09 mar 2015

Ferrovie, come abbassare i tempi di percorrenza fra la Sicilia e Roma


Tiene ancora banco la questione traghettamento ferroviario sullo Stretto di Messina, con all’orizzonte sempre più incertezze e dubbi, rispetto ai soliti proclami. Lo scorso 4 Marzo era stata indetta un’apposita seduta presso la Commissione Ambiente e Territorio all’Ar, con all’ordine del giorno la “Continuità Territoriale” per i treni a lunga percorrenza.

Una seduta che si è trasformata in uno sfogatoio, fra grandi assenti (Rfi e Bluferries) e la mancanza della cravatta del sindaco di Messina R. Accorinti. Probabilmente s i è badato più alla forma che alla sostanza, ma a parte la preparazione di qualche sindacalista (ferroviere) e del Comitato Pendolari, si assisteva quasi una gara a chi la sparava meglio.

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Essendoci stata negata la possibilità di intervenire all’interno della seduta, diamo allora una rinfrescata ai nostri cari amministratori. Riportiamo pertanto la proposta dei nostri amici del portale Ferrovie Siciliane circa la riduzione dei tempi di percorrenza dei treni fra la Sicilia e il Continente. Basta davvero poco a migliorare il servizio senza ingenti investimenti, perché la questione attraversamento dello Stretto è solo un pezzo dell’intero percorso dei treni.

 

 

Dopo i proclami per la rimodulazione dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, prevista a giugno 2015 con l’entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, abbiamo cercato di dissociarci dai contesti politici e ci siamo concentrati a seguire le diverse ipotesi di “miglioramento ferroviario” che noi siciliani dovremmo “apprezzare” tra non molte settimane. Attraverso i media, tv e carta stampata, sono state diverse le proposte che abbiamo visto, tutte concentrate al solo attraversamento dello Stretto di Messina, dimenticando (volutamente?) che il problema Stretto è solo un pezzo del percorso effettuato dai treni siciliani. Ferrovie Siciliane propone una soluzione fattibile fin da oggi.

L’attuale offerta ferroviaria diurna di Trenitalia, tra la Sicilia e Roma, prevede due coppie di treni InterCity con due “antenne” provenienti da Palermo e Siracusa che si uniscono a Messina; manovrate singolarmente per l’imbarco sulla nave traghetto, per un totale di due manovre a treno, da Villa San Giovanni a Roma le due sezioni viaggiano unite. Procedura inversa per i treni provenienti da Roma e destinati alle due città dell’isola.

Le composizioni degli InterCity siciliani sono formate da tre carrozze di 2ª classe e una di 1ª classe sia da Palermo sia da Siracusa, e la loro velocità massima è impostata a 130 km/h per l’impiego delle datate locomotive del gruppo E656. Nel continente la velocità aumenta grazie alle moderne e potenti locomotive dei gruppi E402 o E403, capaci di viaggiare a 200 km/h, ma che a sua volta sono limitate dalle carrozze che possono viaggiare fino a 160 km/h.

Basandoci su questa premessa e sulle capacità dell’attuale infrastruttura ferroviaria, sia Siciliana sia nazionale, abbiamo elaborato un progetto che permetterebbe ai treni diurni siciliani di ottenere tempi di percorrenza tra Palermo a Roma nettamente inferiori, senza alcun aggravio per le casse dello Stato, senza alcun trasbordo, e cosa importante, attuabile in pochissimi giorni e a costo zero. Un analogo servizio andrebbe effettuato anche da Siracusa.

Iniziamo dalla classificazione del treno che da InterCity diventerebbe Frecciabianca, una novità assoluta per il mercato delle Frecce di Trenitalia che potrebbe espandere l’offerta nazionale fino in Sicilia: con un piccolo aumento del costo del biglietto, dovuta alla diversa classificazione del treno, si avrebbero servizi con standard superiori, e vantaggi nei tempi di viaggio.

Questa proposta comporterebbe la sostituzione dell’attuale convoglio con più moderne e veloci carrozze tipo GC e UIC-Z1 (IC 901), dotate di poltrone reclinabili, tavolino, wifi, prese elettriche, fasciatoio e altri confort, che andrebbero in “composizione bloccata” ad una locomotiva E402b politensione (101 – 180).

Il convoglio, composto da una carrozza “pilota” di 2ª classe, due carrozze di 2ª classe, una di 1ª classe, e locomotiva E402b, offrirebbe una capacità di 250 posti (54 posti di 1ª classe, 198 di 2ª classe): per la circolabilità della locomotiva E402b in Sicilia basterebbe una deroga del gestore dell’infrastruttura ferroviaria RFI/CESIFER, cosi come avvenuto per i moderni treni Minuetto (ALe501/502).

A questo treno andrebbe affiancato un convoglio, tipo Regionale Veloce, che da Siracusa trasporterebbe i viaggiatori fino a Messina. Attestando il treno su un binario attiguo, garantirebbe un facile trasbordo di passeggeri e bagagli in un tempo ridottissimo.

Si viaggerebbe cosi da Palermo a Roma senza la “rottura di carico” prevista a Messina. Questo sarebbe possibile fornendo la locomotiva titolare E402b di un accoppiatore tipo Scharfenberg, stessa cosa sulla locomotiva da D145, cosi da manovrare il treno, in un’unica soluzione, fin dentro la nave traghetto e eliminando l’intervento del personale di terra, abbattendo i tempi d’imbarco e traghettamento dagli attuali 115 a 55 minuti (arrivo a Messina Centrale/partenza da Villa San Giovanni).

La composizione, che avrebbe una lunghezza totale di 125 metri, andrebbe trasportata in uno dei binari centrale delle navi traghetto Messina,Villa e Scilla, capaci di accogliere rotabili per una lunghezza massima tra 131 e 133 metri.

Una volta arrivato a Villa San Giovanni, per ridurre ulteriormente i tempi di percorrenza, il treno dovrebbe effettuare le fermate di Paola, Lamezia Terme, Salerno e Napoli, percorrendo la linea tirrenica storica via Formia/Gaeta raggiungerebbe Roma in circa 6 ore.

E’ evidente come la nostra soluzione sia di facile attuazione e programmabile in brevissimo tempo, e a costo zero. Questo progetto permetterebbe ai siciliani, e non solo, di viaggiare tra Palermo a Roma in 9 ore e 25 minuti, navigazione inclusa, rispetto alle attuali 11 ore e 34 minuti, rendendo i treni molto competitivi e con servizi di bordo superiori agli attuali standard.

Giovanni Russo


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10 commenti per “Ferrovie, come abbassare i tempi di percorrenza fra la Sicilia e Roma
  • KINGDOM 20
    09 mar 2015 alle 11:51

    scusate la domanda fuori argomento, ma in piazza indipendenza stanno facendo lavori per il tram che vi risulti? Da qualche giorno è aperto un cantiere con gli operai SIS che lavorano e c’è anche un cartello appeso con la denominazione “sistema tram”

  • giuliano_93 23
    09 mar 2015 alle 12:49

    Ottimo articolo. Io i primi di giugno ho prenotato un viaggio a lunga percorrenza da Palermo a Milano andata e ritorno. Se questo treno verrà soppresso potrò dire di essere tra le ultime persone ad averlo preso. Si sa niente se c’è nell’aria di sopprimere l’intercity Palermo Centrale – Milano Centrale?? Spero di no perché per me è molto comodo. Anzi, spero che ridurranno i tempi di percorrenza da Giugno in poi.

  • mediomen 1142
    09 mar 2015 alle 13:39

    @KINGDOM si sono lavori per il tram, portano l’elettrificazione dalla centrale Cappuccini alla sottostazione di Via Amedeo d’Aosta per far circolare il tram

  • mediomen 1142
    09 mar 2015 alle 13:40

    Le ferrovie non sono competitive, devono aggiornarsi e specializzarsi sui trasferimenti metropolitani espandendosi verso l’hinterland delle città. Questo però disturba il trasporto su gomma, e la politica boicotta le ferrovie.

  • peppe2994 3097
    09 mar 2015 alle 14:17

    Non è che ci voglia molto a capire che è tutta una questione politica…
    La Sicilia non muove tanti passeggeri quanto nel resto d’Italia quindi per far crescere le ferrovie ci vuole l’impegno politico fermamente assente al momento.
    Vedi il contratto di servizio. Se ne parla sempre e non arriva mai.

  • tanzyn 34
    09 mar 2015 alle 19:37

    Trenitalia è un’azienda e deve competere sul mercato. Con i tanti voli low cost che ci sono adesso è normale che il trasporto ferroviario a lunga percorrenza dalla Sicilia non sia più appetibile. Bisognerebbe migliorare la qualità del servizio (comfort e tempi) per poterlo rilanciare, come proposto bene nell’articolo. Purtroppo non c’è la volontà di farlo.

  • joyce973 134
    09 mar 2015 alle 21:18

    è vero che trenitalia è un’azienda e deve fare profitti, ma quando si parla di servizi essenziali, non bisognerebbe mai ragionare troppo con la logica del mercato. Come dice Peppe, è fondamentale istituire il contratto di servizio ma contemporaneamente il servizio va migliorato e reso più appetibile. È un problema politico

  • francor 1
    09 mar 2015 alle 23:03

    La proposta di FerrSic e’ assolutamente meritoria: non basta criticare, e’ concretamente propositiva! Il treno deve essere una scelta possibile, poi a ciascuno la liberta’ di decidere. La mia proposta: poter avere un treno IC settimanale anche su Torino e Venezia, in modo da avere un unico treno sulle tre direttrici, collegandoci cosi’, da PA e SR, a tutte le piu’ importanti citta’ italiane. Lo stesso convoglio in AR potra’ assicurare i tre collegamenti ferroviari. La qualita’ del treno e dei servizi offerti deve essere quella prospettata nell’articolo di FerrSic, la dobbiamo pretendere! Rilancio anche proponendo una carrozza ristorante, nel senso magari di un servizio che propone il nostro ottimo street food e la nostra pasticceria, fiore allocchiello della nostra Sicilia: permettera’ di fare uno spuntino durante il viaggio a costi contenuti, magari offrendo anche a chi lo vorra’, di salire a bordo e gustare le nostre tante delizie.In questo momento niente AV, almeno impegniamoci per ottenere il miglioramento di un servizio ferroviario il piu’ decente possibile, e’ una questione di dignita’, e’ una questione di orgoglio! Invitiamo e sensibilizziamo il PresRep e del Senato, i giovani siciliani del M5S, anche con una raccolta di firme dei siciliani sparsi ovunque. Non puo’ essere solo una questione di utili. Desidero ricevere un commento. Grazie. Con tutto il cuore, FrancoPA.

  • tanzyn 34
    10 mar 2015 alle 11:13

    @ joyce973, in realtà non pensavo tanto al profitto ma proprio alla necessità di aumentare i passeggeri, cosa necessaria per mantenere le tratte a lunga percorrenza. Ovvio che poi la cosa diventa anche una questione di profitto ma quello lo si raggiunge investendo sul servizio per renderlo appetibile e aumentando i clienti. E non sono neanche sicuro che vorrei si spendessero soldi pubblici per garantire dei treni verso Milano che poi viaggiano per buona parte vuoti.
    Per il trasporto locale è diverso, va bene non pensare al profitto, infatti il contratto di servizio dovrebbe servire proprio per garantire l’azienda trenitalia da un possibile servizio in perdita.

  • palermoimprenditrice 84
    13 mar 2015 alle 17:51

    il frecciabianca non è altro che un intercity con livrea bianca e rossa, certo molto più confortevole, anche se non credo ci sia la wifi a bordo. poi l’eventuale aumento del prezzo non vedo perché debba esserci, prenotando in tempo riesco a comprare biglietti delle frecce più convenienti di intercity e regionali


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