28 mag 2019

Anello Ferroviario | RFI da l’ultimatum alla Tecnis


Il comune di Palermo nei giorni scorsi ha chiesto la diffida del RUP in merito ai lavori relativi alla prima fase funzionale della chiusura dell’anello ferroviario di Palermo.

Non si è fatta attendere la nota di RFI in cui viene scritto espressamente: …la Società RFI S.p.A. svolge il ruolo di Soggetto Attuatore nel presente appalto, intima a codesto spettabile Commissario Straordinario di far conoscere le proprie determinazioni in merito alla prosecuzione o meno del rapporto contrattuale in argomento entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento della presente, decorsi i quali in assenza di riscontro il contratto si intenderà sciolto

01 - RFI-DIN-DIS.PAPECP20190000099 del 17.05.2019

In questi anni RFI ha sempre optato per la linea dialogante con Tecnis, nel timore che una rescissione del contratto portasse a un contenzioso milionario; anche perché finora le ferrovie hanno anticipato quasi 50 milioni di euro e non addebita solo al colosso catanese la colpa dei ritardi. Ma anche la pazienza delle Ferrovie sembra giunta al limite e a metà giugno, quindi, si potrebbe assistere al colpo di scena.

Ricordiamo che la Tecnis è guidata da tre commissari nominati dallo Stato che stanno provando a vendere alcune commesse dell’azienda, fra cui proprio l’anello ferroviario di Palermo; dopo la rinuncia dei Pessina, la procedura si è impantanata al ministero dello Sviluppo economico.

L’appalto che vale 152 milioni di euro si sarebbe dovuto concludere nel 2017, ma ad oggi è appena al 30%. Un ritardo che nessuno può tollerare, da RFI, al comune, ai cittadini/commercianti


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11 commenti per “Anello Ferroviario | RFI da l’ultimatum alla Tecnis
  • peppe2994 3364
    28 mag 2019 alle 11:37

    Io continuo a trovare ridicolo oltre ogni immaginazione, che nel 2019 ancora si stia dietro a questa roba. Non penso che al mondo possa esistere una scelta progettuale tanto scema. Facciamo finta, per assurdo che si completi l’opera, un treno ha tempi biblici per tutto. Poi magari ci tocca sentire la voce del treno regionale xxxx per fare 1 km im città.

    Nulla ha senso di questa vicenda, tuttavia collegare il porto con il centro ha molto senso, ma non così. In un mondo ideale sarebbe il caso di lasciare invariate le opere civili, cambiando tuttavia l’attrezzaggio da ferroviario a MAL. Al massimo resta spazio libero. Modifiche minime, utilità massima.

    • huge 2259
      29 mag 2019 alle 22:48

      Assolutamente d’accordo che l’anello dovrebbe essere scorporato dalle linee RFI.
      Più che l’attrezzaggio, l’impiantistica e il segnalamento , che comunque richiederebbero un investimento economico notevole, chi la gestirebbe l’infrastruttura? Non il servizio, ma l’infrastruttura di linea. La gestione di un’infrastruttura ferroviaria richiede un notevole impegno e ben specifiche competenze tecniche. Secondo me sarebbe un bel problema. E avrebbe senso solo all’interno di un sistema più ampio che includa anche la MAL lungo l’asse Oreto – Notarbartolo – Strasburgo.

      • peppe2994 3364
        30 mag 2019 alle 10:04

        Anche al tempo del tram nessuno sapeva dove mettere mani, hanno affidato appalto esterno.

        Comunque sia sì. Non l’ho scritto, ma era ovvio, anche perché senza la MAL dove lo fai il deposito e le officine ?
        Tuttavia per come stanno messe le cose, c’è più probabilità di intravedere un inizio lavori per la MOL piuttosto che la fine dei lavori dell’anello.

  • punteruolorosso 2157
    28 mag 2019 alle 13:27

    non capisco come lo faresti. cosa significa attrezzaggio ferroviario?
    e sì, condivido i dubbi su un’opera che nasce vecchia. potrebbero usare i tunnel per dei trenini più piccoli capaci di andare in entrambe le direzioni, o ampliare l’anello verso la stazione centrale facendolo salire da via lincoln

    • peppe2994 3364
      28 mag 2019 alle 15:39

      Una volta che c’è la galleria scavata, al posto di mettere rotaie da treno, si predispongono rotaie da metropolitana leggera.
      E’ assurdo impiegare 14 minuti per fare 3,5 km sul tratto in esercizio.
      Trenitalia si toglie il peso del gestire questa assurdità, liberando km preziosi da impegnare altrove nel contratto di servizio, e le frequenze nonché i tempi di percorrenza diventano accettabili. Un’opera nata male, si salverebbe.

      Purtroppo questo non verrà fatto per infiniti motivi burocratici, ma in prospettiva con l’anello completo di 6,5 km aspettiamoci un tempo di percorrenza di 30 minuti, quanto Notarbartolo – Punta Raisi, per raggiungere un punto (teatro Politeama) che dista neanche 2 km a piedi.

  • danyel 584
    28 mag 2019 alle 18:22

    Non se ne può più … sono ridicoli, una massa di incompetenti .. Palermo ancora sotto scacco a causa di questi lavori eterni … MA BASTA! Siamo nel 2019!!

  • saverioragusa 96
    30 mag 2019 alle 16:37

    La costruzione di tale infrastuttura è stata gestita male fin dall’inizio, ricordo ad esempio la creazione di una base di stoccaggio dei mezzi in viale campania che rimase vuota per mesi, salvo poi riaprire l’area alla circolazione. La gestione del cantiere è stata a dir poco ridicola considerando che siamo ancora al 30% e nessuno pagherà per questo se non noi cittadini che speravamo di poter usufruire del mezzo e tutti i negozi che hanno la strada sbarrata da anni(vedi via Sicilia)


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