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05 giu 2019

FOTO | I cantieri del raddoppio Ogliastrillo – Castelbuono entrano nel vivo

di Fabio Nicolosi

Era il 22/04/2019 quando attraverso una visita in cantiere venivano mostrati i progressi del cantiere del raddoppio ferroviario Ogliastrillo - Castelbuono. Oggi aggiungiamo nuove buone notizie Ogliastrillo La prima è che la trivella che, per mesi, ha operato ad Ogliastrillo per realizzare i pali della paratia prevista per saldare il salto di quota di circa 10 metri tra la sede della strada statale e quella del realizzando raddoppio è stata portata via, avendo completato il centottantanovesimo palo. I prossimi passi saranno trasformare la palificata interrata in paratia con la faccia lato valle a vista, realizzare una trincea a valle della palificata, costruire la culla per assemblare la talpa, assemblare la talpa, allestire ed attrezzare il cantiere con l’area di stoccaggio dei conci di rivestimento della galleria e con l’area per lo stoccaggio e la decantazione dello smarino. Malpertugio A Malpertugio è quasi tutto pronto per l’inizio dello scavo della galleria Sant’Ambrogio, che, dopo 4.150 metri circa, sbucherà nella valle del Carbone. Quasi tutto, e non tutto, perché deve essere completata la cosiddetta coronella, cioè la struttura di sostegno, a forma di arco, che, man mano che si procederà nello scavo, avrà la funzione di evitare deformazioni e cedimenti della cavità e di garantire la sicurezza degli operatori. Intanto si sta provvedendo a scavare la galleria d'emergenza Sant'Ambrogio Dalle foto non si capisce, ma c'è luce in fondo al tunnel, ed è pieno di macchinari all'interno. valli del Carbone e del Mazzatore Sono stati rivestiti in pietra i muri realizzati negli anni scorsi. Sono in avanzata fase di realizzazione: le tre paratie dell’imbocco, lato Palermo, della galleria Sant’Ambrogio, la spalla, lato Messina, del piccolo viadotto sul Mazzatore, la spalla, lato Palermo, dell’altro piccolo viadotto sul Carbone. Ringraziamo Saro e peppe2994 per le foto e le descrizioni delle lavorazioni

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26 mag 2016

Quella metropolitana che nessuno vuole, ma che sarebbe l’unica alternativa al traffico in città

di Fabio Nicolosi

Oggi voglio portarvi un punto di vista condiviso insieme all'amico Roberto (che ringrazio per il contributo) sul futuro della mobilità e dei trasporti nella nostra città: Palermo. La morfologia e la conformazione del territorio cittadino ha imposto la realizzazione negli anni di strade molto strette e anguste nel centro città e sempre più larghe e spaziose nelle periferie, questo fa si che si hanno ampi spazi per studi su tram e corsie preferenziali nelle periferie, ma poche alternative al mezzo privato nel centro città o nel cuore vivo della stessa. Immaginatevi per esempio cosa significherebbe far transitare due corsie del tram in Via Maqueda, o in Via Roma, oppure a piazza Rivoluzione, Piazza Borsa, tanto per citare alcuni esempi. Quindi qual è la soluzione per smaltire tutto o gran parte del traffico di Palermo? Un sistema che si muova su una sede alternativa, completamente separata da quelle esistenti in modo da non interferire con esse. La soluzione è una e una sola: la MAL (metropolitana automatica leggera). Attenzione stiamo parlando di una vera metropolitana, non il trenino che viene spacciato per metropolitana del raddoppio del passante ferroviario o quello che scorre nel binario singolo dell'anello ferroviario. Direttamente dal sito del comune ecco come viene descritta: La metropolitana leggera automatica sarà l'asse portante del nuovo sistema dei trasporti pubblici a Palermo. Una linea sotterranea che attraverserà la città da un capo all'altro, passando per il centro, con uno sviluppo totale di 20,77 chilometri, e 23 stazioni. Con una spesa di 1.500 milioni di euro, si realizzerà un'opera in grado di far viaggiare, in media, circa 100 milioni di passeggeri all'anno. Nelle ore di punta, la metropolitana potrà trasportare fino a 24 mila persone per ciascun senso di marcia. Il servizio si baserà sulla frequenza delle corse (fino ad una ogni 90 secondi) più che sulle dimensioni dei convogli. Ciascun veicolo potrà trasportare circa 300/400 passeggeri in condizioni normali, ma la capienza può aumentare nei momenti di maggiore affollamento. La velocità massima dei convogli in esercizio sarà di circa 80 chilometri orari, quella commerciale di 32 chilometri all'ora. Una corsa ogni 90 secondi? Impossibile al momento! Eppure è quello che il progetto prevede. 1.500 milioni di euro sono troppi? Si forse si, ma se si potesse lasciare finalmente l'auto a casa? Eppure l'amministrazione comunale sembra aver puntato tutto sul tram... TRAM? Si belli, ma il tram che ben funziona, come sta funzionando, per i collegamenti periferia-centro e viceversa, non potrà mai avere successo all’interno del centro urbano, caratterizzato da strade molto strette nelle quali è destinato ad impattare pesantemente con il traffico veicolare privato. Un traffico veicolare che, pur tra mille restrizioni, dovrà necessariamente avere un ruolo, a causa della presenza di attività commerciali e residenti in possesso di un’auto privata. Elementi dai quali non si può prescindere, sempre che non si voglia spopolare e rendere inattiva questa parte della città. Non è un caso che, nelle numerose città in cui esistono vari sistemi di trasporto, anche efficientissimi, l’uso dell’auto privata viene comunque preferito da una parte consistente dei cittadini, che difficilmente vi ricorre per meno del 50% degli spostamenti. In tal senso, nessun sistema tranviario potrà mai competere con un sistema che aggiunge, e non sottrae, spazio alla mobilità, come la MAL.. Facciamo un bel confronto e lasciamo voi decidere quale opera sia fondamentale per la città: Il Tram costa meno della MAL: 322 milioni di euro vs 1500 milioni di euro (costo totale dell'opera compreso lotto 1 e 2); tuttavia, va sottolineato che per la MAL, il progetto prevede l’attivazione del “Project Financing”, vale a dire la realizzazione dell’opera da parte di imprese private che si impegnano a gestirla per 30 anni; in tal caso, i costi a carico del Comune si ridurrebbero a 950 milioni di € circa. Nel caso della prima tratta, destinata a collegare lo svincolo Oreto alla stazione Notarbartolo, i costi totali sarebbero di 900 milioni di €, di cui 650 a carico pubblico; Il Tram con la capacità del sistema attuale può trasportare 75.000 pax/giorno 24,5 mln pax/anno contro i 300.000 pax/giorno ed i 100 mln di pax/anno della MAL La velocità commerciale del tram è di 20 km/h contro i 32 km/h della metropolitana La Mal prevede la realizzazione delle seguenti fermate (nel primo lotto): Svincolo di Oreto, Oreto Sud, Oreto Nord, Piazza Giulio Cesare, Piazza Borsa, Massimo, Politeama, via Archimede, Stazione Notarbartolo; trovate voi un tram che permetta, lasciando inalterate le condizioni in superficie, di collegare i seguenti nodi Per la MAL esiste già un progetto preliminare, per l'espansione della futuro TRAM vi è solo uno studio di fattibilità La MAL, essendo completamente automatizzata, ha costi di personale talmente limitati da raggiungere, in moltissime città in cui è in funzione, il pareggio tra spese di gestione e introiti. Nessun sistema tranviario può aspirare a tanto, avendo, peraltro, costi per passeggero/km tra i più alti in questo settore. Quest’ultimo punto è ben noto ai nostri amministratori: tanto è vero che, giustamente, si è pensato di coprire i costi di esercizio del sistema tranviario con gli introiti della ZTL. Per molti però il Tram è più sicuro perchè non scavando nel sottosuolo si evitano crolli o danneggiamenti, in realtà le tecniche moderne permettono scavi molto sicuri e che permettono di evitare qualsiasi danni alle strutture sovrastanti. Per la realizzazione delle gallerie naturali della Metropolitana Leggera Automatica di Palermo è previsto l'impiego di due TBM (Tunnel Boring Machine), per lo scavo meccanizzato delle due canne. Le due frese sono previste scudate e con sostegno in pressione del fronte di scavo, con applicazione di un rivestimento impermeabile costituito da anelli di calcestruzzo realizzati in conci prefabbricati, il rivestimento deve poter essere messo in opera contemporaneamente all’avanzamento dello scavo. Il tracciato delle due gallerie realizzate in scavo meccanizzato si sviluppa a partire dalla stazione Svincolo Oreto dove è prevista l’introduzione degli scudi delle due TBM, fino al manufatto di scambio compreso tra le stazioni Notarbartolo e Sciuti, al termine della prima tratta funzionale della metropolitana. Tutto ciò porterebbe ad uno scavo molto sicuro che ridurrebbe al minimo il rischio di danneggiamenti degli edifici, non come avvenuto durante lo scavo della galleria Imera - Lolli nei lavori del passante ferroviario, dove per risparmiare sui costi rispetto al progetto iniziale, si è preferito lo scavo con la tecnica naturale con tutte le conseguenze del caso. Quindi non comprendo dunque i motivi per cui l'amministrazione sia così ostinata sull'espansione della linea tranviaria e non tenga in considerazione quella che invece potrebbe essere la vera svolta per la nostra città. Il tram è una sistema di trasporto che abbiamo verificato essere molto utile, comodo e sicuramente andava fatto. Tuttavia sappiamo che ogni sistema di trasporto va giudicato nell’ambito in cui opera, e non può essere considerato la soluzione assoluta al problema del traffico, comunque e dovunque venga realizzato. Allo stesso modo, non si può pensare che un sistema tipo MAL sia da scartare a priori. Nel mondo dei trasporti, l’esperienza insegna che l’integrazione tra sistemi, (intermodalità) è sempre vincente: ci sono ambiti in cui un sistema funziona egregiamente ed un altro non è adatto, altri in cui avviene il contrario. In parole povere, pensare che un sistema sia migliore di un altro in assoluto, e puntare tutto su esso, risponde a criteri da tifo calcistico più che alle regole della tecnica dei trasporti. Bisogna guardare al futuro e il futuro per Palermo prevede sicuramente un'espansione della linea Tram, ma prevede sopratutto una Metropolitana come si deve, una reale alternativa al mezzo privato. Vi lasciamo con una presentazione che fece l'assessore Giuffrè prima di passare l'incarico a Giusto Catania:

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27 giu 2017

Il “sogno” della ferrovia di Monte Pellegrino

di belfagor

 Fino al 1924, il Santuario di Santa Rosalia, si poteva raggiungere solo a piedi o a dorso di mulo. Ma nel 1891, In occasione dell’inaugurazione della “Grande Esposizione Nazionale”, alcuni “onorevoli cittadini” si posero il problema di come i visitatori, compresi i monarchi, i nobili e le autorità , avrebbero potuto raggiungere comodamente il Santuario. Così tali “onorevoli cittadini” ,rappresentati dal Signor Gaetano Alongi, presentarono al sindaco di Palermo un progetto per la realizzazione di una “ferrovia a dentiera”, sistema ABT. Nell’opuscolo di presentazione, oltre alle caratteristiche dell’opera, si indicavano i costi , compresa la quota finanziaria che avrebbe dovuto accollarsi il Comune. Nel progetto fu allegato anche un “fotomontaggio” del monte Pellegrino, visto dal Porto, con il disegno del tracciato della ferrovia e la fotografia del tipo di locomotiva che si sarebbe adottata. Il “sistema a dentiera ABT” consentiva di superare pendenze del 25% con binari a scartamento ridotto, di un metro. Ogni locomotiva poteva trainare una sola vettura passeggeri da 60 posti a sedere. Il progetto prevedeva alcuni tratti di ferrovia in galleria e una “stazione intermedia” a “Piano dei Commarelli” dove era previsto la costruzione di un “gran caffè”. Un altro posto di ristoro sarebbe sorto alla stazione d’arrivo. Era certamente un opera interessante ma aveva un problema ……. i costi. Infatti gli “onorevoli cittadini” proponenti l’opera richiedevano al Comune un contributo di ben 200.000 lire più un sussidio annuo di 10.000 lire per 10 anni, oltre la concessione gratuita di circa 15 ettari di terreno per la costruzione del percorso della ferrovia, stazioni, caselli, rimesse, “grandi caffe” e luoghi di ristoro. Come contropartita la società si impegnava a restituire l’impianto dopo 30 anni . Per invogliare il Comune ad accettare la proposta gli “onorevoli cittadini” facevano balenare i vantaggi che tale opera avrebbe comportato, per esempio ……la lottizzazione della montagna che avrebbe permesso la costruzione di ville e villini, adatti per “amene villeggiature”. Il progetto terminava con la certezza che “i medesimi sentimenti di patriottismo che avevano spinto gli “onorevoli cittadini” a proporre tale opera avrebbero trovato un eco favorevole nel sindaco”. Purtroppo , il progetto , non fu accolto, non sappiamo se per “scarsi sentimenti patriottici , o perché il sindaco di allora i conti li sapeva fare. E cosi gli “illustri ospiti” furono costretti a raggiungere il Santuario di Santa Rosalia a dorso di mulo. P.S. Si racconta che il 19 novembre 1891 la Regina Margherita, mentre saliva con un mulo la montagna , rischiò di essere disarcionata dal bizzoso animale. Le cronache dell’epoca “sorvolarono” sui motivi di “tale folle gesto” . Qualcuno sospettò che forse si trattava di un,,,,, mulo anarco - repubblicano?

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05 apr 2018

Nodo di Palermo | Il comune attacca, rfi risponde…

di Mobilita Palermo

In seguito all'articolo dell'amico Davide Guarcello, questa mattina il comune ha diramato il seguente comunicato stampa in cui attacca RFI e tutti gli enti di essere responsabili per i ritardi nei lavori, di errori in fase di progettazione segnalati all'ANAC, del continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, dell’errore progettuale di vicolo Bernava: Il sindaco Leoluca Orlando ha inviato al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alle infrastrutture una nota con cui chiede l’attivazione dei controlli sulla spesa comunitaria per l’appalto relativo al prolungamento del cosiddetto “anello” ferroviario di Palermo a cura di RFI. E’ infatti la Regione l’ente che nell’ambito del POR 2014/2020 eroga le principali risorse con le quali si sta realizzando l’opera. Per Orlando “questi controlli, già necessari alla luce delle risultanze dell’ispezione operata dall’ANAC nel 2015, sono oggi ancor più necessari per il mancato riscontro dato da RFI a ben quattro richieste di rescissione in danno del contratto d’appalto, come il Comune chiede ormai da anni di fronte alle gravi criticità da tutti conosciute". Orlando chiede che RFI “giustifichi in modo chiaro e puntuale sia i gravi errori progettuali segnalati dall’ANAC, nonché i ritardi inaccettabili nel porvi rimedio e nell’esecuzione complessiva dei lavori.” “Non dobbiamo ricordare a nessuno – conclude Orlando – che nel 2012 ci siamo ritrovati di fronte ad un contratto, approvato dall’Amministrazione Cammarata, che di fatto tagliava fuori il Comune da qualsiasi possibilità di intervento e controllo e che oggi continua ad arrecare danni e disagi gravissimi a tutta la città: dal continuo rinvio della riattivazione del collegamento con l’aeroporto, alla soluzione dell’errore progettuale di vicolo Bernava, alla lentezza con cui i cantieri proseguono lavori particolarmente invasivi in punti chiave della vivibilità e viabilità cittadina". La replica di Rfi è arrivata in serata: In riferimento alle dichiarazioni del Sindaco di Palermo sui lavori per l’anello ferroviario, Rete Ferroviaria Italiana conferma la piena disponibilità ad illustrare all’Amministrazione comunale lo stato di avanzamento dell’opera e il dettaglio dei problemi riscontrati finora, spesso causa di forti disagi per la cittadinanza per il protrarsi dei cantieri, e il proprio impegno a minimizzare gli effetti di questi ritardi e disagi, purtroppo nei limiti che l’attuale situazione consente. Infatti, pur avendo sempre spinto per la soluzione delle criticità nate nel corso dell’appalto, RFI non può attuare quanto richiesto dal Sindaco, in quanto non esistevano in passato e non esistono tuttora le condizioni per procedere alla rescissione del contratto con Tecnis. L’impresa inoltre è in gestione commissariale e il Commissario ha sempre garantito la prosecuzione dei lavori e il completamento della fase di risanamento, che prevede la vendita della società entro la seconda metà del 2018. Per quanto riguarda i presunti errori progettuali, Italferr precisa di aver risposto all’ANAC sulla questione nel dicembre 2015. La progettazione ha sempre seguito le regole previste, coinvolgendo direttamente gli enti gestori interessati al censimento dei sottoservizi interferenti. Peraltro, le differenze fra la progettazione definitiva e quella esecutiva derivano anche dal lungo tempo intercorso tra queste due fasi, soprattutto a causa del ricorso della seconda impresa classificata nella procedura di affidamento. In tale periodo sono intervenute modifiche sostanziali ai luoghi delle opere, che hanno reso necessari cambiamenti progettuali. Peccato che Rfi e il Comune si sfidino solo tramite comunicati stampa e non riescano mai a mettersi attorno ad un tavolo per dialogare invece che rimpallarsi accuse Gli argomenti sarebbero tanti e sicuramente più interessanti. Si potrebbe parlare della sistemazione delle aree superficiali dopo la fine dei lavori del passante, andrebbe discussa la possibilità di trasformare Via Amari nel famoso Passío, andrebbero portati avanti le richieste delle varie associazioni come la realizzazione di posti di bike e carsharing in ogni fermata ferroviaria. Tanto ci sarebbe da fare, quindi il nostro invito è quello di convocare entrambi le parti, porle attorno ad una tavola rotonda e migliorare il futuro della città che dipende dai cantieri, ma anche dalle opere che nei prossimi anni vedranno la luce e perchè no, discutere anche della MAL... Per rimanere sempre in contatto con Mobilita Palermo i nostri canali:  Sito internet: http://palermo.mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/Palermo.Mobilita/  Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/31938246679/  Twitter: https://twitter.com/MobilitaPA  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita.palermo/  Canale Telegram: https://t.me/mobilitapalermo

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11 dic 2018

Che fine ha fatto il raddoppio ferroviario Ogliastrillo – Castelbuono?

di Fabio Nicolosi

L'attivazione del primo lotto di lavori tra Fiumetorto e Ogliastrillo è avvenuta il 17 Dicembre 2017. Amministratori delegati, ministri, sindaci, responsabili di RFI. Erano in tanti quel giorno a farsi belli davanti la stampa. Promesse, discorsi preparati, ma della tratta Ogliastrillo Castelbuono non si è saputo più nulla. Una tratta i cui lavori preparatori sono già iniziati nel lontano 2015 con la sistemazione di alcune opere idrauliche e che non sono più stati terminati. Si parlava di un possibile stop dovuto ad una variante richiesta dal comune di Cefalù, poi smentita da RFI. Di problemi legati alla TotoCostruzioni, la ditta che si è aggiudicata l'appalto da € 338.576.440, Erano stati creati comitati, il comune di Cefalù aveva messo su un tavolo tecnico con professori universitari ed esperti per esaminare i problemi sorti, ma dopo un paio di sedute tutto è svanito. Come se fosse successo qualcosa, come se l'opera non fosse più importante, come se qualcuno avesse detto che l'opera non si farà mai. Ad un anno dall'inaugurazione del primo lotto e a 3 anni dall'avvio dei lavori ci chiediamo, che fine hanno fatto i lavori? Vedremo mai l'inizio degli stessi? Inutile ricordare che proprio Cefalù avrebbe grandi benefici dall'opera con l'abolizione di passaggi a livello e grandi aree restituite alla città, grazie alla realizzazione della stazione in sotterranea. Per non parlare del raddoppio di binario che permette di ridurre i tempi di attesi e migliorare la frequenza dei collegamenti da e verso l'aeroporto di Palermo, oltre che il capoluogo di regione. L'opera L’intervento prevede il raddoppio in variante di tracciato, per un’estensione di circa 12,3 km, della tratta ferroviaria Cefalù Ogliastrillo – Castelbuono, lungo la direttrice ferroviaria Palermo – Messina. Costituisce il secondo lotto costruttivo del più ampio intervento di raddoppio Fiumetorto - Castelbuono, di cui il primo lotto è prossimo alla conclusione. Nella tratta in oggetto si prevede la realizzazione di tre gallerie, intervallate da tratti allo scoperto di estensione limitata: • galleria Cefalù, di 6,7 km a doppia canna e a singolo binario; • la galleria Sant’Ambrogio, di 4,3 km circa a singola canna e a doppio binario; • la galleria Malpertugio (0,135 km) a singola canna e a doppio binario. I tratti allo scoperto sono siti nelle zone iniziali e terminali di allaccio alla linea attuale, nei pressi di Ogliastrillo e presso la stazione di Castelbuono, e in corrispondenza della zona del torrente Carbone e del torrente Malpertugio. L’intervento prevede anche la realizzazione della nuova Stazione di Cefalù in sotterranea e interventi nella stazione esistente di Castelbuono. 550 mila metri cubi di calcestruzzo, 55 mila tonnellate di acciaio e una media di 330 impiegati con punte di 570, 2050 giorni lavorativi per completare l'opera, 54.625 i conci da posare per completare le gallerie.

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