06 mar 2013

Il trionfo della bicicletta. E la politica che fa?



Anche a San Paolo (Brasile) si manifesta la volontà di attuare politiche serie di conversione alla mobilità ciclabile

Pochi giorni fa sui giornali è apparsa una notizia veramente interessante. Nella città di Roma i ciclisti sono aumentati, stabilendosi attorno a una cifra di 150-170 mila. Il dato impressionante sta nel confronto tra le rilevazioni 2010-2011 e quelle 2011-2012. Nell’arco di appena un anno gli spostamenti in bici sono passati dallo 0,4% ad un 4%.

Se si tengono in considerazione anche i ciclisti occasionali, che usano le due ruote sporadicamente, si raggiunge una cifra attorno al milione di abitanti. Il dato è significativo, se si considera che Roma è costruita sui colli, e le pendenze non sono assolutamente indifferenti. Ne deduciamo che il caro carburante abbia scoraggiato anche i più accaniti automobilisti, a favore di un mezzo sicuramente più economico e veloce, se si considerano percorrenze al di sotto dei 5 km. Si perché la bici non ha il problema di restare incolonnata del traffico, e non ha nemmeno il problema del parcheggio.

Questo impressionante aumento dei ciclisti urbani sta a fronte di un calo dei consumi di carburante di circa il 10%. Inseguendo questo trend, i ciclisti romani abituali potrebbero arrivare a circa 600 mila. Da qui il dovere da parte della politica di occuparsi di questo fenomeno, finalmente in crescita. Si perché i ciclisti corrono più veloci della luce, ma il territorio è impreparato ad accoglierli.

Abbiamo modo di pensare che il trend romano si attesti più o meno agli stessi livelli su tutto il territorio nazionale. Anche a Palermo i ciclisti sono aumentati di molto, e lo si nota anche a vista d’occhio. Certo, Palermo non gode di strade ampie e marciapiedi larghi a differenza della capitale, e questo è sicuramente un deterrente in più, dato che comporta anche un maggiore rischio. Ciò nonostante, è ovvio che la bicicletta si sta affermando sempre di più come il mezzo del futuro. E mentre una Cina industrializzata vede il tasso di motorizzazione aumentare esponenzialmente, l’Europa torna alle due ruote.

La politica deve prendere atto di questo fenomeno, e capire una volta per tutte che essere ciclista al giorno d’oggi non significa limitarsi allo sport o alle passeggiate domenicali, ma fa parte di una scelta alternativa che sposta il suo baricentro verso una mobilità sostenibile, ecologica ed economica. E’ un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire. In qualità di cittadini chiediamo all’amministrazione un piano serio, a breve, medio e lungo termine per portare a Palermo una rete ciclabile capillare. La nostra città è una città potenzialmente ciclabile sotto ogni profilo, come abbiamo già evidenziato tempo fa in questo articolo (link). Ad oggi si è fatto veramente poco, quasi nulla, a parte qualche provvedimento assolutamente inutile, al limite della presa in giro (link).

Incentivare l’uso della bicicletta è un dovere che la politica non può più ignorare. Per un’amministrazione che durante la campagna elettorale si è fatta vanto di voler riportare la nostra città in Europa, e si è fatta anche vanto di voler rendere partecipe la cittadinanza, non è possibile sottrarsi a questa sfida.


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7 commenti per “Il trionfo della bicicletta. E la politica che fa?
  • xemet 427
    06 mar 2013 alle 12:02

    “E la politica che fa?”

    in questa città assolutamente niente a parte prendere i ciclisti per i fondelli con provvedimenti che sanno di ridicolo…(vedi istituzione percorsi sicuri…)

  • Gianfranco 109
    06 mar 2013 alle 13:22

    si possono fare brevi tratti, ma ripeto il problema sono i pedoni credi veramente che genitori con figli nella carrozzina non si mettano sulla corsia delle biciclette?? siamo a Palermo i pedoni non rispettano le strisce pedonali figurati la corsia solo per bici, un esempio d’incoscienza e dato da quelle persone che attraversano da un capo all’altro della strada viale regione senza che ci sia in giro l’ombra di una striscia pedonale a momenti mettevo sotto un ragazzo perche mi sbuco dal nulla con il buio

  • Luca S. 129
    06 mar 2013 alle 14:13

    Qui in Germania c’e’ un economia basata sulle due rote ciclabili.
    Considerate che con temperature che per 2 mesi almeno sono state sotto -5 gradi, stabilmente, la bici e’ sempre super utilizzata.
    Negozi di bici, con annesse officine, oltre che fabbrichette, se ne contano centinaia.
    E’ anche lavoro, tanto, tanto. Ogni negozietto sono 2/3 persone. Moltiplica per almeno 200 qui a monaco, e vedi quanta occupazione ottieni.
    Se poi ci metti tutti i benefici, devo dire che noi siamo proprio dei C*$…oni.

  • punteruolorosso 1924
    06 mar 2013 alle 15:35

    quoto luca
    ho visto tante bici e fabbriche di bici anche a padova.
    l’aumento dei ciclisti è dovuto in parte anche alla crisi economica. in questo senso si tratta di un esempio virtuoso di “decrescita”. non sapete quanto ce la menano col crollo delle vendite auto, ma io esulto. gli economisti parlano di catastrofe, i cittadini attenti invece respirano meglio, alla faccia dei tecnici e dei ministri dell’ambiente alla clini.

  • Robysmiles 14
    07 mar 2013 alle 1:33

    Usate le bici. Lo ripeto ogni giorno. E’ di gran lunga il miglior mezzo di trasporto cittadino. E comunque un bel pò di mesi fa ho letto mi sembra su questo sito che una ricerca aveva evidenziato che usare la bici fa stare di buon umore. Ragazzi è la sacrosanta verità! Fidatevi!

  • huge 2216
    07 mar 2013 alle 17:45

    Qui Londra. Oggi Boris Johnson ha annunciato un piano di sviluppo per incrementare l’uso della bicicletta. Quasi un miliardo di sterline d’investimenti per i prossimi 10 anni.

    Il piano è ampio e articolato e spazia dalla creazione di nuove piste ciclabili in sede separata e tutta una serie di altri interventi (ridefinizione degli incroci più pericolosi, divieto di circolazione per mezzi pesanti non dotati di sensori per le bici, piano d’educazione e incentivo all’uso della bici nelle scuole, espansione del sistema di noleggio, ecc…).

    Mi preme sottolineare che Londra era (ed è) decisamente indietro rispetto ad altre realtà europee, ma ha intrapreso uno sforzo non indifferente per recuperare il terreno perduto e riproporsi come guida anche in quest’ambito.

    Il modello è quello olandese, dove la bicicletta è parte integrante della cultura nazionale, e frutto di costante attenzione delle istituzioni.

    Chi fosse interessato a leggere di più riguardo al piano londinese, magari per trarne spunti e idee da trasferire alla realtà italiana, e palermitana in particolare, trova il documento al seguente link:
    http://www.london.gov.uk/sites/default/files/Cycling%20Vision%20GLA%20template%20FINAL.pdf

  • cirasadesigner 1024
    07 mar 2013 alle 18:03

    Questo è quello che dovrebbe succedere ovunque, mentre l’Europa torna alla bici i paesi emergenti si dotano di automobile, Incredibile il ciclo della storia. Grazie Huge mi sono stampato il documento e gli darò’ una bella lettura. Se facessero tutti così potremmo sognare di stare presto in una realtà come quella olandese che è davvero fantastica da questo punto di vista, ma loro hanno cominciato a pensarci negli anni 70


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