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13 feb 2017

Tram e nuova pista ciclabile su via Libertà, la proposta di Fiab Palermo Ciclabile

di Antony Passalacqua

Il dibattito sul prolungamento delle nuove linee tranviarie in città comincia ad entrare nel vivo. E' prossima la pubblicazione da parte del Comune di Palermo del bando relativo alla progettazione. Chi si aggiudicherà il servizio, dovrà anche tener conto delle indicazioni/osservazioni/proposte che sono state recepite dal Comune durante la consultazione online lanciata sul proprio portale web e nelle successive riunioni che si sono tenute presso il Polo Tecnico di via Ausonia. Fra queste, spicca un'interessante proposta che è stata presentata al Comune proprio la scorsa settimana dai nostri amici di Fiab Palermo Ciclabile.  L'obiettivo da un lato è rendere quanto più armonioso possibile l'impatto della tranvia lungo la strada, ma soprattutto cogliere l'occasione per dotare la strada di una pista ciclabile degna di questo nome e che possa mettere in soffitta l'attuale promiscuità fatta di strisce verniciate sui marciapiedi. Ma quale percorsi e i punti salienti della proposta?  Nel dettaglio, la cosiddetta tratta A (Stazione Centrale-viale Croce Rossa) secondo le intenzioni del Comune attraverserà  via Roma, a ridosso degli attuali marciapiedi e per entrambi i sensi di marcia. Giunta a piazza Sturzo, i fasci di binari si divideranno. E qui per meglio comprendere i sensi di marcia, consideriamo il binario di sola andata in direzione Stadio mentre quello di ritorno in direzione Stazione Centrale. Il binario di andata quindi proseguirà su via Isidoro Carini, via Dalla Chiesa, via Marchese di Villabianca, via Marchese di Roccaforte, piazza Don Bosco, piazza Leoni, viale del Fante, via A. Cassarà e piazza Giovanni Paolo II. E qui si ricongiungerà col binario di ritorno che nel frattempo si era sdoppiato a piazza Sturzo e che illustriamo qui di seguito. Il fascio di binari di ritorno andrebbe a impegnare un solo lato di via Libertà (lato dx in direzione Politeama), ma con la differenza che non impegnerà l'asse stradale per tutta la sua lunghezza. Giunto infatti all'incrocio con viale Lazio, farà una "virata" per inserirsi su viale Campania per riprendere poi viale Croce Rossa attraverso via Emilia. Uno dei motivi che hanno spinto questa "deviazione" è intanto la presenza del complesso monumentale di piazza Vittorio Veneto; il transito della tranvia attorno la piazza, se esterno o interno, mette a serio rischio gli alberi. L'idea pertanto è di far transitare la tranvia lungo viale Campania offrendo inoltre un'opportunità ai fini della riqualificazione dell'intera strada che oggi è semplicemente oppressa da ben  5 distributori carburanti di seguito all'altro. Oltre all'innesto con la fermata dell'Anello Ferroviario Lazio e la vicinanza con la fermata del Passante Ferroviario Alpi, si evidenziano opere aggiuntive quali una nuova rotatoria su viale Croce Rossa per meglio agevolare il collegamento con piazza Leoni e alleggerendo la stessa piazza dall'attuale carico veicolare. Altra nota è l'apertura su via Libertà dell'incrocio fra via Albanese e via Catania e la chiusura dell'attuale incrocio Siracusa-Archimede. In questa maniera si creerebbe un collegamento "più fluido" fra la zona Porto e via Malaspina (da tenere in considerazione il nuovo assetto urbanistico in zona a seguito dell'interramento dell'ex sedime ferroviario). La pista ciclabile Tenendo conto dello spostamento di una parte della tranvia su via Marchese di Villabianca, si libererà così una corsia preferenziale di via Libertà. A questo punto si favorirà così la realizzazione di una pista ciclabile a doppia corsia che scorrerà lungo il lato dx di via Libertà (direzione Stadio). Da tenere in forte considerazione l'innesto con un'altra pista ciclabile da realizzarsi su via Amari e che fungerebbe da collegamento con la ciclabile di via Crispi. Vogliamo pertanto avviare un dibattito costruttivo e raccogliere tanti pareri sulla proposta che merita di essere attenzionata. Nb: abbiamo voluto sintetizzare appositamente l'intera proposta con lo scopo di offrire una sintesi ben comprensibile al lettore. L'intera proposta comprende anche una possibile soluzione relativamente alla linea 4 a favore di una nuova pista ciclabile lungo via E. Basile e che pubblicheremo nei prossimi giorni.          

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01 feb 2017

Riasfaltatura di Corso Tukory, traffico elevato nelle ore di punta

di Fabio Nicolosi

Sono iniziati Lunedì i lavori di manutenzione delle superfici viarie di Corso Tukory, l'intervento riguarderà una superficie di 12.000 mq di asfalto e l'intervento rientra nel piano di riqualificazione urbana delle circoscrizioni Ovviamente i lavori svolti dalle prime ore del mattina al primo pomeriggio, causano lunghe file di auto e numerosi disagi, ma diciamo che non vi raccontiamo nulla di nuovo. Il nostro consiglio è quindi di utilizzare percorsi alternativi per non sovraccaricare una viabilità già critica nella zona per via di numerosi flussi di mezzi provenienti da più direzioni e che confluiscono nella stessa intersezione. Ecco il comunicato stampa: Rap informa che da Lunedì le squadre di manutenzione ordinarie delle superfici viarie con operai e mezzi d'opera apriranno il cantiere in Corso Tukory per il ripristino di circa 12.000 mq di asfalto. Contestualmente un'altra squadra sta ultimando le attività manutentive su via Gaetano Costa per poi sempre lunedì prossimo iniziare le attività su via Olio di Lino ( 13.000 mq) , Molara ( 8.300 mq) e Aquino Molara ( 7.000 mq) . Le operazioni di manutenzione sono supportate dall'ausilio del settore mobilità e dai vigili urbani per regolare il traffico veicolare/pedonale. Ulteriori interventi di manutenzione sono stati già programmati e riguardano la via Abramo Lincoln( 11.400 mq) e via Luigi Sarullo ( mezza carreggiata di valle 5.000 mq) . Per quanto attiene Corso Tukory e via Abramo Lincoln questi lavori rientrano nell'intervento coordinato dall'Amministrazione con le partecipate che stanno interessando la seconda circoscrizione

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30 gen 2017

Via Maqueda e centro storico ripavimentato: ciclabile si o ciclabile no?

di Giulio Di Chiara

Qualche giorno fa vi abbiamo annunciato la notizia relativa ai siti Unesco che saranno ripavimentati, grazie ai fondi del Patto per Palermo. Questi lavori coinvolgeranno anche il tratto di via Maqueda pedonale, nel tratto compreso tra il Teatro Massimo e i Quattro Canti, che di recente ha riscoperto il piacere della passeggiata e della chiusura quasi totale alle auto. Tuttavia in questo segmento oggi insiste una corsia ciclabile, delimitata sull'asfalto da segnaletica orizzontale. In questi mesi in tanti non si sono abituati a questa traccia per terra che di fatto dovrebbe garantire pista libera per i ciclisti. Non è sempre così in quanto molti palermitani non ne hanno ancora compreso la funzione oppure non la notano totalmente. Ma non è questo il punto su cui vogliamo soffermarci. Nell'ipotesi concreta che via Maqueda si rifaccia il look con una pavimentazione adatta ad un'area pedonale, ci chiediamo: che fine farebbe questa corsia ciclabile? Ricordiamo che questo tratto faceva parte di un anello più grande, mai completato, che includeva anche via Papireto. Dicevamo quindi: nel nuovo pavimento, ci starebbe una differenziazione per lasciare alle bici una corsia riservata? Non è un'idea nuova, ci mancherebbe. Si tratterebbe di armonizzare con il contesto questo segnale orizzontale, così come è stato fatto in questo esempio a Berlino. Come è evidente, si può delimitare un perimetro ben definito anche mantenendo un buon livello di gradevolezza della pavimentazione. Ci chiediamo: è il caso di via Maqueda? Lo spazio occupato attualmente dai marciapiedi verrebbero di fatto annessi per intero ad un unico piano di calpestìo, incrementando la larghezza dello spazio pedonale, che non avrebbe problemi ad ospitare una corsia per i velocipedi. Ma una volta pedonalizzata definitivamente la via, immaginiamo anche il proliferare di installazioni di arredi pubblici, tavoli e sedie delle attività commerciali. Voi cosa fareste, in un'ottica di progressiva chiusura dei principali assi del centro storico? Manterreste la corsia o valorizzereste la vocazione pedonale dell'intero spazio a disposizione?    

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22 gen 2017

Via Maqueda e i siti UNESCO saranno ripavimentati

di Andrea Baio

Due giorni fa ci eravamo chiesti che fine avessero fatto i progetti di riqualificazione di via Maqueda, ormai consacrato salotto del centro storico. Complice forse la campagna elettorale, che un po' come la Befana porta tanti doni, arriva la pronta risposta dell'amministrazione: via Maqueda sarà ripavimentata grazie a 5 milioni di euro stanziati dal Comune di Palermo. Il bando sarà indetto entro i primi 6 mesi del 2017, il che significa che probabilmente entro l'anno - massimo primi mesi del 2018 - l'intervento potrebbe essere portato a termine. Il tratto interessato è nello specifico quello tra i Quattro Canti e piazza Verdi, e il materiale utilizzato sarà il basolato. Inoltre, grazie ad ulteriori 5,5 milioni di euro stanziati coi fondi del Patto per il Sud sottoscritto tra l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il sindaco Leoluca Orlando, sarà possibile ripavimentare con le basole anche le piazze dei siti UNESCO. Una notizia bellissima, che ci fa ben sperare per la consacrazione definitiva della Palermo pedonale che abbiamo sempre sognato.

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21 gen 2017

Pedonalizzazioni | Prorogata chiusura di via Ruggero Settimo sabato pomeriggio e domenica

di Fabio Nicolosi

La pedonalizzazione di sabato di via Ruggero Settimo è stata prorogata oggi con una ordinanza dell'ufficio traffico. L'asse compreso tra piazza Castelnuovo e piazza Verdi sarà quindi chiuso al traffico privato il sabato dalle 15 alle 20. "Il successo ottenuto fino ad oggi sulla strada della maggiore vivibilità di questo importante asse commerciale - ha detto il sindaco Leoluca Orlando - ci ha spinto a confermare il provvedimento come ulteriore elemento di stimolo per la fruibilità della città".

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20 gen 2017

Via Maqueda: consacrazione pedonale o eterna precaria?

di Andrea Baio

Via Maqueda è rinata, è inutile negarlo. Il triste declino degli anni scorsi sembra solo un lontano ricordo. Da strada più inquinata di Italia è passata ad essere una delle vie più suggestive della città, con cittadini e turisti che riscoprono il piacere e il fascino di una passeggiata in centro che ricongiunge  i Quattro Canti al Teatro Massimo, restituendo un meritato decoro per troppo tempo negato. Palermo è una città lenta, soprattutto quando si parla di cambiamenti. La mentalità dei suoi abitanti non è di certo elastica e si tende sempre a adottare un approccio conservatore, il più delle volte deleterio e frutto di ignoranza. Grazie a un lavoro sinergico delle forze propositive di questa città, qualcosa - seppur molto lentamente - comincia finalmente a cambiare. Laddove prima c'erano commercianti agguerriti e residenti oltranzisti, adesso si avverte una comprensione per il risultato ottenuto che va a sfociare nell'apprezzamento plebiscitario. Sono tutti contenti: i commercianti che hanno moltiplicato i propri affari, i residenti che vedono salire il valore degli immobili, i palermitani che hanno visto rinascere un pezzo di città, e perché no...anche l'amministrazione che sembra averci azzeccato, guadagnando consenso. Tutto è avvenuto con la massima calma, forse anche troppa. Quello che adesso ci chiediamo è: che cosa si aspetta a consacrare una volta per tutte questo risultato? Perché non  si è più parlato di interventi di riqualificazione? Di pedonalizzazione permanente? Persino gli automobilisti palermitani sembrano aver accettato con rassegnazione la sperimentazione pedonale. Perché non si va oltre allora? Perché continuare ad adottare una mezza misura per un intervento che un domani, in presenza di eventuale scarsa lungimiranza politica, potrebbe essere assolutamente reversibile? Via Maqueda è tornata ad essere il centro della vita cittadina: eventi, commercio, movida, ristorazione, spazi sociali, nuovi immobili...eppure ancora non si trova il coraggio di rendere il tutto definitivo. La logica porterebbe ad istituire un bando per un progetto di ri-pavimentazione (magari con soluzioni più eleganti che implichino l'utilizzo di sanpietrino o basole, ad es.) e implementazione di strutture per la fruizione dello spazio che tengano conto sia della funzionalità che dell'estetica. Perché non coinvolgere la città in un processo di partecipazione e consacrazione di un'area ormai riconosciuta e fortemente voluta dai cittadini stessi? La campagna elettorale sta entrando nel vivo, pertanto dobbiamo essere noi a far pressione perché tutto ciò possa accadere. Voi che ne pensate?  

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17 gen 2017

Un giardino per il fronte a mare

di punteruolorosso

Il progetto, redatto quasi vent'anni fa dall'università di Palermo, ridefiniva il Foro Italico e l'area del castello a mare, riportando quest'ultimo a contatto con l'acqua. La strada di collegamento fra la circonvallazione e il porto scendeva di quota all'altezza di Sant'Erasmo e proseguiva in sotterranea fino al sottopassaggio di piazza tredici vittime. Le soluzioni erano due: un tunnel sotto la cala o sotto l'attuale sede stradale. In superficie, spazi pedonali, piste ciclabili e verde. Il progetto prevedeva anche la trasformazione di porto Sant'Erasmo, un canale fra quest'ultimo e la cala, e il ripristino della linea di costa sul castello a mare. Progetto ambizioso, forse da un miliardo di euro, ma che risolverebbe per sempre il problema del traffico su tutto il golfo (il collegamento circonvallazione-porto libererebbe via Messina marine dalle auto), riconnettendo il centro storico con il mare. Non sarebbe una buona idea da proporre al nuovo sindaco? Sono tanti soldi, ma spesi bene. Andrebbero subito chiesti i finanziamenti. Ecco un articolo della prof. Teresa Cannarozzo, redattrice del progetto. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/05/15/centanni-di-progettiecco-la-storia-infinitadel-mare-perdutoPalermo08.html Sono sicuro che il collettore fognario non interferisce. Per quanto riguarda i mezzi pubblici, opterei per un tram o una linea metro ricavata nel tunnel stesso dedicato alle auto. Attenzione: questa non è una discussione fra tram e metro.  

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