Via Benedettini: fine dell’asfalto, inizio riqualificazione

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Via Benedettini: il cantiere della rinascita

Nel cuore del centro storico di Palermo, lungo l’asse dell’Itinerario Arabo-Normanno riconosciuto dall’UNESCO, si avviano verso la conclusione i lavori di riqualificazione di via Benedettini. Una strada che per anni è stata definita “l’isola pedonale che non c’è”, oggi si prepara a diventare un vero spazio urbano degno della sua storia e bellezza (photo S.Faraone).

I lavori erano partiti lo scorso gennaio 2025.

Cosa prevede l’intervento

Il progetto, che rientra in un più ampio piano di riqualificazione delle pavimentazioni storiche del centro, prevede:

  • Nuova pavimentazione con basole disposte a filari diagonali o “spina di pesce”, per valorizzare l’asse stradale.
  • Marciapiedi lastricati con basole dello stesso materiale.
  • Inserimento di pozzetti e caditoie antiratto, con chiusini in ghisa per migliorare la funzionalità urbana e l’interramento dell’impianto di pubblica illuminazione.

Un patrimonio da restituire alla città

Via Benedettini non è solo una strada: è uno scorcio prezioso da cui ammirare la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, con le sue iconiche cupole rosse, e altri monumenti che raccontano la stratificazione culturale di Palermo. Il rifacimento mira a restituire decoro, sicurezza e accessibilità a residenti, turisti e ciclisti, trasformando un tratto trascurato in un’oasi urbana.

Pedonalità e mobilità dolce: occasione da non perdere

Questo intervento può diventare un volano per la mobilità sostenibile: via Benedettini è già frequentata da pedoni, ciclisti e visitatori, ma l’assenza di una vera isola pedonale ha finora penalizzato la fruizione. L’auspicio è che il Comune, oltre al rifacimento, introduca misure di limitazione al traffico motorizzato, installi dissuasori e favorisca l’uso di bici e mezzi elettrici leggeri.

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3 Thoughts to “Via Benedettini: fine dell’asfalto, inizio riqualificazione”

  1. punteruolorosso

    vietare il transito di auto e moto, o le basole si spaccheranno e nel giro di poco tempo. meglio un bell’asfalto che le basole spaccate. per quanto riguarda l’aiuola a lato della chiesa, non la si lasci così, ma si provveda a piantumarla con arbusti mediterranei non da potare a siepe, ma da far crescere ad alberello. corbezzolo, mirto, lentisco, alloro, melograno, arancio amaro. no a piante esotiche come strelizia o yucca o palme varie. la yucca sta bene in piena terra, non in una striscia di un metro. ha il tronco molto largo alla base e la considero abbastanza brutta.
    il corbezzolo è un arbusto bellissimo che non ha bisogno di acqua. ce n’è un paio nel giardino della zisa. tronco rossiccio, fiori bianchi e frutti dal giallo all’arancione al rosso.
    e adesso qualcuno storcerà il naso. la facciata della chiesa ne risulterà deturpata! il muro storico merita rispetto! detesto questo genere di filologi, siete della stessa pasta di quelli che hanno abbattuto i cipressi storici del mausoleo di augusto a roma.
    la bellezza d’italia è nel misto uomo-natura, il paesaggio e la vegetazione siano parte del nostro ambiente.

  2. BELFAGOR

    VIA BENEDETTINI DEVE DIVENTARE UN ISOLA PEDONALE
    Questa strada non è una semplice strada ma uno dei luoghi più belli ed iconici di Palermo, un angolo unico da cui ammirare la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, con le sue cupole rosse, e gli altri monumenti che ci raccontano le varie influenze culturali della città .
    Per questo motivo via Benedettini deve diventare un isola pedonale e non “ un volano per la mobilità sostenibile” .
    Chi visiterà via Benedettini deve avere la possibilità di estraniarsi dal mondo circostante senza preoccuparsi di scansare o essere investito da ciclisti e motociclisti con bici, monopattini e mezzi elettrici, più o meno truccati.
    Se un utente a due ruote vuole passare da via Benedettini scenda dal suo mezzo e cammini, guardandosi intorno.
    Sono sicuro che questo piccolo sacrificio sarà ripagato dalla bellezza del luogo.

  3. punteruolorosso

    @belfagor, del resto la strada è abbastanza breve, e chi vuole restare in sella può andare nella parallela via re ruggero.

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