Segnalazione
14 nov 2017

Il quartiere Matteotti: la “città giardino”

di belfagor

A Palermo esiste un «quartiere giardino» sorto  negli anni 30 per iniziativa dell'Istituto Autonomo Case Popolari (IACP), che, per realizzarlo, acquistò dei terreni dagli eredi della famiglia  Monroy, terreni appartenuti anticamente ai duchi di Sperlinga . Stiamo parlando del Quartiere Littorio, poi  ribattezzato nel 1943  in Quartiere Matteotti in onore dell’esponente socialista barbaramente assassinato dai fascisti nel 1924. Si trova in fondo a Via della Libertà e fu progettato  nel 1927 da Giovan Battista Santangelo e Luigi Epifanio che si ispirarono, come abbiamo detto,  al concetto di “Città Giardino” teorizzato  da Ebenez Howard, noto urbanista inglese . Il quartiere venne inaugurato il 28 ottobre del 1931. Si estende  su circa 54 mila metri quadri  ed è formato da  trentadue palazzine, in stile tardo liberty , a 2- 3 elevazioni . Ogni palazzina , con i  tetti rossi,  ha un giardino che le circonda . Però tali palazzine non sono tutte uguali ma  sono presenti ben 11 differenti tipologie stilistiche di abitazione. Internamente erano un po’ spartane ma il livello di confort era decisamente buono, considerando il periodo. La circolazione stradale è assicurata dall'alternanza di ampi viali alberati e piccole  stradine  che si curvano in maniera apparentemente casuale. Venne progettato  anche  un'ampia porta monumentale  porticata , in stile neoclassico e a forma semicircolare, che funge da ingresso al quartiere. dalla Via Libertà , (Piazza Esedra)  . Durante i lavori   di “sbancamento “ venne alla luce , dopo secoli di oblio,  un pozzo misterioso di dimensioni ragguardevoli: venti metri di profondità, dodici metri di larghezza, quattro rampe di scale per complessivi novantacinque gradini intagliati nella pietra e una galleria lunga trenta metri e larga quasi due metri.  Tale pozzo si trova a piazza Edison.  Fino a non molto tempo fa  nel fondo di tale pozzo  si raccoglieva dell’acqua limpida potabile. Purtroppo col tempo il pozzo è stato abbandonato ed è diventato una sorta di ricettacolo di rifiuti. Nonostante siamo a due passi dalla caotica Via Libertà  sembra di vivere in una dimensione di altri tempi , una dimensione umana lontana dalla vita rumorosa della città . Può sembrare strano ma erano case costruite per le famiglie dei ferrovieri e dunque  era un quartiere  operaio,  cioè erano delle case popolari, una specie di ….“ZEN” dell’epoca. Tale quartiere è' certamente il massimo risultato estetico raggiunto dall'edilizia popolare, non solo a Palermo Nonostante era un quartiere popolare,  è diventato una delle zone più prestigiose e  ambite della città . P.S  Certo non tutte le “case popolari” costruite in quel periodo erano come queste. I ferrovieri erano dei lavoratori un po’ speciali. Infatti erano una categoria molto sindacalizzata e politicizzata ed erano stati dei grandi oppositori del fascismo. Però il treno era importante nella propaganda del regime : rappresentava il progresso , il futuro , uno dei grandi miti del regime .La loro “puntualità” ed efficienza  era un vanto per Mussolini. Per tale motivi verso i ferrovieri il regime ebbe un particolare occhio di riguardo, nel tentativo di acquistarne le simpatie. Certo è un po’ strano che un quartiere popolare , come l’ex  Quartiere Littorio, costruito  dal regime fascista  per i lavoratori delle ferrovie, è , dopo 85 anni , uno dei quartieri più belli di Palermo mentre certi quartieri “ residenziali” , costruiti per la nuova borghesia  ,somigliano a “case popolari” d’infimo livello. Forse nel nostro concetto di “democrazia”, almeno nel campo urbanistico, c’è qualcosa che non va.      

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Articolo
10 nov 2017

Ballarò | Venti nuovi alloggi verranno realizzati grazie ad un finanziamento regionale

di Mobilita Palermo

6.000.000 di euro recuperati per Ballarò, 25 case popolari e il mercato coperto a piazza del Carmine. Nell’ambito del piano per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà e a seguito della presentazione di un progetto da parte dello IACP , supportato dall’Assemblea pubblica SOS Ballarò, la Regione Siciliana ha approvato il finanziamento di un piano di riqualificazione e rilancio del quartiere palermitano dell’Albergheria. L’operazione destinata a “categorie fragili per ragioni economiche e sociali” e alle continua riqualificazione di Ballarò sarà effettuata con un contributo a fondo perduto pari al 100% delle spese di investimento ammissibili. In particolare, verranno realizzati cinque alloggi in via Chiappara, al Carmine, e la realizzazione di una struttura coperta che richiami l’ex Capannone liberty, disegnato dal famoso architetto Basile, presente su piazza del Carmine fino agli anni 70 del secolo scorso ed adibito ad antico mercato del pesce del Mercato di Ballarò. Saranno, invece, 15 gli alloggi che si realizzeranno tra il vicolo Placido Viola e il vicolo Quartararo. La copertura del mercato di Ballarò in piazza del Carmine, di fatto, ridarà lustro alla piazza incrementando la ripresa economica del mercato. L’importo totale dei progetti approvati nell’area dell’Albergheria è superiore a 6 milioni di euro; saranno, inoltre, investiti quasi 500 mila euro per la ristrutturare dell’ex laboratorio Zeta, in via Boito, che diventerà a tutti gli effetti una casa con 20 posti letto destinata ai migranti. “Questo progetto è importante perché sottolinea la natura popolare del quartiere Albergheria. – ha detto Massimo Castiglia, presidente della Prima Circoscrizione di Palermo – Ruderi e palazzi distrutti, verranno recuperati con un intervento di recupero edilizio che influisce sul quartiere e va incontro alle esigenze di chi è in difficoltà e in disagio alloggiativo. Saranno 25 gli appartamenti. È importante ed è da stimolo il mercato coperto di piazza del Carmine, fortemente voluto dai mercatari stessi, perché creerà un’attrazione e regolarizzazione del mercato stesso. Ci auguriamo che questo sia l’inizio di una collaborazione tra istituzioni e territorio per il rilancio dei quartieri popolari e dei mercati storici della città. Adesso chiederemo allo Iacp e agli assessorati coinvolti di avviare un processo partecipato rispetto al progetto del capannone”. "Ancora una volta – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando - Ballarò si conferma cuore pulsante e luogo di stimoli per l'intera città. La collaborazione fra IACP, Comune e l’Assemblea pubblica SOS Ballarò porta un risultato straordinario, con il mercato che può ambire a recuperare e rafforzare il proprio ruolo per il piccolo commerci, ma soprattutto può divenire un nuovo polo di attrazione per palermitani e turisti, con un recupero filologico dell'area Il tutto con un approccio che ancora una volta segna come per Palermo coincidono le cifre dell'accoglienza e dello sviluppo per tutti". Per gli assessori Emilio Arcuri e Sergio Marino, si tratta di "un progetto che unisce il recupero strutturale e la riqualificazione urbana con il rilancio dell'area del mercato, sviluppo sociale e sviluppo economico. Una importante sinergia fra istituzioni pubbliche e fra queste e comitati di cittadini". Dopo due anni dalla nascita dell’assemblea di quartiere “Sos Ballarò” si aggiunge un altro tassello importante al nostro percorso. – lo ha detto Marco Sorrentino dell’assemblea di quartiere Sos Ballarò. Questa estate siamo riusciti a lavorare molto bene con lo Iacp in una visione di insieme per poter portare degli alloggi popolari nel quartiere Albergheria e, quindi, ripopolare questa zona e rivedere alcuni spazi abbandonati recuperati e abitati, creando bellezza, che per noi è molto importante in un quartiere che è, ancora oggi, pieno di palazzi diroccati dalla seconda guerra mondiale e dai relativi bombardamenti. Nel protocollo che abbiamo sottoscritto con lo Iacp abbiamo individuato alcune aree da riqualificare e altre in cui supportare l’attività commerciale del Mercato di Ballarò. La nostra proposta era quella di riedificare il capannone a piazza del Carmine. Questo permetterebbe di regolarizzare i commercianti della piazza all’interno dello storico mercato. Per noi è un momento importante: la sinergia tra residenti, associazione del territorio e mercatari ha portato a colloquiare direttamente con l’amministrazione comunale. Siamo contenti di compiere questo ulteriore passo in avanti verso la riqualificazione del quartiere Albergheria”. “L’associazione Mercato Storico di Ballarò è stata fortemente voluta come è stato fortemente richiesto il ripristino del capannone a piazza Carmine da tutti i mercatari. – Lo ha detto Giacomo Terranova, presidente dell’associazione “Mercato Storico di Ballarò” – Essere riusciti in questa impresa è per noi un grande successo e siamo molto orgogliosi di avere iniziato questo percorso di riqualificazione importante e necessario per non far morire questa parte di città che rappresenta l’anima di Palermo”. Ringraziamo lo IACP e il Comune di Palermo, per aver creduto nel processo avviato da poco più di due anni da associazioni, imprese, cittadini e volontari che hanno lavorato insieme per ragionare sulle possibili soluzioni, ottenendo risultati sempre più concreti per il rilancio del quartiere storico. Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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06 feb 2010

Alloggi, il danno e la beffa…Mobilitiamoci

di Lele

Prima erano 40 milioni, poi sono diventati due. Tanto che nei corridoi della Regione non usano giri di parole: «Si è trattato di uno scippo vero e proprio»: il governo nazionale darà alla Sicilia solo le briciole dei fondi appena assegnati alle regioni per far fronte all´emergenza abitativa e avviare la costruzione di alloggi popolari «per garantire su tutto il territorio del Paese i livelli minimi essenziali per lo sviluppo della persona umana». Soldi che sono stati dirottati in gran parte al Nord, rispetto a una prima programmazione (fatta dallo stesso governo Berlusconi) che appena un anno fa vedeva comunque la Sicilia tra le aree più sostenute con almeno 15 milioni di euro. La ripartizione doveva essere solo una formalità, invece all´Isola sono andati appena 2,2 milioni di euro, mentre alla sola provincia di Trento sono stati assegnati 5,4 milioni di euro, più del doppio. Peccato però che la Sicilia abbia 60 mila famiglie in lista d´attesa per un alloggio popolare e Trento 3 mila. ...Continua a leggere e guarda le altre foto

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