Aeroporto Falcone Borsellino | A ottobre crescita di passeggeri del 12,5%

aeroporto palermo
Spread the love

A ottobre crescono del 12,5% i passeggeri che hanno volato da e per l’aeroporto internazionale di Palermo “Falcone Borsellino”. 

Nel mese record che chiude la stagione estiva del 2022, sono transitati 687.972, il 12,5% in più rispetto a ottobre 2019 (611.580).

Resta alta anche la media dei passeggeri per volo:146 contro 141 del 2019. 

Tiene bene il traffico internazionale, che ha inciso per il 29%.

Cresce anche il numero dei voli:  4.720 contro 4.279 di ottobre 2019, con un incremento del 10,3%. 

In generale, la stagione estiva si è chiusa con +6% di passeggeri (5.111.124).

Con ottobre ormai in soffitta, il numero totale dei passeggeri nei primi dieci mesi del 2022 sale a 6.229.407 (6.053.548 nel 2019), con una crescita del 2,9%.

Incremento del 3,96% anche per il numero dei voli nel periodo gennaio – ottobre: 45.951 contro 44.199 del 2019.

Con l’inizio della stagione invernale ci sarà una contrazione dei flussi di traffico.

Secondo i principali indicatori sull’andamento del settore aereo, novembre potrebbe essere un mese sotto tono a causa dell’incertezza del mercato e anche al rallentamento delle prenotazioni sui siti dei vettori.

Il trend di crescita del traffico potrebbe riprendersi dal nuovo anno, in vista della prossima stagione estiva.

Post correlati

18 Thoughts to “Aeroporto Falcone Borsellino | A ottobre crescita di passeggeri del 12,5%”

  1. Normanno

    Una proposta non strettamente attinente all’articolo ma legata allo sviluppo del turismo a Palermo :Perchè non fare partire una nuova linea Amat da piazza croci con tratta Piazza croci-Sferracavallo in modo da far andare andare i turisti un giorno a Mondello e un giorno a Sferacavallo?
    Tra l’altro i turisti, a differenza dei palermitani, hanno il vizio di fare anche il biglietto.
    Domanda attinente all’articolo ma una linea diretta Pechino-Palermo o Cheng Du -Palermo è fantascienza? Ricordo che Cheng Du è una citta cinese gemellata con Palermo.
    Che ci gemelliamo a fare se poi ognuno resta a casa sua?

  2. Normanno

    Un dettaglio da poco : Numero di abitanti di Chengdu 14.000.000 (quattrodici milioni) nel 2010 gemellata dal 1999 fonte whikipedia.

  3. vicchio65

    Il sindaco ha dichiarato “Sul tema del caro voli non si può mettere da parte la riflessione che riguarda l’opportunità di privatizzare gli aeroporti. Solo con una gestione privata, che ormai si registra in tutta Italia tranne che in Sicilia, si può pensare di rendere gli scali ancora più competitivi, aumentando il numero di tratte e di aerei, anche a beneficio dei viaggiatori”.
    Premesso che, in genere, le aziende a patrimonio pubblico stentano ad essere efficaci ed efficenti quanto quelle con un “padrone”, credo che oggettivamente si debba considerare l’aeroporto di Palermo una mosca bianca, almeno pare lo sia stata fino ad ora.
    In primo luogo, non capisco il nesso logico tra la competitività e la privatizzazione, come se fino ad oggi non ci si è aperti a nuove tratte per un qualche motivo oscuro. Anzi, mi sembra proprio che Palermo sia stata sempre tra le rotte delle linee aeree che periodicamente si sono affacciate al mercato italiano (basta vedere l’elenco nel sito). Si vada a vedere Birgi, aeroporto mai decollato perchè legato a filo doppio con Rayanair.
    Poi, è l’unica società partecipata che realmente ha prodotto ricchezza per il Comune.
    Ora, ripetendo che la soluzione corretta è sempre quella di una partecipazione pubblica minoritaria nelle società di servizi e di gestione, l’affermazione di Lagalla mi sembra in contraddizione rispetto alle recenti lamentele sul caro voli: nel costo dei voli rientra anche il costo richiesto dai servizi aeroportuali, e come può un privato sottrarsi alle logiche di mercato che portano ad aumentare il prezzo dei servizi in base alla domanda (alta nei periodi estivi e natalizi)? Dovrebbe essere un privato “sensibile” agli interessi sociali?
    A questo punto, direi, che è meglio un pubblico che si muova con equilibrio, come ha dimostrato la Gesap.
    Se poi è un sistema per risanare le casse comunali, ok, ma almeno ditelo!
    Per fare un pò di storia: non è la prima volta che si prova a mettere in vendita l’aeroporto, ma le offerte non erano congrue. Forse perchè, giustamente, un aeroporto “insostituibile” come lo sono quelli di Sicilia e Sardegna deve necessariamente sottostare anche ad oggettivi interessi sociali e non a sole regole di mercato.

  4. Normanno

    @vicchio 65
    La società sotto inchiesta è l’Ita nata delle ceneri di Alitalia quest’ultima incapace di restare sul mercato e che ha dilapidato nel corso degli anni miliardi dei contribuenti italiani.
    Si vuole con ITA ad ogni costo tenere una società di bandiera pubblica nonostante continui anche essa a perdere milioni per salvaguardare gli interessi degli italiani e quindi questa società dovrebbe avere una visione più ampia e senza rimetterci soldi non guardare solo la logica del profitto e la legge della domanda e dell’offerta ma anche il servizio fornito a tutti gli italiani altrimenti che senso ha avere una compagnia di bandiera con intervento pubblico,si lascia tutto al mercato e tutto viene regolata da domanda e offerta e utili da distribuire agli azionisti e i siciliani almeno evitano di risanare con le tasse per l’ennesima volta questa mania della compagnia di bandiera.
    Ma se anche accettassimo solo la logica di mercato questa dovrebbe valere anche per la tratta MIlano-Roma dove invece si paga 200 euro contro 600 euro quindi la legge di mercato dipende in questo caso dalla latitudine e non puo essere cosi.E una scelta di Ita di favorire la padania e come sempre fregarsene dei siciliani.
    In ogni caso non puoi portare la legge della domanda e dell’offerta all’estremo e far pagare un volo di 50 minuti scarsi come un volo di 14 ore come il roma new york che prevede anche pranzo e cena oltre al carburante 100 volte maggiore.
    Il problema non è l’aumento del domanda ma la carenza di offerta (numero limitato di aerei a disposizione dìell’iTA) e quindi è l’ITA che si deve fare da parte o con le buone o con le cattive (antitrust) e lasciare spazio ad altre compagnie che possono mettere gli aerei nella tratta e abbassare drasdicamente il prezzo del biglietto

  5. Normanno

    Personalmente sono favorevole ala privatizzazione a due condizioni da soddisfare entrambe:
    1) Vendere e non svendere un aeroporto che movimenta sette milioni di passeggeri con potenzialità di superare tra qualche anno i dieci milioni.
    Il ricavato per il 75 per cento (compreso comune di cinisi e comune di pantelleria) dovrebbe portare nelle casse comunali di Palermo non meno di 400 milioni che sommati ai 400 milioni che dovrebbero arrivare dal patto per Palermo (Napoli ha avuto 800 milioni) risanerebbero totalmente il bilancio comunale che non ha molti debiti ma scoppia di crediti di dubbia esigibilità.
    Quindi obiettivo uno risanare il bilancio comunale.
    2) Vendere a seguito presentazione di un progetto da parte dell’ acquirente, che dimostri con assoluta certezza che vi sarà uno sviluppo SIGNIFICATIVO del numero di passegeri e soprattutto del numero di turisti che arrivano a Palermo con chiare ricadute economiche per la città.
    Faccio tre esempi di acquirenti che farebbero al caso nostro.
    a) MSC crociere che detiene in concessione con Costa Crociere un molo del porto di Palermo e che sarebbe anche attratta dal linea Palermo_New York per fare atterrare a Palermo potenziali ricchissimi croceristi , la società MSC ha provato ad acquistare sino a poco tempo fa proprio ITA per questo motivo
    b) Sceicco Monsur proprietario PalerMo Calcio che ha investito tanto a Manchester e anccra niente a Palermo questo ci aprirebbe il ricco mercato mediorientale con compagnie come Emirates di primissimo livello
    3) Repubblica popolare cinese sempre avida di porti e aeroporti con vista sul mediterraneo visto che possiede mezza africa e vuole migliorare la penetrazione del mercato europeo.
    L’importante che l’acquirente non sia un fondo soprattutto speculativo perchè se la vendita serve solo a risanare le casse comunali MEGLIO LASCIAR PERDERE.

  6. vicchio65

    Caro @Normanno,
    Ita è una cosa diversa da Gesap, ma proprio un’altra. Infatti, nel mio post evidenziavo proprio l’assenza di un nesso tra la privatizzazione della Gesap e il costo dei voli.
    Proprio nel tuo post cogli invece il paradosso delle società di servizi di rilievo sociale, che si trovano da un lato a seguire il mercato e dall’altro a rispondere ad esigenze locali: ogni impresa di servizi riceve dei contributi da almeno un ente pubblico, altrimenti nel 70/80% dei casi non manterrebbe il servizio; pensa alle corriere.
    È essenzialmente per una logica di mercato che i voli per la Sicilia costano tanto: c’è richiesta quindi il prezzo aumenta! Niente di scandaloso. Poi, se un ente ritiene di dover intervenire, concorda con la società dei prezzi calmierati e dei contributi. È così, ed è giusto che sia così se si vuole che il servizio sia gestito da privati; altrimenti l’ente si fa un servizio per i fatti propri e lo paga integralmente (pensateci quando qualcuno vi dice che ci sono “folle” di privati pronte ad investire, vedi ponte di Messina…).
    Poi, se ci sono stati abusi, l’Antitrust se ne occuperà, ma ci credo poco.
    La padania non c’entra, almeno in questo. La padania c’entra nella scellerata idea di costruire due hub in Italia (Fiumicino e Malpensa), ma è un altro discorso. La differenza vera è che se vuoi andare da Milano a Roma, ad esempio, hai alternative; in altri termini, c’è “concorrenza”. Proprio sulla Milano-Roma c’è la fortissima concorrenza del treno, quindi il prezzo viene calmierato proprio da motivi di mercato.
    E questo vale per buona parte delle destinazioni del nord e fino a Napoli. Una linea aerea tra queste città o si adegua o viene sparata fuori dal mercato. Guarda l’esempio della “ipotetica” linea Palermo-Catania: anche se ci vogliono due ore di autostrada, che speranza hanno?
    Riguardo il secondo post, ok 1 e 2, anche se sono impegni che si possono e sicuramente si scriveranno, ma poi chissà…se l’azienda fallisce perché oggettivamente non ce la fa, che si fa?
    Non mi trovo, personalmente, d’accordo con gli investitori che ipotizzi:
    – MSC fa crociere, è un altro mondo. Qui si parla di logistica, di Gesap e non di Ita. Infatti, come dici giustamente ha preso in concessione un molo al porto, mica l’ha acquistato.
    – Monsur è ricco, ma mica fesso. Al momento gli investimenti del Fondo riguardano solo l’edilizia. Secondo me, possiamo aspettarci solo qualche hotel o un altro centro commerciale (vedi Zamparini).
    – Dell’RPC si era già parlato per l’hub in centro Sicilia. Ma è chiaro, e la storia recente ce lo sta ricordando, che nessuno sarebbe così pazzo da concedere una struttura strategica a una nazione straniera, soprattutto se così discutibile…

  7. Normanno

    Msc e le crociere comunque non son un altro mondo,forse lo erano anni fa ma orami si va verso una intermodalità per il trasporto delle merci e delle persone per cui Msc sta entrando nel mondo aereo acquistando 4 boeing cargo e provando ad acquistare una compagnia aerea (ITA,Air portugal) metto a seguire articolo in proposito;per Palermo sarebbe importante integrare e valorizzare i due attuali motori del suo sviluppo: porto e aeroporto.
    Coppia incolla:
    Ma l’esigenza di Msc di avviare il prima possibile una divisione aerea per il trasporto merci nasce anche dalle condizioni di mercato: le principali rivali del colosso guidato dalla famiglia Aponte hanno già avviato le proprie aviolinee cargo. Cma Cgm, per esempio, oltre ad essere entrata nell’azionariato di Air France-Klm (con il 9%), ha anche lanciato nel 2021 Cma Cgm Air Cargo con una flotta di 6 aerei e ne ha ordinati altri 7. L’altra rivale di Msc, Maersk, ha avviato Maersk Air Cargo con l’obiettivo iniziale di impiegare 8 velivoli. In Lufthansa — che ha già una importante divisione cargo — a luglio è diventato principale azionista Klaus-Michael Kuehne con il 15,01% del gruppo europeo con l’obiettivo di aumentare la quota. Kühne è anche l’azionista di maggioranza del gruppo logistico Kühne + Nagel e il principale azionista della compagnia di navigazione di container Hapag-Lloyd.

    L’accordo Msc-Atlas
    Da quanto si apprende l’accordo tra Msc e Atlas Air riguarda un «Acmi» pluriennale. Atlas Air, che materialmente ha ordinato da Boeing gli aerei, noleggia i quattro velivoli al gigante marittimo con annesse tutte le prestazioni accessorie (assicurazione, equipaggio e manutenzione) per operare le rotte richieste su base mondiale. I Boeing 777F sono stati richiesti da Atlas Air nel dicembre 2021: possono coprire fine a 9.200 chilometri di distanza e riescono a trasportare fino a 102 tonnellate di merce.

    Il settore
    La mossa di Msc è l’ennesima conferma di come in particolare il coronavirus abbia spinto le società di trasporto marittimo a entrare in quello aereo per spedire le merci più velocemente e per aggirare i porti intasati in un periodo di boom dell’e-commerce. «In questi mesi abbiamo spedito via aria cose che abbiamo sempre trasportato via mare o terra», ha detto di recente Marie Owens Thomsen, capo economista della Iata. E anche se i profitti di questo segmento si stanno riducendo nel 2022 la Iata stima altri 191 miliardi di dollari di ricavi, poco al di sotto del picco del 2021 (204 miliardi). Una fetta ora la vuole anche Msc. Aspettando Ita.

  8. Normanno

    Il trasporto di persone e di merci assume sempre più carattere globale e intermodale.
    Le compagnie aeree soprattutto per le merci non guardano solo agli aeroporti ma anche ai porti e ai treni ad alta velocità.
    Palermo con il porto è messo bene e se vogliamo anche per la stazione ferroviaria presente in aeroporto che la collega alla città (aspettando un altro decennio per finire i lavori del passante ferroviario)ovviamente sui treni ad alta velocità stendiamo un velo pietoso con le ferrovie siamo terzo mondo e chissà che prima o poi qualcuno olter a dirlo lo faccia il ponto sullo stretto.
    Possiamo parzialmente compensare con la nostra invidiabile posizione sul mediterraneo che on sfruttiamo per niente nè a livello marittimo ne a livello aereo.
    Se, come leggo, l’aeroporto di roma dovrebbe essere la porta per l’africa cosa dovrebbero essere allora gli aeroporti di Palermo e Catania?Dovremmo essere una piattaforma logistica di smistamento per le merci e le persone per il medioriente per l’africa e per l’europa non lo siamo perche continiamo a parlare se fare il ponte ad una o piu campate, perche non facciamo l’alta velocità dei treni sino a Napoli perche le nostre autostrade sono infestate da cantieri per lavori che non finiscono mai,perche non ci autorizzano a fare un porto HUB ad augusta o a Pozzallo per intercettare tutto il mega flusso di merci che ci vediamo passare sotto il naso nel mediterraneo

  9. Orazio

    Io sono fermamente contrario alla totale privatizzazione di Gesap.

    Da 30 anni va di moda il mantra delle privatizzazioni che, di fatto, ha privato la Nazione delle infrastrutture essenziali, salvo poi dovere intervenire quando il privato è in perdita. Belle privatizzazioni!!!

    Credo che tornare indietro per rilanciare il concetto di mano pubblica sia in realtà progredire.

    Su Schifani e su quello che dice, nulla di nuovo, nessuna sorpresa, ma da uno di Forza Italia cosa vorremmo sentir dire?

  10. Orazio

    Dimenticavo ed aggiungo: si parla sempre dei turisti, ma della carenza di tratte strategiche per chi lavora e produce si parla davvero poco. Eppure c’è anche chi prende l’aereo non per gioco.

  11. Normanno

    A mio parere Il problema non sono le privatizzazioni ma come si fanno le privatizzazioni!
    Ti faccio due esempi Telecom italia e Alitalia;
    Telecom italia :privatizzata dal Prodi per fare cassa ed entrare nell’euro come peggio non si poteva, data a imprenditori piccoli come Colannino che per il capitale necessario per privatizzare SIP era un bottegaio e poi data aTronchetti Provera che si e preso parte degli immobili della società,invece di fare un accordo con Telekom tedesca e far nascere una società europea si è preferito darla a italiani senza capitali che se la sono comprati con i dividendi della società.
    Alitalia :I capitani coraggiosi italiani si veda Telecom Italia.
    Quindi il problema non sono le privatizzazioni ma come privatizzi e a chi cedi le società.
    Come ho scritto prima sono favorevole o contrario alla privatizzazione in funzione di chi vuole comprare la Gesap ,non e difficile capire se è un fondo speculativo o una società a livello mondiale con capitali adeguati che presenta un piano di sviluppo convincente.
    Alla fine io ho fatto l’esempio di Msc che i capitali sicuramente li ha (recentemente ha acquisito una società di rimorchiatori per un miliardo di lire) ma è in realtà un desiderio più che un convincimento.
    Realisticamente,se veramente si andrà sino in fondo,sara una società come Corporacion America Italia a fare un’offerta importante.
    Corporacion America possiede i principali aeroporti argentini e aeroporti in brasile ecuador uruguay oltre all’aeroporto di Firenze,Pisa ci sarebbe un imortante ricaduta anche pe ril nostro turismo e le nostre crociere oltre che per i viaggi di istruzione a Firenze

  12. vicchio65

    @Orazio,
    SONO definite come “tratte strategiche”! Palermo è una destinazione strategica, ma solo per il turismo. Non si fa una tratta solo perchè c’è vicchio che due o tre volte all’anno ha la riunione a Milano! E quanti vicchio ci sono? E la riunione la fa a Milano o a Palermo?
    Le infrastrutture si fanno o perchè servono già per le imprese e non ci sono (vedi Milano) o per un’idea strategica di fare nascere le imprese (vedi Londra). Ma in genere, in tutto il mondo, si fanno per la prima delle due, a meno che non si parli di Brasilia!
    Torniamo all’esempio del famigerato ponte: si fa per le aziende esistenti (che non ci sono) o si fa per le aziende che ci saranno (allora l’obiettivo strategico della Sicilia non è il turismo!). Decidiamoci! Altrimenti ci troveremo pieni di autostrade stile Nevada (vedi Palermo-Messina)!

    Poi, se dobbiamo fare proprio i “buonisti”, costruiamo pure infrastrutture faraoniche senza una strategia, per il vicchio di turno, ma poi non lamentiamoci che nessuno possa sostenerne la manutenzione!
    Questo si chiama ASSISTENZIALISMO: usiamoli i termini corretti, almeno tra noi, altrimenti ci stiamo solo prendendo in giro!

    Da siciliano, ma siciliano vero, non mi piango addosso nè mi lamento degli altri! Mi domando IO CHE FACCIO? QUAL’E’ L’OBIETTIVO STRATEGICO PER LA SICILIA? Fatela questa domanda ai nostri amministratori, secca, senza giri di parole! Perchè il ponte, le autostrade, l’alta velocità, le metropolitane, non si fanno per il vicchio, MA SI FANNO ALL’INTERNO DI UNA STRATEGIA GLOBALE!

    Scusate, ma un presidente di regione che si lamenta del caro voli e non sa perchè è così mi fa proprio inc…! Al di là dei partiti, destra, sinistra, chi se ne f…, significa che non cambia niente, mai! Risolviamo il problema contingente, facciamogli ridurre le tariffe, così poi quando Ita andrà in default non c’è nessuno responsabile! Perchè Ita? Perchè Rayanair se ne frega di vicchio e del suo patronus politico e manda a quel paese tutti!

    Ricordate: quando si chiede ad un privato, questo ci deve guadagnare! I benefattori esistono solo nei film Disney, nella realtà falliscono! Voi, capitani d’impresa, che fareste?

  13. punteruolorosso

    @orazio
    pienamente d’accordo con te. le privatizzazioni sono un modo per regalare ai privati il patrimonio pubblico. i privati non si assumono rischi, se sbagliano paga lo stato. va così con tutte le ex aziende di stato. la fiat, non potendo più usufruire di salvataggi a causa di leggi europee, se n’è andata lasciando col culo per terra migliaia di operai.
    la retorica del turismo è provinciale, le infrastrutture non si fanno per i turisti, ma per i cittadini, per metterli in condizione di lavorare e di spostarsi. prima vengono i cittadini, poi i turisti.
    capisco che portano dei soldi, ma portano anche involgarimento e spazzatura. non è uesto il tipo di economia su cui basare il nostro rilancio. in altre parti d’europa, che su uesto ci hanno preceduto di trent’anni, se ne sono accorti, e adesso stannoc ercando di rimediare ai danni della turistizzazione di massa.
    palermo è diventata grande grazie ai florio, non grazie ai turisti. il nostro orizzonte non è solo l’europa continentale oppressiva e lobbistica. noi siamo il mediterraneo. nordafrica, europa e medio oriente.

  14. Normanno

    Il presidente Schifani ha incontrato ieri la console onoraria USA accompagnata dal comandante della base aeronavale di Sigonella.All’ordine del giorno non solo degustazioni di cannoli ma anche molti importanti dossier che presto potrebbero cambiare la realtà economica siciliana. Io IMMAGINO che siano questi ma non credo di sbagliarmi molto:
    1) Insediamento della fabbrica INTEL a Catania per produzione microprocessori della ultimissima generazione con importo stimato di 10 miliardi e almeno 5000 tecnici considerando l’indotto di altissimo livello sarebbe il piu gende investimento industriale dal dopoguerra ad oggi in Sicilia e si creerebbe a Catania con l’esistente STM elettronics un polo europeo strategico.
    2) Privatizzazione Raffineria di Priolo posseduta dagli odiati russi Lukoil (potenziali spie) con controllo finalmente affidato a mani amiche USA
    3)Privatizzazione aeroporti di Palermo e Catania con controllo affidato a mani amiche USA.
    In particolare l’aeroporto di Catania confina con la più grande base aeronavale del mediterraneo (Sigonella)che garantisce la sicurezza dei paesi Nato ed è destinata a diventare, secondo il piano nazionale degli aeroporto aeroporto intercontinentale ed HUB del mediterraneo a patto che interri le ferrovia e porti la lunghezza della pista da 2300 metri a 3100 metri per far atterrare i grossi aerei che attualmente non possono atterrare a Catania.
    Gli americani non permetteranno MAI che l’aeroporto finisca in mani di potenziali spie che possono annusare l’odore della base di Sigonella
    4)Ponte sullo stretto di Messina , gli americani avrebbero voluto costruirlo subito dopo la guerra a patto di avere una concessione di 50 anni per recuperare l’investimento,gli abbiamo detto di no e ancora discutiamo se fare il ponte ad una o tre campate se ne vale la pena o no!
    5) Sistema energetico italiano,oramai dai tubi di mazara e di gela passano il 50 % di tutto il gas che arriva in italia e con due impianti eolici offshore di windmed (2,8 Giga Watt) e Pozzallo (1GigaWatt) si fornirà energia alla sicilia e non solo considerando che tutta la Sicilia occidentale con termini imerese assorbe circa1 GigaWatt.
    6) Potenziamo strutture militari USA in Sicilia considerando che con la guerra in Ucraina il mediterraneo è diventato luogo di scontro tra sottomarini nucleari russi americani e cinesi.
    Noi siciliani siamo in prima linea nel conflitto mondiale anche se molti non sanno di esserlo.
    Io spero per la Sicilia che si faccia pacchetto unico che ci mettano le armi e si prendano l’aeroporto di Catania ma che almeno ci diano l’investimento di intel che potrebbe finire in piemonte o in veneto secondo il desiderio del corriere della sera e del sole 24 ore.
    Tra l’altro le elezioni comunali di Catania sono in primavera! Magari un bell’ annuncio che hanno messo una fabbrica di 5000 persone non sarebbe male per il centrodestra come compagna elettorale

  15. Orazio

    Normanno, quello che tu dici è corretto, io dico però anche altro e cioè che privatizzando tutto la Nazione si priva del controllo e della guida di infrastrutture strategiche per la nazione stessa. Insomma, il mio è un discorso politico, non economico.

    Vicchio, a mio avviso sottovaluti Palermo e comunque il “turista” agli occhi di questa gente che gestisce il trasporto aereo (parlo delle compagnie a basso costo e pure di Gesap che consente quelle file allucinanti dentro i finger, per poi dover scendere in pista, prendere il bus etc) vale meno di zero, se non come portatore di soldi, ecco, se tari i voli sul segmento affari/lavoro e poi ci metti dentro pure i turisti, non vedo il problema.

  16. Normanno

    @Orazio
    Prima domanda: Di cosa hai paura che nazionalizzando la Gesap il biglietto Palermo roma e ritorno costi più di 1000 euro come avviene oggi? Più di un Roma_ New York?
    Seconda domanda:Quando tu parli di nazione intendi l’italia teorica che finisce a Lampedua o quella reale che finisce tra Roma e Napoli? Perche se prendo un aereo,una macchina e non parliamo di un treno e vado da Milano a Palermo capisco bene l’essenza della mia domanda

  17. Normanno

    @Orazio
    Tratta MIlano-Roma:Treni ad alta velocità Viaggia tra Milano e Roma con Frecciarossa! 104 collegamenti al giorno, dalle 5:00 alle 21:00, con un treno ogni 15 minuti*.costo biglietto 69 euro andata e ritorno in giornata tempo di percorrenza tre ore ma senza attesa all’aeroporto e distanza tra citta e aeroporto quindi tempo equivalente ad un aereo
    oppure se non ti piace l’overdose di treni e vuoi prendere l’aereo 200 euro volo ITA andata e ritorno
    Roma-Palermo stessa distanza di tratta volo iTA (per questioni di mercato mi è stato spiegato ) 1000 euro andata e ritorno ,i treni non li prendo neanche in considerazione stendiamo solo un velo pietoso.
    E tu parli ancora politicamente di infrastrutture di una nazione ma quale nazione?

  18. Orazio

    Normanno, no, so solo che quando lo Stato gestiva i telefoni funzionavano, la luce non mancava mai e dico mai, la sanità era davvero universale, i treni arrivavano ovunque, le poste funzionavano meglio di ora, l’Alitalia collegava l’Italia col mondo e potremmo continuare all’infinito.

    L’aeroporto di Catania spesso giustamente additato quale modello di efficienza ha soci pubblici tra cui le (ex) Provincie di CT e SR. E soci pubblici ci sono in tutti gli aeroporti.

    Poi su Gesap facciano quello che vogliono ma personalmente sono poco interessato ad un modello di sviluppo del trasporto aereo in stile Ryanair. E tantomeno sono interessato ad un aeroporto nuovo ma perennemente in ristrutturazione.

Lascia un commento