07 ago 2020

Foto | Che fine ha fatto la vasca di prima pioggia al Foro Italico?


Purtroppo ci abituiamo spesso alle lamiere e alle recinzioni di cantiere senza peró pretendere spiegazioni esaustive.

E’ il caso dei lavori in corso al Foro Umberto I nei pressi dell’impianto di sollevamento Porta Felice.
Da anni ormai conviviamo con un’area invalicabile, una zona riservata a pochi.

Nel 2018 vi portavamo degli scatti dell’area, ma distanza di due anni i progressi visibili non sono notevoli, anzi sono minimi.

I lavori dovevano concludersi a fine 2018, ci troviamo a metà 2020 e dalle foto non é difficile dire che siamo ancora lontani dalla conclusione.

Ma cosa ostacola il loro completamento ? Perché l’acqua presente e accumulata all’interno della vasca non viene asportata?

Questi gli interrogativi che ci piacerebbe avessero una risposta. Magari tra i nostri lettori ci sará qualche tecnico o qualche addetto ai lavori che potrà aiutarci a trovare delle risposte.

Il progetto della vasca di prima pioggia dell’impianto di sollevamento del Foro Italico di Palermo prevede la realizzazione di una vasca della superficie di circa 3.500 mq e di profondità circa 7 metri, localizzata in zona Foro Umberto I in prossimità dell’impianto di sollevamento esistente, a breve distanza dal mare.

La vasca ha lo scopo di accumulare le acque meteoriche ricadenti sulle superfici impermeabili e di trattarle al fine di evitare il recapito in mare o nell’impianto di depurazione di sabbia, terriccio, idrocarburi, residui oleosi, particelle di materiali di consumo provenienti dagli autoveicoli circolanti, eccetera.


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9 commenti per “Foto | Che fine ha fatto la vasca di prima pioggia al Foro Italico?
  • danyel 685
    07 ago 2020 alle 9:30

    Ecco, finalmente ne state parlando .. il famoso cantiere che risale ai primi del 2000! Vergognoso .. Ma vedo che neanche voi di Mobilita avete informazioni … sono normali 20 anni per realizzare una vasca?

  • belfagor 786
    07 ago 2020 alle 11:03

    I giornali del 17/102019 pubblicarono la seguente notizia, certamente ispirata dal Comune :“Il lungomare del Foro Italico libero dai cantieri a giugno”
    ” Il litorale del Foro Italico sarà liberato dal cantiere per il famigerato collettore fognario nel giugno di quest’anno. Ad assicurarlo è la “Cala scarl” che sta realizzando l’opera.
    Chiaramente si trattava di una “ bufala”
    Negli stessi articoli si parlava anche degl’ interventi del Comune per la “riqualificazione della zona tra prato e arredi.”
    Che interventi?
    Si trattava di sistemare l’impianto di illuminazione ma anche di sistemare i birilli d’arte e il prato.
    “I lampioni: saranno alti otto metri fuori terra a singolo braccio e a doppio braccio e saranno disposti ai lati e pure sullo spartitraffico centrale.
    Sono “intelligenti”: l’intero progetto per il nuovo impianto di illuminazione prevede anche l’installazione di un sistema intelligente che consentire la regolazione dei semafori e il controllo remoto dei quadri attraverso una piattaforma di monitoraggio, la copertura wi-fi e l’allestimento di sistemi per la rilevazione del traffico e impianti di videosorveglianza.”
    Anche questa notizia era una “ bufala”
    P.S. Perché gli “ amministratori” comunali e le varie aziende private che fanno lavori pubblici pensano che i cittadini palermitani sono degli “ idioti” che credono a tutte le “ bufale” che vengono raccontate loro ?

  • Irexia 908
    07 ago 2020 alle 13:45

    Poiché i cantieri nella nostra città si protraggono all’infinito, preferiamo tenerci il vecchio cadente e arripizzato, piuttosto che sperare nel nuovo ed efficiente. Le foto del cantiere intorno al Politeama viste su questo sito che mostrano una veloce evoluzione (finalmente), mi fanno strabuzzare gli occhi, e quasi non credo si tratti di Palermo.
    Ma è tollerabile ciò? E’ possibile che ogni volta che si apre un cantiere dobbiamo poi inserirlo nelle cartine topografiche della città o rubricarlo come monumento alla lentezza, inefficienza, imperizia, imprevisto? O fallisce l’azienda che ha vinto l’appalto oppure c’è un impedimento imprevisto…
    A Milano stanno scavando la metropolitana blu, linea 4, avrebbe dovuto collegare la città all’aeroporto di Linate già per l’EXPO e passerà sotto la cerchia dei navigli interni. I pannelli che delimitano i cantieri, che corrono dentro il centro città, illustrano la Milano che sarà e, in occasione delle giornate del FAI, il cantiere della metroplitana è stato il sito più visitato dai milanesi che così mostrano l’interesse, continuamente solleticato e tenuto acceso, per un’opera che sentono procedere e per la quale soffrono adesso, sicuri che in futuro ne coglieranno i benefici (e il tutto, si ripete, pur consapevoli che la linea sarebbe dovuta essere pronta già per l’EXPO!). Gaber cantava “libertà è partecipazione”, a Milano i milanesi non si arrendono ad una sempiterna incompiuta ed essendo presenti mettono fiato sul collo della Pubblica Amministrazione, dimostrando che vigilano sull’esecuzione delle opere pubbliche, qua invece, siamo rassegnati allo stato dei fatti.
    Un plauso alla redazione che magari sollecitata da qualche commento di qualche scrittore ha riportato alla nostra attenzione il caso concreto. Farei un passo ulteriore: chiedere spiegazioni all’Assessore ai lavori pubblici

  • se68 492
    29 ago 2020 alle 13:38

    Irexia, vero, ma bisognerebbe chiedere anche al Comune come pensa di camuffare tutto ciò a lavori ultimati. C’è un progetto? Tornerà il prato al di sopra? Bo?

    • Irexia 908
      29 ago 2020 alle 18:07

      Giusto, immagino che il progetto ci fosse fin dall’inizio e ci sia ancora oggi, ma credo siano domande a cui l’Assessore, se intervistato e preparato, possa rispondere dopo avere consultato le carte del progetto

  • danyel 685
    04 set 2020 alle 12:10

    L’altro ieri, passando in macchina per la Cala, ho visto uscire dei camion da questo cantiere .. quindi, forse, hanno ripreso a lavorarci ..


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