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11 giu 2019

La “verità imbarazzante” dell’ecomostro del porticciolo di Sant’Erasmo

di belfagor

Chi attraversa  il Porticciolo di Sant’Erasmo rimane colpito da un edificio  da anni ingabbiato da ponteggi, i cui lavori  di costruzione si sono interrotti da tempo. Molti pensano che si tratti dell’ ennesimo “ecomostro” che deturpa la bellezza del luogo e ne sollecitano l’abbattimento. Nella realtà la storia è un po’ diversa e nasconde una “verità imbarazzante”. Prima di svelare questa “verità” dobbiamo tornare indietro di qualche secolo.  Sant’Erasmo  prese il nome da una chiesetta che sorgeva in riva al mare. Tale piccola chiesa,  da alcuni vecchi documenti, risulta certamente presente nel 1439, perciò possiamo dedurre che tale chiesa, nonostante i rimaneggiamenti, avesse un’origine, almeno medievale. La chiesetta di Sant’Erasmo, pur godendo di buon clima e di una buona esposizione, si trovava però esposta alle incursioni dei corsari. Inoltre  sorgeva fuori le mura, cosa molto importante fino al 600° e perciò vulnerabile ai colpi d’artiglieria delle galere nemiche e ai briganti. Proprio “grazie” a questa poco appetibilità, la chiesetta, nel 700° fu inglobata nella “casina”  che i Principi di Cutò, fecero costruire in quella zona. Dall’altra parte del porticciolo, più o meno nello stesso periodo, fu costruita la casina del principe di San Giacinto Che fine hanno fatto queste due “casine” ? Può sembrare strano ma esistono ancora. Certo sono molto cambiate e in alcuni casi “inglobati” in altri edifici ma esistono. Alla fine del 800°, Padre Messina riuscì ad acquistare la Casina dei Principi di Cutò e trasformandola nella “Casa lavoro e preghiera”, ancora esistente. Mentre la casina del principe di San Giacinto, o ciò che resta,  sarebbe…….l’ecomostro. In parole povere l'edificio dietro i ponteggi a Sant'Erasmo non è un "ecomostro", bensì ciò che resta della casina del principe di San Giacinto. Nei primi anni del 2000 la casina fu acquistata da una società di costruzioni che doveva trasformare  tale vecchio edificio storico in appartamenti di lusso . Nel 2011 i lavori furono interrotti. Nessuno, apparentemente,  sapeva il motivo. C’è voluto il giornalista Massimo Giletti che .durante la trasmissione “ Non è l’arena” del 26 Maggio ha svelato il mistero invitando in trasmissione il costruttore e intervistando alcuni suoi dipendenti.    Abbiamo così scoperto che i lavori sono stati sospesi perché il costruttore non ha più voluto pagare il “pizzo” alla mafia e le banche  hanno  cominciato a negare i crediti perché a “rischio”. In parole povere : quando il costruttore pagava il “pizzo” era un cliente solvibile. Nel momento in cui ha deciso di rifiutare di non pagare più, improvvisamente è diventato “ a rischio” d’insolvenza. COMPLIMENTI!!!! E tutto questo è avvenuto senza che nessuno abbia mai voluto spiegare il motivo per cui i lavori  erano stati interrotti.Si è preferito parlare di “ fallimento dell’impresa” Soltanto un giornalista torinese in una televisione privata del nord  ha avuto il coraggio di  rivelare la “verità imbarazzante”. P.S. Dopo questa  trasmissione ci saremmo aspettati che l' informazione nostrana  e i nostri politici  intervenissero   parlando del caso, invece …….. ANCORA COMPLIMENTI !!!!  

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Articolo
29 apr 2019

FOTO | Riqualificazione del porticciolo di sant’Erasmo

di Fabio Nicolosi

I lavori riguardano la riqualificazione del porto e porticciolo di sant'Erasmo e procedono secondo i tempi previsti, il gruppo di progetto è diretto dall'Ing Enrico Petralia direttore dei lavori e tecnico dell'autorità portuale, progettista degli impianti e delle strutture, dal geometra Martonara; il Rup è l'Ing Salvatore Acquista, dirigente dell'autorità portuale. Il progetto architettonico è dello studio Provenzano architetti associati. L'intervento fortemente voluto dall'autorità portuale e dal presidente Pasqualino Monti è stato proposto ed appaltato proprio dalla nuova direzione dell'ente porto che ha voluto dare lustro al famoso concetto di città mare, all'importanza che il mare ha per la città di Palermo e ha quindi permesso la realizzazione di questi lavori dall'importo totale di circa 4 milioni di euro. Una spesa dunque non di poco conto se si considera che di tale intervento ne beneficia la città e i cittadini che giornalmente frequenteranno questo lungomare riqualificato. Il progetto è molto semplice, un progetto di suolo che riattribuisce e riordina funzioni del tutto aperte alla collettività e a questo pezzo del lungomare di Palermo, riutilizzando le basale storiche laddove esistenti vale a dire in tutto il tratto del porto di sant'Erasmo e integrando con nuova pavimentazione in Billiemi quelle che sono venute meno. Il progetto ha avuto nella sua fase di gestazione una condivisione con le associazioni di categoria, in primis quella dell'avvocato Rao e con la soprintendenza dei beni culturali e il comune di Palermo. Questo primo stralcio dei lavori riguarda le aree che stanno intorno all'istituto di Padre Messina e si sta realizzando nel tratto di passeggiata del foro Italico un piccolo chiosco/caffetteria che si trova di fronte ad una parte pavimentata con un sedile che reinterpreta una tradizione tipica del lungomare del foro italico di Palermo. La pavimentazione si estende su via Messina Marine che verrà arricchita con delle palme. Una nuova scaletta permette l'accesso alla spiaggia da via Messina Marine, dove ci si potrà sedere e godere il panorama e i suoni del mare. Dall'altro lato sono in corso di realizzazione due edifici, uno più grande che sarà un club-house e un edificio più piccolo polifunzionale che saranno dati in concessione con una successiva gara. L'estensione dell'intervento si limita al confine estremo verso est dell'autorità portuale e non può agire sulle porzioni che non appartengono allo stesso ente. Nel tratto più ad est verrà effettuata una riqualificazione con un percorso pedonale che giungerà fino alla costa. L'intervento vede l'inserimento anche di numerosi spazi verdi curati dal consulente botanico Giuseppe Barbera (ex assessore comunale e professore presso UniPa) Il secondo stralcio riguarderà la riqualificazione del lungomare del foto Italico che non fu interessata dall'intervento di Italo Rota e si prevede un lavoro sulla sezione per consentire una lunga seduta che si affaccia al mare e nella parte verso Monte Pellegrino verrà messo un ombrarium che consentirà di stare all'ombra ad osservare il panorama e vi sarà anche un piccolo parco giochi per bambini e attrezzi da fitness a disposizione dell'utenza. Vi lasciamo con una galleria con le immagini dei lavori: Ringraziamo per le foto Antonella F. e Sebastiano P. per le spiegazioni dell'intervento.

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Segnalazione
30 dic 2016

La stazione di Sant’Erasmo

di belfagor

La stazione di Sant'Erasmo  è stata, fino al 1953, la Stazione terminale della linea a  scartamento ridotto Palermo- Corleone - San Carlo. Fu per più di mezzo secolo, per tanti abitanti della provincia, la porta d’ingresso alla città. E ancor oggi , molti ricordano questa linea ferroviaria, una delle prime costruite in Sicilia. L'idea di tale linea nacque alla metà dell'ottocento, per alleviare la precaria viabilità   dell’entroterra palermitano . La mancanza di strade, degne di questo nome, rendeva  molti paesi della nostra provincia quasi isolati. Ma la costruzione del percorso e della stazione iniziarono solo  nel1884.  La linea, o meglio il primo tratto, fu inaugurata  il 20 dicembre 1886; La linea era molto trafficata ed era il mezzo più usato  per Corleone, Misilmeri e per i tanti paesi dell’ hinterland  fino agli anni 50.  Ma nonostante questo nel 1953 la stazione venne chiusa e il capolinea spostato  alla Stazione di Acqua dei Corsari. Si tratto di una scelta cervellotica e determino non soltanto la fine di tale linea ferroviaria ( la Stazione di Acqua dei Corsari era troppo periferica rispetto a quella di Sant’Erasmo) ma anche il declino della Borgata di Sant’Erasmo che dopo l’abolizione della stazione cominciò  rapidamente a degradare.   Rimase attiva solo il vicino deposito delle locomotive. Ma nel1959, a causa del crollo del numero dei passeggeri, la linea venne chiusa definitivamente e di conseguenza la stazione e il deposito  non vennero  più utilizzati. Un'altra conseguenza di tale scelta fu quella di favorire la speculazione edilizia selvaggia degli  anni 50-60 di Palermo. Infatti la costa sud , senza la linea ferrata e le varie stazioncine intermedie,  fu utilizzata come discarica di tonnellate di terra di risulta, un vero regalo per i vari palazzinari legati alla mafia e a una certa politica collusa a tali interessi criminali.. Ubicazione La stazione si trovava accanto al Porticciolo di Sant’Erasmo, nella parte ovest  della  foce del fiume Oreto, quindi molto vicina al centro città dell'epoca e alla Stazione Centrale.   La scelta di abolire tale Stazione fu fatta ufficialmente  nell’ottica di favorire il trasporto gommato e dall’idea che le linee ferroviarie interne, soprattutto quelle a scartamento ridotto, fossero ormai destinate a scomparire. Inoltre , per mantenere tali linee occorreva sostituire le locomotive ( ancora a carbone) con quelle diesel o elettrificare la linea, scelte che comunque avrebbero comportato investimenti cospicui , cosa che le Ferrovie dello Stato non avevano intenzione di fare.. Caratteristiche La stazione di Sant'Erasmo era  posta a cavallo alla foce del fiume Oreto e divisa in due sezioni: A)   La parte ad ovest del fiume Oreto, quella più vicina al porticciolo, era la parte destinata al movimento passeggeri e merci. Vi si trovavano il l’Edificio viaggiatori e gli uffici, la pensilina e il Magazzino merci B)   Dall’altra parte del fiume  ( lato est)vi erano  il  Deposito locomotive, con tre binari, le Officine, i magazzini e la Sala mensa per il personale. C)   Le due sezioni della Stazione erano collegati da un ponte di ferro a travata unica, che si trovava accanto al Ponte di Mare. Il fascio  dei binari era composto di due binari principali e da quattro binari tronchi (uno di questi binari tronchi serviva un piccolo molo dove trovava posto un piccolo cantiere navale.)  I  due binari principali si univano poco prima del ponte in ferro che scavalcava la foce del fiume.Oreto. Subito dopo il ponte i binari tornavano a dividere in due tronconi che proseguivano costeggiando la strada fino alla  stazione di Acqua dei Corsari.. Successivamente alla chiusura della linea tutta la parte di edifici ferroviari ad ovest dell'Oreto  fu rapidamente demolita. Oggi di tutti questi edifici non rimane più niente, Al  loro posto sono stati costruiti alcune baracche abusive e tutta la zona si è  degradata rapidamente. La parte est invece, dove si trovava il deposito delle locomotive, fu salvata della distruzione e in seguito recuperata. Oggi al posto di tale  deposito c’è  l’ Ecomuseo del mare. La cosa strana è che della Stazione Ferroviaria p.d. ( e cioè il Fabbricato passeggeri , la pensilina e il Magazzino merci) non solo non è rimasto niente ma, sembra che non esistano nemmeno delle foto . Considerando che fino al 1953 tale stazione era pienamente funzionante come è mai  possibile che non esista una sola foto di tale struttura? C’è qualche amico che possiede qualche foto di tale edificio? Eppure nell’immaginario collettivo, non solo dei palermitani, la Stazione di Sant’Erasmo è ancora ricordata. Certamente c’è ancora gente, a quell’epoca molto giovane, che ha viaggiato in questa tratta ferroviaria e sicuramente ricorda questa stazione. Inoltre per molti abitanti della provincia, la Stazione di Sant’Erasmo era l’ingresso alla città. Oggi quei luoghi, un tempo pieni di vita  e di attività commerciali, sono abbandonati al degrado e alla sporcizia. Brutta fine per quella che per molti siciliani era la ….Porta di Palermo.  

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Segnalazione
02 nov 2016

Quale futuro per il porticciolo di Sant’Erasmo?

di belfagor

La borgata di Sant'Erasmo è da decenni in un fortissimo stato di degrado e di abbandono. Attualmente è una borgata senza identità, soffocata da case diroccate, da edifici abusivi, terreni abbandonati,   immondizia, ruderi, capannoni ed impianti industriali dismessi. Le potenzialità  della zona sono enormi, vista la vicinanza con il Foro Italico,  la villa Giulia,  la presenza del porticciolo e della foce del fiume Oreto. Purtroppo da anni su questa zona e sul PORTICCIOLO DI SANT’ERASMO si scontrano diversi e contrastanti interessi. Nel 2010 sembrava che la disputa si fosse conclusa, infatti venne annunciato dall’Autorità portuale che entro il mese di settembre sarebbero iniziati i lavori per la costruzione di un Porticciolo Turistico. Erano serviti due anni per avere tutte le autorizzazioni ministeriali per iniziare i lavori. Costo totale dell’opera doveva essere di 16 milioni di euro, metà stanziati dall’assessorato regionale al Turismo , grazie ai fondi europei, l’altra metà a carico della società napoletana “Research Spa”, che si era aggiudicata l’appalto con il sistema della licitazione privata. Peccato che alcune forze politiche e alcune associazioni ambientaliste non erano d’accordo.  Proponevano, in alternativa, che il prato del Foro Italico si estendesse al Porticciolo di Sant’ Erasmo e inglobasse anche la Foce dell’ Oreto, proposta certamente più interessante ma priva di finanziamenti ma soprattutto di un….progetto. E così, tra denunce, interventi della magistratura e polemiche, il progetto fu accantonato. Tra l’altro il ritorno di Leoluca Orlando, da sempre contrario a questo progetto, alla guida della città ,diede il colpo di grazia al sogno del Porticciolo Turistico. Incredibilmente nel 2013 ,il progetto del porto di Sant’Erasmo fu ripreso e  torno di nuovo tra quelli che il Comune di Palermo sponsorizzo tra gli interventi per lo sviluppo degli asset strategici del sistema territoriale del capoluogo. Però si tratto di una delle tante promesse tradite di questa amministrazione. Il 16/10 /2015 alcuni giornali riportarono un comunicato dell’’Assessorato Pianificazione Urbana e Territoriale, Mare e Coste del Comune di Palermo. In tale comunicato si parlava dei  diversi interventi di valorizzazione e tutela della costa, lungo tutto il fronte a mare della città ed in particolare lungo la costa sud. Spiegava l’assessore Gini “sono in cantiere imponenti opere per restituire qualità alle acque del mare e restituirlo potenzialmente alla balneabilità . Con questi interventi vogliamo restituire alla città l’antico rapporto visivo e percettivo con il mare e implementare la fruizione della costa." Tra i diversi interventi promessi c’era anche  un  progetto di “riqualificazione” del  Porticciolo di Sant' Erasmo.  Tale progetto prevedeva :” oltre la pulizia e bonifica, alcuni arredi e strutture per la fruizione pubblica con un'area giardino, un'area pavimentata ed un area a verde con installazioni scultoree- architettoniche nella ex porzione del piano di Sant'Erasmo a fianco del bastione settecentesco oggetto di interramenti successivi. La notizia era certamente  una bella notizia. Purtroppo , è passato un anno da tale promessa è di tale progetto nemmeno l’ombra. Infatti porticciolo continua a rimanere degradato e abbandonato. Lo specchio d’acqua di Sant’Erasmo continua a essere una cloaca dove si scarica melma in continuazione, rendendo, fra l’altro, non fruibile il porto perchè parzialmente insabbiato. Infatti, nel porticciolo di Sant’Erasmo non c’è nessuno, salvo qualche barchetta di qualche disperato che vi si attracca.                                                                                                                                                                                                                                     Qualche mese fa la spiaggetta è stata utilizzata per rimettere in mare tartarughe marine, alla presenza del sindaco, assessori regionali e comunali ,di vari scienziati ed ecologisti. E così tra i miasmi fognari, la munnizza, ratti e gabbiani, le varie autorità si cimentavano in questo rito “ liberatorio”.  Ma questi signori vedevano il degrado circostante?  E gli animalisti perché non intervenivano? Buttare in una “fogna” delle povere tartarughe caretta-caretta era salutare per le povere bestiole? Ma tralasciando questi pessimi esempi ,la domanda che ci poniamo è  molto semplice : Esistono progetti per il recupero del Porticciolo di Sant’Erasmo e della Borgata omonima, oppure tale importante sito storico- ambientale deve rimanere in questo stato di degrado a causa di queste diatribe tra politici e ambientalisti ?. P.S Bisogna dare atto al Comune che, più che con le parole, ci ha risposto con i fatti.  Qualche settimana fa, e precisamente il  29/9/16, l'assessore comunale alla Cittadinanza sociale, Agnese Ciulla, ha comunicato che sorgerà ,di fronte al Porticciolo di Sant’Erasmo, un dormitorio pubblico, con ben 40 posti letto . Ma le belle notizie non vengono sole, infatti giorni dopo un gruppo di ROM, con i loro camper dotati di tutti i confort, si sono accampati di fronte al Porticciolo. vista mare.  Tra l’altro, davanti all’Istituto di Padre Messina da tempo dormono alcuni senza tetto e alcuni immigrati, tra la sporcizia e il degrado. Altro che Porticciolo Turistico o parco dell’Oreto. Appare chiaro che il futuro di tale zona sarà quello di un luogo per ospitare Rom e immigrati e senza tetto.  

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