17 apr 2015

LA PROPOSTA | Migliorare il turismo a Palermo


Circa due anni fa avevo scritto per voi questo articolo in cui lamentavo l’impossibilità per un turista di visitare tutti i monumenti di Palermo. Avevamo infatti trovato varie chiese e palazzi chiusi. A distanza di due anni l’esperienza si è purtroppo ripetuta… la “vittima” è stata questa volta mia sorella, la quale si è recata a Palermo la prima domenica di Marzo. Vi riporto la sua testimonianza:

 

“Pomeriggio Catacombe chiuse, museo Diocesano chiuso, parco Orleans chiuso, palazzo dei Normanni chiuso, la Cattedrale apre alle 16:00, prima di allora nessuna sorveglianza nella parte anteriore del duomo, gente che va lì a fare passeggiare i cani, feci di cani e cartacce nell’atrio davanti al duomo, alcuni bambini salgono sul ponteggio incustodito con il rischio di precipitare finalmente alle 16:00 apre ma la domenica pomeriggio la cripta e’ chiusa, così decidiamo di andare al duomo di Monreale (parcheggio chiuso o non si capiva come accedere), duomo aperto con luci spente, illuminato solo l’ altare, impossibile ammirare in pienezza la bellezza dei mosaici.”

In tutta sincerità trovo assurdo che nei weekend (giorni in cui dovrebbe esserci il picco di turisti), in una città bella come Palermo, piena di monumenti meravigliosi, si decida di tenerne chiusi la metà.
Non capisco davvero come si faccia a non puntare tutte le risorse disponibili verso il turismo, unica vera fonte di ricchezza in un momento di crisi come questo.

Ma ancora una volta, dato che non voglio solamente criticare, prendendo anche spunto dall’articolo scritto per voi dall’arch. Michelangelo Pavia, voglio fare delle proposte per incentivare il turismo in città.

L’idea di base è quella di permettere al turista di visitare la città con grande facilità.
La città viene interamente scandita da percorsi tematici che tendono a “schematizzarne” la storia e quindi i suoi monumenti e le sue aree naturali:
Il turista potrà scegliere tra vari tipi di percorsi, storici, naturali o gastronomici. Ovviamente tutti e 3 devono tendere ad esaltare e rendere chiara e palpabile la cultura/storia della città, attraverso le sue strade antiche, i suoi odori, la sua cucina e i suoi rumori. Il turista deve sentirsi immerso in qualcosa di nuovo, emozionante ed allo stesso tempo semplice e sicuro; deve sentirsi accompagnato e non smarrito, e sopratutto deve poterlo fare senza bisogno di alcun aiuto.

Si potrebbero quindi installare dei cartelli in legno o ferro battuto che scandiscano i vari percorsi lungo la città.
All’interno di ogni monumento:
• si installerebbero ulteriori cartelli che ne spieghino la storia (un po’ come fatto alla villa del Casale di Piazza Armerina, in cui il turista può da solo capire l’essenza di quella meravigliosa villa)
• Si apporrebbe all’entrata una precisa indicazione circa i giorni e gli orari di apertura.
• Si fornirebbe una mappa di tutti gli altri monumenti visitabili in città.
Si dovrebbe perè creare un biglietto unico per tutti i monumenti della città.
Qui però nasce un grosso problema: la gestione dei monumenti palermitani è divisa tra i diversi proprietari, ad esempio la Curia Vescovile, il Comune, la Regione, la Fondazione Federico II etc… Questo porta ad una gestione frammentata e disordinata (causando esperienze come quella sopracitata).
Nel mio precedente articolo, tra i commenti, trovate la risposta che mi fu data ai tempi dall’Assessorato, in cui si evince proprio questo problema.

Per convincere quindi i proprietari a cederne la gestione ad un unico ente (possibilmente l’Assessorato), creare un biglietto unico i cui proventi vengano poi suddivisi tra i vari proprietari e avere degli orari di apertura comuni e ben definiti, si dovrebbe dargli in cambio qualcosa… ed è qui che entrerebbero in gioco i lavoratori in eccesso della Pubblica Amministrazione (ad es. Gesip, forestali etc…).
Questi, anziché essere visti come un peso per la città e per la Regione, potrebbero essere utilizzati come un investimento nel turismo (a costo zero dato che sono già stipendiati), ossia come custodi “gratuiti” dei monumenti.
In questo modo tutti i monumenti della città potrebbero stare aperti tutti i giorni ad un costo praticamente nullo.

Credo che con una organizzazione simile il turismo potrebbe certamente fare dei grossi passi in avanti. Pensate che Firenze conta circa 6mln di turisti annui contro il milione palermitano….


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4 commenti per “LA PROPOSTA | Migliorare il turismo a Palermo
  • Benedetto Bruno 190
    17 apr 2015 alle 10:08

    Scena vista in Corso Calatafimi-bassa, ieri.
    Tre turisti di aspetto nord Europeo e di mezza età sono fermi ad un fermata bus, diretti, presumo, a Monreale.
    Nella corsia opposta sta arrivando un autobus diretto a Piazza Indipendenza. I tre turisti agitano le proprie mani per richiamare l’attenzione dell’autista di questo autobus, forse per chiedere informazioni. (Presumo i 3 aspettavano da un’eternità e forse volevano capire di più). L’autista li ha totalmente ignorati, ma probabilmente si sarebbe fermato per salutare e scambiare due parole con un conoscente se questo fosse stato al posto dei tre turisti.

    Altra scena vista in Piazza Indipendenza una settimana fa quando ho dovuto usare l’autobus.
    Alla fermata, arriva un bus ed una signora Giapponese sul marciapiede si avvicina alla porta anteriore per chiedere informazioni , col suo Italiano molto elementare, all’autista. Questo non dimostra la minima intenzione di fare lo sforzo di capire cosa vuole dire la Signora. Le concede 4-5 secondi del suo tempo e poi le chiude le porte in faccia. Sayooonaaara!

  • friz 1089
    17 apr 2015 alle 11:20

    Ciao Matteo Ognibene…per assurdo mi hai dato una buona notizia…non pensavo che rispetto a Firenze avessimo un sesto dei turisti…ad occhio e croce avrei detto molto di meno… avrei detto un ventesimo…forse un trentesimo…ad ogni modo, per evitare di scoraggiarmi, preferisco non sapere di quanto siamo inferiori, in termini turistici, a Roma, Parigi…o a Londra…
    E la cosa fa incavolare perchè noi contrariamente a Firenze, Parigi e Roma, non dovremmo vivere solo del turismo che cerca la cultura e i suoi monumenti (cose che abbiamo), ma in teoria potremmo anche sfruttare il turismo che cerca il mare e la natura… In teoria Palermo potrebbe essere allo stesso tempo sia una città d’arte, sia la riviera romagnola…
    Quante città al loro interno hanno una Mondello, la riserva di Capo Gallo, il parco della favorita e la costa di via Messina Marine?
    Mondello è mal sfruttata….del Parco della Favorita e di Via Messina Marine non vale la pena neanche parlarne…e finchè sono combinate in questo modo è bene nasconderle ai turisti…
    Restaurare i monumenti dovrebbe essere la priorità… e allo stesso tempo, come giustamente dici tu, rendere visibili anche nei fine settimana e in certi casi anche la notte, i monumenti meglio tenuti e più rappresentativi…
    Mi pongo ancora una domanda: come mai la seconda biennale palermitana aveva orari di chiusura così limitati? Non sarebbe stato meglio, per renderla realmente INTERNAZIONALE, prevedere come orari di chiusura le 10 o le 11 di notte?
    Palermo a mio avviso deve capire se vuole essere una città di provincia come tante, o se invece vuole essere una GRANDE città europea… ovviamente europea nel senso buono del termine…

  • friz 1089
    17 apr 2015 alle 11:35

    Ciao Benedetto Bruno…con il tuo racconto spieghi in poche parole perchè mai una città con le potenzialità enormi come Palermo sia tanto sottosviluppata da un punto di vista turistico…
    A mio avviso ci dovrebbero essere dei controlli di ispettori in borghese per valutare la cordialità e la gentilezza degli autisti… e questo non certamente per fargli perdere il lavoro, ma magari per premiare con dei regali monetari gli autisti più disponibili nei confronti dei cittadini e dei turisti… infatti gli autisti, senza rendersene conto, fanno la migliore (o la peggiore) pubblicità possibile a questa città…
    Oltretutto mi auguro che, dato che gli autisti forniscono un servizio di informazione nei confronti dei turisti, sarebbe bene che in futuro vengano assunti autisti che quantomeno conoscano l’inglese…o magari lo spagnolo… o il francese… …in poche parole che conoscano almeno una lingua straniera…


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