Quanto fai schifo Palermo?

Spread the love

Screenshot da “La 25ª ora” di Spike Lee

Quanto sei brutta Palermo, come ti hanno ridotta? Il tuo meraviglioso centro storico sepolto dai rifiuti e da “santini” elettorali, le periferie invece…pure. I turisti sbigottiti che fotografano solo immondizia, e quando inquadrano i monumenti prendono solo particolari perché allargare il campo significa inevitabilmente sporcare l’immagine con qualche sacco di rifiuti, scritta di bomboletta o abusivo di turno con appresso il suo carretto. Abbiamo inventato l’inquinamento visivo, come se quello atmosferico e acustico non fossero già abbastanza. Palermo sei brutta, anzi fai schifo. Qualcuno doveva pur trovare il coraggio di dirtelo no? Odio dover camminare per via Maqueda senza avere qualche reazione allergica o bruciore di gola quando torno a casa, a forza di respirare quella merda che c’hai nell’aria: chissà quante schifo di malattie mi sto prendendo. E quelle rare volte che prendo la macchina odio dover restare impilato in mezzo al traffico per ore (a volte mi chiedo quanto tempo prezioso della mia vita ho sprecato ad aspettare un semaforo o una fila che si sbloccasse), tra clacson, aria irrespirabile, automobilisti e motociclisti che ti passano accanto da tutte le parti, invadendo corsie riservate o marciapiedi. A proposito di marciapiedi…odio quei tuoi schifosi marciapiedi striminziti, dove i pedoni vengono compressi come sardine per lasciare spazio alle auto, e sono poi inevitabilmente costretti a invadere la carreggiata creando un casino ancora più grande. Odio quelle tue baraccopoli spacciate per negozi in via Lincoln, con quelle merci esposte in scatoloni schifosi che poi vengono puntualmente gettati di fronte bloccando le piste ciclabili; per non parlare delle baraccopoli abusive di via Cavour, che tolgono pure spazio ai pedoni che devono passare. Odio quelli che anziché aspettare il turno cercano di sorpassare gli altri, come se le loro urgenze avessero la precedenza. Odio quelli che guidano come folli e ti insultano pure appena rischiano l’incidente. Odio quegli animali che scaricano i frigoriferi e le lavatrici in mezzo alla strada. Per non parlare di certi subumani che si appropriano delle case altrui approfittando dell’assenza dei padroni, cose che nemmeno in Africa forse. Odio dover invidiare i bei parchi delle città civili, e qui dovermi accontentare di pezzi di terra e fango con erbacce incolte e immondizia. Odio i tuoi parcheggiatori abusivi, soprattutto i locali, con quel loro fare spocchioso e mafioso, i loro marsupi e quei panzoni sintomo di una vita passata a non fare niente (se non a mangiare), “posteggiati” come le auto che sono pure incapaci di posteggiare, come se tutto fosse loro dovuto, o con la loro finta gentilezza che cela sotto quel sorriso beffardo una minaccia sottintesa; ma che cazzo, adesso trovi pure le famigliole appostate nelle piazze. Si allevano nuove generazioni di parassiti, anziché mandare i bambini a scuola e far capire loro il valore di un vero lavoro onesto. Odio il finto orgoglio di certi tuoi abitanti, che si tramandano da generazioni anziché conquistarselo coi fatti: come se l’orgoglio di essere palermitano fosse racchiuso nella bontà di un panino con le panelle o nel tifare Palermo da TIFOSO VERO, quasi fosse un’etichetta di garanzia di qualità (palermitano D.O.C.) o una patente di merito andare allo stadio e sbraitare, salvo poi uscire e trattare la propria città come se fosse una prostituta di basso borgo. Odio i tuoi palazzoni orrendi, costruiti senza criterio, che hanno preso il posto di meravigliose palazzine liberty e ti hanno fatto assumere l’aspetto di un gigantesco complesso penitenziario. Odio chi rivendica senso d’appartenenza spacciando l’inciviltà dei palermitani per folklore locale. Odio l’accondiscendenza di molti, che fanno finta di non vedere niente o negano pure a se stessi per evitare di affrontare la realtà che li circonda. Odio tanti tuoi politici politicanti: molti mi ricordano i porci su due zampe della “Fattoria degli animali” di Orwell, con quel loro fare arrogante, quella falsa importanza e quell’atteggiarsi a signori, salvo poi non esser neanche capaci di esprimere due parole in italiano o partorire un concetto politico che non vada oltre il cementificare qualcosa o il “sistemare” qualcuno; anche loro parassiti del sistema che vivono nella menzogna e nella corruzione, mettendo radici nella poltrona così da non essere costretti a saper fare qualcosa e cercarsi un lavoro vero; odio vederli alle inaugurazioni a prendersi meriti di qualcun altro senza aver lavorato neanche un giorno, e anzi magari avendone pure ostacolato la realizzazione, per poi infilarsi i panini in tasca ai buffet. Prima ti affamano, e poi ti tirano un tozzo di pane in campagna elettorale, spacciandoti per favori quelli che dovrebbero essere i tuoi diritti. Odio l’ignoranza di molti, sempre pronti a calarsi le braghe e pendere dalle labbra per ricevere favori da qualche politico o mafioso, salvo poi lamentarsi che tutto a Palermo fa schifo: non li sfiora neanche minimamente l’idea di provare a costruirsi qualcosa da soli senza dover aspettare di essere sistemati da qualcuno?! Vi rendete conto di quanto questa città campi di chiacchiere, demagogia e retorica inutile? La retorica ai palermitani piace tanto, perché dà la sensazione di fare qualcosa e far parte di qualcosa anche se in realtà se ne stanno poi tutto il giorno a grattarsi mentre la nave affonda. La retorica è bella, ti fa sentire importante senza fare un cazzo. L’importante è continuare a emozionarsi per una palla, poi se i nostri figli mangeranno polvere non importa…chi se ne frega del futuro, ci sarà sempre un pallone che gira a farci stare meglio. Odio gli inetti negli uffici pubblici, altri “posteggiati” che neanche si pongono il problema di mantenere una dignità e rendersi utili: sempre a girarsi i pollici, affidati a mansioni ridicole e bravi solo a riscuotere lo stipendio rubando dalle tasche di tanti lavoratori onesti che fanno sacrifici enormi per campare gente come loro. Odio dover assistere a puntuali indecenze durante ogni spoglio elettorale. Odio le tue opere incompiute, lo sperpero enorme di denaro pubblico, i tempi biblici per sostituire una lampada in un lampione, le tue strade schifose piene di buche che poi vengono magari rattoppate alla meno-peggio e asfaltate da schifo così che poi dopo due mesi sono nuovamente da riparare. Odio dover prendere la barca ogni volta che piove, perché qualche idiota non ha fatto sturare i tombini o ha progettato male le strade. Odio quei porci che buttano la carta a terra col cestino a un metro di distanza. Odio quelli che salgono sull’autobus senza pagare il biglietto e poi insultano il controllore quando dice loro di scendere. Odio gli scagnozzi fuori dai seggi elettorali pronti a fare compravendita. Odio tanti vigili che con abusi di ogni genere sotto il naso, passano e fanno finta di niente, o si mettono a chiacchierare con chi invece dovrebbero solo multare. Odio chi si riempie la bocca di belle parole, e poi non mostra coerenza coi fatti. Odio chi non fa nulla e si lamenta di tutto o, peggio ancora, critica chi invece nel suo piccolo cerca di fare qualcosa. Odio chi sminuisce dicendo che in altre città è anche peggio, come se questo ci facesse piangere con un occhio. Questo e molto altro ODIO. Soffro pensando alla tua nobile storia e vedere che oggi la tua essenza sopravvive solo in pochi angoli nascosti, sfuggiti allo sguardo di Attila e sopravvissuti a questa invasione barbarica. Sei una città sovrastata e oppressa dalla bruttezza e l’inciviltà dei tuoi abitanti. Sei una perla data ai porci. Immagino quanto bella devi essere stata in passato, una bellezza che ancora oggi sopravvive sotto questa coltre di fango. Palermo ti amo, per questo mi fai schifo. Finché mi farai schifo capirò di volerti cambiare, il giorno in cui ti accetterò per come sei non sarò diverso da tutti gli altri.

Post correlati

48 Thoughts to “Quanto fai schifo Palermo?”

  1. xemet

    wow! Sembra scritto da mia moglie!

  2. MAQVEDA

    Ma chi è, puffo brontolone?

  3. Donato Didonna

    Splendido pezzo: complimenti! Questo è vero amore per la città…

  4. Miata

    45 minuti di applausi.

  5. MAQVEDA

    ovviamente voleva essere una battuta, è tutto tragicamente vero 🙁

  6. marricriu

    Toccante! Complimenti davvero! Ma per far brillare Palermo bella come un tempo ci devi levare una cosa sola: i PALERMITANI!!!!

  7. Fabrivit

    Complimenti, ti meriti un BRAVO’ (alla francese). Non sarei mai riuscito a esprimere meglio di te gli stessi sentimenti. Massima stima! (Sono noto per una linea di intransigenza e continua insoddisfazione, mi rincuora il fatto di non essere l’unico pazzo, ma come me se ho questo atteggiamento è solo per amore)

  8. Freddie

    …e purtroppo non si vede la luce in fondo al tunnel. Malacarne e figli di probabili collusi con la mafia prendono tonnellate di voti.

  9. WELCOME TO PALERMO!!
    Condivido tutto, PURTROPPO questa è Palermo ed è questa la Palermo che evidentemente ha voluto la maggior parte dei palermitani e che continua a volere.
    La gente che ODIA è in minoranza e si è vista in questi giorni.
    QUESTA è PALERMO o piace così e ci si adatta altrimenti si va via.

  10. katonmars

    E’ uno sfogo che mi sento di condividere, quasi ovvio, per chi magari è stato in una qualsiasi città del nord Italia, per non dire in Germania, Francia o altro. Vedere i miei concittadini che si vantano della loro città, perchè qui c’è il sole o il mare o i panini ca’ meusa, provoca in me sentimenti che oscillano tra la compassione e il disprezzo. Forse la risposta a tutto ciò che di brutto ci circonda, ce la suggerisce Calvino, che nelle Città Invisibili scrive:

    “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

  11. salvuccio

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/orlando-simbolo-dellitalia-pulita/224000/

    Sei in: Il Fatto Quotidiano > Blog di FQ Zurigo > Orlando simbolo…
    Orlando simbolo dell’Italia pulita
    di FQ Zurigo | 9 maggio 2012
    Commenti (0)

    Più informazioni su: elezioni amministrative 2012, elezioni amministrative Palermo, Leoluca orlando, Leoluca Orlando sindaco, Monaco, zurigo.
    Share on print Share on email More Sharing Services 0

    Chissà perché non sono meravigliato dello strepitoso risultato di Leoluca Orlando a Palermo. Forse perché nell’accompagnarlo all’estero in alcune sue attività editoriali ( ha scritto molti libri di successo in tedesco), ho notato che molti siciliani si avvicinavano per stringergli la mano chiamandolo “sinnacu”. Eppure non lo era più da anni; ma se chiedete in giro tra Germania e Svizzera chi è il Sindaco di Palermo avrete dagli italiani una risposta secca: Leoluca Orlando.

    Se lo chiedete a tedeschi o a svizzeri vi risponderanno: Orlando, der Mafiajaeger (il cacciatore di mafiosi). Non so se Orlando sia una delle personalità più conosciute all’estero, ma sono certo che sia il Sindaco più conosciuto all’estero. Quando lo era, ho visto fare a gara per prenotare la sua presenza alle inaugurazioni delle Fiere del Turismo dove con orgoglio gli svizzeri potevano annunciare che Palermo era la Città ospite d’onore e vanto della stessa manifestazione. Ho conosciuto manager di compagnie aeree che facevano a gara per inserire Palermo nelle loro rotte dopo anni di assenza e tour operator che organizzavano educational per far conoscere questa Città “cuore del Mediterraneo” ed il suo Sindaco dalla mente mitteleuropea.

    Ho visto compassati sindaci delle maggiori città elvetiche che con Orlando al fianco diventavano come d’incanto simpatici ed umani, fino a ballare con tamburelli siculi per concedersi ai media in un fotogramma insieme al popolare sindaco italiano. Ho visto siciliani da Basilea a Stoccarda, da Zurigo a Monaco accorrere ai convegni in cui era prevista la presenza di Orlando per poterlo abbracciare, o semplicemente salutare; ho visto le loro lacrime quando lo ascoltavano ed i loro sorrisi quando li salutava dicendo loro: ” Se passate da Palermo venitemi a trovare per un caffè a casa”. Ho visto i più famosi giornalisti delle più grandi testate svizzere o tedesche implorare interviste a Leoluca sempre concesse senza filtri o reticenze; nessuna domanda resta senza risposta quando intervisti Orlando, mi dicevano. Ho visto folle nelle sale di Davos che lo aspettavano per conoscere la rinascita siciliana incarnata nelle parole affascinanti di un uomo che nessuno definiva politico, onorevole, ma “il professore”. Ho visto giovani ai concerti di Pippo Pollina o di Etta Scolla, aspettare la pausa, perché allora sarebbe intervenuto Orlando ospite d’onore dei due cantautori siciliani famosissimi all’estero. Ho visto il capo della Polizia dell’aeroporto di Zurigo che ogni volta che Orlando arrivava mi diceva: “Vengo io personalmente a prenderlo”.

    Solo a lui riservava il protocollo previsto per i capi di Stato: andavamo con un’auto civetta fin sotto l’aereo di linea per portarlo fuori dall’aereoporto verso la sua meta: questioni di sicurezza? Anche, ma soprattutto questioni di affetto di poliziotti che sanno ben riconoscere gli eroi. Ecco perché a Zurigo e all’estero non ci meravigliamo del suo strepitoso risultato, ma che ci si meravigli di fronte ad esso.

    di Massimo Pillera

  12. theninny79

    credo che il tuo pensiero sia lo stesso di tanti palermitani che però continuano ad assumere comportamenti di inciviltà, quando un’albero cresce storto è difficile da addrizzare. per questo è fondamentale che le nuove generazioni imparino il rispetto del territorio e di tante altre cose….ma dipende da noi.

  13. cirasadesigner

    senza parole, bastano la tue…. Il finale è mozzafiato

  14. pipopipo

    bravo… è un pezzo bellissimo che fotografa in maniera esaustiva la realta’ di questa citta’…. leggo amarezza… e l’impotenza di poter cambiare le cose.Purtroppo i palermitani sono questi e hanno fatto di questa citta’ l’emblema dell’incivilta’. Spero solo nelle nuove generazioni ma è un’impresa impossibile.

  15. omega

    variazioni sul tema di questo post:
    http://antisiciliano.blogspot.it/

  16. nappoclaudio

    Un ottimo pezzo senza dubbio, nobile fotografia di quello che ogni giorno c’è fuori dalle nostre porte di casa. E se, indegnamente, posso aggiungere un’ultima cosa, direi: ODIO tutti noi palermitani che non riusciamo a prenderci una pur minima responsabilità di qualsiasi cosa e, per non dire “HO SBAGLIATO, SCUSA”, venderemmo persino l’anima al diavolo! Che ci vuole? No! E’ sempre responsabilità di qualcun’altro!!!!

  17. vogliadiscappare

    Bel pezzo ma c’è un errore di fondo. Palermo nel complesso ha SEMPRE fatto schifo. Prima non era pulita, semplicemente la differenza sociale e civile tra le varie zone e quartieri era più marcata e le differenti classi sociali rimanevano ognuna nel proprio territorio e questo faceva apparire le zone del centro migliori. Adesso che i topi sono usciti dalla tana c’è un appiattimento verso il grigiume e lo schifo in tutta la città, infatti adesso certi quartieri malfamati sono diventati quasi “vivibili”.

    Qualche giorno fa ero su un autobus, dentro non c’era molta gente solo qualche ragazzino un paio di signori di mezza età e una coppia di turisti francesi con due bambini piccoli e in passeggino al seguito. Ad una fermata sale un ragazzo, non potrà aver avuto più di 25 26 anni, secco viso scavato, occhi spenti e sguardo strafottente, il classico elemento che nessuno faticherebbe ad identificare come “malacarne”. Ebbene il ragazzo subito dopo aver preso posto, sempre con sguardo strafottente, pensa bene di accendersi una sigaretta. In pochi secondi la puzza si espande tanto che dal fondo dell’autobus, dov’era seduto il tizio, la puzza arriva fino all’autista che intima al ragazzo di spegnere la sigaretta. L’elemento risponde con ghigno beffardo dicendo di non star fumando e intanto se la ride con un’altro paio di scafazzati che erano saliti con lui, arriva il secondo richiamo dell’autista poi il terzo, la minaccia di fermare la vettura. Il fumo e la puzza intanto si accumulavano, e a chi tra i passeggeri lo invitava a smetterla rispondeva con il solito ghigno. I turisti non capivano, li guardavo, si guardavano tra loro e si guardavano attorno in silenzio, sbigottiti.
    Per “convincere” il tizio a spegnere la sigaretta è dovuto intervenire un passeggero con un’amichevolissima pacca sulla spalla ed uno sguardo molto ravvicinato al distintivo di polizia. Da li in poi il ragazzo è rimasto buono e fermo al suo posto, sguardo basso e torvo, sbiancato leggermente in faccia farfugliava qualcosa, presumibilmente improperi all’indirizzo dell’ agente.
    Dopo questo episodio, l’ennesimo a cui mi è capitato di assistere a Palermo, con cui tutti coloro che vivono la città devono confrontarsi giornalmente, ho capito che se la parte migliore di Palermo, quella fatta di impegno civico e di persone che hanno veramente a cuore le sorti della città, vuole uscire dall’oscurità, dalla depressione e dalla mortificazione, deve cominciare una vera e propria lotta di classe nei confronti di questi topi. La verità fa male ma è questa: a Palermo c’è una parte di persone che non possono essere recuperate, zecche succhiasangue, parassiti sociali che non possono trasformarsi per magia in farfalle checché ne dicano i buonisti a tutti i costi.
    Troppi palermitani “onesti” rimangono nel limbo del disinteresse, tirano dritto di fronte ai tanti episodi di inciviltà. C’è bisogno di iniziare una battaglia contro lo schifo di Palermo, una legge marziale che imponga a tutti i cittadini una scelta:
    O dalla parte dell’onestà o dalla parte dell’inciviltà in mezzo non si sta più.
    Solo così si può sperare di far estinguere questa brutta razza da Palermo e inseme a loro i “pupari” che ne tirano le fila.

  18. @vogliadiscappare

    ti appoggio in tutto e per tutto. Il nodo cruciale è capire come far prevalere la civiltà (più forte certamente in ottica morale, ma inevitabilmente più debole nella vita reale) sulla violenza e la prepotenza quotidiana. Non scordiamoci che questa violenza e questa prepotenza vengono fomentate in primis dalla classe politica che c’ha finora governato. Il punto di partenza è la cultura, senza di quella sarà impossibile cambiare le cose.

  19. Palermosauro

    miii e vatinne no?

  20. shapesband

    Quoto tutto al 100% !!!! la penso come te in tutti gli aspetti, applausi!

  21. vogliadiscappare

    @blackmorpheus
    Bisogna innescare una crisi di rigetto, la verità purtroppo è che i migliori da Palermo se ne vanno, quindicimila persone ogni anno vanno via e noi rimaniamo qua a combattere i mulini a vento.
    La cultura è la base di tutto ma da sola non basta, la cultura serve a far crescere il numero di esuli anno dopo anno, una persona intelligente con sufficiente cultura personale e una buona dose di egoismo scappa da Palermo.
    Rimane solo chi pur volendo non può andarsene e i pazzi.
    A Palermo serve l’intolleranza, non eccessiva ma giusta, cominciare a dire le cose come stanno al posto di fare captatio benevolentiae nei confronti delle zecche per tenerle al loro posto, come fa la signora Caronia a cui ho sentito proporre, la regolarizzazione dei parcheggiatori abusivi, con gente del genere dove vogliamo arrivare?

    La verità è che il peggiore dei politici italiani a Palermo sarebbe ricordato come il migliore amministratore della storia. E intanto nonostante tutto a palermo i soliti pupari saranno sempre seduti sulle poltrone a spese nostre, con elezioni che farebbero scandalo anche in Afghanistan.
    Non si può sperare nelle elezioni per cambiare palermo perché i palermitani grigi, quelli che citavo su, tendenzialmente onesti ma strafottenti sono troppi ed il tempo per convincerli e coinvolgerli è poco, invece a pagare o a promettere assunzioni ci si sta pochissimo.
    Spiace dirlo ma la verità è che o cominciamo a incanalare la rabbia silenziosa verso delle azioni plateali che riescano a colpire e a creare scalpore oppure in città cambierà poco. Perché in questi ultimi anni gli unici che sono andati davanti al comune a fare casino sono stati quelli della gesip, eppure le occasioni per fare qualcosa non sono mancate.
    Siti come questo oltre a fare la meritevole opera di cronaca e di denuncia devono cominciare a organizzare l’opposizione, in maniera vistosa e plateale, in mezzo alla strada e davanti al palazzo, nei confronti dei pupari e dei continui scempi che si compiono nell’indifferenza di una città distratta.
    Tutti i mezzi di opinione di internet e non che trattano di Palermo (che non sono pochi) devono cominciare ad abbandonare l’imparzialità ed il terzismo, alibi dell’immobilità a favore della mobilitazione delle coscienze, non importa se si rischia di passare per faziosi ed intolleranti, Palermo ha bisogno di questo. Ha bisogno di opinion leader rumorosi, qualcuno cominci ad esporsi, ad alzare la voce.

  22. zio

    complimenti per lo sfogo,le stesse cose le penso io ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. palermo era ed è una città bellissima, purtroppo sono i palermitani che fanno schifo, sono riusciti a violentare, a sfregiare, a massacrare una perla sopravvissuta a molteplici dominazioni, e non c’è alcuna giustificazione che tenga.quando ero piccolo, parliamo dei primi anni 50 , osservavo alcuni miei concittadini mentre sporcavano e deturpavano la città, nel condannarli pensavo che probabilmente non avendo ricevuto una adeguata educazione e magari non avendo istruzione, c’era la possibilità che la generazione successiva potesse migliorare, e invece… nell’era di internet , scuola dell’obbligo ,tv e quantaltro, questo è il risultato.. .io mi sono fatto un’opinione:la maggior parte dei palermitani è irrecuperabile, ha impastato nel proprio “dna” tutte le negatività lasciateci dalle precedenti dominazioni e fatto precipitare questa meravigliosa città in un decadimento irreversibile, e ci sarebbe tanto da dire ma ma ho un nodo che mi prende alla gola.

  23. @vogliadiscappare

    la “rivolta” (in senso buono) è un fenomeno sociale che deve partire spontaneamente dalla gente. Noi è anni che gettiamo le basi per questa “rivolta”, e altre associazioni o gruppi di cittadini lo stanno facendo insieme a noi…ma senza la partecipazione tutto questo non avverrà mai. Quello che vedo io è tanta rassegnazione e poca voglia di mettersi in gioco per scarsa convinzione che le cose cambieranno. Certo le statistiche di questa città lasciano presagire il peggio, ma a volte nel corso della storia succede qualcosa di inaspettato, qualcosa che solo un pensiero unito e compatto può portare avanti. Noi più di lavorare per quel pensiero unito e compatto non possiamo fare, almeno senza che si abbia qualche reazione da parte “vostra”.

  24. thesearcher

    @blackmorpheus
    complimenti davvero! Anch’io ogni giorno penso quello che hai scritto e come dice @zio prima di me, mi prende un nodo alla gola e una tristezza infinita. Una lettera da inviare al Giornale di Sicilia, e se vuoi ci metto anche il mio nome come sostegno.

    @vogliadiscappare
    bravo! Sono della stessa idea. Quello che dici sarebbe possibile annientando tutta la classe dirigente della città e selezionare persone che dimostrano di avere a cuore la città nel vero senso della parola. I modi ci sono.
    In pratica una specie di commissariamento della città…un progetto multigenerazionale.

    Vedevo l’altro giorno un’insegnante con la scolaresca al seguito che gettava della carta a terra davanti ai bambini per poi esortarli a stare buoni….purtroppo qui siamo allo sfacelo delle regole più basilari.
    Di contro, una coppia di turisti pochi minuti più tardi, fotografavano una cassetta della posta di un portoncino che nulla aveva a che fare con arte o particolare maestria, solo perchè probabilmente non è comune dalle loro parti e agli occhi loro era bella.
    Viviamo nel paradosso e lasciatemelo dire, siamo pietosi….

    A mio parere, questa città e questa terra meritano la fame e la miseria. Forse tra 200 anni rinsavirà…ma nel frattempo…

  25. vogliadiscappare

    le rivolte spontanee partono dalla condizione di disperazione delle classi sociali inferiori, quando ritengono che non sia sostenibile la loro condizione, in parole povere il popolo si ribella quando ha fame.
    Attualmente però a Palermo come in tutta la Sicilia queste persone sono opportunamente “disinnescate” dal sistema clientelare, che li fa mangiare.
    Paradossalmente viviamo l’alleanza d’interesse tra il terzo ed il primo stato tutta a discapito del ceto medio, che vota in base alla propria opinione, e quindi non garantisce potere.
    Allo stesso modo anche la classe media è disinnescata dal trovarsi di fronte ad un gigante apparentemente inarrestabile.
    La classe media ha troppo da perdere nel tentare di ribaltare la situazione, soprattutto se fallisce nel tentativo, la paura più grande, che porta all’immobilismo, è perdere lo status sociale, la condizione acquisita. Per questo il ceto medio sfoga questo rigetto abbandonando la Sicilia, andando altrove in cerca di condizioni più eque per prosperare e garantirsi un futuro.
    Per questo bisogno fare una “rivoluzione ragionata” convincere la parte migliore di questa terra a compattarsi e a contrapporsi allo status quo in maniera decisa con azioni forti e simboliche nel rispetto della legalità ovviamente.

    Vista la crisi mondiale e l’onda politica nuova che sta investendo l’Italia e spazzando i partiti, l’ultima speranza per la Sicilia per quantomeno intaccare ed imporre un’inversione di tendenza al potere dominante sono le prossime elezioni regionali. Se non ci sarà un’ inversione di tendenza ed un voto di rottura forte anche qui i politici continueranno a fare i comodi loro e la Sicilia finirà nel baratro.

    Il nostro problema è che odiamo la nostra terra, se invece la amassimo e odiassimo chi la odia ci troveremmo in una situazione diversa.

  26. Argentina

    Condivido in tutto l’articolo di BlackMorpheus: Palermo e soprattutto i panormosauri mi hanno fatto vivere con il complesso di inferiorità, vergognandomi ogni volta nel dichiarare il luogo di nascita e/o di residenza. Due dei miei 3 figli sono già andati via. Il terzo si appresta a farlo.

  27. freepress

    Ragazzi, mi unisco a voi tutti.
    Oggi pensavo chissà se salirò quel sindaco, Chissà se Palermo sarà migliore. Poi mi sono detto: Il nuovo sindaco, chiunque sarà, amministrerà la città non i cittadini.

    Riflettiamo sulle parole di Black.
    Cosa proviamo? Condividiamo in pieno il suo messaggio, la sua rabbia nell’amare tanto questa città e non accettarla così com’è. Perchè è nel dna umano il migliorarsi per vivere meglio. Nessuno ha scritto nel nostro dna che dobbiamo “vivere” questa città così, senza migliorarla, senza migliorarci. Io la amo questa città, amo ogni singola strada ogni singolo vicolo ogni singola piazza ma , ve lo giuro sulla cosa più cara, non smetto mai di dire” quanto sarebbe bella se non ci fosse questo e questo, e se ci fossero le finestre nello stesso stile anni 20 e se le strade fossero illuminate come a Praga, “.. non smetto mai di vederla nella mia mente ridipinta, nuova, pulita, illuminata, educata, ecologica.

    Oggi vedevo in viale delle scienze un papà in bicicletta con il bimbo sul seggiolino dietro. Alcune auto sorpassavano le altre auto senza logica, da destra sinistra questo papà faceva fatica a stare tra il marciapiede completamente occupato da bancarelle e la strada dove sfrecciavano questi folli al volante. Anche qui la mia immaginazione non poteva fermarsi: pensavo ad una pista ciclabile in viale delle scienze ma sopratutto pensavo che se qualcuno avesse fatto del male a quell’uomo con il bambino sarebbero affiorati in me atavici istinti omicidi..
    La scena continua dall’altro lato. Un ragazzo in bicicletta in salita sotto il sole e un “malacarne” che prima gli suona ripetutamente perchè doveva passare “subito”, aveva fretta, e poi gli fa ” ARRIVO’ PANTANI ”
    Altra scena, la ragazza dell’erasmus in bicicletta che crede di essere in una città”civile” e le auto che gli sfrecciano vicino e lei che si ferma quasi scioccata come a dire ” ma come non lo vedono che sono in bicicletta e manca la pista ciclabile qui?”..
    Concludo con questo aneddoto.
    Avevo 13 anni quando io e i miei genitori abbiamo soccorso una coppia di turisti pensionati tedeschi appena scippati davanti alle poste della via roma. Lei piangeva perchè aveva perso i documenti e soldi..e voleva “scappare” in Germania. Il minimo che abbiamo fatto è fare vedere chi erano i “veri” Palermitani. Li abbiamo accompagnati a fare la denuncia, li abbiamo portati in un giorno a Monreale a vedere il duomo poi a Mondello . Gli abbiamo fatto assaggiare le specialità tipiche della nostra città , poi li abbiamo portati a vedere monte Pellegrino e la moglie si è commossa e ci ha detto grazie perchè era il compleanno e questo era il regalo di suo marito.voleva tanto vedere questa citta piena di cultura ( a quanto pare siamo rinomati in Germania per la cultura non solo per la mafia ). La sera abbiamo fatto una cena in casa. Lei parlava italiano perchè faceva la guida turistica e conosceva 5 lingue.. il marito era un ingegnere elettrico in pensione..Da allora ci scrive circa tre lettere l’anno di tutti i viaggi che fa.. Abbiamo salvato il ricordo della nostra città e ne siamo fieri a nome di tutti i Palermitani.

    Questa città è piena di bravi cittadini e di potenziali bravi cittadini.. Piena zeppa. Uno di questi è Blackmorpheus che ci ha coinvolti nei suo sogno di cambiare questa città e ci ha fatto riflettere sulle nostre cattive abitudini.
    Ti ringrazio per avere evidenziato i tanti lati negativi del mio vivere Palermo di cui non mi ero accorto e di cui mi sono vergognato. Questa città cambierà ma per cambiarla bisogna passare ai fatti e impegnarci tutti personalmente.

  28. Luca S.

    Goethe, viaggio in Sicilia
    Palermo, 5 aprile 1787

    “…Di sera ho fatto una simpatica conoscenza entrando nella bottega di un piccolo commerciante della strada lunga per comprare delle cosucce. Mentre stavo davanti al negozio ad osservare la merce, si sollevò un leggero colpo di vento che, volteggiando per la strada, in un batter d’occhio sparpagliò infiniti cumuli di polvere dentro le botteghe e su tutte le finestre. “Per tutti i santi”, gridai, “da dove proviene il sudiciume della vostra città? E’ mai possibile che non si trovi riparo a tutto questo? Questa strada può competere per bellezza e lunghezza con via del Corso a Roma. Ai due lati vi sono i marciapiedi che ogni negoziante e artigiano mantiene puliti con incessanti ramazzate, spingendo nel bel mezzo della strada, ogni sorta di materiali, insudiciandola sempre di più, tanto che ogni ventata vi rispedisce la mondezza che voi stessi avete ammonticchiato, persino sulla strada centrale. A Napoli asini operosi trasportano tutto il santo giorno la spazzatura negli orti e nelle campagne; non si potrebbe provare a far nascere anche da voi una simile istituzione?” “Da noi le cose sono come sono” replicò l’uomo, “tant’è che, ciò che noi gettiamo fuori dalle nostre cose, marcisce davanti alle nostre porte: Guardate qua: cataste di strame, di seccume, di avanzi di cucina e ogni sorta di immondizie che si disseccano tutte insieme per ritornare a noi sotto forma di polvere. Noi cerchiamo di difenderci tutto il giorno. Osservate un po’: le nostre belle, attive e graziose ramazze non fanno altro che accrescere, alla fine consumate anch’esse, la sporcizia davanti alle nostre case”. Scherzando scherzando era veramente così. Essi hanno graziose scope di palme nane che con poche modifiche si potrebbero adattare come ventagli…Alla mia ripetuta domanda, se al contrario non ci fosse modo di prendere dei provvedimenti, quello mi rispose che tra la gente correva voce che proprio quelli che dovrebbero provvedere alla nettezza urbana, per il loro strapotere non sono costretti da alcuno ad usare responsabilmente il denaro pubblico e per giunta c’è ancora una strana circostanza: si teme che, se si rimuove quel puzzolente letame, riaffiorino le cattive condizioni del selciato sottostante a dimostrazione della disonestà dell’amministrazione e della cassa pubblica … Poiché l’uomo era ormai in vena, ironizzò ancora su parecchi abusi della polizia, a consolante dimostrazione che l’umanità ha ancora tanto humour da beffarsi dell’ineluttabile”.

    E concludo con una frase di Bocca, su Palermo, condivisibile o meno, senza ipocrisia, alla luce di quanto scritto da Andrea:
    “Una volta mi trovavo nei pressi del palazzo di giustizia di Palermo. C’era una puzza di marcio, con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie”.

  29. zavardino

    Credo che dalla primavera di Orlando ad oggi si siano fatti ferocissimi passi indietro. Spero solo che dal suo ritorno nasca un ultimo sussulto d’orgoglio, anche se l’emorragia delle classi medie si pagherà sempre più. Oggi chi ha vissuto quel periodo di speranza è all’estero o altrove in Italia. Il materiale umano è scadente, ma utile alla politica dei soliti noti. Certe figure davanti ai turisti si pagano con gli interessi. Tutto ciò che sembra folkloristico è solo sottosviluppo e un Bocca riassume alla perfezione cosa vede il visitatore. Grazie per il commento, Blackmorpheus, questo sito è un’isola di civiltà in mezzo alla melma

  30. freepress

    @Luca .S
    Mi permetto però di ricordare che la Palermo che vedeva Goethe era in mano ai Borboni che tennero il Regno di Sicilia e di Napoli separati. A Napoli c’era anche il treno e la reggia di Caserta.
    Palermo ahimè non era tanto fortunata da essere la residenza del re, e di certo il re non parlava come seconda lingua il siciliano ma il dialetto napoletano..
    In Sicilia mancavano le strade che impedivano i trasporti..
    Palermo è stata sempre trattata come una bellissima donna ,violentata e usurpata, trascurata come le strade viste da Goethe.
    Ripeto come sempre: I palermitani non sono nati “vastasi”, ci sono diventati.
    Del resto “nuddu nasci nsignatu”

  31. Fabiofr

    cosa c’è da aggiungere? solo una riflessione:
    se la situazione è quella descritta da @blackmorpheus (e secondo me lo è, lo era 15 anni fa quando sono arrivato qui, lo è anor più oggi), vuole dire che Palermo non è ‘piena’ di brava gente, ma il contrario, la brava gente è una minoranza;

    quindi, voi palermitani, non difendete ‘genericamente’ i vostri concittadini, perchè chi denigra i ‘palermitani’ (così come i ‘siciliani’ o i ‘piemontesi’, o i ‘leghisti’, ecc… cioè rivolgendosi ad un ‘gruppo’) lo fa a causa degli aspetti più evidenti degli atteggiamenti messi in atto dalla maggioranza di quel gruppo non a quelli della minoranza che, porprio in quanto tale, non riesce ad incidere sull’immagine del gruppo stesso.

    Nessuno mette in dubbio che a Palermo ci siano cittadini che non gettano le carte a terra, ma è altrettanto indubbio che la maggioranza lo fa e, putroppo, molti non si rendono neanche conto di quanto ciò sia ‘grave’.

  32. freepress

    @Fabio ma se io ti prendessi una multa di 300 euro come a Treviso tu la butteresti più la carta a terra? Al terzo errore ci rimetti lo stipendio e ci pensi 10 volte prima di buttare cartacce per terra..
    I cittadini vanno educati ma ci vogliono più vigili urbani e più soldi in cassa.

  33. punteruolorosso

    ottimo articolo. non è vero che è sempre stato così. penso che cammarata e micciché abbiano peggiorato di molto.

  34. Fabiofr

    @freepress:

    io la carta a terra non la getto ma (per rifarmi all’articolo sui ‘santini’) se un io (ipotetico) non avessi uno stipendio ‘ufficiale’ che tu mi faccia una multa sai quanto mi potrebbe interessare? e se avessi anche qualche precedente penale, sai cosa potrei fare della tua multa, fregandomene delle conseguenze?

    il nostro sistema sanzianotorio è inadatto al suo scopo, o meglio, per come lo hanno fatto diventare negli ultimi vent’anni (fino a prima degli anni ’90 era rimasto praticamente invariato) sembra perfetto per raggiungere un solo scopo : l’impunibilità per chi compie la maggioranza dei comportamenti che, dal codice, sono ritenuti illeciti.

  35. Luca S.

    @freepress
    Sicuramente il contesto storico era diverso, ma sottolineavo come certi atteggiamenti e modus vivendi abbiano radici storiche che si sono compenetrate nel DNA palermitano.
    E del resto, tutto quello che Andrea Baio ha descritto e’ frutto sostanzialmente di una diseducazione e una incivilta’ insopportabili dei palermitani.

    Ha ragionissima Fabiofr: la brava gente a Palermo e’ una minoranza. La normalita’ e’ quella che descritta da Bocca, che sia per Palermo che per Napoli, rincarava la dose parlando di “umanita’ orrenda e repellente”.

    Non e’ razzismo, ma crudo realismo. E questa gente e’ figlia certamente di un disinteresse storico nei confronti del Sud e delle sue citta’, di fatto lasciate in mano alla malavita, anche oggi.
    In ogni esempio citato in questo articolo si colgono aspetti legati alla criminalita’ organizzata. E addirittura si possono aggiungere le corse clandestine dei cavalli, con le stalle di fronte la QUESTURA! tutto documentato e filmato.

    Erano Borboni un tempo, oggi e’ la Mafia, che ha distrutto le bellezze di Palermo, l’odore dei limoni e della zagara dei suoi giardini, con i fiori di gelsomino a profumare un luogo un tempo infinitamente bello.

    Panormus, anche detta corona di fiori, mi pare, perche’ citta’ di giardini che si affacciavano quasi a coronare il suo golfo…
    Che tristezza.

  36. theoldcharlene

    Ho 25 anni e per 22 anni ho vissuto nel profondo nord, mai stata in Sicilia nè avuto parenti siciliani. Quando mi sono laureata ho fatto un viaggio in giro per l’Italia e sono venuta a Palermo, e bam, me ne sono innamorata e sono venuta a fare la specialistica qui, tra le facce sbigottite di parenti e amici. Da oltre un anno ho anche trovato un lavoro che mi piace. A Palermo sono felice, quando torno a casa al nord dopo 3 giorni già non ce la faccio più e voglio tornare. Ormai sono qui da quasi tre anni e non solo non mi pento della mia scelta, ma non me ne vorrei andare più.

    Ciononostante sono d’accordo e capisco tutte le ragioni e i sentimenti dell’autore di questo bellissimo articolo che, più che di odio, mi sembra carico di amore nei confronti di una città spesso devastata da una porzione di abitanti consistente che purtroppo sembra non cambiare mai, da molto tempo, dalla proverbiale notte dei tempi. E capisco anche tutti quelli che l’hanno commentata.
    Fortunatamente le persone che qui ho conosciuto sono praticamente tutte splendide e fanno parte di quella percentuale di palermitani che, presa da sola, con le intenzioni manifestate, potrebbe rendere questa città il paradiso terrestre, e ho avuto poche “brutte esperienze” legate ai vari e noti malfunzionamenti della città. Certo Palermo sa farmi incavolare come una iena, ma in qualche modo finisco sempre per perdonarla. Ma io sono stata molto fortunata e probabilmente non faccio molto testo, anche perchè la vedo con gli occhi miei, ovvero di una persona che ha vissuto nel “freddo nord” per ventidue anni e ha conosciuto, qui, quella parte di Sicilia e di Palermo che ti fa venire da piangere, quando la lasci.

    Non so se resterò ancora a lungo a Palermo, ho fatto progetti con altre persone riguardo l’estero e non so se si realizzeranno; vorrei solo dire che io spero di restare. Spero di restare perchè in fondo spero che un giorno o l’altro questo “odio dettato dall’amore”, se così posso dire, sia il sentimento di un numero sempre maggiore di persone e serva a far risplendere questa meraviglia “in potenza” che a ogni angolo potrebbe regalare occhi sgranati, stupore, felicità e commozione… e invece spesso ti fa solo stringere lo stomaco mentre ti chiedi un grande, gigantesco, assordante “perchè?”.

  37. *** Concordo su tutto ma la parola “odio” non mi piace. Ne abbiamo già troppo! ***

    @vogliadiscappare
    La voce l’abbiamo alzata, eccome, il Movimento 5 Stelle Palermo ci ha provato, abbiamo deciso di candidarci proprio perchè, da cittadini, siamo stanchi e pretendiamo una città -quindi una vita- migliore. In queste elezioni assurde la lista s’è fermata al 4,24% e Riccardo Nuti, pur essendo il candidato che ha preso più voti, non entrerà in consiglio comunale per una legge elettorale diabolica (elaborata da Cracolici), i cui risultati si sono già visti, che ha alzato lo sbarramento dal 3% nazionale al 5%
    http://www.ilgrillodipalermo.it/articoli/comunicati-stampa/nuti-il-piu-votato-ma-fuori-dal-consiglio.html

    Ad ogni modo i numeri ci dicono che:
    – 10897 elettori (il 4,91) ha votato per Riccardo nuti come Sindaco;
    – 3250 lo hanno votato come consigliere;
    – 11696 hanno votato la lista.
    Mi auguro che queste persone si attivino VERAMENTE per cambiare e che il cambiamento contagi sempre più persone….

    P.s. per chi volesse incontrarci questa sera la sede sarà aperta dalle 21
    http://www.meetup.com/Il-Grillo-di-Palermo/events/64127452/

  38. orsogrigio

    Condivido in pieno il post! parole sante!

  39. franziscobranca

    tristemente vero. se amiamo questa città continueremo ad indignarci anche per un mozzicone di sigaretta, se invece rimaniamo indifferenti davanti una discarica abusiva vicino ad una scuola elementare vul dire che il nostro spirito si è adeguato e siamo stati sconfitti…..

  40. Normanno

    Palermo:Una perla data in pasto ai porci.Complimenti per la sintesi.Comunque bisogna combattere non tanto per noi, che non vedremo mai lo splendore di un tempo,ma per le generazioni future e per combattere bisogna odiare per amore e combattere ogni giorno piccole battaglie quotidiane contro i panormosauri.Sono la maggioranza ma la minoranza diventa, anche se lentamente, sempre piu numerosa e alla fine forse tra un secolo forse tra un millennio vincerà

  41. Normanno

    Se mi è consentito un odio anche a me,Odio quelli che si rubano i cassonetti dell’umido della raccolta differenziata (caso personale) e che bruciano l’immondizia per strada

  42. trenoazzurro

    No, la parola “odio” no!. Comprendo il significato, condivido le ragioni di fondo, ma questa è una delle rare volte in cui la forma è importante quanto la sostanza. Dietro il termine “odio” si nascondono risvolti psicologici inconsci che spingono verso una spirale di immobilismo, disfattismo e disprezzo i quali, se ho bene inteso, sono l’antitesi del messaggio lanciato dal post. Denunciare le storture, indignarsi, protestare è sacrosanto, ma non si può tollerare che venga demolito quell’orgoglio residuo, ridotto oramai al lumicino, della gente del Sud in generale. Orgoglio che anzi andrebbe alimentato con campagne di informazione volte a valorizzare la nostra cultura e la nostra storia perché riemerga nelle coscienze di tutti. Ai meridionali emigrati bastano poche settimane per iniziare a scimmiottare le cadenze linguistiche locali quasi a voler nascondere le proprie origini o perché pensano (sbagliando!) di incarnare una cultura perdente di cui è meglio sbarazzarsi al più presto. La gente del Nord trapiantata al Sud invece conserva la sua lingua, fossero passati anche 50 anni! Sono stufo di tutto questo. E’ quanto ci è e stato inculcato fin da bambini, quando parlare il dialetto era riprovevole, cosa degna dei “vastasunazzi” di strada. Io dico che è il momento di riscoprire il nostro dialetto, la nostra cultura e quella dignità che ci è stata strappata con la forza. Diversamente perpetueremo la stirpe dei “panormosauri” convinti che… “tanto PALERMO FA SCHIFO, posso continuare a stuprarla”,

  43. vogliadiscappare

    L’odio non genera immobilismo, l’odio genera azione, indignarsi genera immobilismo e ad un certo punto indignarsi e basta siddia. Se cominciassimo ad accettare che la nostra cultura il nostro folklore e il nostro distorto orgoglio meridionale siano il motivo per cui questa terra non cambierà mai e non la nostra ancora di salvezza, potremmo porre veramente le basi del cambiamento, altrimenti la Sicilia è condannata. C’è bisogno di intolleranza.

  44. omega

    @Normanno. Purtroppo non condivido la tua previsione. La minoranza di cui parli fugge (chiaramente se può. Io p.es. dovrò aspettare il giorno di pensione, ma quel giorno – se il governo non alzerà continuamente l’asticella – certemente mi troverà con le valigie pronte), mentre la maggioranza resta e… si riproduce, eccome! E la prole viene e verrà educata accordingly. Quindi le mie previsioni sono semplicemente infauste, purtroppo.

  45. @Andrea Baio: diciamo però pure la verità: 1 o 2 volte che ho scritto (altrove) 2 o 3 di quelle cose che hai citato, sono stato assalito da una muta di palermitani (che non mi stupirei scrivessero pure qua su MP), alcuni dei quali pare mi abbiano praticamente marcato a vita quale colpevole di lesa palermitanità. Se vogliamo migliorare Palermo, dobbiamo imparare tutti che è controproducente difendere l’indifendibile. A Palermo ci sono problemi gravi, e vanno evidenziati, non ammucciati.

  46. trenoazzurro

    A chi si illude d’aver trovato nell’odio la ricetta NUOVA e vincente ricordo che dalla bellezza di 150 anni si predica odio e disprezzo contro gli abitanti del Sud (Cesare Lombroso docet) con tanta efficacia da convincere le stesse vittime. E i risultati sono sono sotto gli occhi di tutti.

    A chi parla, banalizzando e svilendo, di “folklore” io replico: “cultura”.Di cui il folklore è solo una componente.
    I Palermitani forse conoscono il folklore ma ignorano il resto della cultura che trasuda da ogni angolo violato della nostra città. E’ li, e non nell’odio che la soluzione va ricercata.

  47. @trenoazzurro

    non credo che tu abbia ben compreso il senso del mio articolo

  48. trenoazzurro

    @blackmorpheus

    il mio ultimo post non era una risposta al tuo articolo.
    Ad ogni modo lo sforzo di comprensione deve essere reciproco

Lascia un commento