10 feb 2015

I paraocchi dietro l’orgoglio terrone


keep-calm-and-love-terronia

Il sito web del collettivo Abattoir, ci cita oggi in un articolo dal titolo “Non tutte le munnizze vengono per nuocere“, in risposta al nostro di ieri pomeriggio “Cari palermitani: è peggio Salvini, oppure voi?”.

Gli argomenti della collega sono tanti, ed è pertanto nostra premura controbattere punto per punto, dato che non condividiamo la posizione assunta.

L’articolo tende a giustificare, o quanto meno sminuire, la gravità del comportamento assunto da alcuni manifestanti, in occasione del raduno anti-Salvini tenutosi domenica 9 febbraio 2015. Prima di tutto, prendendo ad esempio manifestazioni tenutesi in altre città, dove la gente ha lasciato per terra di tutto.

La prima domanda che vorrei fare all’autrice del post in questione è: quindi se nelle altre città si gettano da un burrone, lo facciamo pure noi? Oppure si presuppone che, siccome Palermo è una città del sud – dove regna l’anarchia assoluta e la totale assenza di educazione civica – allora quando in luoghi più “in” vengono attuati cattivi comportamenti, noi siamo automaticamente assolti?

In tal caso, ci tengo ad evidenziare una sottintesa auto-ghettizzazione che traspare dall’articolo in questione, che lascerebbe presupporre che “se lo fanno altrove, figuriamoci da noi”. Come se noi non potessimo aspirare a qualcosa di meglio. Come se, anziché elevare il senso civico, non potessimo ambire ad altro che non sia usare come metro di paragone città più civili di noi…aspirando tuttalpiù a raggiungerle un giorno, anziché percorrere il sentiero dell’auto-miglioramento, prima di tutto per noi stessi, e non per sventolare alcuna bandiera di sorta: orgoglio terrone compreso (da notare tra l’altro l’insistenza nell’auto-ghettizzazione, arrivando ad inventare il termine “orgoglio terrone” e ostentando orgoglio per un termine dispregiativo coniato al nord per insultare noi del sud).

E’ chiaro che #orgoglioterrone assume i contorni di una provocazione nei confronti dei leghisti, ma in quanto tale, dovrebbe essere usata “contro”, assumendo atteggiamenti che smentiscano le accuse che la Lega ha sempre lanciato contro la gente del sud. E invece?

Invece una manifestazione che invoca il RISPETTO della Sicilia, termina non solo con cartacce a terra, bottiglie di plastica, cartelli impregnanti dalla pioggia e schifezze varie; ma con decine di muri del centro storico imbrattati da spray con la sola finalità di scrivere insulti a Salvini, e con tantissimi manifesti affissi laddove è vietata l’affissione. Il risultato? Si snatura il senso stesso della manifestazione. Se rispetti la tua terra, non la tratti in quel modo. E non c’è legittimazione che tenga.

Il vero senso di quello schifo lasciato a terra, è che quelle persone hanno delegato a qualcun altro le loro responsabilità. Sarà qualche spazzino a fare il lavoro sporco. Sarà qualche privato a doversi ripagare la verniciatura dei muri. Questo è amore? Questo è #orgoglioterrone?

Se ami la tua terra, non la tratti in quel modo. La verità, cara collega, è che l’orgoglio terrone ve preso alla lettera, purtroppo. Un orgoglio fittizio, fatto di amore per le cose che non si sono dovute conquistare. Il palermitano vuole godere per meriti che non ha, diciamola tutta. Vuole essere orgoglioso per risultati di poco conto, o conseguiti in altre epoche storiche, talmente lontane e talmente distanti anche dal nostro modo di pensare, che ormai è come se non ci appartenessero affatto.

Amo Palermo perché è bella? Non ci rendiamo conto che profaniamo la sua bellezza da più di 70 anni, senza fare nulla. Tuttalpiù, è la bellezza di Palermo che resiste all’orda di barbari che la popolano. Nessun intervento di architettura degno di nota dal ’900 in poi (salvo rarissime eccezioni), il sacco degli anni 70, la sporcizia, il degrado. Tutta opera dei palermitani, senza distinzione tra cittadini e amministratori.

Amo Palermo per il sole? Sai che fatica per conquistarselo.

Amo Palermo per il mare? Non si vede neanche più. Lo abbiamo devastato con 50 km di costruzioni abusive, oltre che inquinato le sue acque, per la maggior parte non più balneabili.

Amo Palermo per l’arancina “accarne” e il pane con le panelle? Suppongo che siano argomenti molto validi nei contesti europei.

Amo Palermo perché amo IL Palermo? L’orgoglio di una città non si misura dai suoi risultati calcistici, ma dalla qualità della vita. Andare a sbraitare per 90 minuti allo stadio non significa nulla. Il miracolo sarebbe che quegli stessi tifosi, una volta usciti dallo stadio, non andassero a prendere le loro macchine posteggiate in tripla fila o sui marciapiedi, non pagassero i posteggiatori abusivi e non sporcassero la città. Tra l’altro abbiamo diverse volte condannato i comportamenti dei tifosi: QUI AD ESEMPIO.

E mi permetto di sottolineare questo concetto, perché purtroppo abbiamo reinterpretato la parola “orgoglio” sulla base delle nostre convenienze, e della nostra ignavia. La parola orgoglio dovrebbe essere uno stimolo ad elevarsi, a raggiungere mete più alte, non a scavare nei pochi aspetti positivi che ci restano, nascondendo la testa nella sabbia nell’attesa che tutto il resto si risolva da sé.

La collega continua l’arringa sostenendo che “cu mancia fa muddichi”. A questo punto mi chiedo quale sia il reale scopo della manifestazione anti-Salvini. No, perché a primo acchito, l’impressione è che si sia regalata moltissima visibilità ad un leader che, per i precedenti storici del suo partito nei confronti del Sud Italia, non avrebbe di certo meritato tutta questa importanza.

E invece? Il Sud gli fa un grande regalo: legittima Salvini come leader talmente importante e pericoloso per la Sicilia, da sentirsi in dovere di scendere in piazza e insudiciare la città per manifestare il proprio dissenso. Risultato? Non solo Salvini se ne torna vittorioso in patria, con tutti i telegiornali che lo esaltano, ma per giunta il “terrone” lascia il segno del suo passaggio, dando per l’ennesima volta ragione ai “polentoni” – con estremo dolore da parte di tutti i siciliani civili, che non vengono rappresentati certo da questi quattro vandali.

Se si voleva “combattere” Salvini, per una volta tanto non ci sarebbe stato nulla da fare…bastava contraccambiarlo con l’indifferenza totale. Qualsiasi leader che si rispetti ha i suoi nemici, e Salvini in questo modo se li è conquistati. Se invece fosse stato totalmente ignorato, nessuna legittimazione di sorta lo avrebbe raggiunto.

A questo, dovrebbe aggiungersi un’altra importante domanda. In tutti questi anni la Sicilia è stata governata da una classe politica CRIMINALE, che ne ha prosciugato le casse, devastando ogni risorsa disponibile. La nostra terra è stata depredata e stuprata, non certo dal barbaro nordico, ma da siciliani stessi: politici corrotti, gente di malaffare e collusa coi poteri criminali, che ha sperperato denaro pubblico, devastando un territorio ricchissimo di risorse, e condannando la sua gente ad un’esistenza miserevole. Dov’erano tutti quanti?!

Si è mai visto un cartello alzato contro questi criminali? Non mi risulta. Si è mai visto protestare per le carenze del servizio di igiene pubblica, per la manutenzione delle strade, per gli allagamenti invernali, per la viabilità pessima, per un trasporto pubblico in condizioni critiche, per i livelli allarmanti di inquinamento? NO. E allora mi chiedo: siamo così sicuri di noi stessi da poter affermare che la Sicilia non sia, almeno in parte, il ritratto di ciò che la Lega ha sinora descritto? Al netto ovviamente di strumentalizzazioni politiche, che sminuiscono la credibilità dei partiti.

Siamo sicuri di non aver colpevolmente dato ragione a questi “polentoni” che oggi osano farsi vedere dalle nostre parti dopo decenni di insulti?

Perché al di là del fatto che persino a Zurigo i manifestanti potrebbero per una volta l’anno lasciare un mondezzaio a terra (dubito fortemente per quanto riguarda le scritte sui muri), resta poi che uno svizzero gli altri 364 giorni l’anno vive in maniera impeccabile, rispettoso della propria città e forte di un senso civico che la maggior parte di noi non sa nemmeno dove stia di casa.

A questo va aggiunto il solito vizietto nel sostenere che “le regole sì, vanno ovviamente rispettate. Però, ci sono occasioni in cui è più importante….”. Insomma, le regole a libera interpretazione. Questa cosa non mi stupisce tanto da parte di chi assume comportamenti sbagliati, ma da parte di chi invece è dotato di senso civico e tende a giustificare questo modo di pensare e agire!

Quindi, cara collega, rimbocchiamoci le maniche e assumiamoci le nostre responsabilità, senza alcun vittimismo di sorta. Siamo noi che dobbiamo tirarci fuori da questa miseria, e nessuna manifestazione con lancio d’arance annesso – e che verrà dimenticata il giorno dopo nell’indifferenza di tutti – potrà cambiare il corso delle cose.

Non si cambia attraverso eventi sporadici, condotti in maniera discutibile. Si cambia giorno per giorno, prima di tutto attraverso noi stessi. Si cambia attraverso l’autocoscienza, il consumo critico, il rispetto per sé stessi e per gli altri, la scelta di una mobilità sostenibile, la raccolta differenziata. O se volessimo condensare il tutto in un’unica parola: si cambia attraverso IL RISPETTO.

Pertanto, cara collega, mi perdonerà se non concordo con la sua accusa di “falso perbenismo”. Cerchiamo invece di cambiare rotta, perché questa città è diretta verso il baratro. E non saranno i giri di parole a salvarci, ne quattro cartelli lasciati a terra, ma una forte presa di coscienza per possa consentire quella virata all’ultimo minuto, prima del punto di non ritorno.

48 commenti per “I paraocchi dietro l’orgoglio terrone

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  • antony977 165912
    11 feb 2015 alle 14:09

    Per favore, non travisiamo il senso del post in pregiudizi politici, pro o contro un’ideologia.
    Grazie.

  • Athon 830
    11 feb 2015 alle 14:41

    @Jerax…

    Non mi era mai capitato di leggere un commento su Mobilita Palermo così palesemente offensivo, arrogante, superficiale, qualunquista e pressappochista.

    È chiaro che simili posture, così generaliste e poco equilibrate, non servono proprio a nulla. Evidentemente ignori il fatto che in Sicilia c’è un sacco di gente innamoratissima in modo viscerale della propria terra, e che dunque si comporta di conseguenza.

    Visto che il tuo commento si presenta soltanto come un’accozzaglia di espressioni e concetti apertamente dispregiativi, francamente lo considero con un valore inferiore a due lire.

    Detto questo ti propongo alcune citazioni, tra le tante che potrei scegliere, di cui farai l’uso che meglio credi. Sulla base del tuo disprezzo così categorico per la Sicilia, Palermo, i siciliani e i palermitani, puoi anche cestinarle del tutto; per noi sarà indifferente. D’altra parte, noi fieri siciliani e fieri palermitani, che a differenza tua coltiviamo e promuoviamo atteggiamenti propositivi, continueremo invece a tenerle presenti.

    «A me dà fastidio chi parla male della Sicilia, ma ne parla male perché il giudizio non è tale, è mal motivato, è piuttosto un qualcosa di non corrisposto, un risentimento» (Manlio Sgalambro)

    «E quindi è diventato scrittore. Bravo. Ogni tanto tornerà per le vacanze, magari per vedere i suoi, ci criticherà ferocemente perché lui vive nella civiltà. Ma una cosa non sa, che questa terra come la Ionia di Eraclito e Anassagora è magica, e richiama sempre coloro che gli appartengono, come se esercitasse un diritto. La legge dell’appartenenza. E anche per lui un giorno inevitabile, il ritorno. Sarà il clima, la luce, l’aria…Una granita di mandorle!» (Manlio Sgalambro)

    «All’inizio della mia carriera l’essere siciliana e il forte accento del dialetto, mi rendeva molto insicura; pensavo che al di là dello Stretto di Messina tutto fosse più interessante e coinvolgente. Crescendo e acquisendo più fiducia in me stessa e nella mia sicilianità, invece, mi sono resa conto che non solo non abbiamo nulla in meno, ma che bisogna con ogni strumento difendere il nome della Sicilia» (Maria Grazia Cucinotta)

    [ai siciliani] «Avete un po’ la vocazione a piangervi addosso, ma Rosa fresca aulentissima, la prima espressione poetica della lingua italiana, è vostra, siete imbattibili per la cultura, la letteratura, la cucina. Per la corruzione purtroppo non avete nessun primato, l’Italia intera soffre di corruzione e i corrotti quando si incontrano si riconoscono subito» (Dario Fo)

    «Scappare? Ma come si può scappare dalla Sicilia? La Sicilia è un’isola felice! Ogni siciliano vero vorrebbe viverci ma spesso per motivi lavorativi, purtroppo è impossibile. Mi sorprendo di te, siciliano, che ti accontenti di vivere a Torino o a Roma e non hai voglia di Sicilia. Lì si vive bene. C’è una cultura incredibile. Palermo è stata una capitale durante il dominio arabo e normanno. Io non vivo in Sicilia perché sono attaccato al Friuli che è la mia terra, ma un siciliano che non vuole stare in Sicilia non lo capisco» (Maurizio Zamparini)

    «[…] di Salvatore Quasimodo nella cui poesia il tema dell’esilio si lega amaro e dolente, ma splendido nella memoria dei luoghi perduti, a quello del poeta arabo Ibn Hamdis, siciliano di Noto. E questa può anche essere una chiave per capire la Sicilia: che alla distanza di più di otto secoli un poeta di lingua araba e un poeta di lingua italiana hanno cantato la loro pena d’esilio con gli stessi accenti: vuote le mani, – dice Ibn Hamdis, – ma pieni gli occhi del ricordo di lei» (Leonardo Sciascia)

    La lista potrebbe continuare.

    «Ebbi rimorsi di non essermi sentito Siciliano abbastanza; di avere esagerato anch’io i difetti del carattere isolano, e di avere apprezzato equamente pregi e particolari ogni volta che, interrogato, avevo dovuto ragionare; ebbi rimorso di non aver difeso clamorosamente, e senza sciocche gonfiezze di amor provinciale, la Sicilia, quando l’avevo sentita mal giudicata o calunniata… cosa non rara purtroppo!» (Luigi Capuana)

  • Athon 830
    11 feb 2015 alle 14:45

    @Jerax…

    Non mi era mai capitato di leggere un commento su Mobilita Palermo così palesemente offensivo, arrogante, superficiale, qualunquista e pressappochista.

    È chiaro che simili posture, così generaliste e poco equilibrate, non servono proprio a nulla. Evidentemente ignori il fatto che in Sicilia c’è un sacco di gente innamoratissima in modo viscerale della propria terra, e che dunque si comporta di conseguenza.

    Visto che il tuo commento si presenta soltanto come un’accozzaglia di espressioni e concetti apertamente dispregiativi, francamente lo considero con un valore inferiore a due lire.

    Detto questo ti propongo alcune citazioni, tra le tante che potrei scegliere, di cui farai l’uso che meglio credi. Sulla base del tuo disprezzo così categorico per la Sicilia, Palermo, i siciliani e i palermitani, puoi anche cestinarle del tutto; per noi sarà indifferente. D’altra parte, noi fieri siciliani e fieri palermitani, che a differenza tua coltiviamo e promuoviamo atteggiamenti propositivi, continueremo invece a tenerle presenti.

    «A me dà fastidio chi parla male della Sicilia, ma ne parla male perché il giudizio non è tale, è mal motivato, è piuttosto un qualcosa di non corrisposto, un risentimento» (Manlio Sgalambro)

    «E quindi è diventato scrittore. Bravo. Ogni tanto tornerà per le vacanze, magari per vedere i suoi, ci criticherà ferocemente perché lui vive nella civiltà. Ma una cosa non sa, che questa terra come la Ionia di Eraclito e Anassagora è magica, e richiama sempre coloro che gli appartengono, come se esercitasse un diritto. La legge dell’appartenenza. E anche per lui un giorno inevitabile, il ritorno. Sarà il clima, la luce, l’aria…Una granita di mandorle!» (Manlio Sgalambro)

    «All’inizio della mia carriera l’essere siciliana e il forte accento del dialetto, mi rendeva molto insicura; pensavo che al di là dello Stretto di Messina tutto fosse più interessante e coinvolgente. Crescendo e acquisendo più fiducia in me stessa e nella mia sicilianità, invece, mi sono resa conto che non solo non abbiamo nulla in meno, ma che bisogna con ogni strumento difendere il nome della Sicilia» (Maria Grazia Cucinotta)

    [ai siciliani] «Avete un po’ la vocazione a piangervi addosso, ma Rosa fresca aulentissima, la prima espressione poetica della lingua italiana, è vostra, siete imbattibili per la cultura, la letteratura, la cucina. Per la corruzione purtroppo non avete nessun primato, l’Italia intera soffre di corruzione e i corrotti quando si incontrano si riconoscono subito» (Dario Fo)

    «Scappare? Ma come si può scappare dalla Sicilia? La Sicilia è un’isola felice! Ogni siciliano vero vorrebbe viverci ma spesso per motivi lavorativi, purtroppo è impossibile. Mi sorprendo di te, siciliano, che ti accontenti di vivere a Torino o a Roma e non hai voglia di Sicilia. Lì si vive bene. C’è una cultura incredibile. Palermo è stata una capitale durante il dominio arabo e normanno. Io non vivo in Sicilia perché sono attaccato al Friuli che è la mia terra, ma un siciliano che non vuole stare in Sicilia non lo capisco» (Maurizio Zamparini)

    «[…] di Salvatore Quasimodo nella cui poesia il tema dell’esilio si lega amaro e dolente, ma splendido nella memoria dei luoghi perduti, a quello del poeta arabo Ibn Hamdis, siciliano di Noto. E questa può anche essere una chiave per capire la Sicilia: che alla distanza di più di otto secoli un poeta di lingua araba e un poeta di lingua italiana hanno cantato la loro pena d’esilio con gli stessi accenti: vuote le mani, – dice Ibn Hamdis, – ma pieni gli occhi del ricordo di lei» (Leonardo Sciascia)

    «Ebbi rimorsi di non essermi sentito Siciliano abbastanza; di avere esagerato anch’io i difetti del carattere isolano, e di avere apprezzato equamente pregi e particolari ogni volta che, interrogato, avevo dovuto ragionare; ebbi rimorso di non aver difeso clamorosamente, e senza sciocche gonfiezze di amor provinciale, la Sicilia, quando l’avevo sentita mal giudicata o calunniata… cosa non rara purtroppo!» (Luigi Capuana)

    La lista potrebbe continuare.

  • Jerax 33
    12 feb 2015 alle 9:26

    @Anthon

    Se avessi avuto più calma nel leggere avresti letto che, io non ho disprezzato la sicilia in quanto terra. Anzi…la reputo una splendida regione piena di posti meravigliosi da far vedere. Non disprezzo l’essere siciliano però ne tanto meno lo vedo un motivo di vanto.

    Io ho solo espresso un mio parere in merito all articolo e ai commenti. Ho solo detto che è facile attribuire un articolo ad una fazione politica o scagliarsi contro le istituzioni quando in realtà la vera mela marcia sono i cittadini.
    Stavo generalizzando perchè ahime, sono sicuramente più le persone che pur vivendoci la trattano di Merda palermo che quelle che la rispettano. E ti assicuro che anche se oramai sono un vacanziero della sicilia, quando vengo la tratto meglio di molti palermitani che la portano su un palmo della mano vantandosi di essere siciliani e poi sono i primi a bruciarla.

    Che poi personaggi più o meno famosi ne parlano bene, lasciano il tempo che trovano, anche perche quasi tutti quelli citati da te neanche ci vivono più. ;)

  • Jerax 33
    12 feb 2015 alle 9:36

    @Anthon

    Il fatto che mi citi 4/5 personaggi più o meno famosi non è che cambia la mia opinione. Anzi tra i vari personaggi da te citati, probabilmente nessuno di loro vive più in sicilia ;)

    Premesso questo, se ti fossi soffermato un po meglio nella lettura di quanto ho scritto avresti notato che Critico gli abitanti. NON LA TERRA.
    Io reputo la sicilia una splendida regione, piena di storia e di posti da vedere MA tenuta di MERDA.
    E L’essere tenuta di merda non è dovuto sicuramente soltanto alle varie amministrazioni politiche o al fatto che fossero di DX o SX. L’essere tenuta di merda è al 90% colpa di chi ci vive.

    Vuoi degli esempi? davvero li vuoi? te ne potrei dare una lista cosi lunga che ci vorrebbero 10 blog a contenerli tutti….

    Il mio commento era riferito principalmente a chi incolpava le varie amministrazioni di sperpero di soldi, di iniziative inutili quando le stesse iniziative in altre citta sono il fiore all’occhiello delle stesse. Evidentemente il problema non sono le amministrazioni ma i cittadini che non li sanno sfruttare.

    Poi aggiungo, da vacanziero, la tratto molto meglio Palermo IO di voi che ci vivete. Posso metterci la mano sul fuoco

  • Athon 830
    12 feb 2015 alle 19:22

    @ Jerax

    I “personaggi” da me citati hanno sempre manifestato un legame fortissimo con la Sicilia, e ne potrei aggiungere ancora parecchie decine. Gente semplicemente fiera della propria sicilianità, e non per questo incapace di discutere anche delle cose che andrebbero migliorate.

    Ti ricordo solo Salvatore Quasimodo che con la “sicilitudine”(neologismo attibuito a Leonardo Sciascia per definire il sentimento di attaccamento viscerale alla Sicilia) delle sue raccolte liriche ha regalato un altro premio Nobel per la letteratura alla Sicilia, e quindi anche all’Italia.

    E visto che avanzi l’ipotesi che possa trattarsi di gente che non vive e/o che non ha voluto vivere in Sicilia, voglio proporti un’emblematica affermazione di Giovanni Verga: «Per me io voglio morire dove son nato [...] Ringrazia Dio piuttosto, che t’ha fatto nascer qui; e guardati dall’andare a morire lontano dai sassi che ti conoscono.»

    Era la sua scelta; poi è chiaro che ognuno è libero di decidere legittimamente dove vivere. Il mondo è grande. Se tu dichiari di esser felice di vivere lontano dalla Sicilia, lo rispetto sinceramente. È la tua verità nonché un tuo diritto.

    Ma non credere che tutti la pensino come te. Io per esempio, al contrario tuo, ogni tanto lascio la Sicilia solo per andare in vacanza altrove, per un paio di settimane o un mesetto al massimo. Poi però torno perchè francamente qui ci sto bene, ne sono molto fiero e provo, nel mio piccolo, nella mia quotidianità, a fare qualcosa di buono per la mia terra.

    Probabilmente ognuno di noi inquadra e valuta la realtà che ci circonda secondo quelle che sono le direzioni fornite dalla propria mente. C’è chi è portato a dar maggior peso alle criticità, chi invece tende a far leva sugli aspetti positivi. Io appartengo alla seconda categoria ma, in genere, mi sforzo di estraniarmi dalla mia spontanea postura per non perdere del tutto di vista i problemi e poterne anche parlare.

    Infatti credo che l’attitudine migliore sia quella che tende a costruire argomentazioni equilibrate.

    Il tuo affondo indistinto contro i palermitani, manifestato con espressioni come “Voi cittadini”, “È causa vostra”, “Avete la malata abitudine…”, “Voi con i vostri comportamenti più o meno “mafiosi” ed “incivili”, “Tratto molto meglio Palermo IO di voi che ci vivete” etc…etc…, meritava un contraddittorio.

  • annibalec 58
    14 feb 2015 alle 12:33

    Antony977, con tutta la stima, davvero vi attaccate a quattro uova spiaccicate per terra? per carità dai.


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