22 mar 2010

Liberare le strade dalle auto parcheggiate?


Per la rubrica “Diventa articolista per un giorno“, uno spunto di discussione di A.M. Alioto:

Ricordo (ma forse male) che alcuni anni addietro era stata emanata un’ordinanza in base alla quale ogni edificio in costruzione doveva essere progettato in modo da predisporre almeno un garage/posto macchina interno per appartamento. E’ vero? Perchè se così fosse, e allora sarebbe opportuno elevare a due quel numero, si renderebbero disponibili parecchi posti macchina su strada e i cittadini non sarebbero costretti a pagare quella aggiuntiva “tassa” per potere parcheggiare sotto casa….sempre che poi lo trovino un posto libero!!

Spesso purtroppo sono costretti ad aspettare, in seconda fila, anche 30 minuti prima di poter salire a casa. Se non vi fosse quest’ordinanza perchè non pensarvi? Tanto più che le casse comunali non verrebbero a sborsare nulla (senza per questo accantonare il progetto dei parcheggi o palazzi/parcheggio) ;

i residenti avrebbero il vantaggio di parcheggiare subito nonchè automezzi al sicuro e senza ulteriore tassamenti; la comunità avrebbe una raddoppiata possibilità di parcheggio; infine l’inquinamento della città se ne avvantagerebbe non poco se gli automezzi non continuassero a girare alla ricerca del posto o a restare col motore acceso per poter “scattare” al liberamento di uno.

Purtroppo gran parte del tessuto edilizio palermitano non ha seguito questa regola, in quanto si è spesso lucrato su questi spazi riservati a parcheggio.

Di certo, dovrebbe essere una regola cogente e rispettata per le future edificazioni, anche se Palermo è oramai giunta ad un livello di saturazione quasi estremo.


auto parcheggiatedoppia fila palermogarageParcheggi

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5 commenti per “Liberare le strade dalle auto parcheggiate?
  • bloodflower 127
    22 mar 2010 alle 12:36

    E’ quello che io auspico da sempre!
    Nelle mie fantasie di piccolo urbanista mancato la soluzione non è per nulla complessa.
    Prendete un quadrato di 130 metri per lato. esso andrebbe ripartito in 4 palazzi di 50 metri per lato (che fanno 2500 m2) marciapiedi di 3 metri di lunghezza e due strade che si intersecano perpendicolarmente, della larghezza di 24 metri.
    In un palazzo di 2500 m2 a piano si possono creare ben 10 appartamenti di 200 m2 ed un androne di 500m2. moltiplicato magari per 10 piani.
    e con un paio di piani sotterranei di box e parcheggi. Quanto spazio si libererebbe?
    E pensate una soluzione del genere applicata a quartieri-vergogna come il Villaggio Santa Rosalia, con strade strettissime e villette da un piano.
    (ok… la smetto con i miei vaneggiamenti :-p)

  • ARCHIMEDE 34
    22 mar 2010 alle 13:22

    RIASSUMENDO

    quest’articolo propone di togliere le auto parcheggiate a bordo strada, per agevolare il parcheggio a bordo strada….

  • gkm 94
    22 mar 2010 alle 14:14

    @Archimede

    veramente propone DUE “garage/posto macchina INTERNO”, per appartamento, obbligatorio per regolamento edilizio.

  • ARCHIMEDE 34
    22 mar 2010 alle 15:31

    tutti ben sanno chele strade sono di proprietà del comune.
    allo stesso modo di una metropolitana è altrettanto semplice sotterrare un parcheggio multipiano, nella maggior parte delle cttà europpe, le strade dalla sezione più ampia di 20 m ospitano al di sotto del piano dell’asfalto parcheggi multipiano
    sarebbe più che semplice costruirne alcuni in strade dove non sia previsto il passaggio di arterie sotterranee di trasporti come tratti di viale regione, viale strasburgo, corso finocchiaro aprile (non menziono corso tukory, la presenza delle mura causerebbe gli stessi problemi del tribunale)

    LA RISPOSTA è SOTTO I NOSTRI OCCHI o meglio SOTTO I NOSTRI PIEDI !!!!

  • Roberto1 517
    23 mar 2010 alle 9:43

    In realtà c’è una normativa nazionale che prevede un certo numero di metri quadri di parcheggio per ogni metro cubo di edificio adibito a civile abitazione. Ma se non sbaglio, questa perentoria norma (senza la quale non possono essere rilasciate le concessioni edilizie per nuove costruzioni) è in vigore dall’inizio degli anni 90. E a Palermo di costruzioni postume ce ne sono ben poche.


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