19 lug 2017

L‘eterna crisi idrica a Palermo, ma la colpa è solo delle scarse precipitazioni?


Tra i tanti problemi della nostra “ felicissima” città forse uno dei più importanti e certamente l’acqua. Cerco di riassumere il problema e se qualcosa  non è corretta spero che, come disse Giovanni Paolo II  “mi corriggerete”.

Fino agli anni 70 l’acqua arrivava tutti i giorni, anche se per alcune ore, in quasi  tutta la città. Alla fine degli anni 70, a causa delle scarse precipitazioni e delle gravi perdite della rete idrica cittadina, la giunta Orlando decise che l’acqua doveva essere erogata a  giorni alterni . Si disse che era una decisione  momentanea, dolorosa, ma necessaria. Infatti i  vecchi tubi non erano in grado di sopportare aumenti di pressione perciò molti quartieri periferici, soprattutto quelli a nord della città, non potevano ricevere l’acqua a causa dei frequenti  guasti e rotture dei vecchi tubi. I cittadini palermitani e i vari condomini cominciarono a installare recipienti e  cisterne. I turni d’erogazione dell’acqua condizionarono la nostra vita.. Spesso l’acqua arrivava in piena notte e il rumore dei motorini accesi e delle lavatrici in funzione  divennero il sottofondo delle nostri sonni . I bidoni e i contenitori d’acqua divennero elementi fondamentali della nostra vita.  Comparvero le autobotti e i grandi contenitori d’acqua nelle zone critiche della città. E quando saltava un turno erano guai.  Scoppiavano proteste e blocchi stradali . La pulizia e l’igiene personale diventarono  un lusso . Si iniziarono i lavori per il rifacimento di tale rete idrica. Nel 2002 AMAP  completò  tali  lavori in gran parte della città  In un comunicato dell’AMAP si  annunciava :“Nel corso del 2002 l’AMAP ha completato i lavori per il rifacimento della rete di distribuzione delle zone più densamente popolate della città, dove risiede il 60% della popolazione complessiva e dove – al contempo – le perdite delle vecchie tubazioni (ora completamente abbandonate) superavano in alcuni punti il 50% del flusso immesso. L’intervento, inserito in un più vasto programma di investimenti per il potenziamento del S.I.I. cofinanziato dall’Unione Europea, ha comportato la realizzazione di sei nuove sottoreti e di un sistema di telecontrollo.”

Effettivamente l’acqua tornò, dopo anni di razionamento e di  turni alterni,  ad essere erogata tutti i giorni. Si disse allora  che, grazie a tale rifacimento, che aveva ridotto drasticamente le perdite delle vecchie tubazioni , e all’utilizzo dell’acqua dell’invaso Rosamarina tramite due derivazioni , il problema dell’acqua era finalmente risolto. Palermo era finalmente una città normale senza più problemi di razionamento e  di turni d’acqua. Vennero dismessi recipienti e cisterne e i bidoni e le autobotti furono un triste ricordo.

Purtroppo non è stato così.

Dopo alcuni anni in cui la situazione era tornata alla normalità , l’acqua disponibile invece di aumentare  “ stranamente” cominciò a diminuire. Sono ricominciati i guasti e le interruzioni dell’erogazione dell’acqua in alcune zone della città , guasti e interruzioni che divennero, col passare del tempo, sempre più frequenti.

Perché?

I motivi sono diversi . C’è il problema della manutenzione della Invaso Rosamarina. Tale diga è “un invaso pluriennale”, cioè viene usato come deposito di riserva idrica. Ciò significa che l’acqua”grezza” tende a sedimentare , perciò ogni tanto si deve parzialmente svuotare per “pulirla” ( scusate i termini poco tecnici). All’inizio del 2016 i  sedimenti avevano raggiunto i “livelli di guardia” cioè le pompe avevano cominciato a pescare acqua torbida e perciò non trattabile dai potalizzatori . Così si è deciso di abbassare il livello dell’acqua da 100 milioni di metri cubi a 60 per permettere i lavori di “pulizia” dell’invaso. Purtroppo tali lavori non sono stati mai iniziati .Nel frattempo tale acqua, che sarebbe importante in questo periodo, si perde a mare. La diga attende di essere “pulita” ma la Regione, proprietaria e responsabile dell’invaso, non ha fatto nulla  ( mancano i finanziamenti  e…. la volontà politica).

Alla perdita dell’acqua della diga di Rosamarina  si è associata anche quella dello  Scillato che per oltre sette anni non è stata utilizzata ( e si e persa a mare)  a causa della mancate riparazioni delle condutture. Non si  “trovavano” un milione e trecento mila euro per risolvere i problemi causati alle condutture da alcune frane.  Si sono persi così ,ogni anno, 15 milioni di metri cubi di ottima acqua potabile con una perdita di ben 42 milioni di euro. Recentemente l’AMAP è intervenuta è  il problema è stato risolto. Anche in questo caso la responsabilità era della Regione anche se l’AMAP avrebbe potuto intervenire prima.

Ma anche l’AMAP ha le sue responsabilità.

Si scopre che , nonostante si disse che nel 2002  ” l’AMAP ha completato i lavori per il rifacimento della rete di distribuzione delle zone più densamente popolate della città, dove risiede il 60% della popolazione complessiva e dove – al contempo – le perdite delle vecchie tubazioni (ora completamente abbandonate) superavano in alcuni punti il 50% del flusso immesso.”,  si continua a perde ben il…..50% dell’acqua.

Il presidente dell’AMAP , Maria Prestigiacomo ha dichiarato recentemente in una conferenza stampa«Non si perde il 50 per cento di acqua per l’ usura delle condutture. Forse se ne potrà perdere per questo motivo il 20 per cento, l’altro 30 per cento sono allacci abusivi che persistono anche in piantagioni vicine alla città. Pesa inoltre fortemente la situazione delle case popolari dello IACP, occupate abusivamente e che non possono per legge avere un regolare contratto con l’ Amap  …..È un aspetto di “illegalità non voluta dagli …utenti”, ma da una legge nazionale che tutela i legittimi proprietari e le case. C’è una norma specifica che occorre contrastare al più presto anche con una legge regionale in modo di ottenere una soluzione. Stiamo valutando. Quel che è certo è che all’Amap questo sistema arreca un danno economico notevole. Non voglio aggiungere altro, ma so che in certi quartieri …..gli utenti l’acqua la pagano, ma non sappiamo a chi»

E’ molto grave che qualcuno utilizza l’acqua potabile illegalmente con allacci abusivi , occupano case e utilizzando l’acqua gratuitamente o … la pagano, ma “non si sa a chi”.

E cosa propone il Comune?

“Entro luglio, avvieremo una campagna di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua. 

Cioè i cittadini onesti pagano la bolletta (anche per quelli che non la pagano) ma devono “sensibilizzarsi”ad usare meno acqua.

Per la serie “cornuti , mazziati e …..con l’acqua razionata

P.S. Ho apprezzato l’intervento  del Presidente dell’AMAP che non si è limitata a scaricare le responsabilità alle leggi dello Stato, alla Regione , alla mancanza di precipitazioni o sui cittadini. Ha detto cose importanti e molto gravi. Ben il 30% delle perdite sono da imputare agli allacci abusivi per irrigare terreni o per uso idrico da parte degli occupanti “abusivi”. Sono cifre preoccupanti che indicano una illegalità diffusa in molti quartieri cittadini. Ancora più preoccupante è il fatto che parte di questi abusivi pagano l’acqua e forse anche la luce e “l’affitto” a “non meglio precisate persone”.

Il presidente Prestigiacomo o il sindaco hanno  informato la Magistratura di tale situazione?


belfagorSegnalatisiccità

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