24 mar 2017

Palazzetto dello Sport | Lavori bloccati e da ri-appaltare


Il 14 Febbraio, davamo l’annuncio dell’avvio dei lavori per il recupero del palazzetto dello sport di Fondo Patti, speranzosi che fosse la volta buona.

Tutto sembrava andare bene, se non fosse per un informativa interdittiva antimafia giunta dalla prefettura di Roma nei confronti della ditta affidataria dei lavori.
I lavori già l’1 Marzo sono stati sospesi, dopo neanche due settimane.
L’amministrazione comunale, sentita l’avvocatura, ha quindi deciso di rescindere in danno il contratto con la ditta vincitrice dell’appalto e dare mandato al RUP e al direttore dei lavori di curare una relazione sui lavori eseguiti così da procedere con il pagamento delle somme dovute.

Ecco il provvedimento:

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Adesso presumibilmente i lavori dovranno essere nuovamente affidati e ri-appaltati sperando una volta per tutte.
Purtroppo ci vorranno sicuramente mesi per poter tornare a parlare di lavori e operai a lavoro.


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17 commenti per “Palazzetto dello Sport | Lavori bloccati e da ri-appaltare
  • danyel 358
    24 mar 2017 alle 13:07

    L’ennesima barzelletta in stile palermitano .. eccola la città dei giovani e della cultura! Fanno ridere i polli!

    • paolinot 24
      24 mar 2017 alle 17:20

      Non per difendere l’amministrazione ma in questo caso non ha nessuna colpa, non critichiamo tanto per

  • huge 2128
    24 mar 2017 alle 13:23

    Ora dimmi che cavolo c’entra la città e la sua amministrazione?!! L’unico che fa ridere i polli qui sei tu.

  • Templare 427
    24 mar 2017 alle 15:27

    Certo non è fortunata questa struttura, è già la seconda volta che una ditta aggiudicataria dei lavori viene bloccata per l’antimafia. La prima volta toccò a Romagnoli, che si era aggiudicato l’appalto in origine. La sfortuna di Romagnoli fece quella di Cuoghi, il proprietario dell’Iveco volley, fulgida e rapida meteora nel panorama sportivo palermitano, l’esempio che tutti dovrebbero non seguire quando si vuole fare sport. Cuoghi, per puro caso (“mi trovavo lì”, disse :D) finì di costruire il palazzetto dopo la revoca dell’appalto a Romagnoli, giusto in tempo per portare titolo sportivo, Hernandez e Cantagalli altrove al Nord Italia. Chiaramente questa è una storia che ricordano in pochi, una pagina comunque importante per la città, testimonianza di come il vacuo da noi, abbia origini lontane.

    Qualcuno ha notizie se prima di dare in appalto i lavori al Comune abbiano almeno riesaminato il progetto originale della copertura? Perché rifarla tale e quale e quindi pronta ad essere spazzata via alla prossima bufera di tramontana, significherebbe veramente fare cabaret a nostre spese.

    • friz 775
      25 mar 2017 alle 8:33

      Ciao Templare…. la domanda che poni è interessante, ma sinceramente non ho la risposta… non lo so…
      La cosa che mi auguro sinceramente è che ci abbiano pensato, ma visti gli ultimi 5 anni non ci scommetterei nulla…
      Buona giornata!!!

  • friz 775
    24 mar 2017 alle 15:29

    Ma il comune, prima di affidare i lavori ad una ditta, non dovrebbe controllare se la ditta in questione è pulita o no?
    …e prima di fare partire i lavori, il comune non dovrebbe accertarsi che tra la fase dell’affidamento e il momento dell’inizio dei lavori la ditta abbia continuato a mostrare una certa serietà?
    ….e mi chiedo: se certi controlli preventivi non si fanno in Sicilia dove si dovrebbero fare? Forse in Lombardia?
    Faccio queste domande non per scatenare polemiche, ma per capire se le leggi attualmente in vigore sono serie o ridicole… credetemi non so se siano serie o no… non conosco la normativa riguardante queste tematiche, ma visto cosa accade rimango perplesso… voglio dire che se i lavori sono iniziati due settimane fa, presumo che fino a due settimane fa quella ditta era considerata affidabile… ma poi nelle ultime due settimane cosa è accaduto? Cosa hanno combinato nelle ultime due settimane i titolari di quella ditta?

    • renard 225
      24 mar 2017 alle 15:38

      Il Comune non ha i mezzi per fare queste verifiche, il compito spetta alla Prefettura che infatti ha segnalato la ditta.

      Riguardo l’articolo, perché si devono riappaltare i lavori? Credo possano essere affidati alla ditta seconda classificata senza fare un’amica gara.

      • friz 775
        24 mar 2017 alle 16:06

        Ciao Renard, chiedo a te perchè ovviamente ne sai più di me:
        Ma il comune, prima di fare partire i lavori, non dovrebbe aspettare una risposta dalla prefettura?
        …faccio questa domanda perchè a rigor di logica, dovrebbe essere la cosa più razionale da fare…
        Generalmente se un imprenditore vuole assumere un dipendente che non abbia precedenti penali, prima fa dei controlli sul candidato, e subito dopo, se i controlli dimostrano che quella persona è pulita, la persona in questione viene assunta e può iniziare a lavorare… Nel nostro caso invece sembra che prima la “persona” viene assunta, poi inizia a lavorare….e infine si controlla che non abbia precedenti penali… da un punto di vista razionale c’è qualcosa che non funziona… probabilmente si dovrebbe cambiare qualche legge…

    • Fulippo1 1336
      24 mar 2017 alle 16:47

      Assolutamente d’accordo. Prima di affidare realmente alla vincitrice di appalto i lavori, controlli antimafia e di sostenibilità economica dovrebbero essere effettuati totalmente.
      Considerando però che le gare di appalto vengono fatte mesi prima, rispetto all’inizio lavori, è probabile che i controlli siano stati fatti mesi fà. Nel frattempo purtroppo, può essere successo di tutto, indagini che portano alla luce nuovi elementi, assunzioni poco chiare e via dicendo. Non credo proprio si tratti di una “svista”.

      • Orazio 715
        24 mar 2017 alle 16:52

        Comprenderai tu stesso che l’infiltrazione mafiosa può sopravvenire in corso di esecuzione di contratto e anche per fatti che non c’entrano strettamente col contratto stesso.

  • Orazio 715
    24 mar 2017 alle 16:50

    L’interdittiva antimafia è evidentemente sopravvenuta a fronte di una situazione precedentemente “pulita”. L’ “antimafiosità” deve procedere passo a passo con la vita del contratto, dall’inizio all’ultimo pagamento.

    Altra ipotesi è che l’interdittiva, richiesta per tempo all’epoca dell’aggiudicazione, sia arrivata ben oltre i termini entro cui la Prefettura deve rispondere, 45 giorni mi pare, o sono 30, oltre i quali l’Amministrazione deve procedere comunque salvo risolvere il contratto.

  • Fulippo1 1336
    24 mar 2017 alle 16:52

    Poi vorrei dire a chi parla di far ridere i polli, che non c’è proprio nulla da ridere. Anzi verrebbe da piangere leggendo certi commenti. Anziché criticare a “matula”.. indignatevi per la mancanza di onesta di chi è colluso con la mafia, a danno nostro, facendo si che la nostra città non riesca mai a fare un passo avanti….


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