11 nov 2013

Tram e taglio alberi: un po’ di chiarezza


Tornano alla ribalta i lavori della linea tranviaria lungo via L.Da Vinci e con esse il (già previsto) taglio degli alberi per consentire la realizzazione della piattaforma tranviaria (fra piazza Einstein e piazza Ziino). Proteste lecite che hanno scatenato una forte indignazione in rete e stupore. La domanda però è sempre la stessa: perché solo adesso?

Abbiamo parlato di lavori “già previsti”, perché già da 5 anni si sapeva che in quel tratto di strada sarebbe transitata la futura tranvia e che gli alberi lato “Messina” sarebbero stati spostati/tagliati. E proprio lo scorso 19 Agosto pubblicavamo su queste pagine l’ordinanza di avvio dei lavori e parlavamo di taglio (purtroppo degli alberi). Bene, tutto (o quasi) taceva e nessuno alzava il dito. Oggi scatta una sorta di indignazione a orologeria, a tempo praticamente scaduto.

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Sia chiaro: qui dentro nessuno gioisce per il taglio di alcuni alberi. E per dovere di cronaca, abbiamo anche contribuito a lanciare un appello circa le adozioni delle vecchie Chorisie prelevate da via L.Da Vinci alta. Ma è anche vero che esiste un tempo per ogni cosa e non ci può svegliare la mattina così. Ma di questo ci sentiamo di rimproverare l’Amministrazione che ad oggi, e come negli anni precedenti, non ha ancora adottato un piano di comunicazione. Fare comunicazione è essenziale affinché tutta la cittadinanza sia correttamente informata sui lavori e sui disagi a cui si va incontro. Il rischio è quello di creare malcontenti, ma soprattutto lasciare spazio ad un enorme disinformazione, anche scorretta come qui sotto:

 

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Ed anche in questa occasione, molti  affermano che i precedenti alberi di via L.Da Vinci alta siano stati definitivamente abbattuti. Vi riportiamo allora una breve rassegna stampa circa le operazione di recupero che furono portate a termine:

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Ogni tanto una rinfrescata di memoria è necessaria, visto che in tanti dimenticano facilmente.

Tornando ai lavori, anche in una recente riunione in Commissione Urbanistica con le associazioni ambientaliste, è stato confermato ulteriormente che il contratto sottoscritto con l’impresa prevede una forma di compensazione (in termini di CO2 assorbita) all’80%.

A tal proposito,  riportiamo un comunicato del prof. Barbera nonché Assessore al verde pubblico:
1. Sono alberi di Ficus microcarpa di non più di 50 anni. Frequentissimi a Palermo. Certamente belli, come tutti gli alberi, ma assolutamente non definibili “monumentali” e quindi non specificamente tutelati 
2. Trapiantarli in altre aree costerebbe molto, impiegherebbe tempi lunghi, e accorgimenti onerosi ( si tratterebbe di un intervento del tipo “grandi trapianti” e avrebbe un esito molto dubbio. Considerando anche la stagione non garantirei più del 10% di sopravvivenza. 
3. Gli alberi in città sono, oltre che belli, molto utili. Diminuiscono la quantità di CO2, altri inquinanti atmosferici, migliorano il microclima. Tutti benefici che la presenza dei tram elettrici, riducendo il traffico automobilistico, assicurerà in maniera incommensurabilmente maggiore. 
4. Il contratto con l’ impresa che realizza la linea tramviaria e le norme di legge impongono (all’impresa) il 50% di compensazione con altri alberi (la misura si intende in termini di CO2 assorbita). In una riunione in Commissione Urbanistica abbiamo assicurato che oltre a vigilare sul rispetto delle norme e del contratto (le aree sono già individuate; tra queste l’ex palmeto dove ha ora sede il cantiere), porteremo di nostra iniziativa la compensazione all’80% nell’area interessata dall’intervento. Considerando l’ambito cittadino andremo certamente oltre. Per esempio con i 10.000 alberi di prossimo impianto al Cassarà.“

Ci auguriamo che le associazioni ambientaliste possano portare a termine il programma di compensazione. A tal proposito, annunciamo che il prossimo 21 Novembre comincerà la piantumazione dei primi alberi di frassino donati da Rocher alla città di Palermo. Diffidate inoltre da politici e non  che parlano di alberi centenari. Non vi sarà difficile trovare in rete foto della stessa strada durante gli anni ’50, totalmente priva di alberi e palazzi.


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27 commenti per “Tram e taglio alberi: un po’ di chiarezza

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  • peppe2994 2876
    12 nov 2013 alle 8:14

    Infatti. Il tram è stato approvato nel 2002, la tecnologia invece è stata inventata sette anni dopo nel 2009.

    @Orazio:
    Il tram non può essere come Bordeaux per il motivo di cui sopra, le barrire invece sono tristemente necessarie per contrastare lo stile di guida acrobatico del palermitano medio che ha costantemente fretta.
    Il tram non può passare sotto gli alberi perché con la corrente elettrica non si scherza già a bassa tensione,figuriamoci ad altissima tensione come per il tram. Anche tagliando gli alberi a misura in modo che non intralcino la catenaria non si potrebbero più potare con i fili del tram sotto ed anche se lo facessero metti che si stacca un ramo e cade sul filo, intanto prende fuoco, poi il legno non conduce a tensione domestica ma per tensioni più alte conduce tranquillamente scaricando a terra quindi la sicurezza va messa sempre al primo posto e di sicuro non si può mettere la vita in pericolo per salvare gli alberi.

    Infine i tram non si possono fare come altrove, come ogni opera si fa come è meglio per il contesto in cui si trova, sottolineo nuovamente, il contesto in cui si trova quindi nel progetto devono essere considerati gli automobilisti folli che a Bordeaux non ci sono.

    PS: Non è che viaggi solo tu eh, magari a qualcuno piace più questo tram che come li fanno altrove oppure non lo trova brutto inutile e fatto male come tu pensi ( giustamente sia chiaro, ognuno è libero di pensare come meglio crede ed esprimere le proprie opinioni positive o negative).
    I gusti sono gusti.
    Mi sembra come il discorso del muretto di via Malaspina appena realizzato per alcuni bruttissimo e per me così bello che c’ho fatto tutti i muri all’aperto in campagna.

  • antony977 165955
    12 nov 2013 alle 10:04

    Penso che peppe2994 abbia dato risposte esaurienti.
    Caro Orazio non è che hai viaggiato solo tu qui dentro.
    E quando scriviamo che, per esempio, le transenne della tranvia non sono un’esclusiva di Palermo, lo facciamo con cognizione di causa riportando anche altri esempi. Tralasciando le normative che impongono questa scelta, e la realizzazione anche per far transitare i mezzi di soccorso: Firenze, Torino…ma di che parliamo?
    Nella città toscana ci sta pure la catenaria ed è di recente realizzazione. Vuoi mettere che sono imbecilli anche lì, compresi svizzeri e tedeschi che usano ancora i pali della catenaria?
    E come ti hanno già fatto notare altri (anche loro sono portavoce della Sis?), questa nuova tecnologia è di recente applicazione.
    Dovresti sapere che durante la progettazione ci sono devi passaggi che possono durare anche anni: conferenze di servizi, tavoli tecnici con Provincia, Regione, Comune, Ministero, Circoscrizioni, Genio Civile.
    Tutti atti pubblici che puoi consultare liberamente.
    Circa le proteste, meno male che ho scritto nell’articolo che sono lecite :D
    Però se queste proteste sfociano pubblicando certe foto (vedi sopra), allora abbi l’onestà di ammettere che questo non è scuotere la coscienza civile ma ignoranza!

  • antony977 165955
    12 nov 2013 alle 10:14

    E circa le ultime tecnologie, aggiungo: oggi tu progetti una linea tranviaria fino a Mondello. Di ultima generazione, senza pali di catenaria, senza barriere perché molti panormosauri saranno già educati e disciplinati.
    Fra 10/15 anni arriverà mio figlio e scriverà che siamo stati imbecilli a realizzare ‘sta cosa perché nel frattempo a Stoccolma i tram volano.

  • Metropolitano 3236
    12 nov 2013 alle 16:54

    Come si può notare il progetto del tram esisteva già, ed io ero al corrente che i lavori partiti decollati cinque anni fa sarebbero andati avanti. Ogni protesta è irricevibile perchè ci si doveva pensare prima dell’arrivo del cantiere di via Notarbartolo.

    Ad ogni modo nè io nè gli altri cittadini lungo la via Notarbartolo/ Da Vinci sapevamo che dovevano abbattere pure gli alberi al di sotto di Piazza Ottavio Ziino considerato che le corsie dei tram dovranno passare al centro. L’unica vergogna è che pur costruendo queste grandi opere politicamente si privilegia sempre l’uso dell’automobile. Allora i politici fecero la scelta tra mantenere il verde pubblico lungo la via Notarbartolo oppure dare più spazio ai veicoli, visto che i binari occuperanno buona parte della carreggiata.
    Fare le linee tram pur abbattendo qualche albero è sempre giusto.
    Invece stando alla risposta che ho avuto, estendere le corsie per l’automobilista e tagliando i fixus è sbagliato: così il livello di CO2 resta sempre alto in via Notarbartolo, se non addirittura non aumenta per la rimozione degli alberi, poichè solo con meno corsie per automobili e inoltre più tram (mezzi ecologici) si riduce l’inquinamento.
    Potevano pur sempre lasciare una corsia per senso di marcia tra le piazze Boiardo e Ziino ! In sostanza si poteva fare meglio per questo progetto ! Oppure sfruttare la via di sfogo dietro il bar Oasi e l’edicola a fianco per le corsie suppplementari dei veicoli ! NO ?
    Sarebbe stato più intelligente.

  • Metropolitano 3236
    12 nov 2013 alle 20:19

    Ho letto l’articolo e onestamente penso anche io che questi grossi alberi a differenza delle chorisie non si possono trapiantare. Moriranno una volta segato il tronco principale. Sono sempre esseri viventi per cui io me ne frego se si fanno distinzioni tra animali uomini e piante. Se le alternative ci sono si lasci stare qualche ficus. Del resto a chi devono crearlo lo spazio? Alle automobili, vero ? I tram scorreranno al centro della carreggiata, quindi non c’entrano. La colpa è di chi non ha cercato qualche soluzione per evitare la morte (scempio) degli alberi. Per me l’età non conta. Se sono vecchi 40-50 anni sono pur sempre esseri viventi esistenti da decenni. Il discorso che non sono secolari non regge. Se si può evitare si eviti di sacrificare alberi per corsie, semmai si faccia il contrario, cioè una corsia per senso di marcia senza abbattimenti. Io ne dubito purtroppo che si seguirà questa corsia.

  • Pietro Bolenares 0
    12 nov 2013 alle 21:53

    @Metropolitano

    Credo che il suo intervento dia modo di ragionare sul fatto che uno o più filari di alberi non siano concepiti in termini di valore, ma di ostacolo o meno all’avanzare di una “modernità” (talora, paradossalmente, persino già obsoleta al suo attuarsi) che non ammette valutazioni complesse, in nome – ognuno lo capisce da sé – di un efficientismo che non prevede (quasi ideologicamente, direi) il dubbio.

    D’altronde il “partito del cemento” (che, non dimentichiamolo, è uno dei pochi elementi “unificanti” di Sud e Nord) ha gioco facilissimo se ha come interlocutori (si fa per dire!) amministrazioni locali o ignave (nella migliore delle ipotesi) o prive di una visione d’insieme del territorio. E quanto al verde pubblico in particolare è facile constatare quale “rispetto” ne abbia il Comune di Palermo semplicemente osservando – e basta una passeggiata di mezz’ora – le centinaia (migliaia?) di cercini vuoti e/o “privatamente cementificati” presenti nelle vie cittadine. Pare quasi che la “logica” sia: meno piante, meno manuntenzione, meno spese, meno “camurrie”.

    Ah, già, dimenticavo: abbiamo i “fiori all’occhiello” costituiti da Parco Uditore e Parco Cassarà! Il resto può aspettare (o morire): non è mediaticamente spendibile.


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