14 dic 2016

Primi autobus AMAT in TEMPO REALE su un’app: un’altra sperimentazione, diventerà realtà?


L’azienda AMAT da circa un anno e mezzo è in contatto costante con MOOVIT, azienda che gestisce e sviluppa app e software per una migliore fruizione dei trasporti pubblici nel mondo, al fine di avviare la sperimentazione che oggi viene ufficialmente presentata.

Di cosa si tratta? Di REAL TIME, o tempo reale.

In buona sostanza le richieste (e le preghiere) di tanti cittadini che per decenni hanno auspicato un servizio di info-mobilità, cominciano a ricevere le prime risposte. Attraverso l’app MOOVIT infatti, da oggi sarà possibile controllare in ogni momento sullo schermo del proprio smartphone, tablet o pc, la posizione esatta di una precisa vettura AMAT lungo il suo spostamento nel tracciato cittadino. Più precisamente verrà restituita su una mappa la posizione in tempo reale di una particolare linea di trasporto pubblico.

Un esempio è la città di Merano: clicca qui.

Inutile sottolineare l’importanza di tale servizio, che in altre città è già presente da diversi anni a completo carico dell’amministrazione locale. In questo modo, qualsiasi utente che intende usufruire del mezzo pubblico potrà verificare la vicinanza dell’autobus rispetto alla propria posizione corrente e calcolare quando recarsi alla fermata più vicina, senza dover attendere svariate decine di minuti sotto la pensilina.

Come funziona?

Attraverso dei rilevatori GPS installati sulle vetture dell’AMAT verrà costantemente inviata la posizione esatta del mezzo ad un server che poi lo visualizzerà su mappa attraverso l’app Moovit.

E’ una sperimentazione

Così come per il biglietto elettronico, anche questa operazione non è purtroppo definitiva, al momento. L’AMAT si è affidata ad un’azienda esterna per la creazione e gestione di questo servizio che da oggi verrà in qualche modo testata dagli utenti e dall’azienda stessa. Terminata questa fase, l’azienda di via Roccazzo dovrebbe indicare a MOOVIT le proprie intenzioni sull’estensione del servizio e definire, immaginiamo, una collaborazione più concreta e definitiva.

Dicevamo che in altre città, la maggior parte di aziende di trasporto pubblico, hanno sviluppato e gestito tale funzionalità con risorse proprie e internalizzando dunque ogni aspetto del servizio. Probabilmente la deficitaria situazione dell’AMAT, soprattutto dal punto di vista finanziario, comporta questa costante ricerca di partner a cui affidarsi per migliorare e erogare nuovi servizi per i propri utenti.

Al contrario del biglietto elettronico, speriamo che questa collaborazione non muoia dopo pochi mesi e che venga dato seguito a questo percorso che può rivoluzionare il modo di fruire i mezzi pubblici in città. Staremo a vedere.

Quali autobus verranno tracciati in tempo reale?

Al momento questo servizio  sarà sperimentato sull’intero parco vetture AMAT ma le linee visualizzate sull’app saranno le principali, comprese quelle di tram.

Il servizio, lanciato in questi giorni in via sperimentale, è già attivo sulle linee 101, 102 e 109, le Navette gratuite Centro Storico ed Express

 

Dove posso scaricare l’app?

L’app MOOVIT è disponibile per i seguenti dispositivi:

- ANDROID

- IoS (Apple)

 

Che fine fanno i dati rilevati sulle vetture?

In quanto azienda privata, i dati rilevati da MOOVIT rimarranno riservati ad essa. Un peccato se pensiamo che altrove, le pubbliche amministrazioni pubblicano gratuitamente e liberamente i dati, offrendoli a chiunque voglia sviluppare altre app e altre funzionalità a partire da quelle stesse informazioni. Una panacea per gli utenti finali che vedrebbero incrementati i servizi da altre aziende o cittadini, senza aggravi economici per la pubblica amministrazione.

Vedremo cosa accadrà intanto con la sperimentazione.

 

E il Pon Metro?

Il sindaco Orlando, nella nostra recente intervista, ci aveva annunciato che diversi servizi di info-mobilità, tra cui il REAL TIME degli autobus, sarebbero stati oggetto di appositi progetti e finanziamenti attraverso i fondi del PON-METRO. Parliamo di milioni di euro a disposizione dell’amministrazione comunale.

A questo punto non capiamo se questa sperimentazione si stia muovendo comunque verso la direzione delineata dal sindaco oppure è un’attività estemporanea totalmente slegata dai prossimi finanziamenti.

Infatti, attraverso i fondi PON METRO si dovrebbe pianificare e realizzare tutta l’infrastruttura hardware e software per consentire all’AMAT di gestire il proprio sistema di tracciamento in tempo reale. Dunque, in quel caso, che fine farebbe MOOVIT ? Verrebbe accantonata tale collaborazione? O forse c’è la possibilità che nonostante i fondi pubblici, una parte del servizio rimanga a carico di MOOVIT?

Anche qui, vedremo.

Intanto proviamo tutti insieme questa nuova funzionalità e contribuiamo a migliorare la nostra esperienza di utenti fruitori del trasporto pubblico.

 


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29 commenti per “Primi autobus AMAT in TEMPO REALE su un’app: un’altra sperimentazione, diventerà realtà?
  • Fulippo1 1336
    14 dic 2016 alle 12:48

    Sperimetazioni su sperimentazioni,che alla fine per un motivo o per un altro vengono accantonate. Le conferenze stampa in pompa magna che le facciano quando il servizio entrera(se mai lo farà) realmente in funzione.

    P.s. L’app Moovit é disponibile anche per dispositivi Windows10

    • Saro Panormo 56
      14 dic 2016 alle 13:13

      Purtroppo come spesso accade a chi come noi possiede uno smartphone con sistema operativo windows, restiamo tagliati fuori, ma tanto come dici tu fulippo1, restano solo gli annunci in pompa magna senza risvolti pratici nella realtà di tutti i giorni!!

      • Fulippo1 1336
        14 dic 2016 alle 13:36

        In questo caso solo in parte. Perché l’app é presente e funziona. La utilizzo. Ancora non ho capito però se la funzione tempo reale é attiva anche lì.

  • renard 223
    14 dic 2016 alle 13:32

    In un articolo on line ho letto che le linee interessate saranno 101, 102, 109 e le due navette gratuite del centro storico. Non si parlava del tram. Inoltre il tracciamento secondo l’articolo avviene mediante degli speciali smartphone dati in dotazione agli autisti.

    • marcus 163
      15 dic 2016 alle 16:40

      Il Tram è già monitorato sui pannelli presenti alle fermate e non tramite GPS; sarebbe stata una inutile duplicazione.

  • Jolas Rem 8
    14 dic 2016 alle 13:43

    Mi chiedo tre cose:
    1) In base a cosa si deciderà se la sperimentazione avrà avuto successo? C’è la possibilità di contribuire a un feedback o il parametro è “proviamo e vediamo quanto ci costa”?
    2) A che serve monitorare il 101 che passa ogni 3 minuti? Non era meglio scegliere magari un tram oltre a 2 linee di autobus?
    3) Ma è davvero una spesa impossibile dotare tutte le vetture di rilevamento gps? Siamo sicuri che lo smartphone speciale che hanno pensato costi di meno e sia più pratico?
    Domande che resteranno senza risposta mentre AMAT galleggia a pelo d’acqua sperando di non annegare nei debiti…

    • gnazzino70 85
      14 dic 2016 alle 19:44

      101 ogni te minuti? ma dove, ma quando mai, spesso ne passano 2 di fila e poi ti tocca spettare 15 minuti per il prossimo

      • friz 721
        15 dic 2016 alle 16:13

        ….purtroppo quello che dici è vero….. e la cosa “bella” è che la linea 101 è di certo la migliore che c’è a Palermo…. delle altre è meglio evitare di parlarne….

    • marcus 163
      15 dic 2016 alle 16:56

      ?!?

      Il Tram è già monitorato sui pannelli presenti alle fermate e non tramite GPS; sarebbe stata una inutile duplicazione

      “Siamo sicuri che lo smartphone speciale che hanno pensato costi di meno e sia più pratico?”
      Ma quale Smartphone speciale ?!? Sono io che mi sono perso qualcosa ?!?

  • r302 183
    14 dic 2016 alle 15:33

    A che serve monitorare il 101? Chiunque l’abbia preso potrà rispondere: quando passa una vettura piena zeppa, quanto è utile sapere se la prossima passerà dopo un minuto (e quindi sarà semivuota) o dopo mezz’ora (e quindi conviene farsi sardina in quella che intanto c’è)? Riguardo la strumentazione utilizzata è indubitabile che l’installazione sui bus sia molto più efficiente, ma è decisamente meglio un sistema che in qualche modo funziona, piuttosto che nessun sistema. Sto verificando il servizio: sulla 101 sembra efficace, sulle altre linee purtroppo solo alcune vetture sono monitorate, finchè non sarà esteso a tutte le vetture di una certa linea, il servizio sarà poco utile.

  • Fabio Nicolosi 48174
    14 dic 2016 alle 15:41

    Probabilmente stanno sperimentando adesso per poi farlo diventare effettivo e attivo per l’intera rete Amat con l’arrivo dei fondi PON Metro, insomma si stanno portando avanti in modo da avere un sistema già collaudato quando arriveranno i fondi per garantire anche una remunerazione economica, visto che sicuramente il sistema avrà un costo

  • r302 183
    14 dic 2016 alle 15:52

    Mi auguro che i cittadini, almeno quelli con la C maiuscola, si rendano conto dell’importanza di questo servizio e si astengano da critiche improduttive, sostenendone invece l’utilità. Mettiamo un punto fermo: una città NON ESISTE senza un sistema di trasporti pubblici. Parigi, Londra, New York, non sarebbero ciò che sono ora, senza le loro metropolitane. Quando, come purtroppo avviene oggi da noi, non esiste la possibilità di spostarsi (non nascondiamoci dietro un dito, a Palermo è impossibile spostarsi, se non ricorrendo all’illegalità o ai motorini, con relativo abbonamento al pronto soccorso) non possiamo parlare di città, ma di un’accozzaglia di edifici, nel migliore dei casi di un paesone più grande degli altri. Ora non sarà Moovit a far funzionare i mezzi pubblici, a spostare le auto in doppia fila che bloccano i bus, ad evitare le manifestazioni. Ma avere la possibilità di conoscere l’EFFETTIVO tempo di attesa di un bus può fare per tantissimi potenziali utenti la differenza, rispetto alla totale incertezza ed all’effetto “diligenza del Far west” che hanno imperato fino ad oggi. Nell’eventualità che qualche autista si scocci perchè si sente controllato, si renda conto che i tempi sono cambiati ed il posto non è più garantito, specialmente se si dovesse arrivare alla conclusione che il trasporto pubblico è diventato insostenibile per la sua completa inutilizzabilità.

  • friz 721
    14 dic 2016 alle 15:58

    …..è sempre meglio di niente, ma a mio avviso sarebbe molto meglio mettere qualcosa di simile a quello che c’è da molti anni a Milano…. in altre parole una semplice tabella elettronica che in ogni fermata ti dice esattamente quanti minuti devi aspettare l’autobus che ti interessa….e a Milano molto raramente si aspetta per più di 6 minuti un autobus (e questo accade anche nelle periferie più lontane)…..
    Con questo sistema che dovrebbe essere usato a Palermo, una persona anziana, e probabilmente anche un turista, non saprebbero bene cosa fare…. il turista perchè magari è abituato a quelle città in cui nelle fermate ci sono gli orari precisi dei passaggi (orari rispettati all’estero) e quindi ovviamente si sentirebbe un pò disorientato… l’anziano perchè magari, certe volte, non sa usare lo smartphone…. ribadisco…. molto meglio imitare Milano….
    Ad ogni modo, dato che il sistema che esiste a Milano, oltre ad essere efficiente, è anche gratuito, non vedo perchè mai a Palermo si dovrebbe pagare….

    • r302 183
      14 dic 2016 alle 16:32

      Cosa si paga a Palermo? Moovit è gratuito. I sistemi di controllo tramite smartphone sono diffusi da anni in tutto il mondo civile, quindi non c’è pericolo che il turista si confonda, anzi al contrario, si confonde oggi a non avere nessuna informazione. Riguardo anziani ed altri utenti, al giorno d’oggi quasi tutti hanno Facebook e sanno usare computer ed altro, come dimostra il successo di certi partiti politici che si basano sulle bufale diffuse via web, quindi si smuovano il sangue e si ingegnino ad utilizzare lo smartphone per altri scopi. In realtà le paline elettroniche sono il passato, sono costose da installare e mantenere, e non si può ragionevolmente sostenere che diffondere le informazioni via web non sia un sistema più economico per l’Amat.

      • friz 721
        14 dic 2016 alle 18:35

        …..mi era sembrato di capire che in futuro questo Moovit sarebbe potuto diventare a pagamento….ma se come dici sei sicuro al 100% che anche in futuro non costerà nulla alla collettività allora sono d’accordo con te quando sostieni che sia una buona cosa….. ad ogni modo rimango dell’idea che un turista si troverebbe molto (molto) meglio se a Palermo fosse sviluppato un sistema come quello milanese con pannelli elettronici alle fermate dell’autobus….magari come dici te sarà il passato, ma lo trovo più comodo e per tanti motivi migliore dell’alternativa…. alternativa che, in ogni caso, in quanto gratuita, è comunque utile….
        P.S …..e poi fai anche riferimento ai 5 stelle che diffondono bufale tramite internet…. mentre altri (Orlando) preferisce diffondere bufale tramite stampa o televisione…. sinceramente rimango neutrale… non so quale sia il mezzo migliore per diffondere bufale….

        • r302 183
          14 dic 2016 alle 22:13

          Riguardo alle tabelle elettroniche voglio precisare che ad oggi esistono praticamente in tutte le città del mondo, e devo riconoscere che da nessuna parte finora per quanto mi risulta viene utilizzato un sistema che preveda il solo canale web per la diffusione delle informazioni. Sono tuttora in opera perchè in molte circostanze sono effettivamente più comode rispetto la consultazione dello smartphone. In altri casi invece è più pratico lo smartphone: ad esempio se uno è ancora a casa propria o in un negozio a fare shopping e vuole sapere se deve affrettarsi ad arrivare alla fermata oppure se manca ancora mezz’ora e può fare qualcos’altro nel frattempo. Credo che se un’azienda abbia gravi problemi economici e non possa permettersi la spesa delle paline, con una piccola spesa può attrezzare gli autobus, mettere on line un sito con la sua app e fornire comunque un servizio di estrema utilità che, attirando molti nuovi utenti, praticamente si ripaga da se’. Per chiudere hai ragionissima riguardo i partiti e le bufale, che volano da tutte le parti senza nessuna distinzione riguardo ai mezzi con cui vengono diffuse.

  • fabio77 674
    14 dic 2016 alle 19:23

    Non ci resta che sperare che questa volta la cara e vecchia Amat faccia sul serio e ci conduca finalmente per mano nel mondo della civiltà.

  • peppe2994 2747
    14 dic 2016 alle 21:31

    Leggetelo tutto:

    La cosa assolutamente naturale da fare sarebbe stata quella di dotare i bus di localizzatore. Ci sono decine e decine di aziende private italiane che offrono servizi di geolocalizzazione flotte con tanto di app, open data e servizi ad hoc per il cliente.
    L’aggravante è che il costo di un servizio così affidato ad un’azienda privata, ovviamente su appalto, sarebbe stato drasticamente basso. Parliamo per un servizio top level, di non più di € 20 a vettura, ovvero massimo 50.000 euro annui, più eventualmente un software proprietario ad hoc, che è economico, oltre ad essere un costo una tantum.

    Non esiste alcuna giustificazione per l’assenza del telecontrollo.

    La sperimentazione in corso è quanto di più sbagliato si potesse concepire.
    Le menti contorte hanno partorito l’idea di dare i gps ai conducenti, senza regolamentare le responsabilità in caso di smarrimento e soprattutto consegnando in mano ad un’azienda esterna dati personali sugli spostamenti.
    Ovviamente come la legge impone, manca l’accordo con i sindacati, quindi tutto alla cavolo e nell’illegalità.
    In molti si sono rifiutati di prenderli.

    Al solito, non c’è nessuna notizia, solo tanto pressapochismo.

    • Orazio 681
      14 dic 2016 alle 21:32

      Il tele controllo era partito anni addietro, poi non si capisce che fine abbia fatto. Governava Cammaratto.

    • r302 183
      14 dic 2016 alle 22:21

      E’ vero che utilizzare gli smartphone da affidare agli autisti è un’idea bislacca, ma il servizio è comunque troppo utile. Onestamente non mi sento di dar contro a quei dipendenti che rifiutano di prendere in consegna tale dispositivo, mentre confermo di considerare antistorici e controproducenti quelli che dovessero lamentarsi di un sistema di telecontrollo installato sui bus. Il guaio è che proprio quest’estensione a macchia di leopardo del sistema appena entrato in funzione, un’autista ha lo smartphone e due no, riduce drasticamente l’efficacia del tutto.

  • Orazio 681
    14 dic 2016 alle 21:31

    Gli stessi che si scagliavano contro i dipendenti dell’AMAT per la qualità del sito internet adesso rosicano e ululano :) che ben altre sono le linee da monitorare. Stile grillino, nemici di tutto, a costo di avvitarsi in una spirale auto-strangolante.

    Mi è piaciuto, e molto, il post di r302 che condivido in toto. Vuol dire in tutto. E’ latino.

  • mediomen 1135
    14 dic 2016 alle 23:40

    Leggo “Mi auguro che i cittadini, almeno quelli con la C maiuscola, si rendano conto dell’importanza di questo servizio e si astengano da critiche” cioè non devo criticare ciò che è lapalissiano inaccettabile, meglio poco di niente che niente se no divento “grillino” le cose bisogna vederle sempre nella pratica mai solo nella teoria.
    L’applicazione ed il sistema è molto utile è direi necessario per una città come Palermo ma analizziamo all’atto pratico cosa abbiamo.
    Ci vengono proposte cinque linee, ma no è vero per due motivi, primo non tutte le corse di ciascuna linea sono tracciabili in quanto non tutti i bus sono dotati del geo localizzatore, secondo delle cinque linee la express praticamente non è utilizzata quasi da nessuno, le altre sono di già molto frequenti, ma il fatto che non tutti i mezzi non sono tracciabili non ha molta utilità.
    L’utilizzo di uno smartphone in dotazione all’autista mi sembra una scelta demoniaca, chiunque può spegnerlo in qualsiasi momento togliendo il servizio a tutti.
    Molte aziende private, anche non di autobus utilizza controllare la propria flotta anche all’insaputa degli autisti e i sindacati non dicono niente.
    Rimangono le incognite dell’ampliamento della rete che dovrebbe avvenire in modo esponenziale nei prossimi giorni, spero che non sia stato solo uno spot quello di oggi e che rimanga nel dimenticatoio come sempre accade, il sovrappasso Uscibeni dopo un anno non sono stati messi ancora in funzione!
    Attenzione c’è sempre qualcuno che bara.

      • mediomen 1135
        15 dic 2016 alle 14:38

        Se i dispositivi non si possono spegnere, non riesco a capire per quale mistero non si possono installare nella autovettura. Allora si controlla la persona o il mezzo?

        • peppe2994 2747
          15 dic 2016 alle 14:54

          Perché non sono collegabili alla rete elettrica del bus. Vanno ricaricati.

          Vi faccio comunque notare che la maggior parte dei bus sono già dotati di gps. Nell’arco degli anni si sono susseguite un sacco di sperimentazioni non annunciate finite nel nulla.

          Se ci fate caso, ci sono ancora tanti bus con l’audio a bordo e l’indicazione della prossima fermate. Questo risale alla prima sperimentazione sul telecontrollo che funziona ancora…

          Il modo di operare di AMAT è veramente misterioso.
          Ed in tutto questo, non dimentichiamoci dei tram, il cui telecontrollo esiste già, basta solo un attimo e qualche decina di migliaia di euro per realizzare l’app, eppure non se ne fa nulla.

          Atteggiamenti inspiegabili, o meglio perfettamente comprensibili e riassumibili con la parola incompetenza.

    • r302 183
      15 dic 2016 alle 9:44

      Avevo scritto “si astengano da critiche IMPRODUTTIVE”. Resto in attesa di conoscere come mai, togliendo questa parola, ha modificato il senso della mia affermazione per poi trarne delle conclusioni immotivate.


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