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07 giu 2019

I pini di via La Malfa e l’ambientalismo miope: una scelta impopolare ma giusta

di Mobilita Palermo

Palermo - Sta destando scandalo la decisione del Comune di Palermo di tagliare un certo numero di pini lungo via U. La Malfa. Decisione scaturita a seguito di una sentenza del Tribunale che vede condannare Palazzo delle Aquile  a risarcire un'azienda di via La Malfa che ha lamentato danni derivanti dalle radici e continui allagamenti. Premettendo intanto che la questione allagamenti lungo via La Malfa non ha niente a che vedere con gli alberi, bensì alla mancata realizzazione del collettore nord-orientale, il vero scandalo è aver piantato a suo tempo questa tipologia di alberi in luoghi altrettanto sbagliati. Quale genio ha potuto posizionare pini in tante strade della città? Basta sfogliare un qualunque manuale di botanica per comprendere che le radici di tale arbusto spaccano i marciapiedi, inibendo il transito a pedoni e diversamente abili con carrozzella, costretti a procedere su strada azichè sul marciapiede. A questo si aggiunge la deformazione (causa radici) di alcuni tratti del manto stradale che si rende pericoloso soprattutto per i ciclisti e i motociclisti. Per non parlare degli aghi di pino che rendono scivolosa la superficie. Il Comune, condannato dal Tribunale, ha già perso una causa e dovrà risarcire (soldi nostri). E non sembra essere l'unica causa persa perché ne scoprirete tante altre da imputare agli stessi motivi oggetto della disputa. Questo lo scenario che si presenta in alcuni tratti di via La Malfa e in altre parti della città, dove addirittura si notano alberi affogare nel cemento e nel manto stradale in barba a qualsiasi regola. Qualcuno si è spinto a parlare di alberi secolari, ma si tratta di alberi piantati negli anni '50-'60 durante l'espansione della città verso la zona Nord. Anche perché via La Malfa 100 anni fa neppure esisteva. Ad una scelta sbagliata può seguire un atto di riconversione e normalizzazione dell'asse, attraverso il posizionamento di una diversa specie di arbusto, più adatto al contesto urbano, che tra qualche anno possa ridonare fascino e zone d'ombra senza compromettere l'incolumità delle persone. E' una correzione, impopolare probabilmente, ma a nostro avviso giusta se sarà seguita da una nuova piantumazione. Quanto vale la sicurezza stradale? Quanto valgono i diritti dei disabili nel merito della questione? Perché criticare senza mettersi nei panni di altri cittadini che hanno altrettanti diritti? Vale più la miopia di certi presunti ambientalisti o la sicurezza delle persone?     E qui l'esempio di via Monti Iblei. Marciapiedi spaccati e inibiti ai pedoni, costretti a camminare per strada. Anche qui i pini furono tagliati per questioni legate alla sicurezza circa tre anni fa.   I pini sono bellissimi alberi, ma in un contesto urbano soffrono e non c'entrano proprio nulla. L'auspicio di vedere mettere in sicurezza determinati tratti di via La Malfa e nuove essenze arboree consone all'ambiente piuttosto che tronchi affogati in mezzo al cemento e circondati da auto. Da questo sito partì nel 2010 un appello per salvare le chorisie di via L. Da Vinci per via dei lavori della nuova tranvia. Vogliamo anche ricordare una manifestazione nel 2011 per salvaguardare il prato del Foro Italico contro la scelta di ospitare il palco per la messa del Papa. Allora auspichiamo che determinati tratti di via La Malfa vengano messi in sicurezza, e piantate nuove essenze arboree. Speriamo vengano degnamente sostituiti, da gente competente.

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20 mag 2019

Sperone |Dalle idee progettuali al recupero di via XVII Maggio allo Sperone

di Antony Passalacqua

[RIGENERAZIONE URBANA][PERIFERIE] [SPERONE] [PALERMO] Consegnate questa mattina al sindaco Leoluca Orlando le idee progettuali di Lab Sperone Children. Un piano in due fasi per via XXVII Maggio A giugno l’orto didattico, poi un’area per il cinema all’aperto e campi sportivi multifunzionali Palermo - Un progetto minimo, immediato, per realizzare entro l’estate un orto didattico, un luogo per attività culturali all’aperto e un campo sportivo polifunzionale in vista dell’arrivo di un nuovo asilo nido. Sono le idee progettuali di Lab Sperone Children, il workshop di rigenerazione urbana partecipata che dal 2 al 4 maggio ha impegnato trenta tra architetti professionisti e studenti di architettura dell’Università di Palermo e dell’Accademia di Belle arti e che è stato consegnato all’amministrazione comunale. Le idee progettuali riguardano l’area su cui sorgeva l’asilo nido rimasto incompiuto per 40 anni, devastato e dato alla mafia e diventato nascondiglio per tossicodipendenti e luogo di spaccio. Il workshop ha avuto come tutor gli architetti: Pietro Airoldi; Marco Alesi, Cristina Calì, Alberto Cusumano (Studio AM3); Walter Parlato; Nicola Piazza; Sebastiano Provenzano; e Sergio Sanna. LE IDEE PROGETTUALI L’area interessata è di poco meno di 5 mila metri quadri. Il futuro asilo occuperà il 10 per cento degli spazi mentre tutto il resto interpreterà i desideri/bisogni emersi dal confronto con la cittadinanza e i bambini. Due gli interventi progettuali elaborati dal workshop: il primo minimo e immediato – da qui a settembre - e l’altro che guarda ad un orizzonte più lontano e propone anche un modello di bando – tipo per la messa in opera del futuro asilo, in base alle istanze arrivate dalla comunità nei mesi scorsi. Da febbraio ad oggi, gli architetti partecipanti al workshop insieme ad un gruppo di studenti Pianificatori del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo coordinati dal professore Dino Trapani, hanno infatti esaminato centinaia di disegni dei bambini dell’Ics Sperone e ascoltato i pareri degli abitanti. Al centro: l’esigenza di avere oltre ad un asilo nido, un luogo dove poter giocare, stare insieme, svolgere attività sportive e culturali durante tutto l’arco della giornata. Desideri che Lab Sperone Children ha trasformato in un percorso progettuale in tappe da qui a settembre, utilizzando ciò che rimane della vecchia struttura e trasformandolo in arredo e stimolo per l’immaginazione. La parte più esterna, la prima su cui si interverrà, diventerà già a giugno un orto didattico in cui realizzare attività per il tempo d’estate: unificando le aiuole si creerà un grande giardino curato proprio dai bambini dell’ICS Sperone-Pertini. A Luglio, invece, sarà sistemata un’altra parte dell’area per farne un Playground sperimentale in cui poter organizzare, tra l’altro, proiezioni di cinema all’aperto e laboratori. Sempre in questa fase verrà realizzato un piccolo belvedere con vista sul mare, sfruttando alcuni gradini esistenti e creando una piccola terrazza da cui guardare l’orizzonte. Ad agosto il timing prevede la stesura di un suolo antitrauma per realizzare un campo polifunzionale utilizzabile per il calcetto ma anche per altri giochi di squadra come il basket o la pallavolo. Infine, a settembre, saranno realizzati i lavori della piazza/giardino che occuperà lo spazio dell’asilo demolito e in cui, sfruttando i vuoti e i pieni del basamento, verranno create aree a verde e giochi d’acqua proprio come in tanti disegni dei bambini. LA STORIA DI LAB SPERONE CHILDREN Lab Sperone Children nasce come percorso condiviso di rigenerazione urbana subito dopo la demolizione dell’asilo incompiuto il 19 febbraio scorso. La proposta, partita dall’Ordine degli Architetti viene infatti subito condivisa dal Comune e dall’Ics Sperone-Pertini, in prima linea da anni per la riqualificazione dell’area e del quartiere. Il workshop è stato ufficializzato da una call dell’Ordine degli Architetti l’11 aprile scorso ed ha coinvolto trenta tra architetti, studenti dell’Università e dell’Accademia di Belle Arti, trasformando - dal 2 al 4 maggio - la scuola in un incubatore di rigenerazione urbana. Nelle settimane precedenti, un altro gruppo di Pianificatori ha invece svolto interviste agli abitanti del quartiere. Il 17 aprile, inoltre, si è tenuta un’affollata assemblea di quartiere alla presenza del vicesindaco Fabio Giambrone e dell’assessora alla Scuola, Giovanna Marano. “Un percorso - dice il presidente dell’Ordine degli Architetti Francesco Miceli - che ci ha permesso di sperimentare un modo nuovo di fare progettazione e ripensare gli interventi sugli spazi pubblici, per fare dell’architettura e delle nostre competenze uno strumento di benessere e partecipazione della comunità”. “Lab Sperone Children è stato lo spazio del noi – dice la preside dell’ICS Sperone –Pertini Antonella Di Bartolo – Attorno a questa elaborazione ci siamo ritrovati in tanti: la scuola, l’amministrazione comunale, l’Ordine degli architetti. E ancora: associazioni, cittadini, bambini. E’ stato un percorso straordinario, una palestra di cittadinanza, un’occasione per elaborare progetti e azioni a partire da valori e visioni condivise”. Soddisfatto l’assessore Fabio Giambrone: “Fin dal momento della demolizione ho detto che diventava fondamentale rendere fruibile quest’area in breve tempo. Da allora non ci siamo mai fermati e le idee presentate oggi vanno nella stessa direzione”. Soddisfatti gli allievi della scuola. “Questo progetto – ha detto tra gli altri, Alessandro Fazio, 11 anni – mi ha fatto capire cos’è lo Sperone davvero. Insieme possiamo fare tanto”. Qui troverete una galleria fotografica che documenta tutto il percorso partecipativo fin qui svolto e le tappe raggiunge. Lab Sperone Children rappresenta uno straordinario processo partecipativo, la scuola diventa un'agorà dove mettere al centro le persone.

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07 mag 2019

Gli #Hashtag che “tengono” pulita la città e gli “interventi straordinari” non fanno al caso nostro

di Mobilita Palermo

Buongiorno cari amici e lettori di Mobilita Palermo. Come avete potuto leggere da altre testate giornalistiche, il Comune di Palermo ha avviato una campagna di pulizia straordinaria della nostra amata città. Chiedendo aiuto ai nostri concittadini nel collaborare mostrando comportamenti virtuosi che favorisca anche un effetto emulativo..... facciamo una riflessione. Come abbiamo scritto sopra, il Comune ha lanciato gli HASHTAG #FACCIAMOUNPATTO e #TENIAMOPULITO, che consentirà a chi li utilizzerà nei social di pubblicare una foto "positiva", per rappresentare un bel gesto. Si potrà inviare lo scatto anche tramite whatsapp al seguente numero: 3347177829 o consultando il sito. Contestualmente il comune ha annunciato la pulizia straordinaria di tutta la città che dovrebbe durare circa 2 mesi dal 6 maggio al 17 luglio, ad opera della aziende partecipate del comune. La nostra riflessione sulla pulizia straordinaria: Questa benedetta pulizia straordinaria "torna" ad essere diffusa in pompa magna, come l'ultima incominciata nel 2017. Si, la pulizia viene effettuata in modo egregiamente, ma dopo pochi giorni la città ritorna sporca come prima, come d'altronde è normale che sia. Perchè da un lato tanti palermitani vivono gettando cicche e rifiuti per terra da buoni maleducati. Ma in generale il tempo porta sporcizia, come a casa quando siamo costretti periodicamente a effettuare le pulizie. La città deve essere pulita sempre e per fare ciò necessita di un servizio efficiente e funzionante. Non possiamo permetterci di prendere straccio e secchio solo quando arrivano gli ospiti, perchè milioni di palermitani in questa città ci vivono ogni giorno. Nel merito dell'iniziativa, troviamo simpatica l'idea di coinvolgere anche personaggi famosi e figli di questa città (come negli anni '90 l'Amia con Pino Caruso,  Pippo Baudo,  Frassica), chiedendo a tutti i palermitani di tenere pulito, sensibilizzarli al rispetto del bene pubblico. Nell'annoso problema del degrado urbano i cittadini hanno le loro colpe, quindi necessita una convergenza di comportamenti virtuosi, da parte dell'amministrazione e della cittadinanza, per contenere il problema. Ciò che non condividiamo è la politica del celebrare pubblicamente qualcosa che ogni palermitano dovrebbe giornalmente ricevere per normalità, per il semplice fatto che paga le tasse ed ha diritto a dei servizi di base. La pulizia straordinaria è di per sè un'ammissione di colpevolezza, perchè nella teoria la pulizia è qualcosa che va effettuata giornalmente. In altre parole, l'impegno che il Sindaco ha preso davanti le telecamere, cioè quello di mantenere la città anche dopo l'intervento straordinario, non fa che confermare ciò. Associare la straordinarietà a iniziative del genere ci sembra più un modo per indorare la pillola. Non crediamo che in tal senso si possa contribuire a creare un rapporto di fiducia con i cittadini, perchè sembrerebbe che essi dovrebbero tenere pulita la città in cambio di una pulizia straordinaria che il Comune si impegna a fare. Un patto, appunto. Il patto vero, intrinseco a qualsiasi comunità amministrata bene, esiste già e prevede semplicemente il rispetto degli impegni reciproci: da una parte i servizi resi, dall'altra il rispetto delle regole. Solo in un contesto dove nessuna delle parti attiene ai propri compiti si ricorre a espedienti del genere. Palermo, oggi. Anche perchè, il vero campo su cui si misurerà l'amministrazione sarà sempre quell'ordinario che è previsto dopo l'imminente straordinario. Quell'ordinario di tutti i giorni di cui parliamo che non è mai stato garantito e su cui va riposta tutta l'attenzione. Perchè è abbastanza semplice comprendere che annunciare qualcosa di episodico implica una cosciente capacità di poterlo attuare, mentre sul resto della quotidianità non abbiamo riferimenti, se non un impegno a parole come tanti ne abbiamo sentiti. Sarebbe stato più interessante attivare campagne per combattere il fenomeno dei "fannulloni" all'interno delle partecipate, dove oggettivamente l'occhio del cittadino può tornare utile alle aziende. Oppure ascoltare la voce del Comune in merito ai comportamenti discutibili da parte di alcuni impiegati delle partecipate così come riportato dalle cronache, nel silenzio e nell'indifferenza di alcune sigle sindacali. A tal proposito sono invece lodevoli le visite a sorpresa sui punti RAP volute dalla dirigenza aziendale, che hanno contribuito a scovare dipendenti già in procinto di uscita durante l'orario di lavoro (come avvenuto nel punto di Bellolampo). Insomma, ci sembra che al Comune anzichè lavorare a fari spenti per ridonare normalità a questa città (cosa sacrosanta e dovuta), si ricorra sempre a qualcosa di eccezionale, di visibile e straordinario per comunicarlo e  annunciarlo ai quattro venti, nella speranza che ancora una volta si possa applaudire gli autori come coloro che ci stanno regalando qualcosa che altrimenti non potremmo avere. Questa riflessione fa il paio con quanto avevamo scritto in questo articolo, relativamente all'inaugurazione di un impianto luce in Piazza Indipendenza. Ci piacerebbe che un patto con la città si facesse semplicemente con la constatazione dei fatti, senza proclami: quella sarebbe la normalità tanto auspicata.  

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03 mag 2019

Piazza Giulio Cesare | Si avviano i lavori di pulizia della statua di Vittorio E. II

di Salvatore Galati

Era il 13 marzo 2018 quando è stata riaperta piazza Giulio Cesare con un restyling molto bello, con basole di pietra lavica e nuova illuminazione, questi lavori furono appaltati da Grandi Stazioni, azienda del gruppo FS. Però come al solito i lavori sono stati fatti a metà, nel senso che, la statua di Vittorio Emanuele II non fu pulita dai graffiti, magari una possibile collaborazione con la soprintendenza ai beni culturali? La statua in questione era stata restaurata nel 2011 (articolo di "La Repubblica") e dopo qualche mese è tornata imbrattata, e in circa 8 anni il comune o gli enti che se ne occupano non hanno mosso un dito per pulire la statua. Da qualche giorno vediamo nuovi ponteggi che circondano la statua equestre, ciò implica che verrà ripulita e fatta risplendere come prima. Ricordiamo che sia l'interno della stazione sia l'area circostante è stata dotata di nuove telecamere di sicurezza, sperando che queste siano un deterrente per evitare nuovi atti di vandalismo contro la statua e gli altri arredi della piazza.  

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01 mag 2019

Al via il laboratorio partecipato per il recupero di via XVII Maggio allo Sperone

di Antony Passalacqua

Palermo - Tre giorni per tracciare le linee sul futuro di via XXVII Maggio allo Sperone, la strada dove a fine febbraio è stato demolito il rudere di un asilo nido mai entrato in funzione e diventato luogo di degrado e spaccio. Partirà giovedì 2 maggio il workshop di Lab Sperone Children, lanciato dall’Ordine degli architetti ed aperto a professionisti under 40, studenti universitari e dell’Accademia di belle arti. Un’occasione di riflessione e ideazione progettuale che arriva al termine di una serie di momenti di ascolto realizzati nel quartiere tra cui un’assemblea che si è tenuta lo scorso 17 aprile all’Istituto Comprensivo Sperone-Pertini. All’Assemblea di quartiere genitori, abitanti e componenti di associazioni come Azzizart al lavoro per la riqualificazione della spiaggia di Romagnolo, hanno espresso le proprie considerazioni. “Da una parte – dice la preside dell’ICS Sperone-Pertini, Antonella Di Bartolo – è emersa l’esigenza di avere un asilo nido per i più piccoli, dall’altro spazi gioco all’aperto e un’area a verde che possa diventare luogo di ritrovo e socializzazione per la comunità”. Elementi che insieme ai disegni dei bambini e alle planimetrie consegnate dagli uffici tecnici del Comune daranno le coordinate al lavoro degli architetti, chiamati a immaginare un primo step di sistemazione immediata su cui innestare un progetto più complesso in grado di ricollegare quest’angolo del quartiere al mare. Centinaia i disegni dei bambini che saranno esposti per l’occasione all’Istituto Sperone-Pertini. Documenti pieni di fantasia e colori, frutto anche del progetto “Abitare il Paese. La cultura della domanda – I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” avviato lo scorso anno dalla Fondazione Reggio Children insieme al Consiglio nazionale degli Architetti e che ha permesso ai bambini di conoscere il Prg che riguarda il quartiere in cui vivono, stimolandoli a mettere su carta sogni e desideri e a coinvolgere in questa pianificazione dal basso anche i genitori. Le tre giornate partiranno il 2 maggio e seguiranno un preciso calendario già fissato nella call. Fino al 4 maggio il plesso Padre Puglisi in via Giannotta si trasformerà in un incubatore di idee. Il 6 maggio a partire dalle 9 le idee progettuali saranno presentate in un’iniziativa pubblica alla presenza del sindaco Leoluca Orlando e degli assessori Fabio Giambrone (Decoro urbano), Giovanna Marano (Scuola) e Maria Prestigiacomo (Lavori Pubblici). Il Comune avrà poi il compito di predisporre il piano (Assessorato al Decoro) e realizzare i lavori necessari al recupero ed alla rigenerazione dell’area. Le idee-proposte da mettere in campo riguardano sia l’organizzazione degli spazi a verde (ludico-didattico) sia la futura realizzazione di un nuovo asilo. La via si trova tra case di edilizia economica popolare, scuole e il mare.   Il progetto elaborato durante il workshop verrà inoltre presentato in occasione dell’annuale convegno dell’Ordine degli architetti “Etica e legalità nella professione di architetto” che si terrà a Palermo il 24 maggio 2019 e che quest’anno vedrà la partecipazione dei più importati Ordini degli architetti italiani e la presentazione di altri progetti di rigenerazione urbana in corso a Milano, Bologna, Torino, Roma e Catania. Questo il programma delle giornate: 2 maggio 2019 ore 9,00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti; ore 9,30 Presentazione del workshop e dei docenti; ore 10,30 Visita sui luoghi; ore 11,30 riflessioni e dibattito; ore 13,00 Pausa; ore 14,30 Attività laboratoriali di gruppo; ore 16,00 Riflessioni e dibattito; ore 17,00 Attività laboratoriali di gruppo; ore 19,00 Fine dei lavori. 3 maggio 2019 ore 9,30 Attività laboratoriali di gruppo; ore 13,00 Pausa; ore 14,30 Riflessioni e dibattito; ore 16,00 Attività laboratoriali di gruppo; ore 19,00 Fine dei lavori. 4 maggio 2019 ore 9,30 Riflessioni e dibattito; ore 10,30 Attività laboratoriali di gruppo; ore 13,00 Pausa; ore 14,30 Attività laboratoriali di gruppo; ore 16,30-19,00 Sessione plenaria – Presentazione e discussione dei progetti elaborati dai gruppi di lavoro. 6 maggio 2019 ore 9,00 confronto e sintesi delle idee e delle diverse esperienze tra i partecipanti ai gruppi di lavoro. Saranno presenti i rappresentanti istituzionali del Comune di Palermo: Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo; Fabio Giambrone, Vicesindaco; Giovanna Marano, Assessore pubblica istruzione; Maria Prestigiacomo, Assessore LL.PP.  

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17 apr 2019

Via Amari: dopo i lavori l’area sarà pedonale

di Fabio Nicolosi

Con un post su Facebook il neo assessore Giusto Catania annuncia: Oggi pomeriggio la giunta, su mia proposta, approverà la pedonalizzazione di Via Emerico Amari: in questo modo si garantirà il collegamento pedonale tra il porto e il centro di #Palermo. Una scelta che renderà la città più accogliente per i turisti e più vivibile per i nostri concittadini. La nuova area individuata istituisce una nuova area pedonale in via Amari tra via Crispi e via Scordia che si andrà a collegare alla storica area pedonale di via P.pe di Belmonte. Un proseguimento che collega il salotto della città con il mare, una passeggiata che sarà sicuramente molto utilizzata dai turisti che sbarcando dalle navi da crociera potranno raggiungere il centro della città godendosi una passeggiata in zone senza auto e traffico. Aspettiamo dunque di conoscere i dettagli per capire se verrà semplicemente pedonalizzata o si darà spazio a progetti interessanti come quelli proposti qualche anno fa e denominato il Passío

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04 apr 2019

Riqualifica Parco Acqua dei Corsari “Libero Grassi”, disco verde dalla Regione

di Antony Passalacqua

Palermo - Ne avevamo già anticipato notizia un paio di mesi qua e adesso arriva il decreto regionale che certifica la destinazione dei fondi al Comune di di Palermo per il ripristino dell'area dell'ex discarica di Acqua dei Corsari. Un finanziamento da oltre 14 milioni di euro per tre grandi interventi di bonifica in Sicilia. Il governo Musumeci prosegue il percorso di messa in sicurezza del territorio, attuando quanto contenuto nel Piano regionale delle bonifiche che prevede interventi in oltre 500 siti potenzialmente pericolosi. Il decreto, a firma del dirigente generale del dipartimento Acque e rifiuti, Salvo Cocina, è stato pubblicato sul sito della Regione e adesso seguirà il tradizionale iter per le eventuali osservazioni dei sindaci e la pubblicazione. In totale, a disposizione dei Comuni c'erano circa 35 milioni di euro, con un bando che si è chiuso a novembre, ma gli altri progetti presentati sono stati esclusi per mancanza dei requisiti. L'assessorato all'Energia e servizi di pubblica utilità, guidato da Alberto Pierobon, nel giro di un mese dovrebbe pubblicare un nuovo avviso per consentire di spendere tutte le somme. Tre gli interventi finanziati, il più consistente è previsto a Palermo dove 11 milioni e mezzo di euro serviranno per la messa in sicurezza e il ripristino ambientale dell'ex discarica di Acqua dei corsari, dove è prevista la realizzazione del Parco urbano intitolato a Libero Grassi. Si tratta di un'area di circa 11 ettari che verrà recuperata e messa in sicurezza anche attraverso la piantumazione e la realizzazione di barriere protettive. A Campofranco, in provincia di Enna, un milione e mezzo finanzierà la messa in sicurezza delle ex discariche in contrada Rizza, Manna e Chiartasi, mentre a Troina, nell'Ennese, con un circa un milione di euro si interverrà sulla discarica di contrada Nunziatella-San Silvestro. Si tratta di strutture realizzate un tempo da sindaci e prefetti in base a norme meno rigide e situazioni di emergenza. Poi dagli anni Ottanta e Novanta le leggi sono cambiate e questi impianti sono stati dismessi, ma mai formalmente chiusi. La Regione da diversi anni li ha censiti in collaborazione coi Comuni: sono 511 siti potenzialmente pericolosi, nati anche 30 anni fa, con un'estensione molto vasta. Il governo Musumeci vuole mettere fine a questa indecenza con una maxi-operazione di bonifica. A questo punto sarà importante creare un tavolo di concertazione fra associazioni e il Comune di Palermo affinché si prenda visione dell'attuale progetto per eventuali modifiche o nuove proposte, ma soprattutto discutere circa la futura gestione dell'area affinché non si ripeta mai più quanto accaduto fino ad ora.  A a 5mln ammonta il costo della prima riqualificazione e messa in sicurezza. E un grazie sempre rivolto sempre all'Assessore Regionale all’Ambiente Toto Cordaro e all'ex assComunale Sergio Marino, che in sinergia hanno saputo tener fede agli impegni presi e dimostrato che la politica può davvero essere al servizio del territorio. Ma vogliamo anche ringraziare la dott.ssa Cleo Li Calzi  nell’aver seguito attentamente e con passione queste delicate fasi procedurali che hanno permesso questa notizia ed Alice Grassi, figlia di Libero Grassi.  Non dimentichiamo neppure Addio Pizzo, Palermo Ciclabile Mobilita Palermo, Mario Pintagro di Repubblica-Palermo, Aldo Penna (instancabile attivista del locale Comitato), il gruppo “Corsari Assetati” coadiuvati dalla prof. Virna Chessari, l’Ecomuseo Mare Memoria Viva, Parco Uditore che assieme hanno dato supporto alle iniziative del Comitato per il Parco Acqua dei Corsari “Libero Grassi”.   

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