. Poco si era fatto, e qualcosa cominciava a smuoversi con l'apertura del Parco Cassarà, poi chiuso per la presenza di amianto. Ad oggi nessuna novità circa la riapertura e le operazioni di bonifica che dovrebbero aver luogo prima. Il Parco Cassarà è solo uno dei tanti fallimenti di questa città in fatto di aree verdi. Quelle di competenza comunale sono spesso lasciate all'incuria totale. Altrettanto fallimentari i tentativi di riqualificazione della Favorita, senza che sia stato presentato alcun piano convincente, tanto meno progetti seri per la restituzione di una delle più vaste aree verdi urbane di Italia ai cittadini palermitani. Il progetto della Metropolitana Leggera Automatica è stato definitivamente cassato, sostenendo che il governo non è più interessato a finanziare l'opera per la città di Palermo. Un fallimento misero e assolutamente privo di ogni lungimiranza. Sebbene l'amministrazione abbia rimarcato la volontà di espandere le linee di tram - ottima cosa, per carità - tutto ciò non può comunque sostituire a livello strategico la presenza di una metropolitana: l'unica infrastruttura in grado di garantire un trasporto passeggeri a maggiore capacità e maggiori frequenze. Un tram che collega il centro città alle borgate marinare è semplicemente svantaggioso, per via dei lunghissimi tempi di percorrenza che lo caratterizzano. Sul piano della ciclabilità, siamo ancora al medioevo. Le poche piste ciclabili esistenti sono assolutamente non fruibili, spesso non rispettate e pensate male. Nonostante viviamo in una città pianeggiante, con un clima perfetto per andare in bici tutto l'anno, non siamo ancora in grado di intendere la bici come un mezzo di trasporto che vada oltre l'uso ricreativo. Ad oggi, non sussistono le condizioni di sicurezza e agibilità per far sì che i palermitani possano scegliere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo. Un paradosso, se consideriamo dal lato opposto i tentativi di AMAT nel lanciare un servizio di bike sharing che possa funzionare. La progettualità non tiene minimamente conto delle reali esigenze della cittadinanza, della preziosa collaborazione delle associazioni che vivono il territorio, e dei professionisti. Per dirla in parole povere...il Comune "sa fa a sulu". Nonostante più volte sia stata manifestata una volontà di apertura alla società civile, tale apertura è rimasta più uno spot che una reale collaborazione orientata all'ottenimento di risultati concreti. L'approccio adottato è più funzionale a sventolare una bandiera e mettere dei puntini sulla mappa, piuttosto che a programmare in modo serio lo sviluppo di questa città. Insomma, la propaganda viene prima delle cose fatte bene. Ancor più grave è che quasi mai sono stati indetti concorsi di idee per la realizzazione di opere belle e funzionali. Ad esempio, l'architettura nella nostra città resta ancora una chimera, e sembra destino che i numerosi giovani architetti dovranno continuare a vedere sprecate le proprie capacità per far da portaborse a decrepiti baroni presuntuosi. La differenziata è a livelli imbarazzanti. Nonostante qualcosina in più si faccia, le percentuali sfigurano miseramente di fronte a quelle di città come Milano o Torino, dove si arriva anche a superare il 40%. Bocciati. Sul piano dei controlli: zero assoluto. La Polizia Municipale continua a non pervenire, nonostante le numerose tirate d'orecchie. I sottopassi pedonali di viale Regione sono un ricettacolo per tossici, immondizia e teppisti. La terrazza della Cala è diventata una distesa di preservativi e fazzoletti usati. Posteggiatori abusivi e ambulanti dominano ogni zona della città, alimentando il malaffare e creando numerosi disagi alla popolazione. Il mercato del rubato a Ballarò continua a presenziare sotto gli occhi di tutti, tenendo in ostaggio residenti, ambulanze, traffico veicolare. La legalità in questa città è morta e sepolta. Si potrebbe continuare l'elenco, ma probabilmente non aggiungerei nulla a ciò che già sappiamo tutti. Abbiamo voluto mantenere i piedi per terra, proprio per rimarcare il fatto che questi sono punti che dovrebbero stare al centro della prossima campagna elettorale, e che potrebbero essere affrontati con serietà, senza necessitare di budget stratosferici, ma programmando e razionalizzando le risorse esistenti (al di là ovviamente di infrastrutture più complesse come la metropolitana, ad esempio). A proposito di questo, a breve annunceremo delle novità proprio relativamente alle prossime elezioni. Speriamo che si possa creare un percorso di continuità con quel poco che di buono si sta facendo, e che indipendentemente da CHI governerà questa città, il primo interessa possa essere quello dei cittadini di Palermo.

Leggi tutto    Commenti 15