11 mar 2013

Palermo in serie B, la città in serie Z


Da provocatore quale sono, non mi resta che esclamare “deo gratias!”. Non se ne poteva veramente più di questo insulto all’intelligenza. Il calcio unisce i popoli? Il calcio è l’oppio dei popoli! Tanto per riesumare un Marx in versione 2.0. La rete continuamente invasa da commenti insopportabili, notizie di tifosi che si mobilitano e protestano contro il presidente, pianti, lacrime amare, i giornalisti sportivi che invocano la fede calcistica manco stessero parlando di reliquie di santi. Finalmente questo patetico circo è finito. Del Palermo in serie B non me ne frega niente! Si può dire? Ooooh!

Per carità, ho apprezzato in passato anche io i risultati della squadra. Se non altro perché finalmente un po’ di immagine all’estero avrebbe potuto fare da vetrina anche per la città. “Magari con questa scusa potremmo rilanciarci e utilizzare un prestigioso profilo sportivo per portare qui nella nostra città eventi importanti che trascinerebbero con sé trasformazioni fisiche importanti”, mi dicevo. L’illusione è svanita qualche anno dopo, quando ho avuto modo di formarmi un’opinione dettagliata sul signor Zamparini.

Non che io sia nella posizione di giudicare quello che un imprenditore vuol fare con la sua squadra, ma posso giudicare il suo operato sulla base dei proclami e del voler fare leva sull’ingenuità dei cosiddetti “tifosi”. Gli stessi che ostentano l’orgoglio di essere palermitani solo dentro le curve, e che un’ora e mezza dopo vanno a sputare in faccia alla stessa città di cui fanno finta di essere innamorati. Quelli che valutano il rispetto da darti sulla base della coerenza della tua fede calcistica. Quelli che ti ringhiano addosso quando critichi la squadra o il Reverendissimo, e che ti accusano di essere un tifoso dell’ultima ora.

Sì, forse sarò un tifoso dell’ultima ora. Però io non ho mai gettato una carta per terra, non ho mai pagato un posteggiatore abusivo, non ho mai parcheggiato la macchina in tripla fila o sul marciapiede per andarmi a vedere la partita, non sono MAI andato a protestare per la gestione di una squadra di calcio. Io le proteste le faccio per ben altre cose, più serie sicuramente. Io protesto quando manca il lavoro. Io protesto quando mancano politiche per la mobilità. Io protesto quando la città muore sotto cumuli di immondizia. Io protesto quando brucia la discarica di Bellolampo, o quando il percolato avvelena l’acqua e le coltivazioni. Io protesto quando la gente vende il proprio voto per 50 euro o per un sacchetto della spesa. Io protesto quando ci si lamenta di tutto, ma poi si dà fiducia  sempre agli stessi buffoni.

Il Palermo è in serie B? Forse non ci siamo accorti che la città è in serie Z da decenni. Non ho mai visto un palermitano organizzarsi in gruppi di protesta e andare a urlare contro il Comune o la Regione perché la città è nello stato pietoso in cui si trova. MAI. Tranne che non si tratti del proprio orticello. Non ho mai visto un palermitano interessarsi ai problemi di Palermo al punto tale da smuoversi il c**o dalla poltrona per dire BASTA! Lì vedo però passare ore sui siti di calcio, a dibattere sulle strategie d’attacco, sui moduli, sugli errori dell’allenatore, sugli errori di Zamparini, su quello coi piedi a banana, su quell’altro che è un venduto, bla bla bla.

Ma esiste un limite alla decenza?  “Ma si parla solo di calcio!” diranno molti. Perfetto, mi starebbe bene se questo interesse si limitasse a concedere al calcio l’importanza circoscritta che merita. Ma quando il calcio diventa l’unica ragione per mobilitarsi, in una città esasperata e priva di qualsiasi prospettiva futura, allora il problema è ben più serio. Non ho mai nutrito stima per Zamparini, come dicevo. Non è mia intenzione analizzare le sue politiche di gestione, perché di quello ho smesso di interessarmi da tempo e dopo un po’ l’ho presa a ridere, perché ho capito che non c’era nulla di serio. Quello che mi fa letteralmente andare in bestia, è il classico atteggiamento del palermitano chino a 90 gradi, coi paraocchi e la totale incapacità di prendere atto dell’enorme beffa.

O meglio, non è che non lo capisce…non lo vuole ammettere per non sentirsi stupido, che è diverso. Si strizza l’occhio a chi ti vuole gabbare. Un po’ come quando fai finta di farti amico il posteggiatore perché non vuoi ammettere che gli stai dando il deretano, umiliandoti attraverso il pagamento del pizzo. Magari condisci il tutto con qualche “Te ccà, cucì!”. Se lo assecondi, non sembra estorsione, sembra una concessione da parte tua. Il tifoso si è reso autonomamente ostaggio di Zamparini. Si sviluppa la convinzione di dover dipendere da qualcuno, e quella convinzione ti porta a tenerti sempre buono quel qualcuno per paura di perdere qualcosa a cui tieni. Così, come si è assecondato vergognosamente Zamparini per anni di fila, sino a quando la frittata non è stata fatta…allo stesso modo si sono assecondati i politici da cui dipendevamo per i posti di lavoro, i funzionari del comune da cui dipendevamo per il disbrigo di una pratica, il professori universitari dai quali dipendevamo per passare quella maledetta materia, e così via.

Il sistema funziona così, e il palermitano ha la perfetta attitudine alla prostrazione quando è necessario, ed è ancora più bravo a nasconderla. Quante ne abbiamo dovuto sentire? Quante umiliazioni? Gli arabi, lo stadio, la squadra più forte del secolo, le mega presentazioni in pompa magna al teatro Politeama, i tea party, le comparsate con la gente dello Zen, e questo, quello. Non si è fatto nulla ovviamente. E i giornalisti sportivi: “ah si presidente?” – “vero, presidente?” – “e quando presidente?” – “speriamo che il progetto vada avanti, presidente”. Il tutto condito da affermazioni irrispettose nei confronti di quei pochi che provavano a lamentarsi per questo insulto all’intelligenza. Il palermitano gode nel farsi prendere in giro, c’è poco da fare. “Palermo non mi merita”, “Di quello che dicono i tifosi non me ne frega nulla”, questo diceva il presidente. E le pecore gli andavano appresso belando in coro “vergogna, non ve lo meritate Zamparini! Grazie sempre presidente!”. E mentre le pecore ringraziavano, il pastore – abile e furbo politico – dimenticava di ringraziare loro e la città intera, per avergli permesso di costruire una colata di cemento giallo canarino nel mezzo di un’area di verde storico, a due passi dalla meravigliosa Villa Raffo. Un’opera che a mio avviso ha deturpato e sfregiato ancora di più il bel volto della nostra Palermo, sottraendo quel poco che restava della Conca D’oro, e dalla quale il caro presidente ha tratto, e continuerà a trarre, enormi benefici sul piano degli affari personali.

Però da parte sua non ho mai sentito un grazie. Perché quando si ottiene un regalo così grande da parte nostra, il minimo che ci si possa aspettare è un grazie appunto. Quello che provo è rabbia, rabbia perché il vero orgoglio a Palermo non si mostra mai. Non si ha mai il coraggio di alzare la voce, di opporsi all’arroganza, niente. La voce si alza sempre contro i più deboli, e si abbassa sempre di fronte ai più forti. E quando nessuno si faceva domande sul perché la qualità del Palermo Calcio si fosse improvvisamente azzerata dopo la costruzione del centro commerciale, io mi chiedevo: ma perché continuate a pagare il biglietto? Ma non vi rendete conto?! C’ho messo un po’ di tempo a metabolizzare queste conclusioni, e ho capito che molti palermitani si approcciano al calcio allo stesso modo di come si approcciano a molti altri aspetti della vita: rassegnati, con le “corna calate”, tenendosi buono qualcuno fin quando può fare comodo, e delegandogli passivamente le gioie, i dolori, e tutto ciò che non hanno voglia di procurarsi da soli, lottando.

Dopotutto perché il calcio piace così tanto? Per la costruzione, la finzione che ruota attorno. Ti dà l’illusione di poter far parte di qualcosa di importante, senza realmente farne parte. “Vinciamo” – “Perdiamo” – “Quest’anno siamo forti”, si parla sempre usando la prima persona plurale. Loro sono 11 vincenti, pagati a palate. Io li vado solo a tifare, ma se uso il noi posso illudermi di farne parte. E sulla base di questa illusione, posso starmene comodamente seduto senza fare niente, ma riempiendomi il cuore di orgoglio. Magari trovo pure il tempo di dimenticare tutte le disgrazie che mi circondano, almeno per 90 minuti. Non ho bisogno di fare altro, mi basta stare seduto. Penso che se il palermitano dedicasse alla propria città un quarto del tempo e della passione che mette nel calcio, allora vivremmo già in Svizzera.

Poi, ad un certo punto, il sogno finisce. La squadra è in B, e improvvisamente ci si ricorda di non avere un lavoro, di vivere in un immondezzaio, di nostro figlio che tossisce perché respira veleni, delle strade allagate e piene di buche. Quelle cose restano sempre, ma finché c’è il calcio è facile non vederle. La distrazione di massa serve proprio a questo. Panem et circenses dicevano i romani. Sono contento che il Palermo vada in B, e non perché voglio gufare, ma perché voglio che questa città abbia una scossa, che perda pure l’ultima speranza, e che si lasci finalmente spazio a un po’ di sana rabbia. La stessa rabbia che dovrebbe far dire basta una volta per tutte, che dovrebbe spingere ad un impeto definitivo per cambiare una volta per tutte la direzione di questa nave che cola a picco. Non mi aspetto comprensione per la durezza di queste parole, ma vorrei che quanto meno un po’ di sano dubbio possa finalmente insinuarsi.


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55 commenti per “Palermo in serie B, la città in serie Z

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  • Orazio 982
    11 mar 2013 alle 17:42

    Al netto delle provocazioni, che considero salutari, dall’articolo emergono due ordini di considerazioni.

    Il primo ordine riguarda il degrado di una città e dei suoi abitanti, un fenomeno tipico di altre realtà, ma mal comune NON è mezzo gaudio, né il palermitano può sentirsi giustificato dall’analogo degrado che si riscontra tutto attorno a lui per centinaia di km. Su questo sono d’accordo e sono d’accordo sul quadro inquietante di Zamparini e del suo rapporto con la città.

    Usare il “noi” SOLO se il collante è una squadra di calcio è’ segno di degrado socio culturale. NOI uniti da colori sociali dovremmo prima essere NOI cittadini. Questo altrove lo capiscono, un fiorentino che dice “noi viola” non è certo un disadattato né un ignorante. E non solo lui. Credo sia evidente.

    Il secondo ordine di considerazioni mostra disprezzo aprioristico per il calcio e per i suoi tifosi e questo non lo condivido. Infatti ci si può limitare “a concedere al calcio l’importanza circoscritta che merita” e contemporaneamente amare il gioco del calcio. Si può dire che è solo un gioco e viverlo come tale, godendone fino in fondo, amandolo anche, senza considerarlo però oppio per gente depressa.

    Lo stesso, se ci pensiamo, vale per tutto ciò che è finzione – non solo il calcio lo è – dal cinema al teatro, alla tv, e per tutto ciò che è comunque svago (il ballo, la tavola etc). Ci si può divertire, ed anche tanto, senza essere dementi, no? In caso contrario, se tutto dovesse essere concreta realtà, si finirebbe per essere depressi, credo.

    Insomma, che ti piaccia o no, esistono migliaia e migliaia di persone che hanno con il calcio un rapporto tanto radicato quanto comunque equilibrato. Mi sembrano squilibrati quelli che la domenica sono infastiditi dall’urlo dello stadio, più che altro mi sembrano depressi, sauri o non sauri che siano.

  • blackmorpheus 54519
    11 mar 2013 alle 17:55

    Ripeto per tutti, il mio articolo non vuole sminuire la passione per il calcio. E’ ovvio che ognuno segue le passioni che meglio crede. Il mio è un attacco a chi è disposto a sacrificarsi per questo sport, a discapito dell’interesse verso la propria città. Capisco che è difficile concentrare in un unico articolo tutte le precisazioni del caso, ma non mi risulta da nessuna parte che io abbia giudicato come sfigati quelli a cui piace il calcio. A me piace la musica, così come a qualcun altro può piacere il giardinaggio. Non è questo il punto. Ho già precisato questo in altri commenti. Così come quando definisco “banale” il calcio, lo faccio in relazione alle questioni importanti che ho citato nell’articolo. E quando li paragono al pari di poppanti, è perché non si può non evidenziare l’infantilismo nel farsi prendere così tanto per un pallone che rotola, e sbattersene di questioni importanti come i propri diritti e doveri di cittadino. E’ sintomatico di una mente immatura sotto ogni profilo: civico o mentale che sia. E’ una questione di priorità. Quello che trovo ridicolo è la gente che si va a strappare i capelli per una squadra in serie B, e non lo fa invece per tutti i disastri che affliggono Palermo. Questa è la cosa veramente grave. Poi nessuno dice che uno non possa lasciarsi prendere da qualcosa, compreso un pallone che rotola. Certo, io ritengo, come ho detto prima, che ad ogni cosa vada dato il giusto peso…ma è un mio punto di vista. Se però vedo raduni di tifosi sotto lo stadio a urlare come forsennati per una squadra di calcio, e poi vedo gli stessi passare tranquillamente in mezzo alla giungla quotidiana nella quale viviamo, magari contribuendo pure a peggiorarla…perdonate ma è veramente il colmo. Così come critico questa mobilitazione di massa per il Palermo, quando non ho mai visto qualcosa di simile per questioni ben più importanti. Nessuno sostiene che lo sport non abbia un valore, che non porti cose positive (lo sport vero, non quello drogato da giri d’affari di miliardi e miliardi, partite truccate, doping, etc). E’ tutto scritto chiaramente nell’articolo, quindi per favore non mettetemi in bocca parole che non ho pronunciato. E’ tutta una questione di priorità, nient’altro. E vedere che a Palermo si dà priorità a una squadra di calcio, e allo stesso modo si riesce a ignorare perfettamente lo stato di degrado in cui versa la città, senza neanche avvertire il desiderio di reclamare i propri diritti…la trovo personalmente una cosa aberrante. L’intento dell’articolo non è quello di denigrare il calcio, mi pare ovvio…a parte che il calcio italiano si denigra da sè attraverso le vicende che sentiamo ogni giorno dai telegiornali. L’obiettivo del mio articolo è denigrare la mentalità ridicola di una buona fetta di cittadinanza.

  • raff 37
    11 mar 2013 alle 18:08

    su molte cose concordo, ma condivido anche il malcontento dei tifosi del palermo.
    se la città è alla z, ciò non deve significare che la squadra deve anchn essa alla z.
    in quanto ai siciliani,mi chiedo spesso che c……o di razza bastarda siamo, specie il palermitano, non tiene a niente,menefreghista, dice di amare la città e poi non lo dimostra in nessuna occasione, viviamo nella quinta città italiana, e la facciamo trattare come l ultimo chiodo del carrozzone, siamo tutto fumo e niente arrosto,trattano la città a pesci in faccia , e non abbiamo nessun senso di gelosia, di attenzione, per la nostra città,insomma siamo peggio dei zulù…… almeno quelli sono considerati del terzo mondo,ma noi siamo solo dei quaquaraqua…………..

  • traveller 20
    11 mar 2013 alle 18:56

    Purtroppo Palermo allo stato attuale non è degna di essere considerata una città europea,ma del nord africa…è questa la triste verità.

  • ruggys 276
    11 mar 2013 alle 20:26

    “Si strizza l’occhio a chi ti vuole gabbare. Un po’ come quando fai finta di farti amico il posteggiatore perché non vuoi ammettere che gli stai dando il deretano, umiliandoti attraverso il pagamento del pizzo. Magari condisci il tutto con qualche “Te ccà, cucì!”. Se lo assecondi, non sembra estorsione, sembra una concessione da parte tua.”

    da applausi questa frase: grandissimo articolo, sono pienamente d’accordo, e non capisco come si faccia a travisare il senso dell’articolo!!

  • xemet 427
    12 mar 2013 alle 0:30

    @traveller

    eppure basterebbe viaggiare un po’ per vedere che siamo davvero ormai ben al di sotto della media del Nord Africa! Siamo un’isola infelice in tutto il Mediterraneo…

  • Luca S. 129
    12 mar 2013 alle 7:43

    @Athon
    Le brutture esistono ovunque, e’ vero. Ma da noi credo si siano superati livelli accettabili. Anzi, il menefreghismo e l’inciviltà del Palermitano, anzi, dei Siciliani tutti, ha raggiunto limiti che non lasciano indifferente più nessuno.
    Forse ti saranno sfuggiti i numerosi articoli di Stella e Rizzo, che sulla scia di Bocca denunciano le brutture di un territorio più devastato che altrove in Italia. Salta all’occhio vedere tanto degrado, tanta inciviltà. Ti costruiscono ville alla baia del corallo, dentro ile riserve naturali, a pizzo sella. Mai nessuno a dire abbattiamole. Le guardiamo lì, e ci giriamo. Clini ha recentemente detto a Bruxelles che Palermo e’ la Napoli di oggi per quanto riguarda i rifiuti. Io non ho mai visto nessuno protestare per la munnizza come per il Palermo calcio.
    Esisteva un’enorme distesa verde vicino fondo Raffo. Per amore del Palermo e’ stata disintegrata dal centro conca d’oro, quasi a deridere col suo nome una terra martoriata dal cemento.
    Credimi, le brutture di questa terra colpiscono ormai più delle bellezze. E noi ne siamo la prima causa, con un silenzio assordante di fronte a certi scempi,
    Poi tu riesci a vedere il bello con la tua macchina fotografica.
    Per il mio matrimonio sono venuti qui almeno una ventina di amici dall’estero. Metà hanno cambiato itinerario per saltare Palermo, metà vi è rimasta 1 giorno per fare un giro veloce. Oddio un commento positivo. Non solo la munnizza, ma la gente li ha sconvolti.
    Due di loro sono venuti a trovarmi in estate, e li ho ospitati in una casa che purtroppo era avvolta dai cattivi odori provenienti da cassonetti stracolmi di schifo.
    Dopo 5 giorni sono andati al comune di Carini, a chiedere spiegazioni, a lamentarsi, con il mio Supporto per la lingua. Che ci crediate o meno, hanno levato la munnizza. È si chiedevano, ma come cavolo fare a stare così senza dire una parola???

  • nappoclaudio 35
    12 mar 2013 alle 9:12

    Concordo in pieno con l’articolo, con l’unica eccezione di usare sempre l’impersonale: “il Palermitano è così, è colà….” Sarebbe meglio dire “Noi Palermitani”, ma fino a quando non avremo il senso del bene comune, e il “mio” finisce davanti la porta di casa mia, non si potranno fare dei discorsi seri sul “Noi”. Cambiare mentalità? Forse quì sul sito si smuove qualcosa, ma se non c’è il passaggio ai fatti, c’è poco da discutere….le parole se ne andranno al vento!Come sempre!

  • Athon 879
    12 mar 2013 alle 10:26

    @ Luca S.

    Ritieni che, a differenza di altri posti, da noi si siano superati livelli accettabili. E’ solo perchè conosci bene il territorio e l’occhio è più attento e critico. Scrivi che Stella e Rizzo hanno denunciato “le brutture di un territorio più devastato che altrove in Italia”. Permettimi di non essere d’accordo con loro. Forse ai due giornalisti della “zona nord del Continente” sarà sfuggita Genova, città, quella sì, deturpata totalmente ed irrimediabilmente per sempre, o Milano, o l’intera Lombardia, o l’immensa e bruttissima periferia romana etc…

    I problemi e le brutture esistono certamente anche in Sicilia, lo so anch’io. Tuttavia, mi spiace, non mi appartiene per nulla la tua visione così totalmente negativa. Sai cosa penso sia accaduto? Che al di là degli effettivi problemi dell’Isola, molti siciliani si siano lasciati convincere da una certa idea “folkloristica in negativo” su cui per decenni hanno insistito l’opinione pubblica e i mass media. Tali pressioni ed ingiustizie mass mediatiche hanno gravato in particolar modo sulla città più importante della Sicilia, Palermo. Infatti non è un caso che oggi i cittadini di Palermo abbiano un atteggiamento alquanto singolare in tutta la Sicilia: sono quelli più dilaniati dal rapporto amore/odio con la propria città, abituati in genere a parlarne sempre male, tanto che è opinione corrente. Tale strana postura mentale non si riscontra con la stessa esasperazione in altre città dell’Isola.

    Scrivi “Ti costruiscono ville alla baia del corallo, dentro le riserve naturali, a pizzo sella”, “Mai nessuno a dire abbattiamole”. La maggior parte di questi casi risalgono a 30 anni fa. Su quello recente, cioè le ville alla Baia del Corallo, beh, a differenza di quanto sostieni, leggo che la denuncia è arrivata subito proprio da alcuni residenti di Sferracavallo e la Procura ha bloccato immediatamente i lavori. Non mi sembra si tratti di quel contesto di “silenzio assordante” di cui scrivi e a cui alcuni siciliani sono stati abituati a pensare, introiettando immagini di sé e della propria terra così estremamente negative. Dirai forse che si tratta di un caso, e invece non è così.

    Scrivi che il laziale Corrado Clini “recentemente ha detto a Bruxelles che Palermo e’ la Napoli di oggi per quanto riguarda i rifiuti”. Oh mamma mia!! Che si voglia dare di Palermo la stessa immagine negativa a livello internazionale che purtroppo si è determinata per Napoli?!? In problema dei rifiuti esiste a Palermo ma quella di Clini mi sembra una palese esagerazione! A Napoli la questione è stata di gran lunga più grave. Un parallellismo non ha piena corrispondenza sul piano dell’evidenza concreta.

    Scrivi “Credimi, le brutture di questa terra colpiscono ormai più delle bellezze. E noi ne siamo la prima causa”. Semplicemente non sono d’accordo.

    Luca, prendo in considerazione ciò che scrivi e ci rifletto su. Ti invito però a valutare anche il mio punto di vista. Ciao

  • Luca S. 129
    12 mar 2013 alle 12:07

    @Athon
    sicuramente mi sara’ sfuggito qualcosa dei tuoi commenti, ma sinceramente ci ho pensato su al tuo punto di vista.
    Qui nessuno vuole negare la bellezza di Palermo, della Sicilia e di tutte le sue ricchezze.
    Il problema di fondo che si discute e’ il disinteresse e la noncuranza. Il fatto che ci siano state delle denuncie anche in passato, da parte di una piccola parte della cittadinanza legata ad associazioni ambientaliste non ha frenato affatto il fenomeno dell’abusivismo. Anzi, aumenta sempre piu’.
    Io non ho mai visto una ruspa. E ti confesso che a parte i proclami, forse dovremmo cominciare a far seguire i fatti alle parole e alle denunce.

    Circa il parlare male, e’ proprio il contrario per quanto mi riguarda.
    Cerco sempre di difendere quel poco che resta di buono, ma ormai mi tocca allargare le braccia. Sai, io viaggio tantissimo. Ho “portato” amici americani, giapponesi, tedeschi, di tutto il mondo a Palermo, a visitare me e quindi la citta’. Devo dirti che nessuno, e ripeto nessuno, e’ stato colpito positivamente. Purtroppo al turista piace passeggiare, spesso girare conoscere capire, non solo entrare dentro le meraviglie archiettoniche che abbiamo. Quasi sempre e’ il contesto che ci colpisce. E il contesto da noi e’ drammatico.

    Forse saro’ insistente, ma altrove non si edifica nei siti Unesco. Agrigento ha 600 case abusive dentro il perimetro vietatissimo della valle. Non credo che sia una cosa accettabile in un paese civile.

    Accetto che tu non sia d’accordo. Io confermo il mio punto di vista. Il cambiamento parte da noi, AMANDO cio’ che ci circonda, rispettandolo e valorizzandolo. E ricordando sempre che non e’ solo un bene nostro, ma di tutta l’umanita’.

  • Athon 879
    12 mar 2013 alle 12:45

    Luca S.

    Evidentemente abbiamo esperienze diverse e punti di vista altrettanto distanti. Anch’io viaggio tantissimo: al momento tra i continenti mi mancano solo l’Antartide e l’Oceania, ma presto o tardi andrò anche lì. L’ultimo è stato, nell’ottobre scorso, un tour di un mese nel Giappone del sud. Anch’io ho portato a Palermo, e in Sicilia in generale, amici da ogni dove. Boh…sarà che li ho fatti girare per bene. Sta di fatto che i giudizi, ti assicuro, sono sempre stati molti positivi, e in particolare su Palermo il predicato nominale più ricorrente formulato da loro, indipendentemente l’uno dall’altro, con mia grande soddisfazione, è sempre stato: “E’ una Capitale”. Ti racconto in tutta sincerità la mia esperienza ma non ho motivi per dubitare della tua. Ciao ;-)


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