23 lug 2014

Confessioni di un ciclista dell’ultima ora


p2_bicicleta_atardecer.jpg_369272544

Ebbene sì, lo ammetto. Pur essendo tra i fondatori di questo sito, mi sono sempre rifiutato di utilizzare la bici in città. Non mi si fraintenda, la supporto con convinzione come mezzo di trasporto alternativo, ma essendo legato “affettivamente” alla mia due-ruote, ho sempre avuto il terrore che potessero rubarmela.

Sono sempre stato un ciclista “estivo”, più da passeggiata in mezzo agli alberi che temerario urban-boy contro la giungla del traffico urbano. Da poco tempo ho cambiato idea…

Il traffico mi ha veramente rotto! Oltre che causarmi stress, consumava quotidianamente preziose ore della mia vita; ho deciso pertanto di sfidare le mie paure e provare ad usare la bicicletta anche in città.

Ok sì, qualche precauzione l’ho presa lo ammetto…tipo una catena spessa quanto il mio braccio e del peso di 4 kg. E’ una rottura, però finora ha funzionato! (sarà che ancora non hanno provato a rubarla).

Da quando sono passato alla bici la mia vita è nettamente cambiata.

1) La mattina mi alzo più di buon umore: il fatto stesso di sapere che non dovrò infilarmi nel traffico con la macchina mi fa stare più sereno.

2) I miei tempi di percorrenza sono diminuiti drasticamente! Non solo non mi tocca stare “impilato” tra le code ai semafori, potendomi districare, ma ho cronometrato i miei tempi e nonostante la bici sia nettamente più lenta di un’auto, arriva comunque molto prima. Senza contare il fatto che posso passare dove nessun altro mezzo può (ad esempio la zona a traffico limitato di via Maqueda).

3) Niente più stress per cercare parcheggio! Uno dei problemi più assillanti di usare l’auto a Palermo è infatti quello di dover spendere una buona quantità di tempo, in molti casi coincidente con la durata stessa del tragitto (se non di più) per dover trovare un buco dove mettere la maledetta scatolona di metallo. In centro poi non ne parliamo! Con la bici arrivo, in 15 secondi monto la catena e via… Sembra una banalità, ma la mia salute psichica ne sta giovando parecchio! Ed è scomparsa pure l’ansia dei maledetti parcheggiatori abusivi!

4) Risparmio! Eccome se risparmio! In un solo mese ho fatto un calcolo del carburante risparmiato per fare avanti e indietro casa-lavoro (altri spostamenti esclusi), e ho scoperto con sommo stupore di aver risparmiato ben 45 euro di benzina!

5) La salute ne guadagna! Non solo psichica, ma anche fisica! Il panzonello da trentenne è sparito (o quasi) insomma… Anche la respirazione migliora, e in generale mi sento decisamente meglio.

Di contro, ho sviluppato i “sensi del ciclista” e guardo il mondo che mi circonda con una prospettiva diversa…

1) Comincio a odiare le piste ciclabili di Palermo, progettate oscenamente, con quelle barriere che mi costringono a fare slalom, se non addirittura fermarmi quando pedalo.

2) Comincio a odiare tutti i panormosauri che occupano le piste ciclabili con bancarelle varie o auto parcheggiate (soprattutto di fronte agli scivoli), come se nemmeno esistessero.

3) Comincio a odiare le persone che mi guardano come se fossi un alieno: i clacson che ti suonano dietro infastiditi, la signora che attraversa fuori dalle strisce a ti urla pure “ora puru ri bicicriette ma scantari”, le auto che si infilano ovunque, incuranti della tua incolumità

4) Odio le strade di Palermo, con quelle maledette buche che ti fanno rischiare la sterilità ad ogni salto.

Odio tutte queste cose e mi arrabbio ancora di più se penso che questa città potrebbe essere un paradiso ciclabile, con le sue pendenze minime che non comportano alcuna fatica e con il suo clima perfetto, che consente l’uso della bicicletta durante qualsiasi stagione dell’anno!

L’unico vero deterrente che ho sinora riscontrato, è che guidare la bicicletta a Palermo è pericoloso…molto pericoloso!

Se l’amministrazione comunale adottasse un minimo di misure a sostegno della ciclabilità urbana, questa città ne gioverebbe tantissimo; questo ancor prima di aspettare il completamento delle infrastrutture per il trasporto pubblico.

Un sistema integrato bicicletta-TPL può garantire il futuro della mobilità sostenibile della nostra città. Pertanto auspico che la giunta comunale sia sensibile al tema.

Domanda: perché i nuovi tram non posseggono uno spazio per le biciclette?!

E’ proprio di questo che sto parlando: lungimiranza. Le piste ciclabili sono infrastrutture che hanno un costo decisamente irrisorio, così come le biciclette.

Il caro carburante e i problemi di traffico stanno spingendo tantissimi palermitani a passare alla bicicletta…e non certo per amore verso l’ambiente, ma per mera convenienza economica.

Il Comune di Palermo è pronto ad accogliere questa ondata di ciclisti? Sino ad oggi no.

Dal canto nostro, continueremo a spingere per politiche sostenibili a supporto della mobilità ciclo-pedonale, perché per un contesto come il nostro possono veramente fare la differenza…soprattutto grazie alla conformazione urbana di Palermo: una città dove qualsiasi punto è raggiungibile in poco tempo (a differenza di metropoli come Roma o Milano) e dove le vie strette poco si prestano ad accogliere flussi veicolari imponenti.

Può la bici essere il futuro di Palermo? Io credo di si!

Un consiglio? Pedalate! Pedalare è come una droga: si parte in sordina ma dopo un po’ non se ne può più fare a meno, soprattutto a fronte degli infiniti vantaggi che ne derivano. Disintossicatevi dall’auto!

Se non vi ho ancora convinto, vi ripropongo il video delle “Olimpiadi della mobilità” che abbiamo organizzato qualche mese fa! Buona visione!

Olimpiadi della mobilità – Palermo 2014: cronaca di un’epica impresa from Mobilita Palermo on Vimeo.


bicicletteciclopedonalitàmobilita palermoolimpiadi della mobilitàpanormosauriPiste ciclabilipiste ciclabili palermoSegnalati

26 commenti per “Confessioni di un ciclista dell’ultima ora

Comment navigation

  • guarino1 183
    23 lug 2014 alle 18:07

    @Irexia, analizziamo perché la pista ciclabile di Viale dell’Olimpo non funziona:
    1. Non c’è manutenzione.
    2. La maggior parte degli abitanti di Viale dell’Olimpo/Via Venere utilizza quotidianamente la macchina per recarsi a lavoro/scuola al centro, quindi anche volendo non prende la bici per fare 20 km al giorno tra casa e lavoro.
    3. Bassissima densità abitativa dell’area e utilizzo sotto-limitato.
    4. Non porta da nessuna parte (io parlo di una VERA rete stradale ciclabile: tutte le più grandi strade a Palermo potrebbero averne una)!

  • gaetano73 47
    23 lug 2014 alle 23:58

    robky69 ti invito a provare la bicicletta a Palermo…ti accorgerai che anche in inverno nel periodo piu’ freddo (saranno 7-8 gradi) se fai 3-4 km cominci a sentire caldo! e poi veramente a Palermo ti darebbero fastidio le biciclette posteggiate sul marciapiede????? con tutte le illegalita’ fastidiosissime che vediamo ogni giorno????
    Per quanto riguarda la pericolosita’ per i ciclisti purtroppo bisogna stare attentissimi e soprattutto (sembra un paradosso) non stare troppo addossato al marciapiede: si rischia di bucare a causa dei pezzi di vetro sempre presenti e poi le auto non fanno caso a te e possono urtarti. Se ti sposti leggermente a sinistra per dare un minimo di impaccio (solo un minimo) costringi gli automobilisti a notarti e a rallentare

  • Dahfu 111
    24 lug 2014 alle 9:52

    @blackmorpheus: per anni ho fatto la spola in bici dallo stadio al Tribunale.
    Da un pò di tempo mi sono arreso.
    Pretendo piste ciclabili degne di questo nome e che mi garantiscano una circolazione sicura. Troppe volte ho rischiato di essere travolto e fare la fine delle strisce pedonali!
    Oggi che ho anch’io un pò più di trent’anni e la relativa pancetta guardo con affetto ed un pò di nostalgia a tutti quei ciclisti che continuano a pedalare.
    Buona pedalata!

  • phrantsvotsa 465
    24 lug 2014 alle 12:12

    Concordo su tutto; io uso la bici da 6 anni…ed è una droga!

    La prendo tutto l’anno per andare al lavoro, anche quando piove

  • Sachverhalt 9
    24 lug 2014 alle 22:32

    Mi diverte molto leggere gli interventi a commento dell’articolo, essendo un ex palermitano che negli anni ottanta del secolo scorso usava la bici come unico mezzo di trasporto, in quanto i tempi di percorrenza si riducevano anche allora a ca. un terzo. Pedalando avevo quasi del tutto eliminato il rischio di ammalarmi in inverno, dato che il sistema immunitario veniva stimolato grazie all’attività fisica. Già allora era stato chiarito da numerosi studi come respirare gas di scarico nell’abitacolo di un’automobile fosse molto più velenoso di farlo all’aperto, in bici. Ma ancora oggi, più di trent’anni dopo, questo argomento viene ripetuto come un mantra. Più si pedala, più si è allenati e meno si suda. Mai avuto un incidente. I palermitani sono sì irrispettosi delle regole, ma in fondo meno pericolosi al volante dei colleghi di altre parti del mondo, dato che inventano le regole da situazione a situazione. Numerosi studi odierni mostrano come il concetto di pista ciclabile sia superato e per nulla garante di più sicurezza, anzi le statistiche mostrano come gli incidenti più numerosi avvengano proprio su di esse. Pochi sanno che le piste ciclabili sono un’invenzione del nazismo, che voleva relegare i mezzi più lenti a corsie apposite, in modo da non disturbare la velocità eroica delle automobili. Le tendenze più avanzate di oggi sono le “autostrade” per le bici senza incroci, né semafori, oppure semplicemente il traffico misto sulla strada, con piccoli accorgimenti , come lo spazio riservato alle bici per le attese ai semafori. Quindi è inutile continuare a investire o sperare nelle piste ciclabili a Palermo, che comunque verrebbero regolarmente occupate abusivamente. Ma mi rendo conto che per arrivare a recepire questi studi (leggere è complicato!) bisognerà attendere almeno altri quarant’anni, è questo il ritardo normale.


Lascia un Commento