Segnalazione
21 mar 2017

Roghi, alberi bruciati e lampioni “sciolti”: le foto dei bombardamenti di guerra..

di Mobilita Palermo

Dal nostro gruppo Facebook, raccogliamo gli scatti di due utenti per raccontare cose inaudite ma ancora, purtroppo, attualissime, quando c'è da celebrare una ricorrenza come la "vampa di San Giuseppe". Nessun commento. Il Palazzo Magnisi, al Castello a mare, ospita la sede del servizio civile nazionale. In questo luogo simbolico, per San Giuseppe, abitanti del luogo hanno organizzato una vampa che ha nell'ordine: distrutto una panchina nuova di zecca, bruciato un albero e sciolto il lampione dell'illuminazione pubblica nella foto. Ma non è possibile creare delle zone apposite per consentire a questi soggetti di festeggiare San Giuseppe? Un po' come le aree per i cani nei parchi... (A. Di Piazza) Spostiamoci in via Filippo Corazza, dove un cratere di cenere occupa un intero incrocio, a pochi passi dagli ospedali. Casi analoghi in tutta la città. Nel 2017.

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Articolo
20 mar 2017

Genius loci: il progetto che vi apre le porte dei beni confiscati

di Andrea Baio

Il progetto Genius Loci, in collaborazione con l'associazione Libera (ed altri supporter), tratta il riuso dei beni confiscati e mira in particolare alla sensibilizzazione e consapevolezza dei giovani professionisti sul tema. La nascita delle normative per il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenta un momento cruciale nell’impegno dello Stato nella lotta alle mafie, concretizzato nell’atto di sottrarre quella ricchezza simbolo di potere e prestigio sui territori. Questi beni, tornando “comuni” possono costituire una grande opportunità per il consolidamento e lo sviluppo di iniziative attraverso cui costruire modelli socio-economici alternativi e liberi dalle mafie. In tal senso, la conoscenza delle norme e procedure che regolano tali processi rappresenta anche un dovere civile e culturale. Le azioni dell'iniziativa sono due: - un ciclo di quattro incontri sui beni confiscati (aperto a tutti gli interessati) per affrontare diverse tematiche: la normativa vigente, le procedure di accesso ed assegnazione ai beni, le tipologie di riuso possibili, buone pratiche di riattivazione dei beni, casi studio, metodologie di intervento per il riuso ed il recycling. Prime date a Palermo: 22/03/2017 - 15:30 presso l'aula Savagnone - Edificio 9 dell'ex-facoltà di Ingegneria in viale delle Scienze 4/04/2017 - 16:30 presso la Bottega dei Saperi e dei Sapori di Libera, piazza Castelnuovo 13 - un contest di progettazione aperto a giovani professionisti e studenti UNDER 30 (età 18-30 anni). Attraverso il sito www.geniuslocipalermo.it saranno resi disponibili dei documenti inerenti casi studio selezionati (foto, rilievi, informazioni, etc) di beni confiscati ed i partecipanti potranno elaborare una proposta di riuso (il bando sarà presto online con i dettagli). La proposta dovrà essere illustrata sinteticamente inviando online in formato pdf la documentazione richiesta da bando (in fase di bozza il bando prevede due tavole ed una relazione di 3 cartelle max). Tutte le proposte saranno incluse nella pubblicazione degli atti dei seminari, è previsto un piccolo premio all’idea pari a 250 euro. Per tutte le informazioni ed aggiornamenti si faccia riferimento al sito e alla pagina facebook

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Articolo
16 mar 2017

Medie Superfici in centro, una chance da cogliere al volo

di Mobilita Palermo

Dal Giornale di Sicilia e da Repubblica si  apprende che, arriverà presto in consiglio la delibera che dovrebbe porre fine all'anacronistico vincolo urbanistico che ha bloccato fino ad oggi l'apertura in centro storico di nuove attività commerciali di superficie superiore ai 200 mq. Ciò permetterebbe a Palermo tra le altre cose di adeguarsi alla normativa nazionale. Un limite questo che non vale per licenze già concesse quando l'atto entrò in vigore nel 2000, come ad esempio per la Rinascente. Se la delibera ottenesse il via libera, sarà dunque possibile concedere licenze commerciali per l'apertura di nuove attività di media dimensione, cioè con una superficie non superiore a 1500 mq. Si tratta di un provvedimento richiesto da tempo a gran voce dalle varie associazioni di categoria, rientrante nel pacchetto di misure anti crisi presentate da tempo al Comune ( comprendenti sgravi fiscali e sul canone di locazione di locali sfitti). Adesso l' amministrazione Orlando, la stessa che a suo tempo fece apporre il vincolo ( ma erano altri tempi..), sembra voler pigiare sull'acceleratore, portando il provvedimento in consiglio comunale in tempi brevi. L'obiettivo è giungere presto ad una delibera che apra le porte a griffe e marchi internazionali ( quelli che più necessitano di superfici di una certa metratura, e che trovano oggi difficoltà enormi a reperirle a Palermo, al di fuori di via Libertà), abolendo i vincoli che fino adesso li hanno tenuti lontani dal centro storico di Palermo, che intanto sperimenta da qualche tempo marcati fenomeni di desertificazione commerciale. Basti pensare fra tutte alla ottocentesca e monumentale via Roma che oltre al degrado e all'assenza di arredo urbano, deve fare i conti ultimamente con lo squallore delle troppe saracinesche abbassate e il buio delle vetrine spente (un locale su due sfitto e una cinquantina di negozi chiusi da oltre un anno e la metà di questi sono proprio locali di media dimensione, secondo le recenti stime di Confesercenti Palermo). Una opportunità quindi da cogliere al volo, per la quale gli operatori del settore chiedono di far presto, tempi brevi che però sembrano cozzare come sempre con i tempi lenti della politica locale, con le sue logiche astruse e spesso di ostacolo ad ogni forma di sviluppo. Si ritiene possa trattarsi di un provvedimento positivo in grado di aumentare la competitività commerciale del centro storico in generale. Potrebbe rappresentare quell'ulteriore momento di svolta tanto auspicato, dopo quelli recentemente sperimentati con la pedonalizzazione degli assi storici e la nomina del percorso arabo normanno a Patrimonio mondiale dell'Umanità Unesco. Incrociamo le dita dunque, e speriamo che la cosa vada in porto, cercando di non abbassare la guardia. Anche perché, come si accennava sopra, non tutte le parti politiche sembrano convergere e remare nella stessa direzione e le polemiche fioccano, soprattutto per la "sospetta tempestività" con cui viene proposto e presentato il provvedimento, proprio a ridosso delle prossime elezioni amministrative. Molti consiglieri di opposizione, chiedono non a caso di postergare la discussione e l'adozione del provvedimento di tre mesi, cioè a dopo le elezioni, quando si conoscerà il nome del sindaco e della giunta che amministreranno la città nei prossimi 5 anni. Ci chiediamo, cosa c'entrano le elezioni con una cosa che non dovrebbe manco formare oggetto di discussione? Perché vincolare sempre tutto all'esito delle elezioni, anche quando si è dinanzi a provvedimenti che possano dare risposte serie e tangibili ai tanti operatori commerciali di via Roma, decimati e martoriati dalla crisi economica e da problemi quali il caro affitti? Tra l'altro fa ancor più senso notare che certe rimostranze ed esternazioni, provengano proprio da coloro da sempre ritenuti "nemici" dei centri commerciali e a parole sembrano opporsi fermamente all'insediamento di nuove grosse superfici. "La città non sarebbe economicamente in grado di sopportarne il peso, senza che ciò possa non comportare una ulteriore decisa scomparsa delle poche attività locali, che ancora resistono alla crisi nelle vie del centro antico", questo più o meno il ritornello che spesso sentiamo levarsi da più parti come fosse una litania. Poi però, quando si tratterebbe di fare concretamente qualcosa, mettendo in campo un provvedimento efficace che mira a riequilibrare un po' i pesi a favore del centro storico e della sua rivitalizzazione economica, ecco che si storce il naso e si prende tempo, secondo un copione che troppe volte abbiamo visto recitare. Che strano mondo davvero la politica, quanto meno quella in salsa panormita.. Giovanni Mineo

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Proposta
16 mar 2017

Come risolvere il groviglio di Via Belgio?

di Salvo Laiosa

Come è noto, la Via Belgio, soprattutto nelle ore di punta, diventa un groviglio di auto che la percorrono o che provengono dalla Via dei Nebrodi. La mia proposta - alias "uovo di Colombo" - è di demolire lo spartitraffico centrale che taglia l'asse viario della Via dei Nebrodi ed installare una postazione semaforica per consentire il transito ininterotto (ovviamente tranne che dal semaforo) lungo un asse o lungo l'asse perpendicolare ad esso. Ritengo che possa essere una soluzione definitiva al caos generato dall'intersecazione dei veicoli che provenendo ad esempio da una delle tratte della Via dei Nebrodi sono costretti ad immettersi in Via Belgio per riprendere la tratta corrispondente. Cordiali Saluti. S. Laiosa

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Articolo
07 mar 2017

Via Maqueda: apre la galleria commerciale in area Quaroni

di Andrea Baio

Da qualche giorno ha aperto al pubblico la nuova galleria commerciale all'interno del palazzo nell'area Quaroni. Solo un negozio presente al suo interno al momento, in aggiunta a quelli già presenti nel prospetto esterno. Lo spazio si presenta elegante e luminoso. Il cortile interno è ampio e gradevole. Qualche perplessità riguardo la tipologia di negozi: ci si aspetterebbe qualcosa di maggior prestigio per il nuovo salotto cittadino, al posto di rivendite gadgets, tshirt e quant'altro. In ogni caso, rimane pur sempre un tassello in più verso la consacrazione di una delle vie più apprezzate in città, nell'attesa che la pedonalizzazione venga resa definitiva, e vengano attuati gli interventi di riqualificazione previsti dal piano triennale delle opere pubbliche.

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Articolo
28 feb 2017

Nonostante i paletti, nonostante il divieto, nonostante tutto…

di Mobilita Palermo

La prepotenza non è mai "poca". Laddove anche i dissuasori sono presenti e installati, laddove il normale (ma raro) senso civico dovrebbe facilmente indurre a rispettare uno spazio prettamente pedonale, laddove gli spazi circostanti non si prestano ad una sosta per erogare "servizi di ristoro", c'è sempre qualcuno che deve andare oltre. In questo caso è un paninaro ambulante (e abusivo) posto davanti, o meglio, DENTRO l'istituto Nautico di Piazza Santo Spirito, difronte la fontana del Cavalluccio Marino. Nello specifico, l'abusivo sfrutta l'unico tratto di marciapiede privo di paletti, in corrispondenza dell'ingresso al Loggiato di San Bartolomeo, per salire sul marciapiede, fare almeno una trentina di metri a motore acceso per andarsi a piazzare davanti l'ingresso della scuola. Per la serie "io, io, io, mio mio mio e come dico io!" Altri ambulanti sono presenti nella piazza, agli angoli e comunque lungo i marciapiedi. Cogliamo l'occasione per segnalare tutto questo anche ai vigili urbani, dato che il problema si verifica periodicamente e secondo noi meriterebbe un intervento immediato.

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Articolo
27 feb 2017

Cosa ci aspettiamo dal nuovo sindaco?

di Andrea Baio

Si avvicinano le elezioni, e Palermo nutre con ansia una nuova speranza di cambiamento. Palermo è una città complessa da amministrare, e vorremmo partire dal presupposto che fare miracoli non è possibile, e nemmeno credibile. Dal canto nostro, tenderemo a diffidare da quei candidati che non manterranno i piedi per terra, perché la strategia delle promesse divine ha decisamente fatto il suo tempo e i palermitani non abboccano più. Quale dovrebbe essere secondo noi la parola chiave? Beh, sicuramente "continuità". Negli ultimi anni a Palermo si è cominciato a sperimentare: niente di eccezionale, per carità, ma se non altro si è provato ad avviare un lento processo di rinnovamento. Quanto segue trova attinenza esclusivamente alle tematiche di cui si occupa questa community (mobilità, ambiente, decoro urbano, infrastrutture), poiché dal punto di vista della profonda crisi sociale, del drammatico fenomeno migratorio, del fatto che siamo una tra le città col più basso tasso d'occupazione d'Europa, non c'è molto da dire, se non che il fallimento è completo: vuoi per la totale incapacità della politica, vuoi per una scarsa cultura d'impresa, vuoi perché molte menti di valore sono emigrate in luoghi dove possono essere valorizzate, senza sottostare a logiche di favoritismi, raccomandazioni e clientelismo. Cosa è cambiato in positivo? Beh, si è cercato di avviare sicuramente un processo di valorizzazione del centro storico. Per la prima volta si è attuato un piano graduale per le pedonalizzazioni - sicuramente perfettibile, e anche molto carente in alcuni punti - ma pur sempre un inizio. Via Maqueda sino a dieci anni fa era in cima alla classifica delle strade urbane più trafficate e inquinate di Italia, oggi è un angolo di città riscoperto e goduto da cittadini e turisti, inserita nel piano triennale delle opere pubbliche per interventi di riqualificazione, ri-pavimentazione e arredo urbano. Stesso dicasi del Cassaro e delle principali piazze. La mobilità sostenibile ha sicuramente fatto passi avanti con l'arrivo del tram in città, di cui è già prevista un'espansione con la creazione di tre nuove linee - con una che attraverserà il cuore del centro storico, unendo i due depositi ad oggi scollegati - già finanziate coi fondi del Patto per Palermo siglato tra il sindaco Orlando e l'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sebbene il piano per le piste ciclabili non sia nemmeno un vero e proprio piano, e l'amministrazione si sia dimostrata molto deludente in tal senso, il bike sharing ha comunque fatto il suo ingresso in città. Ad oggi non si può dire che sia un successo, ma sicuramente - integrato al servizio carsharing - comincia ad essere percepito come un'alternativa per i propri spostamenti quotidiani. Dopo mille vicessitudini, la ZTL è finalmente stata attivata. Nonostante lo scontento di molti, non si può negare che ad occhio si possa percepire una diminuzione dei veicoli in centro. Di contro, l'offerta di trasporto pubblico non è assolutamente sufficiente a garantire un'alternativa al trasporto privato. A questo si aggiunga la presenza di numerosi cantieri in città, di cui alcuni - come quelli dell'Anello Ferroviario - costituiscono una vera e propria gatta da pelare, senza possibilità di intravederne la fine. Il patrimonio arabo-normanno della nostra città è entrato a far parte del circuito UNESCO, il che si traduce in un maggiore impatto turistico e un maggior prestigio per la città a livello internazionale. Con l'aggiunta della recente nomina a Capitale Italiana della Cultura, e Manifesta 12 - la prestigiosa biennale di arte contemporanea - la città conquista maggiore appetibilità, e si discosta finalmente dai soliti stereotipi legati alla mafia, cominciando invece ad essere percepita come un luogo affascinante, pieno di contrasti, dal sapore multietnico, di forte interesse storico, architettonico, paesaggistico e folkloristico. Palermo comincia a fare "tendenza", e questa inversione di rotta potrebbe - se ben sfruttata - essere il passepartout per il rilancio economico della città. Cosa va migliorato? La condizione del manto stradale è un totale disastro. Ad eccezione di via Libertà - habitat della "Palermo bene" (o pseudo tale) - le strade di Palermo assomigliano più a "trazzere" di provincia: piene di buche, crepe, dislivelli, dissesti causati dalle radici degli alberi, totale assenza di segnaletica orizzontale, mancata pulizia delle caditoie. Una situazione ridicola che si perpetra da anni, e che questa amministrazione - come tutte quelle che l'hanno preceduta - non hanno saputo risolvere in alcun modo. La riqualificazione delle periferie è un altro tasto dolente, mai affrontato. Le periferie risultano scollegate, carenti di servizi di ogni genere e considerate spesso l'ultima ruota del carro, salvo ritornare "di moda" durante elezioni. Ad eccezione dello Sperone e dell'area Sud, leggermente riqualificata grazie all'arrivo del tram, di una fermata ferroviaria e di un centro commerciale, il resto delle periferie soffre di pessima salute. L'argomento non viene quasi mai affrontato, e il degrado si espande ogni giorno di più. Le aree verdi sono ridicole. Poco si era fatto, e qualcosa cominciava a smuoversi con l'apertura del Parco Cassarà, poi chiuso per la presenza di amianto. Ad oggi nessuna novità circa la riapertura e le operazioni di bonifica che dovrebbero aver luogo prima. Il Parco Cassarà è solo uno dei tanti fallimenti di questa città in fatto di aree verdi. Quelle di competenza comunale sono spesso lasciate all'incuria totale. Altrettanto fallimentari i tentativi di riqualificazione della Favorita, senza che sia stato presentato alcun piano convincente, tanto meno progetti seri per la restituzione di una delle più vaste aree verdi urbane di Italia ai cittadini palermitani. Il progetto della Metropolitana Leggera Automatica è stato definitivamente cassato, sostenendo che il governo non è più interessato a finanziare l'opera per la città di Palermo. Un fallimento misero e assolutamente privo di ogni lungimiranza. Sebbene l'amministrazione abbia rimarcato la volontà di espandere le linee di tram - ottima cosa, per carità - tutto ciò non può comunque sostituire a livello strategico la presenza di una metropolitana: l'unica infrastruttura in grado di garantire un trasporto passeggeri a maggiore capacità e maggiori frequenze. Un tram che collega il centro città alle borgate marinare è semplicemente svantaggioso, per via dei lunghissimi tempi di percorrenza che lo caratterizzano. Sul piano della ciclabilità, siamo ancora al medioevo. Le poche piste ciclabili esistenti sono assolutamente non fruibili, spesso non rispettate e pensate male. Nonostante viviamo in una città pianeggiante, con un clima perfetto per andare in bici tutto l'anno, non siamo ancora in grado di intendere la bici come un mezzo di trasporto che vada oltre l'uso ricreativo. Ad oggi, non sussistono le condizioni di sicurezza e agibilità per far sì che i palermitani possano scegliere la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo. Un paradosso, se consideriamo dal lato opposto i tentativi di AMAT nel lanciare un servizio di bike sharing che possa funzionare. La progettualità non tiene minimamente conto delle reali esigenze della cittadinanza, della preziosa collaborazione delle associazioni che vivono il territorio, e dei professionisti. Per dirla in parole povere...il Comune "sa fa a sulu". Nonostante più volte sia stata manifestata una volontà di apertura alla società civile, tale apertura è rimasta più uno spot che una reale collaborazione orientata all'ottenimento di risultati concreti. L'approccio adottato è più funzionale a sventolare una bandiera e mettere dei puntini sulla mappa, piuttosto che a programmare in modo serio lo sviluppo di questa città. Insomma, la propaganda viene prima delle cose fatte bene. Ancor più grave è che quasi mai sono stati indetti concorsi di idee per la realizzazione di opere belle e funzionali. Ad esempio, l'architettura nella nostra città resta ancora una chimera, e sembra destino che i numerosi giovani architetti dovranno continuare a vedere sprecate le proprie capacità per far da portaborse a decrepiti baroni presuntuosi. La differenziata è a livelli imbarazzanti. Nonostante qualcosina in più si faccia, le percentuali sfigurano miseramente di fronte a quelle di città come Milano o Torino, dove si arriva anche a superare il 40%. Bocciati. Sul piano dei controlli: zero assoluto. La Polizia Municipale continua a non pervenire, nonostante le numerose tirate d'orecchie. I sottopassi pedonali di viale Regione sono un ricettacolo per tossici, immondizia e teppisti. La terrazza della Cala è diventata una distesa di preservativi e fazzoletti usati. Posteggiatori abusivi e ambulanti dominano ogni zona della città, alimentando il malaffare e creando numerosi disagi alla popolazione. Il mercato del rubato a Ballarò continua a presenziare sotto gli occhi di tutti, tenendo in ostaggio residenti, ambulanze, traffico veicolare. La legalità in questa città è morta e sepolta. Si potrebbe continuare l'elenco, ma probabilmente non aggiungerei nulla a ciò che già sappiamo tutti. Abbiamo voluto mantenere i piedi per terra, proprio per rimarcare il fatto che questi sono punti che dovrebbero stare al centro della prossima campagna elettorale, e che potrebbero essere affrontati con serietà, senza necessitare di budget stratosferici, ma programmando e razionalizzando le risorse esistenti (al di là ovviamente di infrastrutture più complesse come la metropolitana, ad esempio). A proposito di questo, a breve annunceremo delle novità proprio relativamente alle prossime elezioni. Speriamo che si possa creare un percorso di continuità con quel poco che di buono si sta facendo, e che indipendentemente da CHI governerà questa città, il primo interessa possa essere quello dei cittadini di Palermo.

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