28 dic 2016

Palermo è una città VISIVAMENTE inquinata? Un cittadino ci incalza e VI INCALZA: rispondete!


Preparate gli occhi e le orecchie. Vi riportiamo un’analisi che incalza tutti noi palermitani e tutti noi lettori. L’utente “Palermo La Malata” ci chiede un giudizio dopo un’attenta lettura e riflessione. Anche se il tono del post può sembrare provocatorio, crediamo che il focus dell’argomento sia giusto e quindi, leggete attentamente.

Nel Settembre 2016 molti quotidiani ci hanno informati, ancora una volta, che Palermo è la città Italiana col più alto livello di Inquinamento Acustico d’Italia. Grazie, ma lo sapevamo già da una ventina d’anni. Io invece, oggi, voglio farvi notare l’Inquinamento Visivo di Palermo, cosa che fino ad oggi non sembra disturbare quasi nessuno.
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Lettori e Lettrici di Mobilita Palermo, voglio chiedervi di fare una cosa semplice ma precisa: la prossima volta che siete per le strade di Palermo, in Centro oppure in un quartiere del Nord o del Sud, o dell’Ovest, o Sud Est, a piedi, in bici, in moto, in auto, in bus o in tram e non avete troppi pensieri per la testa, e avete un po’ di tempo a disposizione, invece di guardare il vostro smartphone concentratevi a guardare la quantità di cartelli pubblicitari stampati su carta che ci sono nelle strade, nei viali e nelle piazze della nostra città: i cartelli piccoli, i cartelli medi e i cartelli grandi.
Ne vedrete dappertutto, a decine, a centinaia e a migliaia:
  • sui lati dei palazzi che non hanno finestre
  • sui pali della luce, sia quelli di stile moderno sia quelli in stile antico di Viale Libertà e di Via Roma per esempio su quegli elementi in metallo ai bordi dei marciapiedi che forse originariamente nacquero per proteggere i pedoni dal pericolo delle auto ma che oggi sembrano solo servire ad esporre pubblicità;
  • sotto le tabelle che indicano dei nomi delle strade, installate su pali agli incroci di alcune strade (questi non sono in carta ma plastica), davanti a spazi verdi, davanti a piccoli giardini privati e davanti ai vivai
  • lungo i grandi viali e nelle piazze alcuni installati parallelamente al bordo del marciapiede, altri in modo perpendicolare al marciapiede lungo tutto il Viale Regione Siciliana, da Nord a Sud, e su tutti i suoi svincoli
  • sui fianchi del Foro Italico, del Parco Uditore, del Parco Cassarà dentro il Parco della Favorita e su Monte Pellegrino
  • lungo il Mar Tirreno, da Acqua Dei Corsari fino a Mondello e, oltre, fino a Sferracavallo
  • ovunque, ovunque e dappertutto.

E’ un’infinita scena vomitevole.

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Non è finita. Oltre ai cartelli stampati su carta, potrete vedere un’altra categoria: i tabelloni dei negozi.
Non sto parlando delle insegne. Mi spiego: c’è per esempio il Bar Fozzapalemmo; esso ha l’insegna col nome Fozzapalemmo sopra la propria porta di entrata e questa insegna deve esserci per necessità. Ma a pochi metri davanti al bar, sul bordo del marciapiede c’è un palo in metallo con un tabellone spesso in materiale plastico, che può essere illuminato dall’interno e con doppia facciata che riporta nuovamente il nome Bar Fozzapalemmo e riporta probabilmente il logo e magari anche il numero di telefono.
L’insegna del negozio è posizionata sopra la sua porta, sulla facciata del palazzo e quindi parallelamente al bordo del marciapiede mentre il tabellone a doppia facciata è posizionato in modo perpendicolare al bordo del marciapiede, così che quando tu stai camminando o guidando lungo quella strada puoi già vederlo a distanza. A volte questo tabellone su palo è installato all’angolo dell’isolato e magari ti dice che il Bar Fozzapalemmo è a soli 10 o 20 metri più avanti.
Esistono casi di negozi che hanno chiuso per scelta o per fallimento ma che il loro tabellone o i loro tabelloni, o sul bordo del marciapiede o pochi metri più in là, sono rimasti in piedi perchè l’ex-proprietario non si è preoccupato di smantellarlo/i.
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I cartelloni pubblicitari su carta insieme ai tabelloni dei negozi sono due elementi principali che contribuiscono all’Inquinamento Visivo di Palermo.
Io ho l’impressione che nessuno sembra farci caso. Sicuramente per abitudine perchè si è cresciuti vedendoli. Non mi aspetto che tutti voi abbiate la mia stessa negativa percezione di tutta questa pubblicità;  alcuni o molti di voi non ne saranno infastiditi per niente. Dal mio punto di vista invece questi cartelloni con pubblicità stampata su carta e i tabelloni su plastica sono visivamente invadenti, aggressivi e volgari e sicuramente contribuiscono a degradare ulteriormente il già malandato aspetto estetico generale di questa rozza Palermo.
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Quello che intendo dire vi sarà più chiaro quando avrete visto questi video girati da utenti YouTube dall’interno di tram, autobus, filobus e automobili in varie città Europee.
In ogni video, vi chiedo di osservare attentamente i marciapiedi, le facciate dei palazzi, le strade, i viali, gli spazi verdi e le piazze e di cercare cartelli pubblicitari e di cercare tabelloni di negozi.  Vedrete che i tabelloni di negozi ai bordi dei marciapiedi sono praticamente inesistenti  al di fuori dell’Italia (neanche se ne vedono nel video su Madrid e Barcelona annullando il sospetto che potevano essere una caratterittica dei paesi Mediterranei);
esistono invece piccoli tabelloni perpendicolari in alto e che poggiano sull’insegna. Invece il numero di cartelloni pubblicitari su carta sembra essere mantenuto al minimo e questo minimo è organizzato in maniera ordinata. Questa quantità limitata di pubblicità dà alle strade e alle città in generale un aspetto puliticchio, normale e decente. Anche quelle strade che non sono ne’ spettacolari ne’ grandiose hanno comunque un aspetto semplicemente normale e decente; l’esatto opposto delle volutamente maltrattate, e di conseguenza indecenti, strade di Palermo.
I video sono elencati per durata, dal più breve al più lungo così potrete scegliere quale guardare in base al tempo che avete a disposizione.
Non concentratevi a guardare le fermate dei bus o dei tram perchè queste e in quasi tutte le città hanno cartelloni pubblicitari:
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Dopo aver guardato attentamente questi video uscite da quella porta, date una bella occhiata alle strade Palermitane e fatene il paragone.
Per la prima volta, e all’improvviso, realizzerete che anche su questo tema Palermo è volutamente mantenuta dai nostri governantucci presenti e passati in uno stato estetico pietoso.
Sappiamo tutti che lo sfortunato Comune di Palermo è da sempre disperato nella ricerca di modi per guadagnare più soldi, ma nella nostra attuale videosocietà dove  la pubblicità ci arriva sulla televisione, sui computer, sui telefoni e dentro la cassetta della posta è ormai inappropriato, inaccettabile e soprattutto anacronistico continuare a tenere le strade e gli spazi pubblici di Palermo tappezzati di cartelli e di tabelloni di tutte le dimensioni e di tutte le forme soltanto per soddisfare la loro implacabile sete di soldi.
E i negozianti dovrebbero farsi bastare l’insegna sopra la porta del loro negozio come se la fanno bastare i negozianti negli altri paesi dell’Unione Europea.
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Poichè ho l’impressione che la quasi totalità degli abitanti di Palermo è assuefatta alla presenza delle migliaia di cartelli e tabelloni tanto da non notarli neanche, ho voluto scrivere quest’articolo con la speranza che questo discorso, insieme a questi video, aprino gli occhi al più alto numero possibile di concittadini.
Non intendo offendere nessuno dei lettori e lettrici di Mobilita Palermo ma io non sono alla ricerca dei commenti dei Professoroni abituali di questo sito che non perdono mai occasioni per scrivere mini-tesine  storico-culturali o ingegneristiche o aritmetiche-statistiche o legislative-burocratiche o architettoniche-urbanistiche per dimostrare a tutti i costi che quello che dicono loro è giusto e quello che avevano detto gli altri non vale un cazzo (Mobilita Palermo, non moderate/censurate, come fate spesso, la parola cazzo perchè è la parola giusta al posto giusto per le persone giuste e lasciate l’intera frase così come ho scelto di scriverla. Però cancellate questa frase tra le parentesi prima della pubblicazione) e che replicano agli altrui commenti con tono di disprezzo per essersi permessi di aver scritto i loro pensieri su Mobilita Palermo senza aver prima passare l’esame e senza essersi iscritti a qualche Ordine Professionale.
Ovviamente Mobilita Palermo vi dà la libertà di poterle scrivere qui sotto le vostre noiosissime tesine ma vi sia chiaro che io non sto chiedendo le vostre spiegazioni di quelli che secondo voi potrebbero essere stati i motivi storici, economici, urbanistici o legislativi che hanno portato le strade Palermitane a questo putrido stato estetico. Quelle che voi credete esserne state le cause è comunque totalmente irrilevante perchè la frittata nelle strade di Palermo è ormai fatta.  
Gradirei anche non dover sentire nessuno farmi qualche lezioncina economico-commerciale dicendo che i cartelli pubblicitari e i tabelloni dei negozi sono la vita del commercio perchè io non ci crederò mai. I guadagni che arrivano tramite i clienti attirati da quei cartelli cartacei e da quei tabelloni sono indubbiamente irrisori e se cartelli e tabelloni garantissero flusso costante di picciuli allora tutti i negozi vorrebbero avere sia pubblicità cartacea, sia tabelloni; e di questi ce ne sarebbero quindi ancora di più. Ma ancora una volta, lo spazio sottostante è a vostra disposizione se proprio non resistete alla tentazione di dover scrivere la vostra noiosissima lezioncina economico-commerciale fatela convincente e provate a noi tutti con i vostri soliti numeri, percentuali e parafrasi che cartelloni e tabelloni garantiscono guadagni sicuri al 100% ai negozi!
Il ridicolo del ridicolo si raggiunge con le gigantesche pubblicità dei supermercati che pubblicizzano 1 solo prodotto per esempio una bottiglia di passata di pomodoro a 59 centesimi dal 18 al 25 settembre. Non ne varrebbe veramente la pena di mettere queste pubblicità così temporanee!
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Invece, invece, troverei più interessanti quei vostri commenti che descrivano la vostra esperienza soggettiva raccolta con i vostri occhi della visione delle strade di Palermo invase dai cartelli e dai tabelloni pubblicitari; sarebbe intrigante sentirvi dire cose del tipo
Per me va bene così; non ci vedo problema e non credo  che i cartelli o i tabelloni sminuiscono la qualità estetica di Palermo. Anzi mi piacciono molto perchè aggiungono colore alle strade“,
oppure
Effettivamente la situazione è grave. Dopo averne notato a centinaia in una sola mezz’ora mi stava viniennu i rrovesciari e credo che bisognerebbe sicuramente smantellarne la maggior parte“.
Bene. Sentiamo le vostre esperienze ma, per favore, SOLO DOPO che avete dato PRIMA un attento sguardo a questi video e POI, domani con tutta tranquillità, una bella occhiata alle strade di questa malata e sempre più zozza Palermo. Quindi niente commenti scritti impulsivamente solo perchè al momento non avete molto da fare.
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19 commenti per “Palermo è una città VISIVAMENTE inquinata? Un cittadino ci incalza e VI INCALZA: rispondete!
  • Guarino1 185
    28 dic 2016 alle 15:11

    Caro amico, quello che dici è vero: Palermo è caotica anche nella sua cartellonistica. Il punto è che, senza voler fare troppo il professorone, come dici tu, fino a due anni fa il comune di Palermo non aveva MAI avuto un “regolamento sulla pubblicità e sul piano generale degli impianti”. Senza questo, lo stupro della città è andato avanti fino ad oggi in maniera selvaggia ed incontrastata. Questo non per fare il saccente, ma per dire che OGGI i cartelloni che vedi in giro sono approvati e regolamentati dal comune, quindi perfettamente in regola, anche se invasivi esteticamente. Logico dire che le città dove sono stati girati i video dell’articolo fossero dotate già da tempo di un regolamento che stabiliva la superficie complessiva degli impianti pubblicitari.
    L’unica cosa che mi viene da pensare è che forse questo stupro non aumenterà, visto che si è posto un limite: ma le affissioni esistenti purtroppo resteranno, perché regolamentate.

    • Athon 854
      28 dic 2016 alle 22:58

      Articolo del tutto condivisibile. A me viene immediatamente in mente Piazza San Domenico la cui vista da via Roma risulta ostruita da un’infinità di robacce che fanno da muro. Ciò non permette alla piazza di aprirsi generosamente.

      Non ho la più pallida idea di come funzionino queste cose, per cui mi chiedo e chiedo a chi può saperlo se davvero, come spiega Guarino1, non si potranno mai eliminare le affissioni già esistenti, perchè regolamentate. A me sembra strano che non ci siano soluzioni. Sono infatti portato a credere che in questi casi esistano comunque delle scadenze. In genere la tabellonistica pubblicitaria è sempre a tempo determinato. In ogni caso penso che l’Amministrazione, per questioni di decoro, potrebbe legittimamente intervenire. A me pare singolare che non ci siano strade legali percorribili per rimediare agli errori del passato.

  • friz 917
    28 dic 2016 alle 15:17

    Purtroppo questo articolo racconta la verità: lo stato estetico di Palermo è pietoso…. e non solo per i cartelloni pubblicitari, anche per tanti altri motivi…
    ….c’è una differenza incredibile tra il Principe illuminato rinascimentale che faceva di tutto per abbellire e rendere unica la propria città e i tanti politici moderni che sembrano interessati solo ad attrarre voti e a farsi rieleggere… e come se per assurdo dopo il rinascimento fosse ritornato il Medioevo!!! Che schifo!!!
    Ma lo domanda che ci dovremmo porre è: ma quei principi rinascimentali forse erano tutti artisti o architetti? No, non erano tutti artisti, ma amavano le loro città e cercarono di circondarsi delle migliori Menti per fare RISPLENDERE le loro città….
    ….e poi faccio un’altra considerazione… i video presenti in questo articolo mostrano delle città visitate ogni anno da tantissimi turisti, e quelle città sono tenute in quel modo proprio perchè tu all’ospite (il turista) non gli fai vedere la stalla, gli fai vedere la tua camera migliore, magari il salotto….e fai in modo che anche le camere più brutte non facciano sfigurare il salotto….
    Fatte queste considerazioni, la mia speranza è che il prossimo sindaco (chiunque sarà, e anche se non fosse un artista) si possa circondare di gente che ama l’arte e il Bello in generale, per far si che Palermo possa diventare in ogni suo angolo un bel salotto da mostrare con orgoglio ai turisti…. lo so, c’è molto lavoro da fare, ma prima si inizia meglio è…. meglio tardi che mai….

  • katonmars 6
    28 dic 2016 alle 15:45

    Tutto vero, per non parlare di moltissime insegne di negozi che nel centro storico deturpano i palazzi e le vie su cui si affacciano. Ma, giusto per cominciare da un caso concreto, quell’orribile insegna che indica un certo hotel (esisterà ancora?) messo proprio davanti al prospetto del Museo Salinas che affaccia su via Roma, il Comune non ha la facoltà di rimuoverlo adesso, anche se aveva (improvvidamente) dato un’autorizzazione a suo tempo? non è “palesamente” ovvio che è una struttura che deturpa una via storica e un palazzo storico?

  • Orazio 806
    28 dic 2016 alle 22:59

    Forse nessuno di voi ha letto di quel tizio che organizzava la spartizione del mercato pubblicitario regionale. Un genio (lui), due compari (i due oligopolisti) ed un pollo (il siciliano). Con la benedizione del grande (si fa per dire) politico poi incastrato per altre disonorevoli vicende ma non per quella e con il beneplacito delle testate giornalistiche importanti e di quelle che si sono appuntate la medaglia dell’onestà ma facevano parte del sistema.

    Credo infine, per rispondere a Guarino, che le affissioni che ci sono siano li sulla base di contratti preesistenti al regolamento e ch epotranno esser erimosse alla scadenza dello stesso. E’ una speranza, almeno.

    • Palerma La Malata 312
      30 dic 2016 alle 19:39

      Orazio,
      io no, non l’ho letto, ma sarebbe interessante se tu ci raccontassi più dettagli possibili.
      Che te lo dico a fare? Sarebbe meraviglioso se tu completassi questa bella storiella facendo anche nomi e cognomi.

        • Palerma La Malata 312
          02 gen 2017 alle 11:22

          Grazie Orazio.
          Sono andato su Google News e ho scritto “giacchetto palermo”.
          E’ comparso un elenco di articoli su un certo Fausto, o Faustino, Giacchetto, chiamato anche “il re della pubblicità”. La maggior parte degli articoli parla di Fausto Giacchetto che ha usato soldi stanziati dall’Unione Europea come se fossero soldi personali che ha poi usato come minchia voleva per se stesso, per i suoi familiari e per i suoi amici, ma nessuno di quegli articoli dà dettagli utili a poter capire quale impatto ha avuto Fausto Giacchetto sull’esistenza delle centinaia di migliaia di cartelloni e tabelloni pubblicitari nelle strade di Palermo. Inoltre il “caso Giacchetto” mi sembra essere piuttosto recente, mentre il monnezzaio visivo di Palermo come lo vediamo oggi esisteva già negli anni 90, negli anni 80 e anche se non potrei metterci la mano sul fuoco perchè non lo ricordo bene, probabilmente anche negli anni 70.
          Fausto Giacchetto ‘u truffaiddinu avrà mangiato da un piatto già preparato precedentemente da altri Governanti Siciliani da Premio Nobel ma la putrefazione visiva di Palermo esiste da molto più tempo prima che lui comparisse sulla scena politicriminale Siciliana.

          • Orazio 806
            02 gen 2017 alle 23:50

            Ho evocato il caso di cronaca solo perché descrive l’ambiente della promo-pubblicità. Non so se ci sia e quale sia l’impatto sui casi di Palermo.

  • Giovanni_V 47
    28 dic 2016 alle 23:47

    Ho sempre detestato questo aspetto rozzo, provinciale e tutt’altro che elegante della nostra città, che ti balza violentemente all’occhio appena rientri da una gita fuoriporta. Oltre al disordine ed allo squallore dei manifesti attaccati in malo modo con scolature di colla sui muri e sudiciume nero che si appiccica a terra, guardiamo le insegne di molti negozi: orribili e assurde vignette colorate in malo modo o scopiazzate malamente e goffamente (il re dei detersivi, il principe dei detersivi, l’imperatore dei detersivi, ma siamo seri????). E le insegne della maggior parte degli esercizi commerciali: un bombardamento di colori ed un eccesso di informazione: se vendo carni, che senso ha mettere un’insegna gigante con 300 maiali, 200 polli, 400 mucche ,770 pecore disegnate? che senso ha poi coprire la vetrina con le stesse scritte e gli stessi disegni ripetuti 10 volte? che senso ha aggiungere lo stesso tema sul palo della luce, su enormi pannelli di plastica posti sul marciapiede che impediscono di passare, sul ciglio della strada, sui muri ai lati dell’ingresso, tutti che ti dicono di diffidare dalle imitazioni, che i tuoi prodotti sono buoni, che sei il numero 1, che sei aperto tutti i giorni, che mangiare carne fa bene, etc, etc? Purtroppo anche questo è specchio della vera essenza palermitana: rozzezza, cattivo gusto, spacconeria, mancanza di senso del limite. A conferma di ciò, basta guardare le illuminazioni natalizie sparse per la città: distese di luci disordinate viola, blu, fluorescenti, tutte diverse tra loro. Più che un caldo clima natalizio mi sembra una brutta copia di Las Vegas. Una Las Vegas molto tascia, appunto, palermitana. Fate benissimo a lanciare questi stimoli, però più che tra di noi,. queste cose dovremmo dirle a chi ci amministra.

  • bottarisali 39
    29 dic 2016 alle 0:05

    Grazie a questo articolo ora noto questo orripilante aspetto di Palermo.
    Dopo aver visto alcuni dei video in mattinata, ho poi notato nel pomeriggio che, ai miei occhi, i panorami urbani della nostra città sono assai sgradevoli e privi di un minimo di armonia; quasi tutte le strade sono visivamente strainquinatissime.
    Una rozza indecente vergogna!
    Sarebbe interessante sapere quanti soldi ci guadagna il Comune di Palermo con tutta quest’orgia supercolorata di cartelloni.

  • renard 230
    29 dic 2016 alle 2:02

    Che faccio schifo è indubbio. Riguardo il piano delle pubblicità, è stato approvato ad ottobre 2015, ma c’erano dei tempi tecnici per l’attuazione, ancora non sono partiti i bandi che dovrebbero cambiare aspetto alla città. Certo, di regolamenti ne sono usciti tanti, bisogna vedere poi se mai lo faranno rispettare…

    Comunque riporto alcuni passi da un articolo: “PALERMO – Dopo anni di attesa, il consiglio comunale di Palermo ha approvato il regolamento sulla pubblicità e il relativo piano che, secondo le previsioni, vale oltre 5 milioni di euro l’anno. Una maratona durata 13 sedute, con infinite polemiche, discussioni e persino l’ultimatum di Orlando, che però alla fine ha raggiunto il traguardo: 21 favorevoli, 16 astenuti e uno contrario (Milazzo di Fi).

    C’è da dire, comunque, che le nuove regole non entreranno tutte subito in vigore: entro due mesi sarà costituito l’ufficio del piano, entro i successivi sei mesi bisognerà aggiornare le cartografie, che diranno che tipo di insediamento sarà autorizzato nei singoli punti, e poi entro gli altri due mesi Sala delle Lapidi dovrà approvarlo. Poi verranno indetti i bandi per le 14 macroaree che raggruppano gli 81 lotti: soltanto con l’aggiudicazione il settore cambierà profondamente volto. Fino ad allora gli impianti autorizzati (ovvero quelli per cui vengono pagate le tasse dal 2005 e che sono stati autodichiarati dalle aziende) potranno restare al loro posto; gli altri andranno tolti.

    Vietato affiggere sui pali della luce i cartelli di affitto e vendita, vietati i gonfaloni, proibite le insegne a bandiera che andranno tolte entro un anno (salve solo quelle delle farmacie, dei tabacchi e delle Poste). Il Piano divide la città in 81 lotti classificati con otto colori diversi: rosso per il centro storico; arancione per l’espansione storica; giallo per quella urbana; azzurro per l’abitato consolidato; rosa per gli impianti sportivi, produttivi e commerciali; viola per nodi e corridoi di scorrimento; grigia per la cittadella universitaria e verde per le zone di riserva.

    Secondo le previsioni degli uffici in questo modo gli introiti per le casse comunali dovrebbero passare da 5,2 milioni a 6 (con un aumento del 14 per cento) e i metri quadrati di spazi pubblicitari dagli attuali 46.648 a 63.000 circa così suddivisi: 12.693 in gestione diretta del Comune per le pubbliche affissioni; 34.335 alle ditte pubblicitarie mediante bandi; 10.153 per l’arredo urbano e 6 mila per fermate di autobus e tram. Ma rispetto agli ultimi decenni si potrà fare pubblicità non solo sull’arredo urbano (panchine, orologi, bagni, segna parcheggi, cestini, totem, tabelle per le locandine di spettacoli, targhe) che verranno messi a bando a parte, così da garantire omogeneità alla città ma magari con canoni diversi per il centro storico, ma anche su mezzi pubblici, biciclette, carrozze a cavallo, pannelli luminosi, aree verdi per finanziarne la manutenzione, cartelli di agenzie immobiliari, banche, centri commerciali, pre-insegne, cantieri (tutte queste assegnate non con bando ma con singole autorizzazioni). Le concessioni avranno durata quinquennale e poi si dovranno ripetere i bandi.”

    • friz 917
      29 dic 2016 alle 10:24

      Ciao Renard…. ma quindi nelle previsioni, con il nuovo piano di Orlando, si dovrebbero aumentare i metri quadrati destinati ai cartelloni da 46.648 a 63.000???? ……direi numeri inquietanti…. in altre parole con il nuovo piano si peggiora la situazione…. o forse ho capito male???????

    • Palerma La Malata 312
      29 dic 2016 alle 11:52

      Forse anch’io, come friz, ho male interpretato il commento di renard?
      In futuro, Palermo passerà dagli attuali 46.648 metri quadrati di spazi pubblicitari a 63.000? Matri mia! Mi staiu rrovesciannu!

      Giovanni_V, sopra, ha usato l’aggettivo giusto: “tascia”.
      Con le sue migliaia di cartelloni e tabelloni pubblicitari Palermo appare essere una città semplicemente tascia; è la descrizione che, volenti o nolenti, le calza alla perfezione.
      E con i numeri descritti da renard è evidente che al Comune di Palermo non interessa liberare Palermo da questo pesante abito tascio col quale l’hanno voluta vestire.

      Troppu cuoinna rura la parola “tascia” usata da Giovanni_V.
      Mi sa che mi cambio il nickname da Palerma La Malata a Palerma La Tascia.

      Ah! Picciuotti, non Palermo La Malata ma Palerma La Malata.
      Paliemmu è ffimmina. Comu l’arancina!

    • matzio 7
      05 gen 2017 alle 19:51

      Apparentemente sembra che gli spazi pubblicitari aumentino con il nuovo piano. In realtà quello che noi vediamo oggi è al 90% abusivo. Quindi i dati del nuovo piano si riferiscono alla cartellonistica autorizzata.
      Questo significa (e si spera)che ci siano anche strumenti repressivi dell’abusivismo.

  • fabio77 716
    29 dic 2016 alle 9:39

    Articolo schietto e sincero, com’è nell’inconfondibile stile del nostro amico “Palermo La malata”. Non vorrei sbagliarmi ma io credo che, a naso, almeno l’ottanta per cento dei cartelli che deturpano Palermo sia completamente abusivo e vada immediatamente rimosso.
    Il punto è sempre lo stesso: perchè il Comune non agisce?
    A forza di vedere ogni giorno queste schifoserie, stiamo perdendo il senso della bellezza. Ben venga questo articolo, da me particolarmente gradito, che come un salutare schiaffone serve a ridestarci dal torpore della coscienza civica in cui l’assuefazione a questo stato di cose rischia di farci cadere..

  • Benedetto Bruno 184
    29 dic 2016 alle 23:55

    Era ora che qualcuno accendesse i riflettori su questo problema.
    Come in una cartolina eccessivamente colorata e sgargiante, migliaia di volgarissimi cartelloni pubblicitari fanno da cornice a quintali di munizza sparsa qua e là e a cassettoni RAP traboccanti.
    Quando si tratta di record negativi Palermo è sempre ai primi posti delle classifiche:
    - città con il più alto inquinamento acustico d’Italia
    - città più trafficata d’Italia e fra le prime al mondo
    - città Italiana con bassa qualità di vita
    - città con alto tasso di disoccupazione
    - città di 750.000 abitanti ma con una rete di trasporto pubblico adeguato ad una città di 250.000 abitanti
    E dopo aver guardato i video elencati sopra possiamo anche aggiungere una delle città Europee più inquinate visivamente.

  • omega 126
    31 dic 2016 alle 17:15

    Tralasciando, perché fuoritema, la voce inquietante dell’ex sfincionaro palermitano Pino La Torre, registrata su un nastro senza fine e trasmessa a tutte l’ore da tutti gli addetti ai lavori di pruvulazzu a volumi così alti da “bucare” vetricamera di ogni spessore e tipologia, e ricordando il vecchio film di G. Cooper “La fonte meravigliosa” in cui un architetto fece saltare di notte con la dinamite una bruttura architettonica tipo Pizzo Sella, vorrei rispondere all’articolo provocatorio rilanciando: 1. Perché non fare un uso intelligente del potenziale distuttivo di questa sera-notte? 2. Perché a quella botanica non si affianca una guerrilla cartellonaria munita di potenti flex a batteria?


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