10 gen 2013

Metropolitana Leggera Automatica: un timido ritorno


Il sindaco Orlando ha dichiarato di voler riprendere in mano il tanto decantato progetto della metropolitana leggera automatica; un’opera fondamentale che non ha mai visto la luce nonostante l’ex sindaco Cammarata, anni or sono, la desse già per cosa fatta. Nello specifico, il primo passo sta nel ricevere parere positivo dal Ministero in merito al progetto preliminare.

In seguito, sarà necessario reperire fondi (750 milioni di euro per il primo stralcio), che in tutta probabilità dovranno provenire da Regione, Ministero, Comunità Europea e privati. Per l’avvio dei lavori, sempre che tutto vada come previsto, se ne parlerà tra due anni (forse). Anni fa erano stati stanziati fondi CIPE per la realizzazione dell’opera, che però non bastavano per coprire il finanziamento del primo tratto (Oreto-Notarbartolo). La restante quota avrebbe dovuto essere colmata dalla Regione Sicilia e da privati. Tuttavia, a causa delle diatribe politiche tra l’ex sindaco Cammarata e l’ex governatore Lombardo, non si arrivò mai né a un accordo, né alla presentazione del progetto preliminare.

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A tutto questo si aggiunsero problemi riguardanti la Sovrintendenza Regionale, che non era d’accordo con l’istituzione della fermata “Teatro Massimo”, poiché avrebbe deturpato il decoro del monumento (invece le bancarelle abusive, sporcizia, adesivi e scritte sull’info point AMAT sembra non diano alcun fastidio) – aspetto a nostro avviso assurdo, dato che esistono fermate di metropolitana persino al Louvre, in piazza Duomo e di fronte al Colosseo.

Ricordiamo che la metropolitana leggera automatica è un sistema di trasporto caratterizzato da un alto grado di automazione, un controllo centralizzato di tutte le operazioni, e dall’utilizzo in campo ferroviario della gomma; il Val è qualcosa di particolare, un sistema che adopera carrelli e binari brevettati del tutto differenti da quelli ferroviari, migliorando notevolmente il confort e la sicurezza. I carrelli sono dotati di ruote (rivestite dagli pneumatici) le quali insistono su due binari generalmente di cemento armato e sono le ruote portanti del veicolo e di altre ruote, più piccole, che scorrono su supporti verticali laterali lisci (uno per lato) che quindi rendono impossibile lo scavalcamento da parte dei veicoli e permettono di mantenere la traiettoria costante come una classica metropolitana che scorre sulle rotaie ferroviarie. (fonte Wikipedia)

Tale sistema è utilizzato in Italia nella metropolitana leggera di Torino, dove le porte della fermata si aprono solo in corrispondenza dell’arrivo del convoglio automatizzato. Un sistema che garantisce quindi anche un elevato grado di sicurezza.

Altri esempi in Europa riguardano la metropolitana di Copenhagen.

Ecco la mappa delle fermate della futura metropolitana leggera automatica di Palermo, ricordando che la prima tratta da finanziare è dallo svincolo Oreto alla Stazione Notarbartolo.

Continueremo a seguire con interesse la vicenda, nella speranza che almeno i nostri figli potranno un giorno vedere finalmente realizzata quest’opera fondamentale all’interno del piano integrato dei trasporti: l’unica che attraverserà il centro città e che si allaccerà con tutti i restanti sistemi di trasporto (tram, passante e anello).


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33 commenti per “Metropolitana Leggera Automatica: un timido ritorno

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  • francesco 0
    11 gen 2013 alle 10:11

    anello ferroviario? ma non dovevano patire i lavori a ottobre?. passanta? a che serve senza la tratta B?

  • ligeiro 249
    11 gen 2013 alle 10:51

    il tram è stato un ripiego perchè la metro costava troppo… secondo alcuni grandi scienziati.
    quoto Xemet: questa metro cambierebbe radicalmente in meglio il modo di vivere la città, nessuna metro del mondo è stata costruita in toto contemporaneamente, si fà una linea centrale e poi le altre fermate.
    in totale 25 fermate è copriamo quasi tutta palermo, mica siamo grandi per estensione come roma

  • blackmorpheus 54519
    11 gen 2013 alle 11:16

    io personalmente mi chiedo, visto che il tram sarà in corsia protetta, se non sia il caso di programmare invece un’estensione della rete tram anche al centro storico. Magari sostituendo le corsie bus con corsie riservate ai tram. Sarebbe una vera e propria metropolitana di superficie, con costi decisamente più contenuti e con tempi di percorrenza garantiti dal fatto che non sarebbe possibile invadere la corsia protetta

  • Luca S. 129
    11 gen 2013 alle 11:20

    @black
    Sarebbe una bellissima cosa.
    In molte citta’ d’arte come Siviglia, Monaco etc avviene gia’. Ed e’ bellissimo.
    Pensa ad un Tram che passa per Corso Vitt. Emanuele, tutta pedonale, sotto gli archi delle porte ai suoi estremi, lasciandoci godere la vista bellissima della cattedrale, dei palazzi restaurati e delle piazze piene di caffe’ e negozietti.
    Dreams!

  • Calò 80
    11 gen 2013 alle 11:47

    Il tram ha un ruolo diverso rispetto alla metropolitana. Quest’ultima può servire porzioni più ampie di territorio. Le linee tram di solito hanno fermate più vicine tra loro e tracciati più brevi. Inoltre è vero che c’è la corsia protetta, ma agli incroci dovrà per forza condividere lo spazio con le auto. Ci possono stare entrambi in un sistema di trasporto pubblico integrato.

  • Fulippo1 1354
    11 gen 2013 alle 16:29

    Per rilanciare una città cosi caduta in basso come la nostra bisogna guardare avanti!!!

    La metropolitana è fuori da ogni dubbio il mezzo ad oggi più pratico e veloce per muoversi in una grande città, perchè per noi non dovrebbe andare bene???

    L’unica pecca è quella già detta, ci sono opere che ancora non vedono luce dopo anni che sono state cominciate, ci vuole tutto l’impegno possibile per cominciare almeno a completarle e poi pensare a nuove cose, e nuove possibilità.

  • francesco 0
    11 gen 2013 alle 16:51

    come no’. vedo un tram nell’inferno della champagneria il sabato sera con le auto in quatrupla fila e la gente che attreaversa da tutti i lati sbattendosene dei semafori. vedo un tram come Napoli dove le macchine non rispettano le precedenze e gli incidenti sarebbero all’ordine del minuto(non del giorno). vedo una citta’ nell’inferno piu’ totale perche’ come minimo ci vorrebbero 50 anni per fare una linea tranviaria nel centro storico di Palermo con il traffico durante i lavori e lo smog a livelli di settimo mondo, con i commercianti a protestare dalla mattina alla sera per il calo delle vendite e con i lavori che dovrebbero(e dico dovrebbero non interrompersi mai). Signori a voi piace sognare. SOGNIAMO TUTTI. Anche a me piacerebbe una citta’ civile che effettua la raccolta differenziata, dove le macchine rispettano le precendeze dove quando esci di casa non rischi di trovare un auto posteggiata davanti alla tua(rigorosamente in doppia fila) che ti tiene ostaggio per ore(e se chiami i vigili non vengono prima di tre) dove camminare con un passeggino sul marciapiede non significa dover camminare nella corsia degli autobus(sarebbe un domani dei tram) perche’ ci sono le auto sul marciapiede e negli scivoli. Mi piacerebbe anche girare in bici ma so’ benissimo che morirei con non piu’ di cinquantanni(o di smog oppure per essere stato investito) mi piacerebbero tantissime cose. Mi piacerebbe tutto cio’ che di solito dovrebbe essere normale per chi paga le tasse(e le paga profumatamente) ma so’ che non sara’ mai cosi’. Mi sforzo di essere ottimista ma venedo a contatto con la realta’ giornaliera palermitana mi rendo conto che il pessimismo ha il sopravvento. Ho 45 anni ho sempre vissuto a Palermo e mi rendo conto che e’ una questione di DNA malato. Possiamo avere tutti i buoni propositi del mondo possiamo essere ottimisti all’inverosimile ma purtroppo la realta’ e’ sempre la stessa. Io preferirei avere un’opera, una struttura, una strada, una spiaggia, un servizio che fuonzioni e che sia ultimato nella sua scadenza originale, piuttosto che prevedere, sperare, ipotizzare mille opere di cui ne viene finanziata mezza e che non viene nemmeno completata(o completata dopo vent’anni). Vi ricordate il sottopasso di via perpignano??? Si sono riuniti cinque giunte comunali( di destra, di sinistra, di centro) tutti i migliori luminari di ingegneria di architettura di finanza(pagati da noi contribuenti) millantato e sperperato per la progettazione fondi comunali, regionali, europei, orientali, con il risultato che siamo nel 2013 e ancora ci sono i semafori conditi dai lavavetri che per lavarti il parabrezza schiacciano il pulsante del semaforo pedonale creando ingorghi chilometrici. SIGNORI SIAMO IN SICILIA E SIAMO A PALERMO. RICORDATEVELO SEMPRE!!!!!! PERO’ E’ BELLO SOGNARE!!!!!!

  • francesco 0
    11 gen 2013 alle 17:08

    Stallo al raddoppio ferroviario
    Tavolo di mediazione a marzo
    Ancora cassa integrazione per cento operai
    Sempre più concreto il pericolo che il raddoppio ferroviario della tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono diventi una delle tante opere incompiute siciliane. I lavori, infatti, sono quasi fermi da settembre con oltre cento operai in cassa integrazione. I problemi nascono dall’aumento dei costi, rispetto agli iniziali 400 milioni di euro, che il consorzio Cefalù 20 Scarl ha comunicato ai committenti Rfi e Italferr. In questo stallo c’è da capire quanto Rfi ritenga utile quest’opera e quanto il consorzio abbia gonfiato i costi dopo l’appalto. Per questo, e per sbloccare la situazione, si è attivata l’Ars che ha convocato un tavolo per il 6 marzo in cui le due parti chiariranno le proprie posizioni e decideranno il da farsi. A cercare la mediazione è Salvino Caputo, presidente della commissione parlamentare alle Attività produttive: “Sul Raddoppio ferroviario Cefalù 20 – ha dichiarato – vi è il concreto pericolo per la salvaguardia dei lavoratori, già impegnati in una cassa integrazione a rotazione e per il completamento dell’opera il cui futuro è legato alle risorse economiche da investire. Temo che siamo di fronte a una nuova incompiuta”.
    08.02.2012 Ps. LEGGETE BENE QUESTA DATA. Da questo giorno e’ tutto strafermo. E come quest’opera tante altre ancora in sicilia. Ecco il motivo del mio pessimismo. Ecco perche’ sono schifato da tutto e da tutti.

  • Trinacrialibera 2
    12 gen 2013 alle 11:41

    Anch’io come te sono sdegnato, ma al tempo stesso vorrei correggerti, precisando che “il consorzio Cefalù 20 Scarl” la sua decisione l’ha già presa, e cioè quella di LICENZIARE oltre i 150 dipendenti in Cassa Integrazione da Ottobre 2011.
    Quindi i Lavori sono fermi ormai da 15 mesi!

  • francesco 0
    12 gen 2013 alle 18:59

    in italia non servono i politici. serono solo tecnici ed economisti. del resto i poltici essendo una massa d’gnoranti non possono fare altro che nominare dei consulenti e quindi la spesa e’ doppia. se tu possiedi in cassa 100 euro non puoi spenderne 1000. finiresti sul lastrico. in italia hanno permesso che si spendesse 10000 avendone 100 e adesso i risultati sono quelli di oggi. precisando che di quei 100 che erano in cassa cinquanta li hanno messi in tasca loro. e quindi tutte le opere che dovev ano essere completate sono rimaste incomplete.

  • Trinacrialibera 2
    13 gen 2013 alle 12:19

    Concordo pienamente!
    Il clientelismo alimenta l’ignoranza e il ladrocinio.
    Bisognerebbe votare preferibilmete tecnici (possibilmente giovani aureati)!


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