19 mag 2015

Ma questo è il “verde pubblico”?


Siamo in Via Imera angolo Via D’Ossuna. Qui eleganti erbacce fanno da cornice alla zona dei contenitori rendendola fetida e inavvicinabile. Onde evitare che tali erbacce facciano anche da ricettacolo ad insetti e blatte, non sarebbe il caso di toglierle?

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decoro urbanoverde pubblico

4 commenti per “Ma questo è il “verde pubblico”?
  • Athon 879
    19 mag 2015 alle 17:27

    Sì, sarebbe decisamente il caso di toglierle.

    Visto che amministratori e addetti alla pulizia da anni si rivelano del tutto inadeguati, sarebbe bello se i residenti della zona si organizzassero per ripulire l’area, a titolo volontario e con i mezzi che hanno, come recentemente ha fatto un gruppo di cittadini di Piazza Lolli.

    È vero che non sarebbero tenuti a farlo ma sarebbe comunque utile che lo facessero: renderebbero più sano il posto in cui vivono, innanzitutto per loro stessi, e nello stesso tempo, documentando il tutto con foto da rendere pubbliche, farebbero un’efficace azione di denuncia contro coloro che invece sarebbero proprio tenuti a mantenere pulita la città, perchè pagati.

    Considerato che l’indignazione e le lamentele fini a se stesse sembra non diano grossi risultati, infrangendosi da tempo contro orecchie sorde, forse sarebbe utile che fossero gli stessi cittadini, in ogni quartiere, a rimboccarsi le maniche, per alzare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei giornali circa i servizi pagati ma non svolti a Palermo. Bellissima figura farebbero i cittadini palermitani , pessima invece gli amministratori, costretti dunque a correre ai ripari cambiando lo status quo.

    Bisogna fare qualcosa di concreto.

    Ammirevoli i milanesi scesi in strada per ripulire le aree devastate durante il giorno dell’inagurazione di Expo; altrettanto ammirevoli qui a Palermo i residenti di Piazza Lolli armati di sacchi, scope e palette. C’è bisogno di imput di questo tipo. Sono certo che la gente disposta a rimboccarsi le maniche non manchi affatto. Basterebbe solo che un paio di persone, in ogni quartiere, si facessero promotori di tali iniziative, organizzando e coinvolgendo quante più persone possibili.

  • belfagor 773
    21 mag 2015 alle 10:02

    La sua proposta è certamente valida e andrebbe accolta dai residenti. Però se pensiamo che paghiamo 5000 operatori (RAP, RESET, Dipartimento ville e giardini) per fare tale lavoro, francamente ci sembra assurdo che tale pulizia e “bonifica” la devono fare i cittadini ” volontariamente”. Per esempio, per le pulizie straordinarie ( si fa per dire) della costa nord e sud , la RESET ha impiegato ben….20 operatori , ma gli altri 1800 dov’erano?

  • palermopulita 32
    22 mag 2015 alle 12:37

    Carissimo Athon, potrei anche essere daccordo con Lei ma la soluzione non mi sembra praticabile per ovvi motivi:
    - si tratta di lavori di sarchiatura e estirpazione di erbacce che necessariamente prevedono l’uso di guanti, mascherine e attrezzi adatti;
    - ciscun cittadino versa nelle casse comunali mediamente circa 300,00 euro annue solamente per la raccolta dei rifiuti e, mi creda, questa tassa incide notevolmente sul bilancio familiare per non avere un servizio adeguato;
    - l’intervento del cittadino è auspicabile e “lodevole” solo in caso in cui la municipalità, per mancanza di personale o di risorse economiche, non sia in grado di fare fronte alle “normali esigenze”. Nel nostro caso non siamo in presenza di mancanza di peronale ( c’è anzi esubero) nè di risorse finanziarie esigue ( nel bilancio del Comune vengono stanziati milioni ).
    - per esempio vorrei proprio vedere come i cittadini possano fare fronte se, dopo ogni temporale, come spesso succede a Palermo, si otturano le fognature per mancanza di manutenzione. Sarebbe bello vederci tutti armati di scope e sturalavandini?
    Un cordiale saluto.


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