07 mar 2013

Il mortificante stato del verde pubblico al Politeama


Dove passa il palermitano non cresce l’erba…letteralmente. Non c’è nulla da fare, in questa città il bello non può resistere. Punto. E’ più forte di noi, che si tratti di panormosauri o amministrosaurus rex, la cultura della bellezza e del decoro a Palermo non può attecchire. Così come non può attecchire quel po’ di verde che ci rimane. E se la condizione del verde pubblico nella piazza più centrale e più importante di Palermo dev’essere questa qui…



…non risparmiando neanche l’imbarazzo di una simile presentazione di fronte ai turisti che nonostante tutto vengono ancora a trovarci, allora vuol dire che la decadenza di questa città è proiettata verso il suo acume. Se neanche la piazza simbolo della nostra città resiste all’invasione barbarica, ostinandosi a seguire la curva impietosa di questa parabola discendente che ci allontana da qualsiasi standard di civiltà europeo, arrendendosi di fronte a piaghe quali il vandalismo, la mala amministrazione, l’inesistente senso civico dei cittadini, allora c’è rimasto poco da discutere. Confido ancora in quel po’ di coraggiosa resistenza che non riesce a rassegnarsi all’inevitabile declino. Il nulla ha spazzato via tutto


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28 commenti per “Il mortificante stato del verde pubblico al Politeama

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  • cirasadesigner 1024
    07 mar 2013 alle 13:17

    @mars 76 sono felice di esserci chiariti, ricordi bene la città dove abito attualmente è Bruxelles, e posso in parte confermare quello che scrivevi su di essa. Certamente grigia anche per via del suo clima, chi ha la sfortuna di vederla nelle sue giornate uggiose, non ne ricorda certo i colori, se hai la fortuna di vederla con il sole può’ dare sicuramente un altra impressione… ma i mie sfoghi nascono appunto da questo… Perché noi non dobbiamo essere come loro, perché noi dobbiamo accontentarci del nulla quando potremmo stare in una città magnifica. Se il paragone con Bruxelles, non può’ reggere a livello di clima con Palermo, la stessa cosa di certo non si potrebbe dire paragonandola a Barcellona o Siviglia o Valencia, solo per fare qualche nome città, che credo tu conosca, visto che sei tra quei palermitani che per fortuna viaggiano.
    Bruxelles non è certo una città pulita alla svizzera, ci sono quartieri belli e puliti e quartieri meno puliti dipende dalla presenza etnica dei luoghi che purtroppo da la conferma che la pulizia è anche una questione di cultura. Ci sono i quartieri abitati da belgi o francesi, senza dimenticare gli italiani che sono buoni e organizzati, e quartieri, sopratutto gli arabi che sono meno buoni. Poi hai ragione nel descrivere lo schifo legato alla piaga dell’alcool, puzza di urina e vomito in ogni anfratto. Noi per fortuna questo non ce l’abbiamo ma di contro non abbiamo manco altro. I sacchetti che hai visto sono della differenziata e del porta a porta si raccoglie la spazzatura due volte a settimana, e ti assicuro la raccolgono così come lavano le strade una volta al giorno e spurgano le caditoie una volta a settimana… Ma solo perché qui se ti prendono per fare un lavoro, poi lo fai, se sei poliziotto controlli le strade, s e sei spazzino le pulisci, se sei autista guidi gli autobus, sai invece come funziona da noi. Spero un giorno di non dover fare sempre di questi commenti, proprio perché non ce ne sarà bisogno, ma credimi dopo che anche io ho sognato di cambiarla e ho fatto cose anche importanti per le mia città, non è facile vedere quello che si vede in giro o si legge su questo sito; Perché dovrebbero esserci escrementi umani su un sovrappasso ancora manco aperto? Perché i sottopassi possono essere utilizzati solo da ratti e e dai tossici? Perché le aiuole della mia città, debbano essere ricche solo di sterpaglie e immondizia, quando solo lasciando fare alla natura sarebbero ricche e floride grazie al clima e una corretta progettazione del verde??? Sono questi i perché che mi danno fastidio.
    mars 76 ci risentiamo la prossimo confronto e goditi Palermo anche per me e lo dico con un pizzico di invidia

  • KINGDOM 20
    07 mar 2013 alle 13:31

    @mars 76 non conoscevo il sito che mi hai consigliato. ho dato un’occhiata è bellissimo

  • Arayashiki 44
    07 mar 2013 alle 13:56

    Purtroppo devo dare ragione a Blackmorpheus,a Palermo la maggioranza delle persone non hanno idea di cosa sia il bello e la differenza con il brutto. E’ anche vero però che le persone, anche se col tempo, si educano, ed è qui che secondo me peccano le istituzioni. Questa città necessita urgentemente di corsi di EDUCAZIONE CIVICA OBBLIGATORI per tutti i cittadini. E’ anche vero però che dove non ci sono soldi e la gente ha fame, tutto decade, la cultura, il senso civico, il senso per la bellezza. Educhiamoli i palermitani.

  • ruggys 276
    07 mar 2013 alle 17:40

    anche io concordo con blackmorpheus, non esiste la cultura del bello a palermo…ma credo che bisogni risalire a monte: a palermo non esiste la cultura della civiltà, il che è anche peggiore…nel mio quartiere (definito a torto uno dei più “civili”) zona via dei nebrodi, ogni 10 giorni si formano montagnette di rifiuti nei punti dove 3 (3!!!!!!!!) anni fa vi erano i cassonetti della spazzatura, poi rimossi per l’inizio della differenziata…ed è una cosa fisiologica, avviene ogni mese, piu volte, e quando i netturbini la rimuovono (tra l’altro con amarezza come ci siamo accorti con mia madre, con cui si sono sfogati un paio di volte), prima o poi la riformano le bestie…andate a guardarvi le aiuole centrali di via abruzzi o peggio di viale delle alpi: sembra una città appena uscita dalla guerra, e non è una esagerazione!!! caz*o e questo sarebbe un quartiere semi centrale BENE????????? MA UNNNI?????

  • MAQVEDA 17489
    07 mar 2013 alle 18:44

    @Cirasa designer
    Non è assolutamente vera questa storia delle casse vuote e della peste imperversante nel 1573 :-D La fontana fu acquestata per una cifa considerevole, ma non certo sproporzionata.
    Era tra l’altro destinata alla villa suburbana intorno Firenze di Don Garcia di Toledo.

  • cirasadesigner 1024
    08 mar 2013 alle 8:44

    @maqueda, sapevo di questa storia dall’Università, ma se hai fonti che dicono il contrario, sono felice almeno per il principio. Mi potresti indicare la bibliografia, voglio sapere come stanno le cose non mi piace dire cose non esatte. Grazie

  • MAQVEDA 17489
    08 mar 2013 alle 13:43

    Un qualsiasi libro che parli della fontana Pretoria è sufficiente, nessun cenno a peste e casse vuote (ho cercato e ricercato, ma peste nella seconda metà del cinquecento non mi risulta essercene stata), e in ogni caso, anche se viene sempre puntualizzato che la cifra fosse considerevole per l’epoca, non credo che dire sproporzionato sia la stessa cosa, anzi cambia di parecchio il senso della frase. Costò ottomila once, circa tremila scudi, cifra assolutamente non indifferente per l’epoca (anche se non sapendo il cambio alla moneta attuale, non ho parametri per rendermi conto di quanto effettivamente sia stata grossa la spesa) ma in fin dei conti, non venne acquistata una cucina componibile ma una fontana monumentale :-D


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