24 feb 2016

FOTO | Il nuovo sottopassaggio della SS113 a Carini prende forma


I lavori di raddoppio del passante ferroviario di Palermo coprono una tratta ferroviaria di 32km e tante sono le opere accessorie che sono in fase di realizzazione per permettere la soppressione di alcuni passaggi a livello e il miglioramento della viabilità.

Ci troviamo sulla Strada Statale 113 e l’intervento consiste nel realizzare un nuovo sottopasso stradale per permettere al treno di transitare in superficie riducendo così i rischi di eventuali incidenti e abolire i tempi di attesa dietro ad un passaggio a livello chiuso, come accadeva fino a qualche mese fa.

Sbloccato lo spostamento dei cavi di media tensione (MT) si è potuto procedere con i lavori che vi avevamo documentato qualche mese fa e procedere con l’avanzamento dei muri di sostegno delle rampe, realizzati in elementi in c.a.p. (cemento armato precompresso) incastrati alla base in robuste fondazioni

Il ponte sul torrente Ciachea è sottoposto a carico permanente, quindi in fase di collaudo.
Si può notare come il vecchio ponte ferroviario sia stato demolito. Adesso si procederà alla esecuzione di un nuovo ponte per consentire al corso Isola di scavalcare il ciachea e ricongiungersi alla SS113 all’altezza della nuova rotatoria,

Ringraziamo Sario, Domenfry per le foto e Roberto.Palermo per le spiegazioni tecniche:


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9 commenti per “FOTO | Il nuovo sottopassaggio della SS113 a Carini prende forma
  • cirasadesigner 996
    24 feb 2016 alle 12:23

    Onestamente non comprendo la scelta dopo aver speso tanti milioni di € per realizzare tutte queste opere, di lasciare le palificazioni cosi in vista, non sarebbe stato più saggio anche ai fini di una corretta impermiabilizzazione ricoprirle con pannelli in cemento precompresso?

  • walter 45
    24 feb 2016 alle 12:47

    Salve, passo spesso in bici dallo svincolo in costruzione, non capisco dove e come raccorderanno i binari ex keller.

    • Lio Settantasei 174
      24 feb 2016 alle 15:32

      e xchè dovrebbero, la keller è chiusa da tempo e nn mi pare ci sia un futuro di produzione li, nn credo neppure che la linea che porti dentro lo stabilimento sia di proprietà di FS

    • Lio Settantasei 174
      24 feb 2016 alle 15:34

      giusto!!! da oggi in poi usiamo solo il legno x l’edilizia!!! ahh no poi disboschiamo il mondo, allora usiamo il fango che di quello ce nè tanto!!!

      • punteruolorosso 1574
        25 feb 2016 alle 13:24

        Tipica risposta alla donald trump. Il mondo va proprio a rotoli. Il mio paesaggio è più importante del profitto di quelle sanguisughe delle cave di mafia.

        • Lio Settantasei 174
          25 feb 2016 alle 13:30

          tipica risposta da alice nel paese delle meraviglie, immagino che tu viva in una caverna allora xchè se nn è cosi, e dicendoti questo nn vorrei sconvolgerti, anche casa tua è stata costruita con materiale proveniente da cave, cosi come tutti gli oggetti che usi esclusi quelli di origine petrolifera o organica

          • punteruolorosso 1574
            25 feb 2016 alle 15:55

            No c’è modo di riciclare il cemento delle costruzioni abbattute senza distruggere le montagne. solo da noi è così. Altrove le valorizzano. Noi bruciamo i boschi e facciamo le cave. Bei pirla che siamo

  • cirasadesigner 996
    24 feb 2016 alle 16:24

    Vorrei fare una precisazione a chi scriveva prima di raccordo per lo stabilimento. non è un raccordo Keller ma Ansaldo Breda ex Imesi, da quello che so, qualche mese fa è stato firmato un accordo tra l’Ansaldo Breda e Ferrovie per l’acquisizione dello stabilimento da parte di quest’ultima in maniera da trasformare lo stabilimento in officine attrezzate al restailing delle carrozze ferroviaire.
    A tale scopo sono transitait quasi 200 ex operai in Ferrovie per garantire questo servizio.
    Quindi credo che il raccordo ferroviario sarà mantenuto, probabilmente spostato a monte ma dovrebbe essere mantenuto per poter garantire la movimentazione del materiale rotabile cosi si conviene.
    Nei periodi di massima produttività dello stabilimento Imesi, sono arrivait a produrre anche 17 carrozze in un mese, fasti di un passato industriale e produttivo, che la Piana di Carini purtroppo non vive più….


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