30 dic 2013

I negozi di via L. Da Vinci chiudono, ma la colpa è del tram


Pubblichiamo la lettera che ci è giunta da un residente di via Leonardo Da Vinci circa i disagi e la crisi delle attività commerciali causate dalla costruenda tranvia.. Pur non condividendo i contenuti, molto discutibili, siamo convinti che attraverso il dialogo e i contenuti di questo sito è possibile convincere il sig. Laganà sul fatto che abbiamo una grossa opportunità di rilancio nell’ambito della mobilità e che gradualmente, le vecchie cattive abitudini (noterete su street view auto in sosta selvaggia e sopra i marciapiedi) dovranno essere “cancellate”.

 

Mi chiamo Gaetano Laganà, abito in un condominio di via Leonardo da Vinci al civico 434.

Da quando sono cominciati i lavori della corsia tranviaria la vita, nel nostro quartiere, è diventata critica, al punto che molti residenti, stanno valutando la possibilità di traslocare in quartieri più tranquilli. Ormai non si dorme più, per i chiusini basculanti, che fanno un rumore metallico ogni qualvolta che vi passa un’auto sopra (cioè ogni secondo).

Non è possibile neppure fermarsi un attimo con l’auto perché, immediatamente, si crea una fila chilometrica di auto e camion, che restano imbottigliati aspettando inviperiti di transitare e suonano le trombe a più non posso (inquinamento acustico).

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Non si può più fermare un auto, e neppure parcheggiare per il restringimento delle carreggiate, derivato dalla costruenda corsia tranviaria, gli esercizi commerciali stanno chiudendo, l’economia del quartiere sta per essere gradualmente distrutta.

Hanno installato decine di semafori regolati male, che è una fortuna quando non funzionano, così il traffico può scorrere agevolmente.

Siamo indotti a credere che l’inquinamento da polveri sottili e smog avvenga solo nel centro storico ed invece ci stanno facendo subire le stesse conseguenze anche in periferia.

E dire che c’è possibilità di restringere i marciapiedi, che sono liberi e in media larghi circa dieci metri, tanto da consentire di destinare parte di questi a parcheggio auto in senso obliquo. Ma nessuno lo prende in considerazione, possibile che non si pensi alle opere di urbanizzazione prima di approvare un progetto?

Pertanto, sarebbe utile confrontarsi con i progettisti e con coloro che hanno approvato e reso operativo un progetto che taglia in due i quartieri, con delle transenne in ferro, come i muri di Berlino e di GAZA.

Solo a Palermo il tram ha delle parapetti, in tutte le altre città non esistono; noi invece ci creiamo l’alibi di incidenti stradali per far lievitare i costi, aumentare lo smog e bloccare il traffico.


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21 commenti per “I negozi di via L. Da Vinci chiudono, ma la colpa è del tram

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  • Faber 112
    09 gen 2014 alle 14:52

    “se avessero pensato in fase di progettazione di porre ai lati della corsia dei cordoli alti le macchine non avrebbero potuto accedere se non dai punti stabiliti ma le persone avrebbero avuto la possibilità di passare in più punti

    tram o metrò… SI ATTRAVERSA LA STRADA SOLO PRESSO LE STRISCE PEDONALI O SEMAFORI. CAPRE!!!!!!! -__-


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