11 lug 2017

L’AMAT e l’Inglese: questo sconosciuto


In questi giorni mi trovo a dover organizzare la logistica per un, seppur piccolo, evento che vedrà coinvolti partecipanti di alcune nazioni europee e dal Giappone ed era mia intenzione fornire anche informazioni sui trasporti pubblici, dato che questa rappresenterebbe anche un’occasione per visitare la nostra città.

Una volta appurato che il sito dell’AMAT è solo in Italiano, e che non è presente nessuna opzione per il cambio della lingua, armato di ottimismo, decido di chiamare il centralino dell’AMAT per chiedere se esista una versione del sito o perlomeno del materiale informativo in lingua Inglese.

Premetto che sia l’operatore del centralino che mi ha risposto, sia gli altri impiegati ai quali la chiamata è stata inoltrata, sono stati estremamente gentili, ma alle fine dei conti mi è stato riferito che non esiste una versione in Inglese del sito e che tantomeno non è disponibile nessun materiale informativo in questa lingua, nemmeno l’ombra di un pdf… unica nota positiva è la presenza delle linee bus sull’applicazione Moovit.

Considerando che Palermo non è una “piccola cittadina” e che i flussi turistici in arrivano sembra siano in aumento (come riportato ad esempio in questo articolo), credo sarebbe opportuno fare un piccolo sforzo per tradurre qualche pagina del sito in Inglese; sarebbe bello ed auspicabile che la nuova Amministrazione prendesse in considerazione anche questo genere di problematiche.


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15 commenti per “L’AMAT e l’Inglese: questo sconosciuto
  • abcdefgh 86
    11 lug 2017 alle 12:14

    Il popolo italiano ha ormai RINNEGATO LA PROPRIA LINGUA……………….! e questo e’ VERGOGNOSO e dimostra che ormai lo Stato Italiano e’ finito……………….tutti ostentano una terminologia inglese ……………viene da vomitare a sentire parlare la gente,soprattutto i giovani ….stupidi seguaci di ogni moda abominevole……..la gente e’ schiava del telefonino e passa l’intera giornata a guardarlo.
    Nelle altre Nazioni NON E’ COSI’ !!!!! in Francia si parla francese,in Germania tedesco….e cosi’ via solo in Italia e’ tutto uno schifo !!!!!del resto quando il delinquwente non va piu’ in carcere e viene pure osannato abbiamo detto tutto.
    Ammirio l’AMAT che usa la lingua italiana e abborrisce l’inglese di mme**a !!!!!

    • pietrox90x 39
      11 lug 2017 alle 18:34

      Qui si sta semplicemente discutendo di dare qualche informazione più dettagliata alla gente che visita Palermo. Nessuno ti sta chiedendo di rinnegare la tua lingua o parlare forzatamente l’inglese. La diffusione dell’inglese è dovuta a un mondo sempre più connesso e alla portata di tutti, e non come dici tu dallo stato italiano -.- . Io amo la mia lingua, il mio dialetto, il mio accento, credo però sia altrettanto bello poter comunicare con gente di altri luoghi, gente che non può far altro che ampliare il tuo bagaglio personale e culturale. Quindi ti consiglio (se non l’hai ancora fatto) di imparare l’inglese, aprire la tua mente e brontolare meno :). un saluto.

    • pittonic 40
      12 lug 2017 alle 13:41

      Ah ah ah
      Se l’intervento non voleva creare reazione o ilarità è preoccupante.

      Io chiederei al webmaster…ops, al responsabile del sito web…ops, mmm dell’AMAT, l’azienda di trasporti di una delle più grandi città italiane, se serve avere anche l’inglese.
      In realtà andrebbe chiesto al Consiglio di Amministrazione e magari anche al comune, maggiore azionista, che dovrebbe avere a cuore le sorti dell’AMAT.
      Dai Mobilita, chiediamolo al sindaco…

  • abcdefgh 86
    11 lug 2017 alle 12:16

    e aggiungo fra pochi anni la lingua italiana scomparira’……………………..fra immigrati che parlano GIUSTAMENTE la loro lingua e italiani IDIOTI che parlano inglese………………….

  • flegias 83
    11 lug 2017 alle 12:37

    Io sito dell’amat è semplicemente imbarazzante, fatto malissimo, poco accessibile ed aggiornato mai

  • Palerma La Malata 317
    11 lug 2017 alle 13:23

    Se qualche impoltronato dell’AMAT legge questo articolo penserà: “…il sito AMAT in Inglese?…Per i turisti?…Che si arrangino!”

  • Fabio 34
    11 lug 2017 alle 13:55

    Caro Utente “abcdefgh”, io trovo i suoi commenti abbastanza imbarazzanti. Occorre, a parer mio, fare distinzione tra disuso della lingua italiana e abuso della lingua inglese. Sono D’accordo sull’abuso della lingua inglese, solo perché “fa figo”, ma questo non vuol dire che bisogna elogiare L’AMAT per la mancanza della lingua inglese sul sito. Qui si tratta di un servizio turistico che potrebbe aiutare migliaia di visitatori. Come dice lei in Francia si parla il Francese, è vero, i francesi difendono molto (a volte troppo) la loro lingua, ma le assicuro che ovunque a Parigi tutto quello che concerne l’informazione sui mezzi pubblici è sia in Francese che in inglese. Anzi le dirò di più, capita anche di sentire annunci in Spagnalo, Italiano, Cinese e altre lingue che non capisco, Proprio perché si rendono conto che devono informare un popolo turistico il più variegato possibile. Quindi occorre fare una riflessione sul fatto che il sito AMAt fa schifo, a prescindere dalla lingua in cui è scritto, una versione inglese è proprio l’ABC per cominciare a rendere questa città civile e turistica. Spero che lei possa aprire un po’ di più le sue vedute invece di rimanere con i para occhi!!

  • Binario 104
    11 lug 2017 alle 14:59

    E qualcuno definisce l’AMAT come il fiore all’occhiello tra le partecipate del Comune! Ci si vanta tanto dei crescenti flussi turistici, dell’internazionalità e globalizzazione che sta interessando la nostra città, non sapendo e non volendo dare un minimo di servizio adeguato a chi decide di soggiornare… Poveri turisti sballottati in spazi n-dimensionali alla ricerca delle informazioni perdute.

  • Orazio 809
    11 lug 2017 alle 15:49

    Parlando delle prime dieci città italiane alcune più grandi, alcune più turistiche e moltissime comunque più internazionali di Palermo: pure a Napoli (ANM) Genova (AMT) Bari (AMTAB) Bologna (TPER) Catania (AMT) le aziende di trasporto urbano hanno siti internet solo in italiano. Su 10 aziende, AMAT inclusa, 6 hanno sito solo in italiano.

    Legittimo aspirare anche ad un sito in inglese, ce lo auguriamo tutti o quasi. Ma credere che l’erba del vicino sia sempre la più verde è un errore che denota come minimo provincialismo.

    • Orazio 809
      12 lug 2017 alle 20:02

      I fatti comunque sono questi, può piacere o meno, poi certo ci vuole poco a fare il leoncino da tastiera con il pollicino contro. Invece di mettere polici, informati.

  • friz 925
    11 lug 2017 alle 16:35

    Tradurre in inglese il sito sarebbe il minimo sindacale… sarebbe bene che fosse tradotto anche in francese spagnolo russo cinese arabo… e non comporterebbe grandi spese…. dato che la nostra “cara” classe politica butta nella munnizza un mare di danaro pubblico, almeno ne potrebbero spendere un piccola parte in maniera costruttiva….
    Detto questo rimango dell’idea che anche se facessero la traduzione del sito in inglese (e in altre lingue) comunque il trasporto pubblico palermitano resterebbe da terzo mondo… tempi di attesa ridicoli per una città europea…. in una delle GRANDI città europee un turista aspetta nelle ore di punta una metropolitana per 2 minuti (massimo tre minuti) e dopo velocemente va verso la destinazione… e invece a Palermo il turista si trova davanti pochi autobus o in nostro “caro” lentissimo tram… ma lasciamo perdere… non ripetiamo sempre quelle cose che spingono una marea di turisti a non ritornare in questa città…. le conosciamo tutti quelle cose… tutti tranne il nostro sindaco…

  • donn 25
    11 lug 2017 alle 16:37

    d’altro canto sulle auto della polizia municipale campeggia a caratteri cubitali la scritta “STREET CONTROL” (che poi e` un inglese un po` maccheronico, vuole forse dire “street patrolling”? )

  • peppe2994 2876
    12 lug 2017 alle 10:08

    La maggior parte dei siti italiani non sono tradotti in inglese. A parte il fatto che Google affina il suo traduttore di giorno in giorno, i dati sono disponibili sia su Moovit che su Google maps nella propria lingua. Non vedo tutto questo gran problema onestamente. A parte le grandi capitali anche all’estero non mi sembra di aver trovato chissà quanti siti tradotti.


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