La situazione del progetto PNRR dedicato alla mobilità ciclabile — “Percorso ciclabile Costa Sud, Stazione Centrale, Lungofiume Oreto, Poli Universitari” — entra ufficialmente in una fase critica. La Consulta Comunale della Bicicletta ha infatti inviato una richiesta formale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Ispettorato Generale per il PNRR, chiedendo la nomina urgente di un Commissario ad acta.
Una mossa senza precedenti, che fotografa con precisione lo stato del progetto: ritardi accumulati, continue rimodulazioni, obiettivi snaturati e rischio concreto di perdere i fondi europei.
Scadenza imminente, ritardi inspiegabili
La Consulta richiama un dato che non lascia spazio a interpretazioni: la scadenza del progetto è fissata al 30 giugno 2026.
Eppure, nonostante le rassicurazioni fornite negli ultimi mesi dall’Assessore alla Mobilità e dal RUP, i lavori non sono partiti, le procedure si sono impantanate e le varianti si sono moltiplicate. Secondo la Consulta, l’Ente attuatore non è in grado di gestire il progetto né di portarlo a termine nei tempi previsti.
Un progetto che ha perso la sua direzione
Il comunicato parla chiaro: le continue modifiche hanno fatto “venire meno gli obiettivi che il progetto intendeva perseguire”. Tradotto: la rete ciclabile prevista dal PNRR — che doveva collegare Costa Sud, Stazione Centrale, Oreto e i poli universitari — è stata snaturata, spezzata, rimaneggiata senza una logica di rete.
Un quadro che coincide con quanto emerso negli atti analizzati nei giorni scorsi: assi strategici cancellati, chilometri spostati altrove, tratti inseriti e poi depennati.
Il rischio più grande: perdere i fondi PNRR
La Consulta non usa giri di parole: il progetto, così com’è, rischia la revoca dei fondi europei.
Una prospettiva che avrebbe conseguenze pesantissime non solo per la mobilità ciclabile, ma per l’intera credibilità amministrativa della città.
La richiesta: un Commissario ad acta
Per questo la Consulta ha chiesto al MIT e all’Ispettorato PNRR:
- la nomina urgente di un Commissario ad acta, come previsto dal D.L. 77/2021;
- l’attivazione immediata delle verifiche, dei controlli e del monitoraggio previsti in caso di inadempienza.
Una richiesta forte, che segnala un punto di rottura: la città rischia di perdere un investimento strategico, e gli organi tecnici che rappresentano la mobilità attiva chiedono che qualcuno intervenga dall’esterno.
Un segnale politico e culturale
La vicenda delle ciclabili PNRR non è solo un problema tecnico. È il sintomo di una città che, ancora una volta, non riesce a trasformare un’opportunità in un cambiamento reale.
E mentre la scadenza si avvicina, Palermo continua a oscillare tra ritardi, varianti e rinunce.
